Bonsai

Andrea, uno di “noi”, mi scrive parlandomi del suo romanzo iniziatico “Bonsai”. Il libro è scaricabile gratuitamente da questo link:
http://www.feedbooks.com/userbook/12705
e vorrei, quindi, che più persone possibili potessero accedervi. Il tema trattato mi sembra di grande interesse. E mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensate…

P.s. A causa dei Misteri Tecnologici  il link funziona a rate. A volte il server funziona perfettamente, mentre altre  non dà la disponibilità di scaricare.

BUONA LETTURA

Da molto tempo desideravo scrivere un’opera che parlasse di buddhismo. Ma non mi interessava raccontare la vita di Siddharta. Esistono moltissime opere che parlano di questo, in un solo istante me ne vengono in mente almeno una decina. E al contrario di ciò che si pensa in occidente Siddharta non era il Buddha, ma soltanto un Buddha. Buddha significa colui che è consapevole, e la buddhità è uno stato di coscienza. Non un attributo della persona, come siamo soliti credere noi occidentali che siamo abituati a legare ed identificare la santità e la divinità all’individuo senza considerare che ciò che rende santo o divino l’individuo è lo stato di consapevolezza che è stato in grado di raggiungere.

Consapevolezza

Consapevolezza è il termine chiave. La conquista della consapevolezza è proprio il tema centrale di Bonsai, ciò che mi ha spinto a realizzare l’opera. E tra tutte le discipline, più o meno accessibili, il Buddhismo Zen ed il Sufismo sono a mio parere quelle che riescono a determinare con più semplicità stati di consapevolezza.

In maniera differente, certo.

Perché lo zen, paradossalmente, porta alla consapevolezza attraverso l’inconsapevolezza, la ripetizione meccanica di alcuni rituali.

Scriviamo meglio.

Lo zen porta alla consapevolezza attraverso la ripetizione, spesso all’origine meccanica ed inconsapevole, di determinati riti come il tiro con l’arco, la preparazione del tè, la realizzazione di composizioni floreali, la cura dei bonsai… (o attraverso haiku, racconti ed indovinelli che mostrano come il linguaggio umano ed il pensiero logico non siano adeguati a comprendere la natura paradossale della realtà).

Mentre in alcune scuole di sufismo si parte sin dall’inizio con delle spiegazioni teoriche sul significato di esercizi e rituali. Perché nulla va fatto per fede, tutto deve essere fatto in coscienza: tutto deve essere compreso.

E poiché oltre a desiderare di scrivere di zen e consapevolezza, desideravo da molto tempo scrivere di sufismo, in particolare dei Fedeli d’Amore e del legame esistente tra Dante e Ruzbehan de Shiraz, ho realizzato un racconto in cui queste filosofie (distanti solo in apparenza) si intrecciassero.

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48 Risposte

  1. Uuuuuau. Sono senza parole. Sono molto felice. Non so cosa altro scrivere Professore se non ringranziarla vivamente per questo momento di gioia che mi ha regalato.
    Spero che questa mia opera possa essere il punto di partenza per alcune riflessioni comuni.
    Un abbraccio,
    Andrea

  2. Sono MOLTO contento, caro Andrea, che tu abbia gradito… In bocca al lupo per il tuo romanzo. Un abbraccio. Gabriele

  3. Crepi il lupo!

  4. interessantissimo.

    (..forte “misteri tecnologici”….amen!
    Ho fede…ma non so come funziona il mio computer..effettivamente..è così.
    La macchina da scrivere “la vedevi” era “meccanica” ma questo cos’è?
    Talvolta è anche troppo facile scrivere …sciocchezze come questa..passatemi il bianchetto..Ops….)

  5. naturalmente complimenti!!!, era questo che volevo dire/scrivere.

  6. Bravissimo Andrea..ma non riesco ,nemmeno a trovarti in feedbooks..ho trovato il sito,ho cercato Bonsai..e non è accaduto nulla…:(

  7. Ciao Amalia,

    http://www.feedbooks.com/userbook/12705

    questo è il link diretto per poter scaricare l’ebook

    Un abbraccio,
    Andrea

  8. …”Perché lo zen, paradossalmente, porta alla consapevolezza attraverso l’inconsapevolezza, la ripetizione meccanica di alcuni rituali.”…

