Incoraggiamo Teresa a finirlo…

L’incipit per me segna il destino della lettura di un libro. E’ dall’incipit che nasce in me l’entusiasmo della lettura di un romanzo.
Caro Prof. riporto di seguito l’incipit di un romanzo che non ho mai finito di scrivere dal titolo – ancora non definitivo – “HO SALVATO NASSIRYA”.
Dopo averlo letto mi farebbe piacere sapere se dall’incipit lei avrebbe proseguito nella lettura o meno.
Un immenso abbraccio.

“Pioveva ormai da tre giorni. Come acqua di torrente in piena, l’aria si dissetava di quella pioggia e rimaneva sporca di terra; l’odore intenso di fango e l’umido vento gelido tenevano fermo il respiro nei polmoni che si gonfiavano e l’anima finiva per trasformarsi in una mongolfiera che intrappolata in una nuvola di tempesta non riusciva ad allontanarsi da quel pezzo di cielo senza Dio.
Rashid giocava con la pioggia e sotto la pioggia rideva; presto al mattino si lasciava scorrere sul viso macchiato, quelle salate lacrime di cielo; con quelle gocce dissetava il cuore; le ingoiava quelle gocce come pane, con le altre si bagnava i capelli crespi e folti. I suoi occhi erano scuri come la notte senza luna e senza stelle, ma abbagliava più del sole di Agosto la loro luce; anche quella via scura senza lampioni calpestata mille volte dai piedi scuri e curvi di Rashid si accendeva di vita al passar della sua voce, dei suoi sguardi e dei suoi sorrisi.”…

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7 Risposte

  1. Cara Teresa, per te:

    Storie che prendono vita nelle mie mani e che mi prendono la mano.
    Storie che per non sfuggirmi di mano devo seguire oltre i miei limiti in luoghi imprevisti e sconosciuti.
    Storie che credevo mie, ma che in realtà, non mi appartengono.
    Storie ormai vive, con una loro anima ed un loro messaggio, che attinge da me e che mi prescinde.
    Storie che narro e che scopro essere fuori dal tempo, come il mio spirito.

    Buon viaggio…

  2. Non smettere mai di scrivere…lascia che la penna del cuore e l’inchiostro dell’anima lascino il loro segno indelebile sulle pagine bianche!
    Lascia parlare il tuo cuore e lascia che esso parli a chi avrà la fortuna di leggerti. Lascia che il tuo messaggio, il tuo sentire, le tue emozioni, le tue paure, i tuoi dilemmi arrivino a chi in qualche modo leggendo le tue pagine troverà una risposta per i suoi dilemmi o in incoraggiamneto per il suo domani.
    Non smettere mai di scrivere se hai questa passione…..credi in te e nelle tue potenzialità.
    Ti garantisco che ce la puoi fare!
    Anche io amo scrivere…una volta avevo paura, non trovavo il coraggio per farlo…poi alla fine ho compreso che bisogna sempre dare sfogo alle nostre passioni…
    e vedi, ti ho riempito di parole!!!!
    Un grande abbraccio e coraggio!!

  3. Teresa..tante cose da dirti. Il tuo incipit fa venire voglia di continuare a leggere la storia di Rashid,le parole che hai scritto muovono domande nell’anima quindi vai avanti..Secondo: se sei ammalata di scrittura,come sono io,continueresti a scrivere..magari pagine e pagine del tuo diario,riempiendo armadi..è impossibile guarire..da tale”malattia”..Terzo:scrivi benissimo e non so che cosa diavolo aspetti..guarda che i personaggi che creiamo,non si lasciano mettere da parte..e Rashid,non ha affatto l’aria di un ragazzino che molla facilmente la presa..Fallo nascere,Teresa!

  4. La forza e l’energia con cui le vostre parole giungono a me è straordinaria. Questa notte penso che riprenderò a scrivere. E’ la mia anima che vi ringrazia.

  5. Caro Prof. grazie per aver smosso quel masso che ormai da un po di tempo aveva franato sulla strada del mio cuore non consentendo il passaggio dei pensieri dalla mente all’anima. Immensa è la forza della parola partecipata, ed intendo per “partecipate” quelle parole che oltre ad un suono e ad un senso posseggono anche un’Anima. Le tue parole Prof. hanno un cuore che batte. Semplicemente GRAZIE.

  6. Cara Teresa, resto, con gioia, senza parole. Ed ora metteti all’opera. Il tuo libro ti aspetta… Un sorriso a te, Gabiele

  7. Teresa, chi scrive sa che esistono mille motivi per non scrivere. E pochi per scrivere. Ma ve ne è uno che è tanto grande e tanto forte da schiacciare le motivazioni che frenano la scrittura.

    Scrivere richiede sintesi, costruzione.

    Scrivere è un atto di volantà. E’ un esercizio di volonta per promuovere le nostre energie costruttive, i nostri Io positivi come direbbero i Sufi, così spesso repressi dalle nostre parti negative.
    Così quando scrivi ricordati che stai dando spazio alle tue energie costruttive!

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