Giuseppe e poi Beatrice

PADRI SENZA FIGLI…
Cercare, l’odore in un lembo
di sabbia marina.
Come un cane, annusare –
ricercare la tua essenza.
La tua polvere di pelle
Lasciata sui ciottoli- in questa
estate! riversarmi su di essa, come
elefante in una pozza d’acqua-fango.
Rotolarmi, come magnete, attrarre tutta la tua
polvere di pelle.
Rivestirmi, della tua, della nostra!
Addormentandomi su quei ciottoli colmi –
abbracciandoli. Fiore estirpatomi –
campo io, senza più linfa.

Giuseppe Maiorana

…Vorrei dedicare a tutti una delle più belle poesie di Martha Medeiros, che a mio giudizio è in tema con la riflesisone proposta:

“Lentamente Muore”

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità”.

Con affetto, Bea

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13 Risposte

  1. Carissimi,
    ieri ho ascoltato l’intervista di un attor emergente, non ricordo il nome ma è l’interprete di “Come Dio comanda.”, beh, mi ha colpito quando ha detto:
    “Ho paura dell’abbandono..forse perché sono nato settimino…ma m’innamoro: non ho paura di prendere tranvate.”
    Fortissimo pazzo, peccato che non venga qui!
    Baci.

  2. Penso che privare un bambino della “figura” paterna, non dargli un padre, corrisponda a privarlo di…
    quella “parola che sale” e che lo spinge nel viaggio verso l’Altro…; quella parola che “canta i colori d’azzurri fremiti”… di cui l’Uomo/la Donna del domani…”sentirà il silenzio sui litorali d’ulisse che ricerca da sempre”. (Chiedo scusa a Maria Allo se ho parafrasato la sua stupenda poesia. Accostarla a questa di Giuseppe mi è sembrato così naturale…)
    Un abbraccio ed un ricordo lontano quanto emozionante:

  3. Cara Beatrice,….
    ti stritolo con l’affetto che soltanto a pochi riesco a manifestare!
    Baci, baci, baci, baci, baci e poi baci

  4. Professore..Mea culpa! Mai avrei pensato che un uomo,un padre potesse annusare per trovare,sentire l’odore del figlio..Credevo fosse tipico della madre questo annusare il figlio,l’odore della sua pelle..ed invece non è così..Ho commesso,inconsciamente l’errore di alcune donne che credono che solo la madre ami visceralmente il figlio,mentre il padre ami in modo più distaccato.Giuseppe mi ha fatto capire che(fortunatamente) ho ancora tantissimo da imparare sugli uomini.

  5. Cara Valeria,
    tra le tue braccia percepisco il sincero affetto che “stritolandomi” mi regali….
    infatti non mi fai male, ma mi stai delicatamente accarezzando!!
    Mi sei mancata tanto….se hai necessità prendi la mia mano e cammineremo insieme, l’una accanto all’altra, in quest’avventura chiamata vita…
    Ti voglio veramente bene.

  6. Attenta Beatrice,
    Ti credo sulla parola… (:D)
    (L’ho detto: un giorno capirò il perchè…)

    Bacioni

  7. cara valeria hai mai visto un padre, a cui viene sottratta la propria figlia…, di una legge che decide L’amore come fosse la misura di un campo da calcio! ora io non so la tua d’esperienza, so quella di padri che Amano,… mi spiace se tutta la ricerca del mondo, poi si riduce a questo? si dice l’amore, è poi si cerca la differenza! ok, io amo “Jung”!!!, ma credo che tutto sia ho ancora più grande, o ancora più piccolo! il “Pascoli” baso i suoi scritti sul dolore, della perdita del padre, se in tutto vogliamo psicanalizzare allora tutto, diventa razionalità! Quella razionalità che lo stesso Jung, si ferma quando parla d’arte di poesia, etc…! come continua il grande “Jung”, lo sapete meglio di me!!! in più ho specificato, che il tutto nasce da una storia vera, fatta di sofferenza, vera! lo riportata su questo blog, avendo tanta stima dello stesso, e del suo fondatore! Ognuno ha le proprie esperienze, io ho imparato molto presto a non fare di tutta un erba, un fascio!!! cara Valeria, ti rispondo…ma non c’è problema, le proprie esperienze non sono le verità assolute! L’Amore non ha metodi ne colori, composta di errori, sicuramente, in quanto esseri umani! ma anche piena di capacità affettive Giganti!!!