    … Lo Zen è un modo di essere, è uno stato dell’essere (il Buddha, il meditatore che è dentro di noi) che si esprime con la meditazione consapevole: significa essere presenti, vicini, con il corpo, con i pensieri e le sensazioni; dare fiducia gentilmente al corpo, che ci aiuta ad entrare dentro di noi in ogni momento e che è a contatto del nostro Sè più profondo, si collega alla pancia e non è intralciato da giudizi e autocritiche, ma ci fornisce segnali e informazioni sui nostri stati emozionali (vergogna, choc, gioia paura…) – se impariamo a sintonizzarci con precisione riusciremo a decifrarli, non importa quanto possano essere sepolti. Una parte importante della Meditazione è imparare ad eliminare le interferenze della nostra rumorosa mente autocritica ed imparare ad ASCOLTARE lo strumento raffinato sul quale suoniamo, ad ACCETTARE le sensazioni per creare così uno spazio interiore sempre più vasto ed imparare ad osservarci, ad apprezzare ciò che siamo aldilà di tutte le nostre false personalità.
    Il Buddha, lo stato di coscienza che fiorisce dentro di noi, il Meditatore, accompagna il bambino smarrito (lo Zen che si incontra con il Tantra)…
    il quale si muove da uno spazio di inconsapevolezza, ed è solito riversare il panico, le sue pretese, la sua disperazione in grambo a qualcuno, chiedendogli in cambio di prendersi cura di lui…

    Un abbraccio, Andrea!

  9. Grazie Andrea,ci sono riuscita!!
    Ora cercherò di capire come si scarica..in quela formato..ma grazie….. 🙂

  10. Cara Valeria,
    trovo corrette le tue considerazioni.
    Lasciami evidenziare un aspetto in particolare: l’Essere presenti. E la presenza al contrario di ciò che crediamo è qualcosa di molto raro nella nostra esperienza quotidiana.
    Perchè noi compiamo la quasi totali dei nostri atti in maniera disattenta. Facciamo una cosa mentre abbiamo la mente occupata a pensarne un’altra. Utilizzando il linguaggio Zen non facciamo coincidere il mondo mentale e quello materiale.

  11. Valeria !!
    NON OSARE MAI PIU’ STARE LONTANA DAL BLOG
    😉

    (grazie)

  12. “…Utilizzando il linguaggio Zen non facciamo coincidere il mondo mentale e quello materiale.”

    Caro Andrea, evidenzio questa frase perchè vorrei che tu aprissi questo concetto. Mi aiuterebbe.
    Un abbraccio

  13. Andrea ho scaricato !!
    IN-TE-RES-SAN-TIS-SI-MO l’argomento (anzi, gli argomenti) che hai scelto

    (e avevo giusto bisogno di un po’ di ripetizioni di zen)

  14. Andrea, ho scaricato il tuo libro. Arrisentirci!
    Ciao

  15. Aiuto,ragazzi! Mi dite in quale formato va scaricato???Grrrrr …mi lasciate nel mio buio tecnologico..blutti e cattivi….

  16. Per Valeria
    Secondo lo Zen esistono tre mondi. Il mondo mentale, che è il mondo dei pensieri, che in fondo è il nostro mondo interiore.
    Il mondo materiale, che è il mondo esteriore, il mondo della materia,definito talvolta mondo dei rumori in particolare quando prende la dimensione
    della società umana dove tutto è apparenza e impermanenza. Dove l’eroe osannato ieri diventa il mostro di domani (quanti esempi politici di questo genere conosciamo? La storia purtroppo ne è piena).
    Poi vi è un terzo mondo, quello dei desideri che è considerato un mondo a sé stante
    dagli Zen.

    Nelle ultime pagine del libro troverai un piccolo passaggio, che è uno dei passaggi più importanti, nel quale scrivo dell’illusione. In esso scrivo che illuso è chi si fa trasportare altrove dai suoi pensieri.
    In fondo cos’è illusione se non la non coincidenza tra il mondo mentale e quello materiale? La non coincidenza fra il mondo interiore e quello esteriore?

    Per Amalia,
    ti consiglio di scaricare in pdf, gli altri formati sono utili per
    apparecchio come smartphone o ebook reader.

    Un abbraccio,
    Andrea

  17. Caro Andrea, grazie.
    Considero una vera ricchezza poter colloquiare con l’autore del libro che leggo. Anche questo è Zen.
    Lo sai che ti farò altre domande: ho sempre voluto poter capire esattamente quello che un autore voleva dire con quelle “parole” e non altre.
    Grazie.

  18. Ciao Andrea,fatto..ho iniziato a leggere e sono arrivata a pagina dodici..e lì bing..ho trovato una di quelle frasi che mi prendono all’amo..Non rammento le parole esatte..ma si parla di attacchi di panico e uno dei personaggi gli dice quindi la tua paura può essere scomposta in piccole paure..domanda: è possibile? Cioè è possibile che tante piccole paure formino una grande paura? O è una tua affascinante teoria?

