17 Risposte

  1. Prof,avevo scritto un post in”Daimon” a proposito di una mia esperienza ..non mi ha risposto,ma questo video è già la risposta che cercavo. L’individuarsi. L’aspetto inquietante è che la mia Psiche ha rispettato pienamente i tempi:prima costruire un Io poi tentare di trascenderlo..mentre il mio Io non ne sapeva nulla!!!
    Un po’ mi spaventa,Professore..so di essere abitata dall’allegria osteria,ma questa è una forza che si è imposta secondo un progetto chiarissimo..quasi fosse cosciente..anzi,via lo è sicuramente..

  2. Sono d’accordo, il concetto d’individuazione è centrale. Vado a vedere se riesco a recuperare un commento che ti avevo lasciato giorni fa e che era ancora in attesa di moderazione, mi sembra pertinente e se ci riesco te lo rilascio qui.
    Baci Gbrl

  3. Ciao Gabriele. Jung come sempre, ha sempre ragione, per chi almeno è sulla sua stessa lunghezza d’onda.
    Il signore nel video dice alcuni punti in cui Jung ripeteva sempre, sulla società collettiva e il conoscere se stessi ed essere se stessi.

    Però non credo che ciò possa essere totalmente possibile, poiché oggi l’uomo per vivere abbastanza bene dovrebbe vivere come se non vedesse e non sentisse le cose nella società collettiva e adeguarsi alla società per non essere esclusi.
    Forse secondo me l’essere infelici è non poter essere veramente se stessi.

    Jung diceva che bisognerebbe distaccarsi dalla collettività e non essere uguale agli altri.
    E come diceva ancora Jung trovare la propria follia, di certo quando qualcuno vuol essere diverso dagli altri diventa un pò “folle”, ma molto spesso chi cerca questa diversità crede che è la parte esteriore e fisica che deve cambiare o il modo di parlare o di porsi. In questo caso è totalmente sbagliato.

    Per esempio io non credo in quelle persone in cui criticano tutto e tutti nel essere contro volendosi distinguersi dagli altri, dalla società consumistica e da chi è al potere, il voler essere diversi e poi in realtà essere e rimanere uguali a se stessi e agli altri.

    Secondo me la cosa più brutta nella vita e pensare, vivere come gli altri, essere come gli altri.

    La cosa più difficile è togliersi di dosso gli schemi prefabbricati, le credenze, la ragione inculcata sin dall’infanzia nella società in cui si vive.

  4. La ringrazio.
    Non immagina la gioia che mi trasmette.

  5. “DIVENTA CIO’ CHE SEI”
    Rappresenta quindi lo sviluppo delle particolarità di un individuo, sulla base della sua disposizione naturale, DISPOSTA PER0′ AD APPRENDERE !
    baci

  6. 5:26 minuti di VANGELO PURO ! ! !!

    INCOMMENTABILE … perchè ogni singola frase meriterebbe ore e ore di discussione e approfondimento

    Da assaporare lentamente, sorso dopo sorso….

  7. Appunti di viaggio:

    PSICHE: “Non è immutabile. E’ la visione del mondo che intercetta la “mia ” costituzione psichica… ” Proprio perchè gli uomini sono diversi tra loro, hanno diversa costituzione psichica, è auspicabile che ci siano molte visioni psicanalitiche del mondo…

    L’Io, la ragione, è un insieme di regole che non crea; perchè qualcosa nasca, il creativo deve andare oltre le regole, deve accedere alla propria follia fino al sacrificio dell’Io…

    Affetto!

  8. ma è il Professor Galimberti?…
    Se è lui…io ho visto poco tempo fa – ero un po’ distante dal palco – una sua conferenza e sono rimasto colpito dal modo come presentava il tema e discuteva e argomentava su quello….
    coinvolgente… probabilmente uno dei più belli incontri che mi siano capitati in questi ultimi anni!…

    Saluti

  9. Ecco …. come ridare la dignità, la vita, ai “disabili”:
    – Togliere il pericolo della compassione, cosa quanto mai difficile;
    – Risparmiare a loro la vergogna.

    Maria, ti amo,

    Pietro

  10. bello il video su Nic, non lo avevo mai visto in video.

    Belli e commoventi anche le sue citazioni che si abbinano a ciò che è successo 40 anni dopo la morte di Nic.
    (l’olocausto), se viveva in quel periodo, le sue teorie sull’uomo sarebbero state azzeccate.

