ancora sulla paternità

Un giorno Jacob Freud, stava passaggiando per Freiberg. Era ben vestito e portava un berretto di pelliccia nuovo.
A sua volta, si trovò davanti un uomo. La situazione era imbarazzante: il marciapiedi, a quei tempi, era spesso uno stretto camminamento, tanto per evitare la superfiecie fangosa della strada. Jakob accennò ad un nuovo passo, ma con timidezza perché non ne faceva una questione di principio. L’invasore più veloce e, animato evidentemente da una certezza di superiorità, gli buttò il berretto nel fango, gridando: “Giù dal marciapiede, ebreo!”. Raccontando l’episodio al figlio, a questo punto si fermò. Ma il piccolo Sigmund lo incanzava perché, per lui, proprio qui veniva la parte più interessante del racconto. “E tu cosa hai fatto?” Con calma, il padre, rispsose: “Sono sceso dal marciapiede ed ho raccolto il berretto”.
… La mancanza di eroismo del padre che era stato per lui il modello assoluto, scese come un martello pesante sulla mente di Sigmund e ne decise il futuro. Ma un giorno Freud leggerà l’Eneide e capirà: suo padre si era trovato davanti alla stsesso bivio di Enea che fuggiva da Troia. Fronteggiando il nemico si deve decidere: è meglio combattere per l’onore, rischiando la morte, o pensare al futuro, alla continuità della famiglia o di un popolo?

Ma cosa si aspetta un figlio dal padre? Secondo la tradizione patriarcale, che questo episodio può riassumere, è qualcosa di diverso da quello che si attende dalla madre. In condizioni normali, ogni figlio ama la madre. E se la madre è vittima di una ingiustizia? Il figlio continuerà ad amarla, sforzandosi anche di compatirla. Ed il figlio, normalmente, ama il padre?
Certo, ma se il padre riceve una ingiustizia che cosa accade? Qui le cose si complicano perché il rapporto padre-figlio è molto più condizionato dall’ambiente. La coppia madre-figlio, soprattutto alle origini, ha una sua qualità così esclusiva da porsi quasi fuori dal mondo. Al contrario, l’immagine della coppia padre-figlio, si inserisce fin dall’inizio in un gruppo in cui si è almeno in tre. Fa già parte della società: anzi, ci si aspetta che proprio il padre insegni al figlio a essere nella società, così come la madre ha insegnato ad essere nel proprio corpo.

… Un simile figlio vuole che il padre sia forte e vincente. Se sarà vincente nel sengno del bene, della giustizia e dell’amore, meglio. Ma spesso la cosa importante è che il padre dia l’esempio del vincere ed il bene è in secondo ordine.
Ad un padre giusto, ma perdende verso il mondo, la tradizione dell’Occidente spesso ne preferisce uno ingiusto ma vincente: un paradosso ben noto a Shakespeare che costruì nel Re Lear il prototipo del padre rifiutato quando perde forza e prestigio.

… Da quando la distruttività della guerre mondiali e del Vietnam è stata associatà alla aggressività paterna, i padri non aggressivi sono in aumento…

…Il figlio si aspetta dal padre un affetto simile a quello materno ma questo non esaurisce la sua richiesta. Con me, chiede, sii giusto. Amami. Ma, con gli altri, sii prima di tutto forte, anche a costo di essere violento, anche a costo di essere ingiusto.

…In famiglia, il padre, deve osservare la legge morale, nella società, invece, deve rispettare per prima cosa la legge della forza o, per essere più precisi, una sorta di legge dell’evoluzione darwiniana, dove il “bene” coincide con la maggior capacità di assicurare la sopravvivenza a sé ed ai discendenti

…Di regola, la madre, sarà valutata come madre per quello che fa con i figli: compito grande certo, ma ben chiaro e identificabile. Il padre, invece, non è padre per quello che fa con i figli ma anche per quello che fa nella società