  19. Per Valeria,
    fai pure altre domande. Il mio ideale di scrittore è una persona che desidera essere letto per poter condividere delle con gli altri delle idee che permettano una crescita personale e collettiva. E credo che nel processo domanda e risposta si cresca sempre tutti, chi domanda e chi risponde. Aggiungo una piccola provocazione. Secondo vari insegnamenti Orientali maestro non è colui che da risposte, ma colui che suscita nuove domande, nuovi interrogati. Possiamo porre una domanda ad un quesito rispetto al quale non abbiamo già una risposta?

  20. Per Amalia,
    se qualcuno mi dice ho paura, rispondo immediatamente: di cosa hai paura? Per avere paura bisogna temere qualcosa che sia qualcosa di concreto, reale, materiale o che sia qualcosa di intangibile come un pensiero o un sentimento.. Per avere paura bisogna avere paura di una cosa o di alcune cose. Dunque mi sembra logico scomporre la paura. In fondo Salvo pratica una sorta di Maietica nei confronti di Teo…
    Tesa a delimitare la paura concretizzandola in un obiettivo sul quale agire

  21. Porsi delle domande significa “andare dentro di Sè, è andare verso Dio. Andare dentro di sè e tutto il segreto della trasformazione alchemica dell’essere.
    Piuttosto che correre via, correte dentro di voi. Andate dentro per dare un’occhiata più da vicino. La meditazione è il ponte che va da dove tu sei a dove dovresti essere. E la meditazione è una cosa così semplice che persino un bambino può godersela.
    Solo tu puoi affermare il tuo splendore e la tua gloria. Perchè gli altri non ti conoscono e continuano a condannarti. Solo tu puoi affermare definitivamente la tua illuminazione” (Osho)
    …Ma l’spirazione per essere un testimone, per non scappare via dalle proprie paure, non ci viene dal nostro bambino interiore che ci strattona, ma dal nostro meditatore che insegna ad aspettare, a dare all’ansia, alla paura, spazi interiori sempre più vasti per contenerla, sentirla ed essere con essa. Per riconoscerla!

    Un abbraccio

  22. Ho passato due ore ieri sera in compagnia di Kenso,e la lettura mi ha così preso che ad un certo punto ho immaginato di dialogare con lui..ascolta..la sofferenza è legata ai desideri,dunque se io desiderassi la pace interiore,anche questo sarebbe un desiderio dunque mi causerebbe sofferenza? Ma come si fa a non desiderare..se ti dicessi Voglio un gelato,sarebbe già desiderio..non credi che desiderare sia un modo naturale di esprimersi della nostra stessa fisiologia?
    E ,seconda domanda,che cos’è l’inconscio nella prospettiva zen? Grazie per la pazienza!

  23. Sulla paura: Io ho paura che mi giri la testa.E’ una paura assolutamente irrazionale,illogica.Ho paura che il capogiro diventi stabile,permanente..in effetti ho usato questa paura per cambiare completamente prospettiva su me stessa e la vita..eppure la paura resta,e qui la domanda che mi assilla:ma come mai se ne ho fatto un uso più che costruttivo il segnale è sempre di allarme? Tachicardia,sudorazione,istinto di fuga? Come mai ci sono paure che appaiono ostinate,chiuse come ostriche,come se avessero in sè delle energie potentissime?Siamo noi a proiettare inconsciamente quelle energie? E come riprendercele..Andrea,scusa..puoi rispondere a puntate…

  24. Per Amalia,
    riguardo alle domande sui Desideri hai colto nel segno. Prima di risponderti però ti invito a leggere attentamente i capitoli nei quali TEO incontrerà un asceta Zen di nome Ken che gli spiegarà che esiste una trappola mentale chiamata desiderio di non desiderare… ti invito a ripormi la domanda dopo aver letto il loro incontro.
    Rispetto all’inconscio secondo allo Zen…
    é una cosa complicata perchè dovrei scrivere per ore, il concetto esiste e non esiste. Esiste perchè lo zen crede che in pratica noi conduciamo una vita inconsapevole, e che il 99.999 percento dei nostri atti vengono compiuti in maniera automantica, senza attenzione.
    Non esiste perchè non si parla esattamente di incoscio, ma l’incoscio è suddiviso in Formazioni Karmiche (Sankhara)
    che sarebbero le nostre abitudini, i nostri atteggiamenti, le nostre reazioni meccaniche agli eventi; ed in una parte che sarebbe il corrispettivo del subcosciente, quella parte dell’incoscio che ci lega alla divinità.
    Riguardo alle formazioni Karmiche lo scorso mese ho scritto un commentario al sutra del cuore che pubblicherò in puntate a partire da domenica sul mio blog, nel quale tratto il problema in maniera dettagliata. Potremmo riportare anche qui parte del commentario con il permesso del professore se troverà in esso qualche elemento interessante per aprire un dibattito.

