Filosofia e bimboline-i

Care e Cari, una mia amica geniale, Assessore alla cultura nel Comune di Brugherio, ha proposto di insegnare, con il giusto linguaggio, la Storia della Filosofia e la grande narrativa ai bambini delle elementari. Sono andato a parlare a suo favore. Per me questa iniziativa è un “antidoto” al mondo crudele in cui abbiamo scelto di vivere. Ebbene, voi che ne dite?

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21 Risposte

  1. Caro Gabriele ,con grandissima soddisfazione colgo questa notizia ,è un piccolo passo,una grande speranza …mi è venuta anche un’altra idea,ma procediamo con ordine senza mettere troppa carne al fuoco.Come vedi ,TUTTI, portiamo il nostro contributi,a me tocca peregrinare ed aprire i cuori e lo farò con piaciere tanto ho il premio mensile di consolazione del nostro amatissimo Volpone,che ci delizia a tutti.
    a presto
    il viandante

  2. Io ho sempre sostenuto che la filosofia dovrebbe essere una materia insegnata fin dalle elementari.Una filosofia come approccio alla vita.E’ il solo antidoto che sono riuscita a pensare,solo la filosofia può insegnare il valore e la bellezza di avere una individualità pensante.Più che storia della Filosofia,Professore,insegnarei la bellezza del ragionare,del sentire muoversi le rotelline del cervello..ricorda il professore di lettere del film “L’Attimo fuggente?” Il senso di essere un individuo pensante..

  3. un idea sana,

    mi permetto di suggerire che si scriva un libro di questa esperienza, “il libro di filosofia dei bambini”, il cui ricavato servi a finanziare questa geniale iniziativa in modo tale saranno i bambini stessi ad autofinanziarsi.Naturalmente tutti i bimbi autori saranno lì evidenziati, con nomi e tutto..Lo stesso “fare” il libro potrebbe essere addirittura il -percorso didattico del corso- così all’ascoltare sarà abbinato il fare.Spero di esserle stata utile.

  4. E’ davvero un’iniziativa geniale, professore. La scuola potrebbe e dovrebbe fare molto in tal senso.

    Posso soltanto riportare la mia esperienza di madre. Mia figlia, la mia “bimbola dei draghi e dei felini” , “risolve” i suoi problemi di attenzione e di Memoria, immergendosi nelle storie…
    Il “contatto” è totale. I concetti astratti vengono visualizzati e interiorizzati meglio attraverso l’affabulazione. La capacità di astrazione e di intrecciare nuovi sviluppi nelle storie e nuove storie, attraverso i disegni, hanno sviluppato in mia figlia una Memoria eccezionale per i particolari e i nomi. E’ il suo canale di comunicazione privilegiato, attraverso il quale ho potuto capire che dentro di lei non c’era niente che “non andava”… Il caos è fuori! Ed io spero di riuscire a proteggerla: non da se stessa!
    Un forte abbraccio

  5. é una cosa geniale se si vuole insegnare la filosofia ai bambini, nelle modalità per cui la possano comprendere.

    Dall’anno scorso ho scoperto che ci sono altri vari modi per divulgare la filosofia, perché ho trovato che ci sono documentari a fumetti, cartoni animati, libri a fumetti sulla filosofia. Oppure le storie e episodi.ecc.

    Mi sono rimessa a rileggere le favole e le storie dell’antica Grecia e del nord Europa.

    Il fatto è che la filosofia, come accadeva in passato certe volte cozzava con altre forme di pensiero, insegnamenti o dottrine, come per esempio quella politica/ sociale o religiosa.

    Ho letto su un libro su Schopenhauer, che in passato proibivano di insegnare o divulgare la cultura ai bambini fino ai 15 anni.
    ————————————————————————-

  6. Buon Giorno Carissimo Prof. Gabriele,

    l’iniziativa è assai notevole e assai lodevole perché nasce da un saggio amorevole illuminato cuore, che attraverso quel benefici attrattivi affini raggi dell’anima vogliono far germogliare ogni celato meraviglioso essere che alberga in ogni bimbo interiore.

    I greci ci insegnarono che la via del pensiero logico/speculativo sondante di tante celate realtà per essere portato a quella giusta maturità elettiva deve prima passare per l’immaginazione, le rappresentazioni, la simbologia, che attraverso quei giusti benefici stimoli inducono emozioni/sensazioni interiori e costruiscono pian piano l’essere sempre più cosciente a porsi delle domante, DA SOLO..