Luigi Zoja, tratto da Il gesto di Ettore, Bollati Boringieri

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51 Risposte

  1. da Konrad Lorentz, (etologo e filosofo)”l’ltra faccia dello specchio” 1974;
    -“L’imitazione sociale.
    Tutti questi processi, non specificamente umani, che contribuiscono al fissarsi delle abitudini, vengono esaltati nell’uomo civilizzato.Noi uomini che, come non ripeteremo mai a sufficenza, siamo per natura esseri culturali, non possiamo fare a meno di trasferire in ciò che durante la nostra infanzia e la nostra giovinezza ci è stato tramandato dai nostri genitori e dai parenti più anziani quei valori emozionali che suscitano in noi coloro che ce li hanno trasmessi.Se questi valori scendono al di sotto dello zero, ogni ulteriore trasmissione di tradizione culturale si interrompe”.
    […..]
    “Voler bene è forse l’espressione più precisa per indicare il sentimento che colui che la riceve deve portare a colui che gli trasmette la tradizione. Non è facile “lasciarsi dire” qualcosa da qualcuno a cui non si vuole bene.
    […]
    Ho i miei dubbi, infatti che si possa amare veramente una persona cui guardiamo sotto ogni aspetto dall’alto in basso.”

    (..mia considerazione:…difficilissimo equilibrio essere padre….capisco Freud, a nessuno piacerebbe che il proprio padre venisse costretto a non reagire…veramente un dilemma nella mente di un bambino…difficile fare capire che un’apparente sconfitta è una vittoria, deve essere una considerazione che si può comprendere solo con molta riflessione e con una valutazione tutt’altro che “eroica” dei costi/benefici delle nostre azioni…a scapito della nostra giovanile intemperanza che si infrange sul duro scoglio della fermezza di carattere di chi forse d’altrocanto è troppo compiaciuto da un suo sifatto comportamento “pacifico” e non vedeva (parlo in generale perchè non so che fece la famiglia Freud) che il pericolo antisemita rendeva la vita di tutta la famiglia in quel contesto sociale e storico un pericolo da cui fuggire e che non si poteva evitare con piccoli gesti di “accomodamento” e di pacifico non reagire ma andava considerato nel suo complesso.Quindi dal berretto di pelliccia nuovo a tutta la famiglia nel fango comunque il passo era breve.
    Trovo che la cattiveria recondita di alcuni si sviluppi nei piccoli gesti quello che in grande scala poi fanno o faranno, almeno questa è la mia esperienza..c’è da riflettere e non considerare –mai le cose piccole di poco conto–, anche se noi le vorremmo piccole, (!)piccole non lo sono mai.!)

  2. io per l’esperienza vista, “personale”, credo che, un padre sia importante in modo diverso, quanto la madre! sicuramente in modo diverso, e non! i ruoli, non ne parlo, in quanto li conoscete meglio di me! ma per quanto riguarda, l’attaccamento, il sentire l’amore, l’essere creatore,”compartecipato re” di una vita….credo cambi dalla sensibilità d’ognuno! d’accordo sul rapporto che si crea all’interno del grembo,…non è detto che sia sempre “idilliaco”! comunque sarebbe un discorso lunghetto, per quello che è il mio pensiero, ancora di più esperienza! so, solamente di un padre, di una figlia di appena 6 mesi, che non stava con nessuno come stava con lui, pur rimanendo insieme 3 ore! di una figlia che piangeva, quando vedeva il padre smetteva di farlo, di nonni che l’avevano tutta la giornata,…assicuro, quasi infastiditi di quel che vedevano,…! ho tante manifestazioni che mi hanno fatto vedere cose che se non si vivono, non si credono! Lungi da me il voler sminuire quel che è la figura “Materna”!!! solo che il padre forse è un po di più, di quello che gli si riconosce come Amore, importanza legale, ma anche in ambiti diversi,…ripeto “AFFETTIVO”!!!

