La società dei poeti estinti

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Diventa ciò che sei

L’amore e le sue forme

Ispirazione di Dio

Tutto sfuma nel tempo, e tutto passa:
i gusti, i segni, i simboli
e la paura che ci induce a fare.
Tutto si fa nel tempo,e con il tempo
tutto si disfa. Unico rimane
il colloquio dell’anima con Dio.
Non ha spessore e quasi non ha senso,
non ha legami e quasi non s’avverte,
ma per me e’ l’Universo, se per simbolo
e per parole, e segno, e simulacro
ha l’amore per Dio.

Gabriel Mendel

L’amante Perfetto    

 Ho bisogno d’un amante che,
ogni qual volta si levi,
produca finimondi di fuoco
da ogni parte del mondo!
Voglio un cuore come inferno
che soffochi il fuoco dell’inferno
sconvolga duecento mari
e non rifugga dall’onde!
Un Amante che avvolga i cieli
come lini attorno alla mano
e appenda,come lampadario,
il Cero dell’Eternità,entri in
lotta come un leone,
valente come Leviathan,
non lasci nulla che se stesso,
e con se stesso anche combatta,
e, strappati con la sua luce i
settecento veli del cuore,
dal suo trono eccelso scenda
il grido di richiamo sul mondo;
e, quando,dal settimo mare si volgerà
ai monti Qàf misteriosi da
quell’oceano lontano spanda
perle in seno alla polvere!    
 

Gialal-ad-din-Rumi

Bonsai

Andrea, uno di “noi”, mi scrive parlandomi del suo romanzo iniziatico “Bonsai”. Il libro è scaricabile gratuitamente da questo link:
http://www.feedbooks.com/userbook/12705
e vorrei, quindi, che più persone possibili potessero accedervi. Il tema trattato mi sembra di grande interesse. E mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensate…

P.s. A causa dei Misteri Tecnologici  il link funziona a rate. A volte il server funziona perfettamente, mentre altre  non dà la disponibilità di scaricare.

BUONA LETTURA

Da molto tempo desideravo scrivere un’opera che parlasse di buddhismo. Ma non mi interessava raccontare la vita di Siddharta. Esistono moltissime opere che parlano di questo, in un solo istante me ne vengono in mente almeno una decina. E al contrario di ciò che si pensa in occidente Siddharta non era il Buddha, ma soltanto un Buddha. Buddha significa colui che è consapevole, e la buddhità è uno stato di coscienza. Non un attributo della persona, come siamo soliti credere noi occidentali che siamo abituati a legare ed identificare la santità e la divinità all’individuo senza considerare che ciò che rende santo o divino l’individuo è lo stato di consapevolezza che è stato in grado di raggiungere.

Consapevolezza

Consapevolezza è il termine chiave. La conquista della consapevolezza è proprio il tema centrale di Bonsai, ciò che mi ha spinto a realizzare l’opera. E tra tutte le discipline, più o meno accessibili, il Buddhismo Zen ed il Sufismo sono a mio parere quelle che riescono a determinare con più semplicità stati di consapevolezza.

In maniera differente, certo.

Perché lo zen, paradossalmente, porta alla consapevolezza attraverso l’inconsapevolezza, la ripetizione meccanica di alcuni rituali.

Scriviamo meglio.

Lo zen porta alla consapevolezza attraverso la ripetizione, spesso all’origine meccanica ed inconsapevole, di determinati riti come il tiro con l’arco, la preparazione del tè, la realizzazione di composizioni floreali, la cura dei bonsai… (o attraverso haiku, racconti ed indovinelli che mostrano come il linguaggio umano ed il pensiero logico non siano adeguati a comprendere la natura paradossale della realtà).

Mentre in alcune scuole di sufismo si parte sin dall’inizio con delle spiegazioni teoriche sul significato di esercizi e rituali. Perché nulla va fatto per fede, tutto deve essere fatto in coscienza: tutto deve essere compreso.

E poiché oltre a desiderare di scrivere di zen e consapevolezza, desideravo da molto tempo scrivere di sufismo, in particolare dei Fedeli d’Amore e del legame esistente tra Dante e Ruzbehan de Shiraz, ho realizzato un racconto in cui queste filosofie (distanti solo in apparenza) si intrecciassero.

Le figure dell’inconscio

Anche le figure dell’inconscio sono “prive di informazione” e hanno bisogno dell’uomo o del contatto della coscienza per raggiungere la “conoscenza”

Carl Gustav Jung

Inno alla gioia – Buona domenica

Reminiscenza

Il nostro apprendere non è che un ricordare

Platone