La scelta

Cari amici, cosa vi spinge nella scelta di un libro? Vi “guida” l’immagine della copertina? L’incipit? L’argomento? L’autore o il titolo? Quali sono le letture che vi hanno “folgorato”? Nei romanzi, ad esempio, quanto trovate determimante l’incipit? Io, spesso, è dopo la sua lettura che decido se proseguire o abbandonarlo.

Alcuni esempi…

IL PROCESSO
Qualcuno doveva aver calunniato Joseph K. perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato.

IL CASTELLO
Era tarda sera quando K. arrivò. Il paese era affondato nella neve. La collina non si vedeva, nebbia e tenebre la nascondevano, e non il più fioco raggio di luce indicava il grande Castello. K. si fermò a lungo sul ponte di legno che conduceva dalla strada maestra al villaggio, e guardò su nel vuoto apparente.

CENT’ANNI DI SOLITUDINE

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio

IL DESERTO DEI TARTARI

Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.
Si fece svegliare ch’era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa da tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c’era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.
Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita.

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24 Risposte

  1. Gabriele, buongiorno.

    Allora
    – di solito attirano la mia attenzione. Come? Attirano la mia attenzione, lo so io come.
    – altre, mi viene un brivido, sulla parte sinistra del corpo, mi prende anche la testa.
    – in taluni casi, si aprono ad una pagina “a caso”, significativa per me, quindi non “a caso”.

    …ma, naturalmente, io non faccio “testo” visto che, non c’è neanche bisogno di dirlo, sono completamente folle! … e mi ci alzo dalla mattina con questa testa!? Ore 7:25…

    Baci baci.

  2. A me capita spesso che siano i libri a cercare me e a trovarmi nel momento in cui io sono pronta a leggerli.
    Questo è quello che mi capita più di frequente: entro in libreria, sia una Feltrinelli o qualcuna più specializzata in esoterismo sufismo ecc ecc, e senza volerlo mi trovo davanti o tra le mani il libro che in qualche modo cercavo senza esserne cosciente (cioè senza cercarlo espressamente) e che in qualche modo successivamente arricchirà la mia anima e il mio cuore. Sono dell’idea che i libri hanno un’anima e che, come con le persone, può capitare che al momento giusto capiti, per inspiegabili coincidenze, il libro giusto, sia esso un romanzo o un trattato psico-filosofico o un libro di poesie.
    Le letture che mi hanno folgorato e che in qualche modo mi hanno aiutato nella mia maturazione interiore sono moltissime, ma tra le altre un posto speciale lo hanno “L’alchimista” e lo “Zahir” di Coelho, entrambi i quali mi hanno a loro modo indicato la strada da seguire in due momenti di assoluta incertezza.
    In particolare allo “Zahir” devo moltissimo e qui entrano in gioco una serie di coincidenze. Lo corso anno in un momento di massimo sconforto ed in cui per vari motivi avevo perso la bussola, una persona cara acquista per me al mercatino dell’usato proprio questo libro. Il suo intento ero solo darmi un attimo di consolazione con un autore che a me piace molto. La prima sorpresa per entrambi fu che aprendo il libro il precedente proprietario aveva fatto una dedica per la persona a cui lo aveva regalato e questa diceva pressappoco “..che questo libro possa aiutarti a ritrovare la tua strada…”.
    “Guarda caso” quelle parole sembravano indirizzata proprio a me. Mentre lo leggo sento che l’autore sta parlando proprio a me, sembrava come se io e lui fossimo la medesima persona. Egli sembra leggermi dentro e pian piano comprendo che devo reagire e che devo riprendere in mano la mia vita. Inoltre mi sprona anche a lottare per mettere in pratica il mio sogno più segreto, quello di scrivere un libro (chi ha letto questo testo sa bene cosa intendo, per gli altri non voglio rovinare la sorpresa). E così ho fatto. Questo libro mi ha risvegliato dalla morte interiore e mi ha restituito alla vita e ai miei sogni. Il mio primo libro ora è terminato e parla di me, della mia rinascita e anche di questo paradiso virtuale e dell’amore che qui ho trovato.
    Un libro, quello giusto al momento giusto, può cambiare la vita…può fare la differenza!
    I libri forse sono come gli angeli: per noi amanti della letteratura o della lettura vengono in nostro soccorso quando ne abbiamo più bisogno….e spesso ci forniscono aiuto morale e spirituale.
    Ame capita spesso questa meravigliosa esperienza!!
    Un grande abbraccio, Bea

  3. Bea, anch’io ho pensato che i libri sono angeli!
    Bello volare..devo comprare Zahir che… CIELO!

  4. Comunque il libro più bello è quello …
    Che devo ancora leggere!

    per es. ora è uscito White Egrets di Derek Walcott !