    La rappresentazione spesso è il risultato dell’interazione del concetto col percetto, col contenuto della percezione che come una sorta di “precipitato” che si “deposita” allorquando alla sostanza (spirituale) del concetto si aggiunge la sostanza “precipitante” (sensibile) del percetto.

    Si tratta quindi di un gioco di forze, di una “logodinamica” che come dicono tanti illuminati c’invita all’osservare e al pensare, e non semplicemente ad apprendere quello che spesso questa nostra falsa società tende ad appiattire o ad uniformare.

    Per poter rispondere a tale meritevole benefico invito, dobbiamo però cercare in qualche modo di educare e di far sviluppare un pensare dinamico (immaginativo), poiché il pensare statico non è né creativo né ricercante e indagatore di nuove realtà che vanno oltre l’immaginario collettivo.

    Un pensare dinamico che dunque deve crescere. Come si potrebbe in effetti paragonare la differenza qualitativa che esiste appunto tra l’esperienza del mondo del neonato e quelle del bambino così come evidente dell’adolescente e dell’adulto, alla differenza qualitativa che esiste tra l’esperienza del mondo del pensare RAPPRESENTATIVO e quelle del PENSARE IMMAGINATIVO, come del PENSARE ISPIRATIVO e del PENSARE INTUITIVO.

    “La rappresentazione” ha carattere d’immagine, e si illude grandemente chi vi cerchi invece il carattere esistenziale, chi le attribuisce una vera e propria esistenza”. Ma quale differenza c’è allora tra il “carattere d’immagine” della rappresentazione e quello dell’immaginazione, vale a dire, del frutto del pensare immaginativo? E’ scontato che il primo è morto, mentre il secondo è vivo perché produce rigeneranti stimolanti forze interiori dell’essere.

    Non è cosa da poco. Basti pensare che uno dei principali motivi per i quali Jung prese le distanze da Freud è costituito appunto dal fatto che quest’ultimo confondeva i “segni” (le rappresentazioni morte) con i “simboli” (le immaginazioni vive).

    Ascoltando ciò che dice Jung (alla voce “simbolo”), in questo Dizionario di psicologia analitica: “Quei contenuti coscienti che ci danno degli indizi per accedere al retroterra inconscio sono scorrettamente chiamati simboli da Freud. Non sono tuttavia veri simboli poiché, secondo la sua teoria, hanno semplicemente il ruolo di segni o sintomi dei processi subliminali. Il vero simbolo è qualcosa di sostanzialmente diverso e andrebbe inteso come un’idea intuitiva che non può ancora essere formulata altrimenti o meglio”.

    Grazie al pensiero intuitivo, possiamo essere però più precisi, e dire: “Il “vero simbolo” è un’idea che si manifesta sul piano immaginativo (eterico), ma non ancora sul piano ispirativo (astrale) e su quello intuitivo (dell’Io superiore)” perché quest’ultime presuppongono che prima si siano create quelle condizioni a far sviluppare quelle forze dinamiche al pari passo con la crescita biologica/intellettiva che conduce ogni bimbo alla sua giusta maturità.

    E’ la via del buon SEMINATORE che prima deve arare un campo per poi seminare quei benevoli germi che porteranno ad avvenuta maturazione quei radiosi buoni divini frutti….. E’ lo stesso scopo che le antiche scuole misteriche si proponevano per elevare i giovani discepoli allo stesso raggio del loro sole interiore… conosci te stesso , si te stesso, scopri te stesso e scoprirai l’infinità dei mondi e degli dei….

    Penso che nel trasmettere una storia della filosofia a giovani/immature anime si risicherebbe di non essere una fonte attrattiva e quindi repulsiva, mentre assai più utile sarebbe cercare di trasmettere quello stesso pensiero filosofico attraverso la rappresentazione simbolica/immaginativa e quasi fiabesca che stimoli quell’innato pensiero indagatore passando per le arti, la musica, la poesia per approdare ed indurre a ricercare e ESALTARE IL PENSIERO STESSO FILOSOFICO attraverso appunto una FILOSOFIA PEDAGOGICA che cerca prima di capire per poi estrarre le diversificate celate virtù di ogni giovane anima….

  7. Io non chiederei di meglio , un sogno , un assessore illuminato. L’educazione dovrebbe interrogarsi sulle emergenze e offrire gli strumenti per aiutare l’individuo a recuperare capacità assopite . Lo spirito critico , la profondità di analisi e , soprattutto l’intelligenza del cuore hanno bisogno di amore per il sapere , di amore per la parola ,di filosofia…di poesia. Dov’è precisamente Brugherio ? 😉
    Un saluto

  8. Sono contento, cara Marinella, del tuo entusiasmo! (Brugherio e’ in Lombardia)

    A presto!

