Socrate – L’immortalità dell’anima

Conosci la verità in te

“Conosci la verità in te, conosci te stesso nella verità: ed ecco! in quel momento, con tua meraviglia, riconoscerai nel tutto e in ogni singolo, proprio nel luogo che ti circonda, la patria a lungo cercata invano e appassionatamente sognata:
QUI IL CIELO SI INCONTRA CON LA TERRA.”

Arthur Schopenhauer

(ringraziando Valeria)

La memoria

La memoria è facoltà dell’amore, restituisce all’eterno ciò che il tempo divora e l’odio distrugge; non impedisce la perdita, non ostacola la morte, non è nel suo potere, come non è nel potere dell’amore.
La memoria è un modo della compassione

Francesco Donfrancesco

Sentimento

Gli psicologi accademici, salvo poche eccezioni, hanno preferito lasciare da parte il sentimento, giustificando la loro trascuratezza con la scusa che il sentimento non può essere analizzato. Il sentimento, essi dicono (e questo è particolarmente vero per le scuole tedesche che, malgrado le loro argomentazioni, continuano a scrivere sul sentimento), è un flusso che non può essere sezionato ed osservato. Perfino il porre domande, che è il primo passo di ogni indagine, blocca il sentimento.
In particolare, nella vita quotidiana, se viene chiesto “come ti senti”, la risposta in parole è già diversa dal fenomeno del sentimento. L’applicazione della comprensione analitica al sentimento distrugge proprio l’oggetto stesso dell’indagine, che dilegua davanti agli occhi. Così – procedendo su questa linea – è meglio che il sentimento sia lasciato nell’oscurità, come una forza sotterranea da sentire e non da verbalizzare.

James Hillman

Nell’ora che soffia

Nell’òra che soffia.
Mi lasci,
come nube
la roccia:
alata …
nell’òra che soffia,
che strugge,
che muta.
E imploro
che il cielo
t’inghiotta:
in fretta …
se seguirti
nell’òra
non posso …
che in fretta
t’inghiotta!

Luigi Roscigno

Eros

Eros è qualcosa di intermedio fra mortale e immortale

Platone

Compassione

La chiave per giungere al Graal è la compassione, soffrire con, sentire la sofferenza altrui come fosse la propria. Colui che scopre la forza propulsiva della compassione, ha trovato il Graal

Joseph Campbell

L’amico ritrovato

Tratto da l’ Amico ritrovato di Fred Uhlman:

“Ho esitato un po’ prima di scrivere che “avrei dato volentieri la vita per un
amico”, ma anche ora, a trent’anni di distanza, sono convinto che non si trattasse di
un’esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l’avrei
fatto quasi con gioia. Così come davo per scontato che fosse dulce et decorum pro
Germania mori, non avevo dubbi sul fatto che morire pro amico sarebbe stato lo
stesso. I giovani tra i sedici e i diciotto anni uniscono in sé un’innocenza soffusa di
ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito e il bisogno appassionato di una
devozione totale e disinteressata. Si tratta di una fase di breve durata che, tuttavia, per
la sua stessa intensità e unicità, costituisce una delle esperienze più preziose della
vita. ”

Lui pensa di aver perso un amico per trent’ anni e dopo trent’ anni lo ritrova morto, che ha dato la sua vita per lui, per un amico…
Anche quando pensiamo che un ‘ amicizia sia perduta per sempre non possiamo mai saperlo fino in fondo, anche se la nostra delusione è al massimo e il dolore sconfinato, non è detto.
Può essere che quell ‘ amicizia ci abbia lasciato molto più di quello che pensiamo…
L’ amicizia in qualsiasi caso, per me, è comunque un dono prezioso.

