Giorgio Colli, Nietzsche ed il dolore

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9 Risposte

  1. morale = dolore privo di patos

  2. Grazie… Interessantissimo…
    Pubblicato nella mai pagina di Facebook… PSICHE E SOGNO
    http://www.facebook.com/pages/PSICHE-E-SOGNO/108092702562180
    Tony Kospan

  3. C’è una complessità nella vita che, evidentemente, non può essere risolta se non “con l’elevazione”. In fondo, ognuno dovrebbe fare del proprio meglio, indipendentemente da tutto e da tutti, per migliorare le cose…altrimenti non si cresce.

  4. Mi ricordo la puntata,impagabile la macchina che stava per investirla..Mi piacerebbe che Zanna Gialla ascoltasse questa puntata,magari cambierebbe opinione su di lei..Non vogliamo capire il dolore,lo rifiutiamo,lo rinneghiamo,non vogliamo soffrire perchè non vogliamo restare soli.E per un ironico gioco del destino,Professore,questo rifiuto del dolore ci fa sentire ancora più soli più isolati,come appestati quando il dolore ci afferra.Rischio la monotonia..ma grazie per questa puntata..otto minuti di ossigeno..

  5. Grazie a te, caro Tony

  6. Lo so, prof, che ripesco una pagina, un po vecchiotta!?, si fa per dire, Mi interesserebbe sentire, leggere, la sua idea o meglio pensiero su “Nietzsche”. sul suo, diciamo profondo pensiero di ciò che chiama “volontà di potenza, il suo pensiero sugli “Ebrei il cristianesimo”. Quanto tutto ciò, era in lui e per lui, una realtà auspicabile. Quanto, il nazismo, e qui, “ahimè” so, di tastare un discorso “trito e ritrito” dicevo, è, in parte una sua creatura, o meglio il “nazismo” ha scelto il Grande Filosofo, come padre di quel che tutti sappiamo! Ora, al di la di ciò che G.Colli, sostiene, al di la di ciò che in maniera umile è la mia comprensione sul pensiero di “Nietzsche”, sulla “morale delle vittime” e quanto altro. Mi farebbe realmente e Immensamente piacere, ascoltare, il suo carissimo Professore a riguardo. Questa è una richiesta che da tempo volevo porle.Sempre, nel rispetto dei suoi impegni, comprendendo se, rimanderà questa mia sete, a momenti e tempi che riterrà più congeniali per qualsiasi motivo, che, ripeto, comunque comprenderò! Con sempre, la più grande stima, suo Amico, Giuseppe! Buona Giornata a lei.

  7. Comprendo, bene la visone o il tentativo liberatorio, rifacendosi a Dioniso etc.ecc, nel senso profondo e del profondo. Prescindendo se, lo stesso “Nietzsche”, ci sia riuscito con se stesso! Questo, è un altro discorso. Certo è, che aveva compreso bene le nevrosi e patologie varie derivate, da una certa costrizione e repressione sulla e alla psiche! Certo è, che lo stesso pur avendo capito bene l’altra parte, Ossia, cosa sarebbe stato dell’uomo senza Dio!?, non sia riuscito almeno, cosi sembra, a trovare quel Dio che ci sussurra dentro! Questa è, l’altra parte della sua grande consapevolezza. Oggi, un oggi Crescente,dilagante, di più d’un secolo. “Consapevolezza” della perdita del Divino, non dell’archetipo dello stesso, che vive confusamente per l’appunto, con tutto ciò che ne deriva!

  8. Io credo che Nietzsche sia la più alta mente che abbia scandagliato la parte oscura che ci portiamo dentro. L’individuazione prevede due momenti: il primo è la battaglia con l’inconscio; il secondo, è appunto la capacità d’individuarsi. Un abbraccio. Gabriele

  9. Grazie professore, concordo pienamente con ciò che dice!

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