Giorgione – La tempesta, 1506

Il lampo che squarcia il cielo sembra essere il punto focale del dipinto. E’ l’irruzione del divino nella dimensione terrera, il contatto tra Cielo e Terra. Il momento dell’avvento divino. Sulla destra c’è una donna che allatta un bambino. Ma, ad osservarla bene, ha un solo seno. E’ il Centro del suo petto. Simbolicamente, quell’unica mammella, è il centrato, l’equilibrato. A sinistra, sempre per chi osserva, c’è un uomo con una verga. Già Maurizio Calvesi lo ha identificato come l’Hermes ed il suo caduceo. Tutto il quadro è denso di significati simbolici a caratterizzazione ermetico-magica. Ma non è tutto. Perché il punto più importante è quasi nascosto. E’ sopra il tetto della costruzione, alla destra del ponte. A ben guardare, Giorgione, vi ha dipinto un uccello. E’ un Ibis, animale sacro alla Dea Iside, alla Grande Madre. La presenza della divinità egiziana muta il cuore del dipinto. L’irruzione del divino nel mondo degli umani (il lampo nel cielo) è possibile sotto la guida del pastore Hermes, dell’amore femminile (la donna che allatta). Ma, tutti e due, sono guidati dalla Dea protettrice per antonomasia, Iside, signora del perdono e dei riti magici.

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20 Risposte

  1. Che coincidenza! Questa mattina, mentre sfogliavo il libro di storia dell’arte e individuavo le pagine che avrei dovuto studiare, l’attenzione mi è stata sottratta proprio da questo dipinto. Colpevole la folgore, ho indugiato per più tempo sull’immagine, mi rimandava a qualcosa di mitologico e l’atmosfera s’intrecciava con il picchettio della pioggia che bussava alla finestra . Ho letto che sono state più di trenta le intrerpretazioni attribuitegli, una delle quali vorrebbe Eva, Caino ed Adamo separati definitivamente dalla città lontana(l’Eden). Oppure Marte e Venere, rispettivamente nei costumi di un soldato e di una zingara.
    Personalmente preferisco l’interpretazione da lei riportata, perchè ho un debole per Mercurio e perchè tutto si riallaccia armoniosamente ad un sogno vissuto la notte scorsa, sono contenta :D!
    Grazie!!
    Maria.

  2. Già,in più l’ibis era anche l’incarnazione di Thot che era il dio della parola creatrice,e dei maghi..che poi i greci assimilarono ad Ermes..Professore,lo sa che ho letto che lo assimilarono alla luna,per via del suo becco a forma di luna crescente..E’ un quadro dove l’elemento umido è molto presente:l’acqua sotto il ponte,la vegetazione,le nuvole cariche di pioggia e quel lampo che fa immaginare che arrivi un temporale,e il latte della madre..Grazie Prof..

  3. Grazie a te Amalia – Aggiungo anche che, quella folgore, è l’irruzione anche di uno stato interiore completamente diverso dall’usuale. Insomma, ci introduce in un abisso conoscitivo

  4. Per Maria Luigia – Anche io, di gran lunga, preferisco questa versione dell’opera. Un abbraccio, Gabriele

  5. Mi accorgo ora che le chiome degli alberi a sinistra formano una sorta di corona di alloro… Meraviglioso questo dipinto. Mi sembra quasi di sentire il profumo di quella vegetazione. Le calze bicolore di Hermes mi danno un senso di giocosità. Il rosso, il bianco e le scarpe nere (?), come si può dubitare sulla sua identità.. Grazie!

  6. Molte sono le interpretazioni che ho letto in merito a questo quadro. devo dire che tra tutte forse mi aveva colpito tempo addietro quella di G. F. Hartlaub, che ne ” Il segreto di Giorgione” vedeva nel dipinto raffigurato un rito esoterico. Ma la Sua interpretazione dona profondità psicologica al dipinto. Grazie e un saluto cordiale!

