L’ego razionale ha imprigionato Anima

Siete “bravissimi”

Sinceramente sto notando una prograssione verso Amor (comprensione) di tutti voi. E’  un’orchestra dove tutti cominciano a conoscere la propria parte. Si stanno armonizzando fra di loro (avete visto il concerto?). BACI BACI

Scrivere ad un figlio/a

Il messaggio di Amalia…

Professore, mio padre è morto da più di venti anni. Non viveva con me e così ci scrivevamo delle lettere. Lui mi trattava come una donna, sebbene fossi una ragazzina. Ebbene quelle lettere sono sorprendentemente attuali per la donna che oggi sono diventata. E sì sono la sua anima che risuona ancora,ma insegna ancora.. E’ bellissimo, ora lo capisco, scriversi lettere tra genitori e figli…

Cara Amalia, condivido pienamente tanto è vero che, quando mio figlio aveva circa dieci anni, gli dedicai un romanzo. Lui era il protagonista del libro (Un’avventura nel rinascimento). “Coincidenza” vuole che, lo scorso anno dopo aver prestato la mia autovettura proprio a mio figlio, trovai un foglietto piegato in quattro. Il foglio riportava una lettera che lui aveva scritto per sua figlia. Quella lettera è ancora con me e, sperando di non violare la sua “intimità”, voglio condividerla con voi. Lo faccio con il “pretesto” di domandarvi, voi avete mai scritto qualcosa per i vostri figli?

LETTERA A MIA FIGLIA

Mia cara Laura, AMATISSIMA figlia,
il solo guardarti mi restituisce la totalità dell’esistenza.
La pienezza dell’essere al mondo.
Oggi, mentre ti scrivo, hai poco più di un anno e mezzo.
Ancora non parli. Dici poche cose. Essenziali.
Ripeti il verso di alcuni animali, i capelli sono “taghe da”, “bum me”, vuol
dire cadere.
Hai una personalità forte. Marcata. Evidenzi, già ora, determinazione e
indipendenza. Almeno così sembra.
Amore mio, ricordati sempre, nelle paure e nelle insicurezze, nelle emozioni
più intense e nelle malinconie più profonde e oscure, che cercherò con tutto me
stesso, che le tue paure siano coraggio e le incertezze miglioramento nel
domani.
Nei silenzi e negli addii, negli abbandoni e nelle attese, sarò sempre
presente.
Avvolgiti nei pensieri e nelle azioni più nobili, non misurarti nei desideri
esteriori, sii disponibile e accogliente con le persone più deboli e indifese.
In un sospiro d’amore, nell’eternità d’un bacio, in un sogno o nelle carezze
delle persone “gentili”, ricerca la pienezza d’aver vissuto.
Il resto è il vuoto che trapassa, stalla e inneggia al male.
AMATISSIMA figlia, da quando sei con me, sono felice.
Sorrido estasiato.
L’estensione del mio cuore è immensa.
Sono completo e null’altro serve al mio cuore.
Tuo papà

Incoraggiamo Teresa a finirlo…

L’incipit per me segna il destino della lettura di un libro. E’ dall’incipit che nasce in me l’entusiasmo della lettura di un romanzo.
Caro Prof. riporto di seguito l’incipit di un romanzo che non ho mai finito di scrivere dal titolo – ancora non definitivo – “HO SALVATO NASSIRYA”.
Dopo averlo letto mi farebbe piacere sapere se dall’incipit lei avrebbe proseguito nella lettura o meno.
Un immenso abbraccio.

“Pioveva ormai da tre giorni. Come acqua di torrente in piena, l’aria si dissetava di quella pioggia e rimaneva sporca di terra; l’odore intenso di fango e l’umido vento gelido tenevano fermo il respiro nei polmoni che si gonfiavano e l’anima finiva per trasformarsi in una mongolfiera che intrappolata in una nuvola di tempesta non riusciva ad allontanarsi da quel pezzo di cielo senza Dio.
Rashid giocava con la pioggia e sotto la pioggia rideva; presto al mattino si lasciava scorrere sul viso macchiato, quelle salate lacrime di cielo; con quelle gocce dissetava il cuore; le ingoiava quelle gocce come pane, con le altre si bagnava i capelli crespi e folti. I suoi occhi erano scuri come la notte senza luna e senza stelle, ma abbagliava più del sole di Agosto la loro luce; anche quella via scura senza lampioni calpestata mille volte dai piedi scuri e curvi di Rashid si accendeva di vita al passar della sua voce, dei suoi sguardi e dei suoi sorrisi.”…

Buongiorno