  25. Ok,in attesa..ti dispiacerebbe darmi il link al tuo blog..si nota molto che mi interessa questo argomento??
    🙂 Grazie per la pazienza,Andrea

  26. Per Amalia,
    nei prossimi giorni posto il link al blog. Nel frattempo rispondo alle tue domande sulla paura. Esistono due tipi di paura, una paura fisiologica ed una paura patologica. Inizialmente la paura dovrebbe essere un meccanismo di difesa che ci permette di evitare i pericoli e rimanere vivi. Ma purtroppo tante volte devia la sua finalità e si trasforma in una barriera mentale che limita la nostra esistenza e le nostre possibilità soprattutto rispetto a cose a cui teniamo particolarmente. Perchè se ci fai caso è proprio come scrivi tu, le paure esprimono una forte carica energetica, una energia deviata che nasconde qualche complesso o si nasconde dietro qualche complesso (anche se forse qui sarebbe più giusto usare il termine costellazione) E’ come se alcune parti di noi usassero le paure per limitarci, per non renderci felici.
    In tutti gli insegnamenti ermetici abbandonare la paura è una delle prime barriere che è chiamato a superare l’iniziato.
    In questo senso credo che oggi più che mai sia attuale il “Non abbiate paura” tante volte ripetuto nel Vangelo.
    Concludo aggiungendo un’altra cosa.
    Riguardo alla paura Buddha diceva che non bisognava pensare alle cose di cui si ha paura perchè se le si pensa troppo prima o poi si finisce per incapparci…

  27. Andrea,prometto che leggerò il tuo libro durante il fine settimana..ma la famosa “paura dell’aver paura”è quella che ti chiami la paura patologica,vero?
    E sì tu hai ragione..ma hai mai provato ad immaginare che forse non “tutte le paure vengono per nuocere”? Voglio dire questo: non vi potrebbero essere delle paureche esistono per proteggerci da noi stessi,come parapetti? Non credi che potrebbero avere una funzione,come posso spiegarmi,come un bacino che canalizzi dell’energia? A volte credo che se esistono,è per evitare che tale energia faccia danni peggiori..oh,non so se sono riuscita a spiegarmi..Insomma,prima di togliere la paura che blocca,magari è necessario trovare una alternativa per impiegare quella energia..sono riuscita ad esporre chiaramente il mio dubbio..?Beh forse non chiaramente.. 🙂

  28. cavoli emanuele quasi uguale o simile a ciò che ho scritto ad Amalia dall’altra parte..siamo proprio un gruppo in sintonia…all’improvviso siamo tutti sullo stesso fiume..

  29. Sicuramente, Mappina ….stiamo andando verso lo stesso mare

  30. non quello del polipo però. Anche se….

    ( …stiamo attenti )

  31. non ti preoccupare E. talvolta li vedo, tuttavia, se continuiamo così sarà sempre più difficile…non ci si attacca a chi mantiene la rotta , almeno quando il timone non è timore

  32. Bellissima …

  33. Andrea,ho terminato la lettura del tuo libro..ma visto che non hai ancora risposto..sono indecisa,se partire a raffica con nuove domande,rischiando la tua decisa fuga..o attendere..Attendo..Valeria hai letto il libro di Andrea? Che ne pensi di ciò che scrive sulle emozioni? E tu Emanuele?

  34. Per Amalia,
    La paura di avere paura è sicuramente una paura patologica.
    Concordo con il fatto che la paura intercetti delle energie,
    ma ritengo che le sprechi. Noi sprechiamo inutilmente moltissime energie per paure inutili, per paure mentali che non si concretizzeranno mai sul piano materiale. Energie che potrebbero essere utilizzate in attività più costruttive.
    Spero di avere risposto alla tua domanda.

  35. sei pronto,Andrea? Ok io parto con la primadomanda:
    Kenso fa un esempio su di una ciotola rossa per distinguere sensazione ed emozione: la sensazione è la ciotola rossa l’emozione è quel che evoca..nella pagina sono i ricordi infantili legati alla prima colazione,ai biscotti..Sono illusioni create dalla mente,che portano lontano dal presente..Ma cosa sarebbe la vita senza emozioni? Cosa sarebbe se le cose,le persone mi apparissero pure forme,del Tutto..non si perderebbe qualcosa..non siamo unici forse anche per le emozioni che ci abitano?