  5. Cosa mi spinge nella scelta di un libro,a parte Gabriele La Porta? Difficile ricordarlo..da quando mi sono trasferita acquisto libri on line..non li vedo,non posso toccare la copertina e nemmeno sfogliarli..cosa che amavo fare…Posso dire una cosa che trovo meravigliosa,sui libri? Crescono e cambiano con me.Poesie e romanzi,letti a distanza di anni,sono assolutamente diversi.Personaggi che ad una prima lettura non appaiono affatto,risaltano ad una seconda.Madame Bovary,ad esempio..prima avevo notato solo lei,poi rileggendolo,ho scoperto l’amore disperato del marito che non riusciva a farla felice.

  6. Il mio Destino ha una biblioteca e quando decide lui, mi “regala” qualche libro.

    ciao prof.

  7. Calliope,
    Carina questa del Destino (impersonficato, vedi D maiuscola) che possiede una biblioteca. me la rivendo!
    Mi hai fatto sorridere.

  8. Map pina cara,

    ti consiglio di leggerlo perchè è un libro a mio giudizio magico!!

  9. Map pina cara,

    ti consiglio di leggerlo perchè è un libro a mio giudizio magico!!
    Un abbraccio, Bea.

  10. Entrare in contatto con libri e letture, è indice di “sete” di cultura. Quando frequento le librerie, spesso mi trovo di fronte a proposte editoriali più o meno accattivanti e persuasive riguardo a confezionamento…
    Mi dirigo al reparto classici, vado per il momento sul sicuro! L’incipit è fondamentale; credo comunque che interrompere un viaggio della scia di un libro, non precluda la possibilità di riprenderlo in un prossimo futuro!

  11. il titolo è quello che decide di più, dopo l’argomento ovviamente

    No, non giudico mai un libro dall’incipit :
    gli do sempre qualche possibilità in più. Aspetto che carburi. Di solito 50 pagine. Poi …o è scattato qualcosa, e si va fino in fondo in un crescendo travolgente, oppure …ciao!
    (di solito scatta qualcosa, e si va fino in fondo) 😉

    P.S. grande Calliope !!

  12. Ah … AMO CENT’ANNI DI SOLITUDINE !!!!!!! !!!!!

    (ho ancora i brividi addosso di quando lo finii per la prima volta)

  13. Io generalmente leggo libri di filosofia, psicologia e teologia ma anche scientifici, negli ultimi anni quelli di poesia.
    Ma tutti di autori tedeschi e inglesi e qualche francese, per coincidenza sempre del periodo dal 1700 alla fine del 1800, ma anche dell’antica Grecia. Sono rarissimi i romanzi.
    Da quando c’è internet, faccio prima delle ricerche e poi decido se comprare i libri.
    Ma i libri in particolare che mi sono piaciuti molto, li avevo trovati al mercato, impensabile che li trovassi, ne che esitessero e che mi hanno lasciato un grande segno dentro.

    Sul fatto che i libri ci cercano, l’anno scorso mi è capitato un episodio. Poiché alcuni miei famigliari sanno che mi piace Byron, mi volevano regalare un libro con le sue opere per il mio compleanno però me lo diedero prima. Sapevo che me lo dovevano regalare ma era passato del tempo e me ne dimenticai. Una sera vennero a casa mia e mi dissero che mi dovevano dare una cosa, intuii cosa, e già mi misi in agitazione, però dovevo aspettare mia nipote perché doveva vedere la mia “reazione” , ma lei ritardava, nel frattempo se ne andò la luce elettrica per tre o quattro volte ed io ero stata tutto il tempo ad accende e spegnere le candele perché la luce andava e veniva, mentre fuori non pioveva nemmeno. Poi mia sorella (la madre di mia nipote) per non aspettare l’arrivo della figlia mi diede il libro, mi diventò la faccia tutta rossa e non sapevo se ridere o piangere.
    Pensando alla personalità esuberante di Byron, era quasi normale che si fosse manifestato in quel modo.
    E’ stato quasi il libro più bello di poesie che abbia letto.

    Per me i libri sono molto importanti, in passato mi hanno fatto molta compagnia nei momenti tristi.
    Poi ho smesso di comprarli per la crisi economica, invece ultimamente ho ricominciato a comprarli.
    Proprio ieri avevo pensato che comprarmi dei libri che mi piacciano veramente è un vizio o lusso che mi piace avere (visto che di vizi non ne ho).