  3. d’accordo con tutto quello che è la parte delle figure, delle aspettative.Non sono d’accordo,”non con questo blog”, se, queste diversità vanno a stabilire un maggiore amore di una o dell’altra parte! cosa che succede! certo la madre come la terra sente…, il padre però sceglie anche di piantare questo seme, in questo vi è una volontà creatrice, un desiderio D’amore, legato a un rapporto di continuità. Pur in quella che sarà, la differenza, con il figlio/a!! ossia anche il padre dà la vita, e durante la stessa, la da continuamente. fino a donarsi totalmente! tutto questo, mi viene da cose che io ho visto, vissuto! ora volendo scherzare, ma senza “riderne”, in percentuale, che “brutta cosa”, si parlasse almeno 100% della madre, e del 95% l’amore di un padre? troppa è, la disparità a mio avviso! I Padri Amano!!!

  4. quando la figura del padre viene sottratta,viene stabilito il tempo…? certo si dice la qualità! ripeto troppa è la scarsa considerazione della figura e dell’Amore paterno!!!

  5. Caro Giuseppe, nessuno ha mai messo in discussione la capacità d’amore di un padre. Stiamo semplicemente affrontato una parte dell’analisi del ruolo del padre.

  6. non era rivolta alla analisi, che mi trova d’accordo! quanto alle decisioni, d’altra natura…! presa da altri, certo non capisco la valutazione psicologica che viene fatta, da chi decide la % d’amore, d’importanza, è la capacità di questa da parte di una o dell’altra figura!!! la mia è solo una riflessione! facendo anche valutazioni psicologiche, osservazioni!! voleva essere più, un invito, ad una continua valutazione, poiché le decisioni giungono da valutazioni psicologiche!!! la mia richiesta non è giuridica ma proprio capire, la psicologia che trae tali conclusioni!

  7. Io, stranamente, noto che le donne sono molte aggressive all’esterno e che sopportano in famiglia, viceversa, gli uomini mi sembrano tutti bravi fuori casa ed aggressivi in casa.
    Comunque, personalemente, sono carente da entambi i versanti, in fondo, mi sarei aspettata che i miei genitori mi avessero dato un peso…per cominciare.

  8. Le considerazioni di Luigi Zoja mi sembrano complete ed esaurienti. Evidenzierei ancora di più una cosa, Il potere quale
    ruolo archetipico a cui l’uomo è chiamato nella civiltà moderna, e la relativa ricerca di Potere, o ricerca della Volontà di Potenza, sono l’asse centrale del Dramma di una società e di una civiltà che con i loro ciechi comportamenti mettono a serio rischio per la prima volta nella storia non solo la loro sopravvivenza ma anche l’equilibrio dell’intero ecosistema così come lo conosciamo.

  9. Tutto sta, nella sensibilità dell’individuo. Ricordando che ogni genitore è figlio di un suo sviluppo precedente della sua “psicologia”. Nel tempo che fu, anche lui figlio. Non volendo entrare in casi specifici! conosco padri meravigliosi, tanto quanto le madri! ribadisco trovo giustissima l’analisi di quello che un figlio s’aspetta dalla figura paterna, cosa diversa è il rapporto con le figlie! Oggi tutto è cambiato, tranne che nell’aspetto psicologico, che poi è, la parte fondamentale del tutto! tutto viene prima, del “Ruolo compito” di genitori,…lo vedo in troppi casi! lo riscontro in tantissimi ragazzi, non dicendo nulla di nuovo, concludo!! Alla fine, credo che solo giungendo ad una comprensione, certamente…”percorso pur difficile”, si possa giungere a un perdono, dettato dal fatto che tutti si è, esseri imperfetti, con i propri pesi psicologici!

  10. Penso che alla fine il padre è importante perchè ti dà quell’essere società, essere “in” società, ma deve essere capace anche a lasciarti andare, classica è l’immagine del padre che compra la bicicletta, ecco quando il bambino, bambina, si mettono sù e partono, lui li deve lasciare andare, la madre lo può fare ma il bambino certamente vuole il padre “non è la stessa cosa” se lo fa una madre..i bambini talvolta amano le abitudini hanno sicurezza nel dividere i ruoli genitoriali, e per i genitori è più semplice (già non c’è tempo figurarsi per litigare su chi fa cosa)

    l’orgoglio di volare via spinti dai genitori, per poi girarsi e dire mamma / papà …guardami!

