Reminiscenza

Il nostro apprendere non è che un ricordare

Platone

trame perdute

Rievocando un pianto di fondo possiamo evocare il bambino nella patologia: è come se un pianto di fondo desse voce diretta al contenuto abbandonato… E il pianto dice quanto un individuo sia incapace di soddisfare da solo i propri bisogni, incapace di aiutarsi, di restare solo… Sappiamo bene che certe cose non le impariamo mai, non riusciamo ad evitarle, ci ricadiamo, ci faranno piangere ogni volta. Questi luoghi inaccessibili nei quali siamo sempre esposti e timorosi, dove non possiamo apprendere, amare, sottracci traformando, rinnovando o accettando, sono i deserti, le caverne dove il bambino abbandonato gioce nascosto… Restano il complesso e le lacune; ciò che si diversifica sono le nostre connessioni con questi luoghi e le nostre riflessioni attraverso di essi.

James Hillman

il perdono

Quanto scrive Beatrice, “merita” la vostra riflessione…

Ragazze e ragazzi,
è chiaro che tutto quello che abbiamo esposto fin qui ha la sua parte di verità. Tuttavia mi è venuta ora una domanda: ma in un mondo come questo, come quello in cui egoismo, carrierismo, falsi rapporti interpersonali sembrano purtroppo avere il sopravvento su valori come la vera amicizia, l’amore, la lealtà e la sincerità, che valore attribuiamo al perdono?
E quando parlo di perdono, esulo dal suo significato nel contesto religioso, ma lo estendo ad un concetto più ampio che dal personale passa all’universale.
Un grande grande bacio a tutti voi e buon wee-end!!