  11. potrei fare una critica …così..in generale?
    quando ascolto qualcuno che propugna una sua tesi , o fa un discorso, che sia un filosofo o uno scrittore, non capisco perchè non citi le “sue fonti”.
    Ecco era una critica in generale, anche se mi risulta che appunto al grande Galimberti gliela abbiano fatta questa critica,
    ciò che intendo dire e che personalmente apprezzo molto del nostro prof. (o della nostra “mamma di anima”) è che questo lui non lo fa mai.
    Citare le proprie fonti credo sia corretto e serve a capire meglio il -percorso del pensiero-, ed è corretto anche nei confronti di chi ha scritto un libro, un articolo, ha detto qualcosa dal panettiere, chiunque se trae ispirazione da qualcun’altro dovrebbe citarlo e/o perlomeno ricordarsene..
    Mi ha dato fastidio in passato quando sentivo parlare qualcuno “come il libro che aveva letto” …mi spiego?
    Distinguevo i passaggi e le frasi perchè li avevo letti anch’io, ma io mi ricordavo di averli letti, questa persona apparentemente no.

    ((Vabbè era una persona che puntava tutto alla conquista femminile, ho sempre pensato che tutto sommato era un bravo “ragno” e se con i libri acchiappava delle belle mosche beh’ era più che un’intellettuale un gran viveur.E questi hanno colorato con le loro gesta le mie estati.Tutto sommato.L’entomologa in me ne trovava interesse.
    ;-P))

    Così era una critica in generale magari lo faccio e non me ne accorgo, invece me ne vorrei accorgere, per come esserci arrivata non perchè è chic dire una certa cosa od esprimere una certa opinione.

    Questo non è essere noi stessi? Definire chi è l’altro e cosa ci ha trasmesso e magari in cosa siamo noi differenti ?Non è questa la cultura ed il ragionamento?
    Ancora complimenti al prof. per la sua correttezza sempre.

  12. Map,eh non lo so..a parte che qui Galimberti mi sembra che faccia i nomi delle fonti,ma riesce- non sempre gli capita – a farle interagire creando un discorso omogeno.. Lascia stare il prof La Porta,lui è un outsider: non è mai stato interessato al nozionismo tipico di un certo tipo di intellettuali,lui ha questa “fissazione” di creare uno sguardo d’anima negli altri,e la cosa folle è che ci riesce..

  13. Nella cultura che si tramandava oralmente, avveniva che la fonte si perdeva… Si sentiva soltanto il fluire del fiume…
    Baci

  14. Cara Mary, il tuo è un ragionamento che percorre sentieri giusti

  15. Cara Amalia, mi stai dicendo che hai una personalità della personalità? Se così fosse, in che modo può “offenderti”?

  16. Penso che i poeti non rischiano ” il recinto della ragione”, ma ben sì sono quelli più lontani nell’ avventurarvisi. I poeti in genere sono tra quelli che hanno meno sovrastrutture e lasciano libero il proprio io, sono quelli che lasciano libere le proprie emozioni senza costruire limiti e barrire intorno. Proprio per questo in genere sono fra quelli più sani e i più distanti da quelli che rischiano la sanità mentale. I poeti sono fra quelli che meno reprimono l’ emozioni e le sensazioni, repressione che purtroppo attuano molte persone e che senza un canale di sfogo può portare “al recinto della ragione”.
    W I POETI!!!

  17. Professore,non offende nulla,a parte la vanità dell’ego che credeva di aver capito cosa era successo e perchè. Come l’imbecille ho guardato per anni quel dito,senza mai considerare la luna:chiedendomi chi fosse,cosa fosse senza preoccuparmi di dare un valore a quel che il Fato mi aveva concesso.Per orgoglio.Esiste eccome il peccato di Hybris..esiste anche il suo effetto,Professore,un falso io,un ibrido mostruoso,peggio del Minotauro..credevo fossero scemate,ed invece no..il mito ti crea lo sfondo in cui comprendere le dinamiche..Ma non è indolore,prof..due sono i colossi :l’orgoglio e il narcisismo dell’ego..io ho fatto,io ho scritto..io,io!! E non è vero..ecco io ho avuto in sorte il dono di percepire il confine tra quel che dice,pensa e fa l’io e quel che compie come “utile servitore”,o come preferisco chiamarlo,dopo la lettura di Moore,come il sacerdote di Anima..(lo consolo come posso per la perdita del suo regno..gli volevo tanto bene al mio piccolo napoleone,anche se era un millantatore..).

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