  7. Caro Valerio, il dipinto di Giorgione è realmente una rappresentazione simbolica di un rito esoterico

  8. Cara Alessandra, ma quanto sei e siete carini… parlate in modo leggiadro e gentile.

  9. caro prof.
    mi rifugio tra le braccia di Giorgione,
    qui trovo tante cose
    l’arte è questo
    una continua scoperta
    qui trovo ciò che mi è congeniale, ho studiato e ristudiato questo quadro insieme a “i tre filosofi”,
    la sua interpretazione dell'”unico seno” all’inizio mi ha reso perplessa,

    immagini..

    il quadro ha due tensioni
    è come se Giorgione tirando i lati del quadro,

    -vede gli edifici sono obliqui!!-

    spezzasse in due il quadro,
    quella donna in buona sostanza potrebbe , anche,
    rappresentare la metà “dell’ermafrodito”
    infatti se si osservano le stampe antiche alchemiche ecc.
    si vede che la parte femminile e maschile dell’ermafrodito in teoria se scissi hanno un solo “seno” maschile o femminile.

    Cosa volesse dire Giorgione, o il suo committente non è chiaro, forse non lo sarà mai.

    Per quanto mi riguarda io ci vedo l’albero della vita cabalistico.

    Ma leggendo un testo di “magia”
    ho scoperto curiose descrizioni di latte e stelle -via lattea e così via, forse Giorgione si occupava di magia forse era un medium un sensitivo una persona che non ha mai veramente rappresentato “la religione ufficiale” nei suoi paramenti
    ma ha lasciato intendere altro di più profondo, di meno ovvio, comprensibile solo a persone ugualmente depositarie del medesimo sapere.

    Ma che io dica questo non è certo una novità.

    ho scoperto che esiste a Gerusalemme la “Torre della Cicogna” però, dove erano i templari,

    insomma i ruderi davanti rappresenterebbero forse l’ingresso di Gerusalemme e la fine della città dove si trova questa Torre simbolicamente rappresentata da una cicogna nel quadro?, si dice infatti che i templari (se non sbaglio) venissero “accompagnati da una cicogna” e da un agnello (quest’ultimo non sono sicura) .

    secondo alcuni G. era ebreo, ma anche se non lo fosse stato per nascita lo sarebbe stato per cultura, difatti a Venezia c’erano molti studiosi di cultura ebraica, personaggi influenti della diplomazia.

    Il concetto di “Sekhinah” per es. sarebbe qui valido, c’è infatti la presenza di Dio, l’aspetto femminile di Dio.

    Il fiume in ebraico si dice Naher o qualcosa di simile, che significa anche luce.Entrambi i nomi hanno insomma la medesima “radice” linguistica.

    I due l’uomo e la donna potrebbero essere l’uno la Geburah l’altra Chesed , aspetto razionale insito anche cerebralmente tra emisfero sinistro razionale “che misura” che è “vestito” l’uomo anche lui è a “metà” (!) evidenziato dalle calze – e aspetto emotivo , la donna ed il bambino, nudi.
    Chesed significa accudire, essere genitori affettuosi e responsabili.significa tra l’altro anche “cicogna”.

    si nota anche come l’uomo ascolti “il tuono” mentre la donna “veda il fulmine” entrambi i fenomeni sono parte di un medesimo aspetto.

    I due non sembrano sapere l’uno dell’altro, esistono nel quadro come due entità a sè stanti separati in ogni caso da un fiume, l’unica cosa che mi rende dubbiosa è la presenza sulla donna dell’ombelico, che se vogliamo non dovrebbe essere presente in una “creatura” del genere ma forse sta a sottolineare che in tutti c’è una parte , un animus, un anima, che ci attende da qualche parte o che sognamo nei nostri sogni, un compagno una compagna invisibile la parte mancante, forse.Quindi un Giorgione che sapeva anche questo tanto tempo prima di Jung.