    Dei libri non amo i romanzi perché ho già troppa fantasia in testa e mi crostruisco romanzi mentali!!!
    o quelli in classifica.

    Dopo vari anni capii perché amavo i liberi di filosofia e psicologia, in particolare, perché inconsciamente cercavo tra i libri quello che gli altri con cui sono cresciuta o la società non ha saputo insegnarmi.

    Ultimamente ho letto di Schopenhauer, le sue teorie sulla lettura dei libri, in particolare sul fatto che il lettore legge ciò che ha pensato l’autore.

  14. I libri, cari amici, hanno vita propria. Sono vivi. Pulsanti. Non a caso qualcuno disse: “un libro è un’anima donata in suoni che si riaccende alla sguardo di che la rilegge”

  15. Caro Emanuele, cinquanta pagine sono già tantissime 🙂 Un abbraccio a te. Gabriele

  16. Quando i libri si divorano… e si usano tutti come fossero volumi di un’enciclopedia….
    Soltanto adesso mi rendo conto di aver fatto indigestione… Non ricordo i titoli, nè gli autori, della maggiorparte dei libri che ho letto, che mi hanno fatto compagnia. Ma so dove trovarli e come sfogliarli. Leggendo i libri che mi consigliavano (non i messaggi promozionali!) mi è parso di scorgere il filo che congiungeva il genio dello scrittore all’Anima di chi mi diceva di leggere proprio quel libro.

  17. Un modo per capire com’è una persona è osservare come tiene i suoi libri, con che cura li tiene per la casa.

  18. Cara Mary, io spesso, nei libri, ci scrivo sopra a matita. A margine del testo mi lascio andare ad altre riflessioni o annotazioni…

  19. Anche io lo facevo un pò di anni fa, annotare e scrivere nelle ultime pagine, quando vado a ritrovare quei libri parevano libri vissuti e chissà cosa ci avevo trovato di così interessante, invece negli ultimi anni faccio le piegoline ai lati delle pagine per ricordarmi che in quelle pagine c’è qualcosa di interessante. Invece ultimamente mi stampo dei segnalibri dove ci metto immagini, e per ogni tipo di libro ci metto quello più adatto, come per esempio l’ultimo di Shopenhauer, ho messo uno con l’immagine della dea ERA.

  20. Per non parlare dei post-it perché inserisco nei libri anche quelli e, ovviamente, ci scrivo sopra. Una cosa curiosa: un giorno, guardando dei libri che avevano i miei figli, notai che anche loro ci scrivevano sopra…

  21. Ah questi figli …
    quando un giorno non ci sarò più ed i miei figli mi ricorderanno per ciò che ho insegnato loro, mettendolo in pratica nella vita, io non avrò vissuta invano ma avrò vissuto una vita piena ed assoluta …
    l’eredità psichica e del profondo è bellissima con i figli, si instaura una sorta di telepatia, anche inconsapevole che unisce ancora di più.
    E quella di cui parla lei prof, sullo scrivere sui libri come fanno anche i suoi figli … è eredità meravigliosa.

    (Ho sempre personalizzato i miei libri perchè dal momento che mi scelgono… diventiamo un tutt’uno..io loro..loro miei)

    ciao prof

  22. Cara Marina averti strappato un sorriso … meglio di scalare l’Everest … grazie.
    baci

  23. Sto rileggendo di Thoreau Walden o Vita nei boschi .Perchè?
    Sono stata rapita da questa frase:
    “Amo che vi sia un largo margine di respiro, nella mia vita”.

    Amo Thoreau, irriducibile ribelle, un personaggio eccentrico ma positivo che mette la sua genialità al servizio della Natura, quella dei boschi e quella dell’Anima, nel tentativo di svincolarla dalle remore di ogni conformismo.
    Essere filosofi-scriveThoreau -non significa soltanto avere pensieri acuti , o fondare una scuola,ma amare la saggezza tanto da vivere secondo i suoi dettami
    Come si fa a non amarlo?
    baci

  24. Cara Maria,
    in questo film ( ” Into the Wild ” ), tratto tra l’altro da una storia vera, il giovane protagonista abbandona una vita votata a sicuro conformismo, e intraprende un lungo viaggio fuori – e soprattutto dentro – se stesso in cui, ” respirando la vita a pieni polmoni “, arriverà a comprendere e toccare con mano ciò che la sua anima aveva da sempre cercato … ( senza che nemmeno lui sapesse veramente che fosse )

    Uno dei libri che porta con sè è proprio Walden, o Vita nei boschi…. e numerose sono le citazioni di Thoreau nel corso di tutto il film

    ( Un film,
    SPLENDIDO… ! )

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