La legge della celebrità

Nel marzo del 1820, all’età di trentadue anni, Schopenhauer cominciò un corso all’Università di Berlino sull’essenza dell’universo e dello spirito umano. Ma gli studenti erano attratti dal corso che, contemporaneamente, teneva Hegel.
Per questo motivo, Schopenhauer, fu costretto a sospendere le lezioni per mancanza di studenti. E così avvenne anche in seguito. Solamente a sessantatre anni la sua aula si affollò perché, nel frattempo, era diventato celebre.
Anche allora, l’audience, imponeva la sua legge.

Jader Jacobelli


6 Risposte

  1. ciao Gabriele, conosco tutta la biografia e molte opere di Schopenhauer, lui odiava Hegel per il motivo citato, ma anche per le sue teorie. Schopenhauer, aveva una specie di fissazione nel desiderio di diventare famoso e apprezzato, si sentiva un predestinato nella conoscenza e un destino che doveva perseguire. Ma solo durante la vecchiaia diventò molto famoso.

    Io ho letto anche Hegel, mi piaceva l’idealismo, ma era diretto verso quel ramo filosofico più speculativo e razionale (secondo il mio punto di vista.

    Del resto ora si ricorda di più Schopenhauer che Hegel.

    Adesso sto leggendo un libro su Schopenhauer, delle sue teorie contro le religioni “O si pensa o si crede”.

    Credo che questo tipo di libro non piacerebbe ai religiosi o ai credenti!!!

    Anche se io sono credente non mi scandalizza per niente, poiché ho una mentalità aperta.

    Ma la cosa che mi ha rattristato è nel leggere l’introduzione, sulla storia di Vanini, che visse la stessa condanna e trattamento di G.Bruno.

  2. tra cent’anni è tutto dimenticato…

    questa canzone in pratica dice “sono una barca legata perchè devo star qui a soffrire? Meglio tagliare le funi e portare la mia anima lontano/essere libera/o anima nel mare, un pò più avanti (nel tempo) mi troveranno , amaramente annegata/o, ma perchè ora la mia fine dovrebbe essere marcire ?[tanto] Tra cento anni tutto sarà scordato…”

  3. Carissima Mary, Schopenhauer, per me, è assolutamente incomparabile ad Hegel. Molto più profondo. Le persecuzioni sono tipiche dei fondamentalisti

  4. No,Map pina..non si scorda nulla,figurati restano i semi che danno frutti..Ciascuno di noi li diffonde nell’aria come pollini: sono le parole,le emozioni,i sorrisi,i musi che facciamo..cose piccole,d’accordo ma cose nostre che volano via da noi e che vengono catturate dagli altri..

  5. Professore..è così difficile leggere Schopenhauer..I due volumi del Mondo come volontà e rappresentazione mi appaiono come delle vette insormontabili..li sto corteggiando da una vita!!

  6. va bene Amalia, chiedo venia, schopenhaureurò dalla mia malinconia nordica..baci…

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