(ringraziando Giulio Bianchi)

Bene e male

…Male è tutto ciò che divide, che blocca o cerca di bloccare il flusso, mentre Bene è ciò che unifica, che scorre nel grande flusso della vita e della storia, con la coscienza di essere nulla più che una fragile fibra dell’universo

Giuliano Boaretto e Giorgio Galli

L’autonomia dell’anima

Jung ha sempre insisito sull’autonia dell’anima… L’anima non è “causata”  dalla natura, dalla componente ereditaria, né dall’ambiente o dall’educazione. L’anima è indipente, autonoma, non può o può solo in parte venire intesa attraverso le categorie di causa ed effetto

Adolf Guggenbuhl-Craig

Questo amore

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura come un bambino quando e buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
Questo amore tutt’intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che e stato
Questa cosa sempre nuova
Che non e mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l’estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
e che si sono amati
h sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.

Jacques Prévert

Poeti arabi a New York. Il circolo di Gibran

Gentilissimo, scopro oggi, per caso, il suo blog, nonché il suo interesse per Gibran. Colgo l’occasione per segnalarle una mia recente pubblicazione come gibranista, che potrebbe essere forse di interesse suo e/o di altri utenti:

‘Poeti arabi a New York. Il circolo di Gibran’, introduzione e traduzione di Francesco Medici, prefazione di Amedeo Salem, Palomar, Bari 2009

descrizione:
Il 28 aprile 1920, a New York, nello studio-appartamento di Kahlil Gibran, una decina di scrittori siro-libanesi emigrati negli Stati Uniti fonda ufficialmente un circolo politico-letterario noto come «Associazione della Penna».
Si tratta di un gruppo di «ribelli», già attivi a partire dal 1916, determinati a rilanciare la lingua araba dopo secoli di stagnazione e sterilità e a fomentare la rivolta dei propri connazionali nella madrepatria contro la dominazione ottomana e i mandati europei. Le opere
di alcuni di questi «poeti arabi d’emigrazione» avrebbero conosciuto uno straordinario successo planetario che dura ancora oggi. Insieme a testi inediti e rari di Gibran, l’antologia raccoglie, per la prima volta in traduzione italiana, una ricca selezione di versi e poèmes en prose di Ameen Rihani, Elia Abu Madi e Mikhail Naimy,
tra i maggiori esponenti siro-americani della rivoluzione romantica nella letteratura araba.

Francesco Medici

L’ingiustizia

Chi commette un’ ingiustizia è sempre più infelice di quello che la subisce.

Platone

Sull’amicizia

E un adolescente disse:
Parlaci dell’Amicizia.

E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E’ la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte ?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Kahlil Gibran

…poi si va sul concreto e l’anima si estende ed esprime la sua “bellezza”

In verità…

In verità
siamo una sola anima,
tu e io.
Appariamo e ci nascondiamo,
tu in me, io in te.
Ecco il significato profondo
della mia relazione con te.
Poiché fra te e me non esistono
né tu, né io.
Siamo al tempo stesso
lo specchio e il volto.
Siamo ebbri della coppa eterna.
Siamo il balsamo e la guarigione.
Siamo l’acqua di giovinezza
e colui che la versa.

Rumi

Eos e Titone

La luce

Possiamo perdonare un bambino che ha paura del buio.
La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce.

Platone

Inno a Iside

La genialità (oggi divaghiamo un po’)

 

Le casalinghe fantasiose di Vania Elettra Tam

Immagini ironiche per raccontare le fantasie di donne alle prese con la routine domestica. Fra citazioni d’autore – dalla Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci alla Venere del Botticelli – e la volontà di descrivere la realtà delle casalinghe nelle società contemporanea. Si intitola “Un giorno di ordinaria pulizia”.

Io le trovo STREPITOSE!