    (..Poi cresceranno e diranno “uffa m’hai rotto” , poi ci sarà un momento in cui diranno “sì ora ti capisco, non sei perfetto , proprio come me, hai fatto del tuo meglio, nelle stesse circostanze avrei fatto lo stesso, anzi forse peggio..ed è in questo tuo/mio limite che vedo la tua/mia forza…)

  11. Sono in sintonia con te, Map pina! come diceva “Gibran” i figli sono,…della vità che chiama se stessa! il discorso è comunque vi è un importanza, d’analisi, sugli aspetti che il Professore La Porta, ci ha proposto, sullo scritto di Zoja! alla fine come cita un Brano ciò che deve accadere accade, comunque la via bisogna comunque perseguirla, quanto meno per poter intervenire! il mio invito voleva essere solamente, un porre una domanda sempre più frequente! Ossia quanto sia giusto, specialmente dal punto di vista “Psicologico”, creare questa cosi grande differenza, d’ importanza di un genitore, da un’ altro! va da se, che mi riferisco a casi dove entrambi i genitori “diciamo” sono entrambi persone equilibrate! secondo me la psicologia dovrebbe intervenire, facendo capire che questo divario per come è ora, è troppo, ossia la presenza paterna è troppo bistrattata!! considerando diversi casi d’ amiche che hanno avuto questo tipo di situazione, ed osservando quanto abbia inciso in loro in maniera Pesante! spesso dando la colpa alla madre inconsciamente e non,… del tutto!

  12. scusami Giuseppe, ma non capisco bene cosa tu intenda, mi pare quasi che tu scriva di corsa, abbi pietà, fermati e spiegati meglio.Prenditi una pausa!
    Affettuosamente, una tua zia anzianuccia.

  13. …Per chiarire alcune insolute questioni esistenziali con l’ironia socratica e lo spirito burlesco degli ermetici illuminati…che amavano ridere anche delle cose serie come il grande Bruno faceva tintinnare i “campanelli” della sua pancia di contro alle “campanacce” della stoltezza dei falsi sapienti!

    Mundus erat mundus,

    mundus cum munda creares.

    Hora est nos de somno surgere,

    intra in cubiculum mentis tuae.

    Buona Domenica a tutti.

  14. perdonami, sono costretto a scrivere con una mano, quindi….spesso è cosi. spero ancora x poco! comunque, mi riferivo alla parte del padre che deve lasciare andare…il figlio, ossia indurlo alla vita.Essere colui che taglia il cordone. il padre è la figura di cui il bambino si fida, vedendo in lui la forza, l’onnipotenza. quindi da una certa età in poi richiede più la sua figura! ho aggiunto di mio, che i figli….bisogna lasciarli comunque, appartenendo loro alla vita che chiama se stessa! questo è, quello che più o meno, dice “Gibran”, nel Profeta!

  15. il concetto genitore, è molto duro da elaborare! per quanto riguarda, figlie a cui è stato sottratto il padre, conosco situazioni, e non poche, dove alla fine s’arriva a odiare la madre. Casi di bulimia e anoressia, dove vi si riscontra, come una delle maggiori cause secondo me, appunto questo conflitto, fatto d’accusa! ancora chiedo scusa, ma ribadisco sono costretto a scrivere con una mano. quindi spesso scrivo frettolosamente…! “ziuccia” perdonami!

  16. mio caaaro nipote, come avvocato saresti/sei un asso (certamente per tutti quei papà che si trovano all’addiaccio causa alimenti) a me servirebbe invece un avvocato per mandare fuori casa quel debosciato di tuo zio..tra cameriere, gite al casinò, gite ai casini, nefandezze varie tra cui l’incuria con cui tiene i miei barboncini Filù , Fifì e Genevieve mentre sono al tavolo da bridge beh’ sono una donna ..distrutta nell’anima…

    (Te la metti la maglia di lana?)