  8. rettifico la risposta, meglio ancora, l’aggiunta è rivolta a Amalia, non Valeria!

  9. se l’uomo conoscesse l’ordine delle cose dell’amore, non staremmo qui a tentare di capire!

  10. Giuseppe,la mia incredulità nasce dal fatto che mio padre mi ha sempre detto che non si riconosceva un istinto paterno,ma che il suo amore era dettato da un sentimento più ragionato..Sai,mio padre era un “complicatore”della esistenza….un meraviglioso cacciatore di nuvole..Comunque,quando un figlio/a ama il proprio padre,credimi non c’è giudice,nè legge,nè tribunale che possa cancellare questo..Mio padre viveva in Sardegna..e lo vedevo solo durante i mesi estivi..e quindici giorni a Natale..eppure senti con che amore ancora ne parlo? E pensa che è morto da venti anni..ed io sento ancora il suono dei suoi passi sulla ghiaia(era un “omone alla Orson Wells..)Tzè nemmeno l’inquisizione mi avrebbe tolto mio padre!!!

  11. “…Tzè nemmeno l’inquisizione mi avrebbe tolto mio padre!!!”
    Prima di preoccuparmi se quello che penso di fare è giusto o sbagliato per te, voglio fare quest’altra cosa: – Amaaaaaaliaaaaa! – Ti urlo un po’ nelle orecchie e poi me ne ritorno a fare la nanna!
    Buona notte! Baci!

  12. Ah,ecco perchè quella notte non ho dormito..eri tu che mi urlavi nelle orecchie..che urlo è ,Vale? Un urlo tipo “Svegliati,e cresci?” oppure del tipo”wow grande”e che altra cosa avevi in mente?? Che urlo è??

  13. Quando ero piccola un padre era per me come la luce nel frigorifero. Ogni casa ne aveva uno, ma nessuno sapeva cosa realmente facevano sia l’uno che l’altro, dopo che la porta era stata chiusa.
    Mio padre usciva di casa ogni mattina e ogni sera, quando tornava, sembrava felice di rivederci. Lui solo era capace di aprire il vasetto dei sottaceti, quando gli altri non riuscivano. Era l’unico che non aveva paura di andare in cantina da solo. Si tagliava facendosi la barba, ma nessuno gli dava il bacino o si impressionava per questo. Quando pioveva, ovviamente, era lui che andava a prendere la macchina e la portava davanti all’ingresso. Se qualcuno era ammalato, lui usciva a comperare le medicine. Metteva le trappole per i topi, potava le rose in modo che ci si potesse affacciare alla porta d’ingresso senza rischiare di pungersi. Quando mi regalarono la mia prima bicicletta, pedalò per chilometri accanto a me, finché non fui in grado di cavarmela da sola. Avevo paura di tutti gli altri padri, ma non del mio. Una volta gli preparai il tè. Era solo acqua zuccherata, ma lui era seduto su una seggiolina e lo sorbiva dicendo che era squisito.
    Ogni volta che giocavo con le bambole, la bambola mamma aveva un sacco di cose da fare. Non sapevo invece che cosa far fare alla bambola papà, così gli facevo dire: “Bene, adesso esco e vado a lavorare”, poi la buttavo sotto il letto.
    Quando avevo nove anni, un mattino mio padre non si alzò per andare a lavorare. Andò all’ospedale e morì il giorno dopo. Allora andai in camera mia e cercai la bambola papà sotto il letto. La trovai, la spolverai e la posai sul mio letto.
    Mio padre non fece mai nulla. Non immaginavo che la sua scomparsa mi avrebbe fatto tanto male.
    Ancora oggi non so perché

    (Erma Bombek)

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