L’esercito silenzioso

Caro Gabriele, ecco alcune delle foto scattate al “gattaro”. Anche se abbiamo parlato tante volte, io e lui, il suo nome mi sfugge costantemente e sembra voler ribadire, in tal modo, la sua non appartenenza a questo mondo frettoloso e indifferente.
Lui appartiene ad un mondo fatto di intuizioni, premonizioni che corrono sul filo degli odori e nessuno ha mai pensato che accanto alla chiaroudienza e alla chiaroveggenza possa esistere un’altra forma di dialogo sovrasensibile.
Il “gattaro” è alto poco più di un metro, minuto, vestito sempre con abiti rattoppati alla buona. Lo vedo sbucare a sera da qualche vicoletto, con la sua bici carica di buste contenenti il mangiare per i gatti. Un impegno che porta avanti da anni. Quando a sera si incontra con il “suo” piccolo popolo, il suo volto acquista una particolare nobiltà e la sua solitudine è ripagata appieno dalle effusioni di quegli animali selvatici dalla “grazia scontrosa” che difficilmente si avvicinano agli altri personaggi delle nostre strade.
Sappiamo il numero delle guerre che oggi si combattono nel mondo, il numero di quanti ogni giorno muoiono di fame, ma non conosciamo il numero dell’esercito silenzioso che ogni giorno si occupa degli altri. Volontari, gattari o anziani che con le mani tremanti distribuiscono mangime per i piccioni.
Anche loro, per dirla con le parole di Borges, stanno salvando il mondo.

Nicola

Chiedo “scusa” a Nicola ed a voi tutti per la qualità delle fotografie ma, non avendo lo scanner, ho dovuto rifotografarle con il cellulare.
Gabriele

Il cielo si incontra con la terra

“Conosci la verità in te, conosci te stesso nella verità: ed ecco! in quel momento, con tua meraviglia, riconoscerai nel tutto e in ogni singolo, proprio nel luogo che ti circonda, la patria a lungo cercata invano e appassionatamente sognata: QUI IL CIELO SI INCONTRA CON LA TERRA.”

Arthur Schopenhauer

(ancora grazie a Valeria)

Buongiorno

Nuova vita

La buia notte dell’anima
giunge prima della rivelazione.
Quando tutto è perduto
e tutto sembra tenebra
allora compare la nuova vita
recando tutto ciò che serve

Joseph Campbell

Intelletto e materia

In ogni tempo l’uomo acquista effettiva consapevolezza delle proprie capacità intellettuali proprio nei momenti in cui più scarseggiano le risorse materiali.

Hermann Bengtson

Corpo e Anima

Non dobbiamo pensare che le passioni siano semplicemente dell’anima, ma sono del corpo siffatto e dell’unione dell’insieme di anima e di corpo.

Plotino

Oblio della differenza fra Io e anima

Sottrarre l’Io alla seduzione dissolvente dell’anima, questo sembra il compito originario intorno al quale si costituisce il “monoteismo della coscienza”: sradicare l’Io da ogni connessione archetipica che, influenzandolo e attraendolo, diminuirebbe il suo prestigio e minaccerebbe il suo progetto; stabilire quindi come suo statuto la separazione, l’autonomia e le opposizioni. Si conferma, per questa via, l’oblio per la differenza tra Io e anima e così va persa l’interiore relazione psichica, quel dono che l’Io riceve dall’anima, quando ne permane connesso.

Francesco Donfrancesco

L’essenziale è invisibile agli occhi

Nodo vivente

L’uomo è il nodo vivente dell’universo perché partecipe della materia con il corpo e della spiritualità con la mente

Gabriele La Porta

Tutto quanto

Tutto quanto concerne l’Anima si
svela spontaneamente ed ogni
sforzo razionale non fa che allontanarla.
Questo perché la sua natura
non è fenomenica. Si coglie
col cuore come una poesia, come
un’opera d’arte. Si sente, si ama
ma nessun concetto, come ombra
fugace, è ad essa adeguato”

Jalal al – Din Rumi

La musica e le lacrime

Mi scrive Nicola, ringraziandomi per aver pubblicato la sua interpretazione musicale. Quanto mi “dice” sul rapporto della musica e le lacrime, merita anche la vostra attenzione e le vostre considerazioni

Caro Gabriele, ti ringrazio per aver ospitato questa piccola interpretazione nella pagina del tuo blog.
Tengo particolarmente a questo concerto (qui è presente solamente il preludio della suite) perché questa musica ha interrotto un periodo di lungo silenzio.