  17. A volte i genitori purtroppo rimangono lontano dai figli, sia quando non ci sono fisicamente sia quando sono distanti emotivamente e non sono un sostegno per i figli.
    Non bisogna però fargliene una colpa, perchè purtroppo le situazioni o loro stessi come persone, non sono in grado di affrontare quello che la vita gli ha messo davanti, non per cattiveria, magari solo per un loro modo di essere.
    E’ ovvio che questo distacco fa soffrire i figli, ma dove c’ è un mare che separa a volte basta fare un passo per colmare un immensa distesa d’ acqua e ridurla a una goccia. Con questo non dico che i genitori cambiano o vanno verso i figli, è quasi impossibile che accada può succedere, ma è molto raro, invece sono i figli che cambiano ed imparano ad accettare i genitori per quello che sono, anche se sono lontani anni luce dalle loro aspettative, questo col tempo diventa relativo…Quello che diventa davvero importante è magari una carezza fatta da un figlio al padre, che può rimananere ugualmente incapace di manifestare le sue emozioni con un abbraccio o una carezza ed essere impassibile, ma dentro di lui quella carezza serve più a lui che al figlio, forse è così perchè prima nessuno lo aveva mai accarezzato…chissà. Chissà quanti mondi esistono dietro una persona, mondi che possono non essere conosciuti o visti dagli altri, ma esistenti per loro.
    Sta di fatto che l ‘ amore che puoi regalare o donare a un padre, nonostante tutto, ti ripaga di 1000 volte magari di quello che non ti è stato dato…
    Ti ripaga nel momento in cui vedi negli occhi del padre un scintillio, di cui non ti parlerà mai che vedi.
    L’ amore anche invisibile di un padre verso i figli può far sbocciare il bozzolo chiuso di una rosa e farla fiorire immensamente, ma sopra ogni cosa dare l amore ai propri genitori, padre o madre che sia, ti dà una gioia, ti rende davvero felice!!!
    Amare è davvero un miracolo che ci innalza a dei : )!!!!!
    Un saluto a tutti

  18. Carissima zia, che da noi nel paese di “Mia Martini”…ossia 6 km prima della famosa “Scilla”, è giunta L’estate! Altro che maglia di lana, si va al mare…sino alle 8 di sera! dedico a te i favolosi Tramonti della mia terra!! ps: non vorrei essermi sbagliato, la tua risposta è rivolta a me???…anche se non lo fosse, ugualmente cara Zia ti dedico, quello che ho detto!!! con simpatia e affetto, Giuseppe!!!

  19. Non è, solo una questione di alimenti! veramente si può pensare, che un padre non soffra della mancanza di una figlia, è viceversa? cara zia, io parlo sinceramente di casi visti, di amiche..etc.ecc! parlo dal punto di vista psicologico, di ciò che ho ascoltato nei tanti discorsi, confidenze, fattemi. Notare bene, parlo specialmente di figlie! ciao, simpatica Zia! so, che nessuno crede questo, è un modo x discuterne!!

  20. non sono avvocato, ma, ti aiuto volentieri cara Zia!!! 😉

  21. Essere figlia di un militare “fuori e dentro” (cioè lui sarà sempre un militare anche senza divisa!) significa vivere con l’orgoglio, i lividi e gli insulti di essere “figlia di…” dentro e fuori di me.
    Significava “morire” dalla paura che non tornasse quando lo chiamavano nel mezzo della notte, ma significa anche… Ora mi spiego meglio…
    Lui ha sempre detto a noi figlie: – Cercherò di non deludervi, cercate di non deludermi! –
    E’ stato sempre presente, anche nel vivere al nostro fianco le regole da lui stabilite. Sapeva chiedere scusa… ma non scendere a compromessi.
    Ora sente poco e devo ripetergli molte volte la stessa cosa, il suo mondo è in una bolla, ma quando lo mando a quel paese ci sente benissimo e sorride! Soltanto io posso mandarlo, con gli altri si arrabbia. Chissà perchè?

  22. Carissima zia, da noi, “noi”inteso come luogo, e paese di “Mia Martini”…ossia 6 km prima della famosa “Scilla”, è giunta L’estate! Altro che maglia di lana. Si va al mare…sino alle 8 di sera! dedico a te i favolosi Tramonti della mia terra! Con simpatia e affetto, Giuseppe!!!