    Il fiume di luce conduce all’illuminazione, il ponte, “Da’at” rispecchia “la comprensione” degli aspetti divisi nella Genesi quando Dio dice “maschio e femmina li creò” infatti la Da’t nell'”albero” è “un ponte” .
    Anche gli alberoi al lato sinistro e destro sembrano in realtà un unico albero, sembra anch’esso “stracciato ” in due..
    è perchè questa era la loro natura iniziale l’unione.
    L’uccello sul tetto è a testa bassa non ha paura offre sè stesso, potrebbe (potrebbe) essere “la corona” dell’albero della vita ciò che accade anche con la “kundalini” il risveglio del serpente che percorre i chakra ed “esplode” alla corona del capo.

    Il “serpente fiume” la via necessaria alla conoscenza….

    (E un antico detto ebraico dice che quando il tempio di Gerusalemme fù distrutto il Messia quindi il bambino era “già nella mente di Dio” nel medesimo istante…)

    ma anche che la “Torre di Babele” distrutta a monito dell’impossibilità di unire” i Dio” in un unico concetto,

    Elohim e Yahwè , il codice binario della genesi…

    Il serpente fonte di conoscenza

    (L’immersione nel fiume verso la fonte, in noi stessi, perchè se Giorgione era qualcosa non era certo solo un pittore ma un “illuminato” poichè anche nei “tre filosofi” c’è sull’attrezzatura che ha il giovane sdraiato “un iniziato ?”c’è un piccolo lampo di luce.)

    Ai raggi infrarossi il quadro della “Tempesta” rivela che c’era un’altra donna al posto dell’uomo in piedi, una donna dalle gambe in acqua..anche questo dà da pensare, anche se l’importante resta sempre la decisione finale di Giorgione di metterci un uomo…però intriga.

    quest’uomo non potrebbe avere in mano un attrezzo per misurare ?

    Cosa misura?

    Questo quadro rappresenta in ogni caso l’arte,
    la bellezza di una continua scoperta,
    che sembra essere nel quadro invece si dipana in noi e questo è sempre meravigloso.

    lascio questo comm. così con tutti gli errori del caso, mi scuso della lunghezza, La ringrazio per aver proposto un tema così affascinante….ed aver dato un’interpretazione veramente nuova della donna della tempesta, allo stesso tempo “centrata” ed allo stesso tempo “parte di” ? (…Ecco ora sembro Marzullo….o Guzzanti quando parla degli spingitori di cavalieri… 😉 )

  10. Cara Map pina, non sono in grado di addentrarmi nel percorso ebraico, ma sembra tutto molto convincente. Ti ringrazio moltissimo per aver ampliato la nostra visione.

  11. allora entriamo in un percorso gnostico…Le và?
    magari mi dà un mano…

    dunque,

    sono piuttosto incapace a destreggiarmi tra le varie correnti dello gnosticismo, di cui sicuramente i catari rappresentano quelli più conosciuti,
    ma ho trovato interessanti alcuni concetti del Manicheismo promulgato da un certo Mani,appunto.
    Questo sempre ancora in un tentativo di comprensione del tutto dilettantesca dei reconditi significati reconditi dell’opera di Giorgine.

    La natura dualistica del tuono fulmine mi ha fatto pensare ad altro,

    poichè anche la visione kabalistica risulta insufficente, o meglio in tutte le aree dello scibile umano noi potremmo senza fatica sovrapporre la concezione cabalistica , semplicemente perchè essa è vera ed universale.

    io comunque non vedo tutti gli aspetti dell’”albero della vita” classico, ma non mancherò di continuare l’analisi in senso anche di leggende e riti ebraici, come quello che lega la figura di Miriam, sorella di Aronne al simbolo dell’acqua e del pesce anche grazie alla M del nome.
    mancano quindi degli aspetti potrebbe essere valida questo tipo di Kabalah solo se integrata a scritti di magia medioevale — (che pure ho trovato) che l’hanno “cambiata” semplificandola.

    ma insomma.

    derivante da testi gnostici di tipo manicheo:

    il fulmine : potrebe essere dualismo di

    “chiamata” e “risposta”

    cioè concetto di “Tochmè” e “Sotè”.

