“…una Sapienza Superiore”

Carissime-i, ecco Marina. La sua riflessione merita un successivo dibattito.

…però, però, in fondo, Wotan, Ermes, suggeriscono la ricerca di una Sapienza Superiore anche attraverso la comprensione profonda delle parole. E, a tal riguardo, mi viene in mente un altro mito che anni fa avevo incontrato per caso: Le nozze tra Filologia e Mercurio. Dopo questo incontro la vita di Filologia non sarà più la stessa: ora, per ascendere con Lui, dovrà abbandonare tutta la Sua sapienza terrena e percorrere il periglioso cammino verso la Sapienza Divina.
In fondo, pensavo a quanto “le domande” siano importanti, a quanto lo siano per me. Io chiedo, sempre: a casa, nel mio letto, in macchina, anche quando sono in mezzo agli altri, tanto è vero che mi si rimprovera di “assentarmi mentalmente”. Credo che fare domande a sé stessi o al Cielo sia la stessa cosa, ma solo quando le domande sono veraci. Perché chi pone domande cerca risposte e queste arrivano o scendono, come preferite, nelle loro forme, e se ci si affida all’Ermes che dimora in noi, Egli, ben noto anche per la sua destrezza manuale (prego, chiedere curriculum di Ermes ad Apollo per avere un punto di vista allargato), è capace anche di rubarle pezzo dopo pezzo le risposte, finché il puzle non sia completo…ed io, ebbene sì, ne so qualcosa: sono una spugna, che detto in altre parole è “io sono una gazza ladra”…come Wotan, che per averlo percepito ho preso inevitabilmente ad emulare, oltre che nella passione per i viaggi, anche nel goffo tentativo di diventare “un poeta”; figuriamoci!
Anni fa, all’inizio di tutto questo, nel pieno dell’ignoranza (ignorare) scrissi che nell’ultima delle mie vite io avrei voluto nascere Aquila Reale…creai, anni dopo un Blog, “L’Ultima Aquila Reale, dove soprattutto pubblico poesie…poi, scoprii, leggendo un libro che Odino, travestito da Aquila rubò ad uno Guardiano il Prato della Poesia.
Saluti.