  23. anch’io, figlio di militare

    Non ha mai tolto l’ uniforme .

  24. bello, pieno di vita il racconto di valeria! chi ha mai detto, che l’amore è sempre idilliaco! anzi non lo è quasi mai! bella l’osservazione, di te che lo mandi a quel paese, ma lui non si arrabbia, anzi sorride!!! tanto degli eventi che ci accadono spesso possono essere spiegati, alla fine, per quanto mi riguarda preferisco vivermi il tutto, sotto forma…altra! Ribadisco quello che nella mia esperienza di figlio mi ha aiutato. Ossia giungere a capire che loro…, altro non sono che degli esseri umani, e “figli” nel passato! d’un passato dove spesso un figlio nei confronti del genitore, non poteva minimamente, discutere, tentare di spiegare loro, l’esistenza di un qualcosa, chiamasi psiche! di complessi etc.ecc! capisci cosa intendo, “meglio”, mi spiego? quando si giunge a tale comprensione radicandola nel proprio profondo non dico che tutto il dolore svanisce,… quanto meno si guarda il tutto con altri occhi!!! apprezzando L’amore nella imperfezione, sapendo di non avere di fronte “Dio”,…ma qualcuno che, se vero genitore è pronto a morire per i figli!! ridando loro nuovamente la vita.

  25. Certo,nell’inconscio alcuni rimproveri sono duri da rimuovere! ma si trasformano, in un certo senso! cioè L’ira, si rivolge verso altro. Pur continuando a vedere nei genitori la causa, quindi l’accusa “nei casi peggiori”, d’averli messi al mondo! si ha una comprensione altra, specie, in quest’ ultimo caso! ossia il rivolgersi contro, non più verso quelle creature mortali, che pur creano la vita! ma si giunge, a scagliarsi “nell’incomprensione” del tutto, contro il Creatore Divino!!! O, Comunque verso quello in cui si crede, pur nel dubbio essere la creazione della vita, e con essa della sofferenza !!

  26. caro Giuseppe …cari tutti…

  27. Caro Giuseppe,non so se ho capito il tuo punto di vista..posso però raccontarti la mia esperienza..per quanto figlia unica,per quanto vivessi lontano da mio padre,sapevo di essere amata visceralmente da mio padre:era per come il suo sguardo si posava su di me.Mia madre si occupava di me.Era glacialmente perfetta.Mio padre mi ripeteva che era un uomo,fallibile..e ha fallito parecchio,nella sua vita..ma ha insegnato che amare vuol dire accettare i difetti,i fallimenti dell’altro,senza giudicarlo..Mi hanno detto che l’aver avuto questo padre così fragile,e vulnerabile mi avrebbe lasciato un super io inesistente..ma con tanto senso dell’umorismo..Però come figlia,mi sono sentita in colpa e bloccata per anni perchè amavo,sinceramente più mio padre che mia madre..e forse non era giusto..Ma amare non è una colpa,mi sentivo accettata da lui,mentre mia madre voleva cambiare me come avrebbe voluto cambiare lui..E sinceramente ,inorridisco quando vedo con quanta facilità il tribunale intervenga a favore delle madri,perchè non è detto che un figlio stia automaticamente bene con la madre,perchè noi mamme abbiamo istinto materno..non penso tanto al genitore che è adulto,ma al figlio che si trova in mezzo a qualcosa che lo condizionerà per tutta la vita..

  28. cara Amalia chissà se non ci rendiamo conto che le persone se sono di sesso femminile non per forza sono donne … e quanti maschi e quanti pochi uomini..
    e poi le donne non sono tutte uguali e gli uomini neanche.
    Che cavolo. Neanche i cavoli sono tutti uguali….
    si potrebbe invece sapere come se la cavano le coppie omosessuali?
    Mi chiedo se sia vero che due uomini o due donne non siano adatti a fare la mamma ed il papà..e se queste categorie non siano solo categorie di comodo.
    Boh’, veramente boh’.E forse solo un fatto di praticità per i giudici e per la società.

