William Degouve de Nuncques – Gli angeli della notte, 1894

Questo dipinto è la dimostrazione di come gli artisti utilizzino formule iconografiche che traducono visivamente il pathos dell’antichità, stabilendo un rapporto, quasi sempre inconsapevole, con cristallizzazioni di antiche energie psichiche presenti nella memoria colletiva. Questi angeli della notte ripercorrono alcuni passi di Giamblico e non c’è la minima prova che, de Nuncques, l’abbia mai letto. E’ precisamente il momento in cui il filosofo parla agli “Angeli che non parlano”. Sono figure della notte-inconscio e qui sembrano perfettamente “riportate” allo spazio conscio proprio dalla terra di Mnmosyne collettiva.

La linea verticale

Leggo, pubblico e condivido con voi il pensiero di Michela

Inneres Auge..per il prof Gabriele La Porta

Gent.Le Prof credo che nella canzone-lirica del bravissimo Battiato possiamo trovare spunti di silenzio e riflessione..Tutti

Riporto qualche verso del testo..

..La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci VUOLE PAZIENZA,
si apre allo sguardo interiore:Inneres Auge,Das Inner Auge..
Ma quando ritorno in me,sulla mia via,
a leggere e studiare,ascoltando i Grandi del passato…
mi basta una sonata di Corelli,perchè mi meravigli del Creato!

BUON WEEK a Tutti!!!

L’intimità nella città

Abbiamo bisogno anche di luoghi per il corpo. Luoghi dove i corpi si vedono, s’incontrano, sono in contatto fra loro, come la gente che a Parigi esce dall’ufficio e va a nuotare nella Senna o a Zurigo dove, nella pausa del pranzo, va a nuotare o pattinare nel lago. Questo accentua la relazione fra il corpo e la vita quotidiana della città, portando il nostro corpo fisico nella città.
In altre parole, sto mettendo in risalto il posto che ha l’intimità in una città, perché l’intimità è di importanza cruciale per l’anima.

James Hillman

 

Rosa

Nella iconografia cristiana la rosa è sia la coppa che raccoglie il sangue di Cristo, sia la trasfigurazione delle gocce di questo simbolo, sia il simbolo delle piaghe di Cristo. Un simbolo rosacrociano raffigura cinque rose, una al centro ed una ad ogni braccio della Croce. Queste immagini evocano sia il Graal, sia la rugiada celeste della Redenzione. Come è rappresentato in una allegoria della Rosa-Croce, la rosa è situata al centro della Croce, cioè al posto del cuore di Cristo, del sacro Cuore.
E’ lo stesso simbolo della “Rosa candida” della Divina Commedia, che evoca la “Rosa mistica” cristiana, simbolo della Vergine. La rosa, per il suo rapporto con il sangue versato, appare spesso come il simbolo della rinascita mistica.
Scrive Mircea Eliade: “E’ necessario che la vita umana si consumi completamente per esaudire tutte le possibilità di creazione o di manifestazione; se essa è interrotta bruscamente da una morte violenta, tenta di prolungarsi sotto un’altra forma: pianta, fiore, frutto”.

Buongiorno

Lancia il tuo cuore davanti a te
e corri a raggiungerlo

(Proverbio arabo)

a proposito di musica…

Poiché la musica non è, come le altre arti, un’immagine della manifestazione della volontà, ma la diretta immagine della volontà stessa, e potendosi quindi definire il mondo sia come incarnazione della musica sia come incarnazione della volontà, ciò spiega come la musica conferisca ad ogni dipinto, a ogni scena della vita e del mondo, una così straordinaria significatività

Artur Schopenhauer