  36. Ah scusa,a proposito delle paure mentali..esistono diverse tesi che sostengono che a forza di tenerle nella mente,si finisce per realizzare ciò che si teme tanto..sto allenandomi a fare attenzione all’istante,ispirata dal tuo libro…:)

  37. Le emozioni non sono illusorie sono reali, il problema è che spesso ne diventiamo schiavi, ci lasciamo trasportare da loro meccanicamente, senza essere padroni di valutarle per quello che sono realmente.
    La vita senza emozioni non sarebbe vita, le persone che non provano emozioni sono persone morte prima di essere morte, come scriverebbe Dante.

  38. Si Amalia, esistono diverse tesi per cui a forza di mantenere le paure mentali si finisce per realizzare ciò che si teme. Credo che sia vero anche se non condivido la forma con cui vengono
    espresse ultimamente in molti libri particolarmente alla moda in questi giorni.

  39. Andrea,Nella prospettiva dello stoicismo,l’esercizio dell’istante presente ,è una presa di coscienza della libertà interiore.Potrebbe essere riassunta in questa formula: Tu non hai bisogno che di te stesso,per collocarti immediatamente nella pace interiore,rinunciando ad angustiarti per il passato e per il futuro. Tu puoi essere felice fin d’ora,o altrimenti non lo sarai mai. Esserci è un dovere,non fosse che per un istante.
    Non trovi che vi siano dei punti di contatto con la prospettiva zen?

  40. Certamente si cara Amalia. Riguardo al qui ed ora nell’esercizio dell’istante presente, lo stoicismo e lo Zen sono a strettissimo contatto. Scriverei che sono manifestazioni della medesima idea in contesti storici diversi. Ma aggiugerei di più, Essere presenti è l’essenza di tutte le religioni nel loro aspetto più essenziale. Pensa al Vangelo ad esempio. Quante volte Cristo pronuncia la parola Sveglia, Svegliatevi? A cosa si dovrebbe riferire se non al risveglio dal sonno ipnotico? A quello stato di assenza da noi stessi in cui trascorriamo gran parte della nostra esistenza?

  41. E’ vero,Andrea..in effetti,se ci si ferma a riflettere sul come vediamo le nostre stesse esistenze si ha l’impressione di essere immersi in una sorta di oblio,come narcotizzati..fagocitati da” non ho ancora capito cosa”..Comunque per tornare al tuo libro..”e gli insegnò delle tecniche segrete Zen per sdoppiare l’attenzione” Andrea! perchè non le hai scritte…sono coperte da segreto iniziatico???

  42. Sono coperte da segreto iniziatico?
    In un certo senso Amalia…
    Comunque non esiste nessuna iniziazione all’infuori dell’AUTOINIZIAZIONE

  43. Professore sono felice di informarla che Bonsai ha raggiunto quota 199 download! Per festeggiare con voi, come promesso ho decido di iniziare a pubblicare sul mio blog,
    http://andrewdistefano.blogspot.com
    un commentario sul Sutra del Cuore che ho scritto ad Aprile.
    Poiché è abbastanza lungo ho ritenuto opportuno dividerlo in più post.
    La qual cosa permetterà tra l’altro di evidenziare meglio diversi argomenti dai quali spero scaturiranno interessanti considerazioni…

    Un abbraccio,
    Andrea

  44. Professore,
    oggi l’ebook del mio romanzo ha raggiunto quota 290 download! Sono davvero felice che una mia opera abbia potuto raggiungere 290 anime. E se ciò è accaduto è stato soprattutto per merito di questo splendido blog.
    Spero che il superamento ormai prossimo di quota 300 possa coincidere con un suo sincero commento su questo mio lavoro.
    Un affettuoso abbraccio,
    Andrea

  45. Caro Andrea, sono molto felice per il consenso che hai ricevuto. Appena potrò darò un’occhiata anch’io. Baci

  46. Ieri siamo arrivati a quota 300!

  47. Professore l’ebook di Bonsai, ha superato in questi giorni i 1000 download, volevo ringraziare Lei e condividere con gli amici del Blog questo risultato. Un fortissimo abbraccio,
    Andrea

    http://it.feedbooks.com/userbook/12705/bonsai

  48. Sono molto felice per te, carissimo. Un abbraccio.

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