  29. ma i bambini/figli si possono “comprare” ?

  30. Amalia, sono d’accordo con te! una figlia amerà sempre il padre, il mio discorso è riferito solo a casi specifici,…dove alla figlia in un certo qual modo, viene negata la figura paterna. La figlia Come ben sai “spesso”, continuerà a cercarla ovunque! Ripeto il tuo discorso mi trova d’accordo,…”Bello il capitolo nel libro di “Hillman” il Puer Aeternus!

  31. cara Amalia, pur capendo cosa vuole dire fallire, quello che intendiamo, mi chiedo cosa mai siamo andati ad “inventare”??? non tanto il fallimento, cosa che esiste in natura pur tra gli animali. Esempio, un ghepardo può fallire nella caccia, cosi come tanti altri! la ridicola invenzione è il senso d’accusa che esiste solo presso la nostra “specie”!!! la sana competizione etc.ecc…, quanto siamo ancora primitivi che si credono “DEI”!!!

  32. Ah,Map che tema hai toccato!! Su questo argomento è così facile finire sul rogo…la cosa divertente è che questi problemi se li mettono gli adulti..La figlia di cinque anni di una mia conoscente dice tranquillamente “io ho due mamme”perchè la sua mamma dopo il divorzio convive con una donna..Sono state le maestrine dell’asilo ad imbarazzarsi per questa frase della bimba..

  33. eh, appunto Amalia, volevo una testimonianza diretta.Grazie.Non mi và di giudicare senza conoscere.

  34. Volendo dare il mio piccolo contributo sulla questione dell’omosessualità, della possibilità di concedere loro, di essere genitori, mi crea seri dubbi! Dubbi che non sono del tutto votati, alla negazione! Quanto al fatto che nel mio piccolo vorrei capirci qualcosina in più sotto l’aspetto psicologico! cioè riuscire a capire un possibile sviluppo della psiche,…di una società etc! cercare di comprendere quanto aldilà di tutto, il fanciullo sappia nel proprio inconscio “d’essere”, quindi di venire al mondo dall’unione di due figure diverse! quanto questo influisca al-disopra del fattore società, nella sua crescità? certo, per quelle migliaia e centinaia di bambini soli, o chiusi in qualche istituto, credo che una qualsiasi forma d’amore che sia vero, sia più sano, più normalizzante, della solitudine di un istituto nei migliori dei casi! Quindi se parto da questa verità, che poi è quella “pratica” allora sono totalmente d’accordo…nel concedere la possibilità all’omosessualità, d’ essere genitori! sono convintissimo che sono capaci d’amore “Genitoriale”, più di tanti genitori naturali ! certo, gli scogli da superare sono molti nell’ambito societario, dato il bigottismo imperante!!

  35. cara zia, x non essere assolutisti verso una categoria, io dico…. la specie Umana non cambia, se non nella tecnologia…!!! uomini o donne che siano!!! 😀

  36. Boh Giuseppe,io so che sabato i miei figli hanno fatto l’esame di Karatè,ed uno dei loro compagni di corso .dieci anni di età,figlio di Normalissimi eterosessuali,separati e non c’era nessuno a vederlo:nè genitori nè nonni,finito l’esame ha chiamato uno dei suoi perchè lo venissero a prendere..Mi ha fatto una tristezza vedere questo topolino con il cellulare in mano..Vedi ora grazieal cellulare,ci siamo tolti la “seccatura di accompagnarli..beh quando hanno finito,chiamano!