Platone ha scritto pagine mirabili sul rapporto Musica – Stato, parole che andrebbero ricordate ogni giorno, prima di presentare le barbarie camuffate da riforme istituzionali, che quotidianamente ci presentano i vili servi del potere di Stato.

Non sono certamente Michelangeli, ma negli ultimi anni è stato difficile per me, anche trovare un pianoforte su cui suonare. Allora la musica diventava un esercizio interiore, una voce che mi accompagnava nel trambusto delle strade.

Poi le nuvole passano e quell’istinto che alcuni hanno a preservare la parte che la società vorrebbe corrompere, diventa ancora più forte e più lucente.

La musica così diventa espressione di libertà.

Libertà di chi è passato all’inferno ma non ha voluto rimanerci.

In quest’ottica e solo in quest’ottica si comprende pienamente l’aforisma di Nietzche
“Non posso fare distinzione fra la musica e le lacrime”
e Cioran dall’altra parte del Tempo commenta questo aforima in questo modo

“Non posso fare distinzione tra la musica e le lacrime” (Nietzsche). Chi non lo capisce istantaneamente non è mai vissuto nell’intimità della musica. Ogni vera musica è sgorgata dalle lacrime, nata com’è dal rimpianto del Paradiso.

In questo senso la poesia di Beatrice Niccolai risulta disarmante:

Passeranno forse, le nuvole
passerà anche quest’inverno.
lungo e infinito come la pazienza.
E’ così che mordo la vita, masticando il vento,
stringo fra i denti, di te,
il più prezioso dei pensieri.
Torneranno un giorno gli angeli
a raccontarci quest’inferno,
di com’eravamo e come navigammo le lacrime
senza alcun salvagente.
Passeranno forse le nuvole, sì.
Passerà anche l’inferno.
Aspetto, ignorando il passare
del nostro tempo,
gli angeli

Un abbraccio,
Nicola

Natura dionisiaca

Questo è fondamentale: la natura dionisiaca deve essere educata. Possiamo pensare che senza educazione la natura dionisiaca possa rimanere “selvaggia” e “demenziale” e incapace di stare in contatto col senso della realtà immediata

Rafael Lòpez Pedreza

Incoscio

In realtà giorno per giorno noi viviamo ben oltre i confini della nostra coscienza; la vita dell’inconscio procede con noi, senza che ne siamo consapevoli. Quanto più domina la ragione critica, tanto più la vita si impoverisce; quanto più dell’incoscio e del mito siamo capaci di portare alla coscienza, tanto più rendiamo completa la nostra vita

Carl Gustav Jung

La rosa, il giglio, la colomba, il sole

La rosa, il giglio, la colomba, il sole
Io amavo un tempo in giubilo d’amore.
Oggi non più, ché amo solamente
Lei unica, lei piccola e innocente;
lei che la fonte stessa è d’ogni amore,
che è rosa e giglio, che è colomba e sole.

Heinrich Heine

(Ringraziando Elena)

Un omaggio

Conquiste

Noi dobbiamo forse alle passioni le maggiori conquiste della mente

Vauvenargues

Amore per l’anima

L’essere umano che ama, guidato da Eros, non ama soltanto l'”altro” ma anche se stesso, la propria anima

Adolf Guggennbuhl-Craig

Abbandono amoroso

Le donne hanno meno paura, rispetto agli uomini, dei rischi connessi all’abbandono amoroso. Ogni amore ha in sé una misura di dolore, così come ogni nuovo incontro rinnova il dolore dell’assenza

Ginette Paris

La vostra poesia

Qual è, miei cari, la poesia che vi corrisponde interiormente? Qual è la “vostra” poesia?

La mia è:

Chi non vuole essere martire d’amore
lasci l’amore a chi sa amare
Chi non è disposto a morire per il suo amore
di vivere d’amore
non avrà ventura

Omar Ibn Al Farid

L’inferno delle passioni

Un uomo che non è passato attraverso l’inferno delle passioni non le ha mai superate: esse continuano a dimorare nella casa vicina e, in qualsiasi momento, può guizzare una fiamma che può dar fuoco alla stessa casa

C.G.Jung