    In effetti come dicevo nell’altro comm. secondo me l’atteggiamento di ascolto nell’uomo e di vista nella donna mi fanno pensare a questa dualità, che si potrebbe addirittura riproporre come l’uomo che si rivolge alla sua parte femminile o alla donna e la donna che lo ascolterebbe, in effetti ha come uno sguardo di “ascolto”.

    l’acqua poi riflette il mistero di questi due concetti della “chiamata” e della “risposta” al di fuori di qualsiasi rituale essa rappresenta :

    la Gnosi.

    (Mani diceva di avere un “gemello celeste” “Paraclito” = dualismo )

    La “Nous” : “luce” ha il compito di installarsi nel cuore dell’uomo essa è un veicolo di conoscenza/gnosi.

    Ricordiamoci anche il fiume di luce ebraico, infatti nell’acqua si specchia il cielo.

    —Gesù, l'”ipostasia”?

    cioè lo stare sopra, il volatile (tra l’altro è il pellicano il simbolo medioevale del Cristo, poichè leggenda voleva che egli si strappasse le carni per nutrire i suoi piccoli)

    in greco il “tertius legatus” che insedia i due “diadochi”, sempre la Tothmè e Sotè, (infatti volatile + lampo e tuono insieme sul tetto “il sopra” della ipostasia cioè ipo+stia stare sopra (?)).

    Andando a leggere altro della dottrina manichea scopro che la festa principale era la festa di “Bema” in marzo/febbraio, dopo un digiuno si faceva su un “trono” di 5 scalini con l’immagine di Mani , e per quella religione il canto era importante serviva sempre alla gnosi era la celebrazione della “pasqua della gnosi”, e somiglia infatti secondo me a questo altro quadro di Giorgione :

    cantare era molto importante da ciò che leggo per gli gnostici-manichei infatti se ci fate caso le persone di questo quadro “cantano”, anche se hanno le bocche “chiuse” infatti hanno l’atteggiamento del cantare! Gli sguardi sono rivolti ad un punto indefinito.

    L’uomo sul trono con il turbante potrebbe (potrebbe) rappresentare Mani, visto che è in effetti molto “persiano”.
    Qui un’altro quadro del Giorgione il “cantante appassionato “(?)

    che dice molto di cosa “è il canto”. (Giorgione sembra fosse anche musicista, suonava il liuto).

    secondo Mani il crocifisso poteva essere un albero o una roccia (come dice il vangelo gnostico di s. Tommaso , “io sono” nel legno pietra ecc.) .

    ma torniamo alla Tempesta,

    le due figure femminili e cioè quella oggi visibile e quella in un –primo tempo presente– a sinistra come sorta di ninfa con le gambe nell’acqua, visibile ai raggi infrarossi, non ho trovato il link, con l’immagine, se lo trovo lo mando in seguito.

    la sposa del padre /Pleroma secondo altri testi gnostici (valentiniani) è la Sygè cioè “il silenzio”

    Molto si sa degli gnostici soprattutto per gli scritti che li contrastavano, quelli di S. Agostino e anche di Plotino, il quale in una critica agli gnostici , dice che la Sophia è in caduta obbligatoria, in un sistema gnostico che prevede tanti aspetti …..(gli eoni) e genera per conseguenza “di caduta” la “Sophia acquatica”cioè , la “Sophia Achamoth”,
    che potrebbe allora essere la ninfa con le gambe nell’acqua? Quindi a destra Sophia (madre del Demiurgo) a sinistra Sophia Achamoth, poi appunto tolta?

    IN buona sostanza se o ben capito, ad un certo punto della storia, la Chiesa rifiutò lo gnosticismo perchè nella costruzione teologica esso rappresentava un pericolo di decadimento, poichè era basato sulla naturalità della “coppia celeste” nel senso che com’è adesso con la trinità padre figlioe Spirito Santo con l’esclusione della Madonna, si presenta “salda” e non preda di implicazioni di costante moltiplicazione dovuta alla concezione di Eoni Arconti ecc. che fanno dello gnosticismo qualcosa di legato alla capacità individuale del riconoscere la Conoscenza/Gnosi in una sorta di continua evoluzione e “fioritura” dato anche dalla Natura espressione di Dio femminile /Sophia Sekhinà che però essendo femmina colloca Dio in un ambito pericoloso di coppia = peccato o comunque preda e conseguenza di continua creazione e decadimento per cui teologicamente imprendibile ed ingestibile, invece che una concezione fissa di purezza immacolata e castità a cui ci ha abituati il cristianesimo che è fissa stabile ma non rispecchia l’essere umano.