  37. bé, non sta a me ricordare la società in cui viviamo? certo che deve aver fatto tenerezza, tristezza..! per questo ho aggiunto nel mio precedente scritto, che, sicuramente si trova più capacità d’amore in genitori acquisiti, che in quelli naturali. Aggiungendo siano anche “omosessuali” !!? il mio discorso si poneva anche altre domande, diverse, cioè basato sulla mia curiosità di comprendere dal punto di vista psicologico. Il tutto, senza preconcetti fatti di stereotipi! ripeto meglio L’Amore di qualcuno, che Nulla!!! il cellulare centra è non, se vi fosse stato L’amore…nulla li avrebbe trattenuti, dall’essere li con lui! …Secondo me stiamo giungendo l’apice ! anche i paesi, ove prima regnava una certa sana ingenuità, etc. ormai sono, si vive, come i grandi centri! questo secondo me, è un segnale forte! I ragazzi la gente ormai è stressata ovunque, la comunità sana, che prima si respirava nei piccoli centri oggi, non esiste più!! cosi pure, le famiglie!! cara, Amalia…, sapremo ritornare indietro, pur andando avanti?!?

  38. CHE CAVOLO. NEANCHE I CAVOLI SONO TUTTI UGUALI ! !!! …

    (ok… per me nomination a ” Miglior Battuta del Blog Di Sempre!! ” )

  39. Emanuele, ti sfido…
    CERCAVI LA TUA MAMMA (CAVOLO), BAMBINO?
    (Ispirata ad una battuta del prof Gabriele, che sostiene l’attaccamento alle proprie radici… Perchè dovremmo rinnegare di essere nati sotto un cavolo? Ricordi di bambina…)
    …Blaaaa, ok mi ritiro a riflettere. A te gli onori, ‘Manu!
    😀

  40. Rispondo prima a Giuseppe: Io credo di sì,credo che prima o poi si assisterà ad un recupero dei “vecchi valori”,penso che funzioni così:si contesta un modo di vedere,si va all’opposto per poi trovare una sorta di compromesso tra i due..

  41. Scusa Giuseppe,ma ho il pc che si mette ad inviare i post da solo..e non mi ha lasciato il tempo per salutarti–a Valeria: Brava mettilo sotto torchio il “vecchio”Emanuele zen..!!Fallo parlare..che sotto quei cavoli nasconde segreti!!! Un bacio ( Emanu,anche il tuo humor è zen!!!)

  42. GRrrrrrazie Emanuel (che bel nome il tuo!)
    ora scavolo qualche altro cavolo e te lo convolo

  43. (ma un cavolo gay è un gayolo?)
    (e quelle sono extensions o le foglie sono le sue?)

    -Cavolandia la città dove i cavoli non dormono mai….
    New cavol city … when you make it there, you make it everywhere…

    eccoti super Liza con capelli a cavolo
    grande Liza Minnelli icona gayola!!!

    (per Valeria : anch’io me la canto e me la suono senza Oppiotionals..son così..nature..sarò caduta in un secchio di verderame quando ero una piccola cavoletta..boh’)

  44. Se sono cavoli, …
    AaaaaH, se son cavoli… (pausa, segue ammiccamento complice, quell’Altro pensa di essere in grado di capire una freddura del genere e finge di capire tutto per non deludere…! )

    P.S. : Map, io ricordo soltanto che sono caduta!! Avrò picchiato la testa. Non so.

  45. e Cavoli che voce…! ( E qui ci mollano,ragazze, e beh in altri blog ci farebbero sloggiare..fuori topic!!!!!) ma perchè un gayolo e non un cavolay…???

  46. Diamo ai cavoli quel che è dei Cavoli ….la battuta che ho personalmente candidato al Premio era di Mappina

    ….Va bene la sfida, ma difficile fare meglio di una che da una parola ti mette su in quattro e quattr’otto … musica, spettacolo … dialoghi e coreografie

  47. ehi ….qui cadono cavoli come se piovesse. Altro che la mela di Newton !

  48. …altro che cavoli… ce vò l’Esorciccio?!=^:^=!? 😉

  49. Emanuele..permetti? Nel mio piccolo ho creato un capolavoro di non sense: attribuendo a te una battuta sui cavoli sono riuscita a scrivere una “cavolata” il che è stato surreale all’interno del surreale..Certe forme d’arte minori( o minorate) bisognerebbe saperle apprezzare..

  50. Geniale! …Amalia
    😉

  51. E’ assolutamente vero l’ Esorciccio sa tutto!!!chapot…grande maestro insegna a tutti noi…

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