    Mah’. Certa di avere fatto una confusione incredibile attendo un suo parere.

  12. beh’ il libro che ho letto sulllo gnosticismo si è dimostrato piuttosto inesatto
    questo blog

    http://www.gadal-catharisme.org/gnosi-suoi-fondamenti_4_18_it.htm

    sembra molto più discernente il catarismo. e le varie diramazioni ed origini (negli esseni ).

    In particolare mi colpisce il fatto che i catari usavano delle grotte per i loro passaggi spirituali, per così dire e che Giorgione abbia proprio nel quadro “I tre filosofi” messo il ragazzo più giovane di fronte ad una grotta.

    Le grotte erano (a quanto sembra le cattedrali dei catari)

    Poi c’è un’altro quadro enigmatico del G.

    dove l’uomo che “impone le mani” fa quello che facevano i catari, la guarigione, la “consolazione”, il drago che si vede in fondo è forse la malattia , il male debellato?

    Chissà.Giorgione rimane comunque un grande pittore …cataro, gnostico, maneista…che sia…quadri infiniti come corridoi che non finiscono mai…qusta d’altronde è arte..?

  13. beh’ credo che Giorgione si sia scocciato…

    stamattina cercavo di riprendere il filo dei miei sogni innopportunamente interrotto,
    quindi vedo una donna, una donna-donna nel senso che non se ne vedono più di donne così, capelli lisci neri, forti lineamenti un pò squadrati, sguardo semplice e diretto, forme prive di alcuna connotazione maschile, e le chiedo di farmi da guida, le chiedo
    -Mi porti da Giorgione?
    E lei attraversando un breve corridoio pieno di quadri indistinti, immagini di immagini, mi porta in una piccola stanza, Giorgione seduto su qualcosa di provvisorio si alza e dinoccolato mi viene incontro, noto che è alto, un’omone mi accorgo che il soffitto è basso, e mi chiedo come faccia un omone così a dipingere quadri così delicati, mentre penso che l’arte è splendida anche per questo, egli passa un panno bianco con mano leggerissima a sfiorare un quadro, una tecnica che io che ho dipinto non avevo mai visto.
    Gli chiedo ma che significa questo indicando l’uomo col bastone della “Tempesta” e per magia del sogno sono anch’io nel quadro a chiedere direttamente all’uomo del quadro chi egli sia, allora siccome l’uomo della tempesta non parla, inizia invece a tracciare delle parole per terra , io non riesco a leggerle, aguzzo la vista, allora lui scrive ancora ed io leggo “credente”.
    Poi Giorgione mi prende in braccio ed io sono una bambina e aperto il soffitto mi issa attraverso un’apertura quadrata, ed io sono fuori e vedo il tetto di tegole e tutto quel che c’è fuori…intravedendo il cielo tranquillo e luminoso striato di bianche pennellate cipriate ed azzurrine degradanti ad un verde molto tenero e chiaro verso il profilo dell’orizzonte …

  14. IL SOGNO DI MAPPINA
    . . .

    che non è proprio Maria ,
    ma ” qualcosa ” là dentro si sta muovendo

  15. Caro Emanuele, lo penso anche io!

  16. A voi un Giorgione degli anni 70, Santino Rocchetta…
    e grazie!!!!!

  17. Rocchetti !!

  18. Emanuele,che meraviglia questa canzone,ha un testo bellissimo..parole confuse nella mia mente svanite nel sogno ma impresse nel ventre…e la penso come Valeria,che la pensa come te…

  19. toh’ …..

  20. 😉

    amiche carissime,
    domani parto per una vacanza…

    Un bacio a tutte.
    A presto.

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