  9. Carissimo Professore La Porta, indubbiamente sarebbe un notevole antidoto agli “Idola” per dirla con Bacone…indubbiamente una sana propedeutica alla filosofia aiuterebbe a tenere il “lume” naturale dalla ragione acceso sull’oscurantismo dell’ignoranza, dei rigurgiti spacciati per idee, delle menzogne spacciate per teorie, di quel vivere totalmente inconsapevoli..personalmente ritengo che la vita si possa vivere solo in due modi, in maniera inconsapevole o consapevole, gioia dolore, piacere, noia, spleen, e le miriadi di tonalità emotive della nostra anima acquisiscono epistemè e gnosi, all’interno della conoscenza, altrimenti sono solo venti che ci tirano in ogni direzione, vivere senza sapere cosa si sta vivendo è non vivere affatto e non sarebbe cosi facile e “leggero” come si vuol credere..con il sapere aumenta l’affanno diceva Giustamente San Paolo, ma senza conoscenza siamo estranei a noi stessi e schiavi di cio che viviamo e perdiamo la nostra liberta…Dunque si all’idea di questo assessore e veramente tanto di cappello a chi effettivamente riuscirà in questa “impresa”…in un epoca dominata dal facebook, tornare ai miti sarebbe un sogno….

  10. Mah, io penso che i bambini abbiano da insegnare agli adulti, ed educarli troppo presto a questi argomenti significherebbe semplicemente rovinare quell’atmosfera di celebrazione e di stupore dei loro occhi per avere fin da subito angosce, preoccupazioni, ecc…. forse è l’unica cosa in cui dissento in questo splendido blog.

  11. Prof..queste sono scintille rare che danno speranza al Mondo..il Santo Graal che sempre e ovunque si ricerca.
    Ieri a casa di Marina è stato bello..grazie

  12. Buon Giorno Carissimo Prof. Gabriele,

    l’iniziativa è assai notevole e assai lodevole perché nasce da un saggio amorevole illuminato cuore, che attraverso quel benefici attrattivi affini raggi dell’anima vogliono far germogliare ogni celato meraviglioso essere che alberga in ogni bimbo interiore.

    I greci ci insegnarono che la via del pensiero logico/speculativo sondante di tante celate realtà per essere portato a quella giusta maturità elettiva deve prima passare per l’immaginazione, le rappresentazioni, la simbologia, che attraverso quei giusti benefici stimoli inducono emozioni/sensazioni interiori e costruiscono pian piano l’essere sempre più cosciente a porsi delle domante, DA SOLO..

    La rappresentazione spesso è il risultato dell’interazione del concetto col percetto, col contenuto della percezione che come una sorta di “precipitato” che si “deposita” allorquando alla sostanza (spirituale) del concetto si aggiunge la sostanza “precipitante” (sensibile) del percetto.

    Si tratta quindi di un gioco di forze, di una “logodinamica” che come dicono tanti illuminati c’invita all’osservare e al pensare, e non semplicemente ad apprendere quello che spesso questa nostra falsa società tende ad appiattire o ad uniformare.

    Per poter rispondere a tale meritevole benefico invito, dobbiamo però cercare in qualche modo di educare e di far sviluppare un pensare dinamico (immaginativo), poiché il pensare statico non è né creativo né ricercante e indagatore di nuove realtà che vanno oltre l’immaginario collettivo.

    Un pensare dinamico che dunque deve crescere. Come si potrebbe in effetti paragonare la differenza qualitativa che esiste appunto tra l’esperienza del mondo del neonato e quelle del bambino così come evidente dell’adolescente e dell’adulto, alla differenza qualitativa che esiste tra l’esperienza del mondo del pensare RAPPRESENTATIVO e quelle del PENSARE IMMAGINATIVO, come del PENSARE ISPIRATIVO e del PENSARE INTUITIVO.

    “La rappresentazione” ha carattere d’immagine, e si illude grandemente chi vi cerchi invece il carattere esistenziale, chi le attribuisce una vera e propria esistenza”. Ma quale differenza c’è allora tra il “carattere d’immagine” della rappresentazione e quello dell’immaginazione, vale a dire, del frutto del pensare immaginativo? E’ scontato che il primo è morto, mentre il secondo è vivo perché produce rigeneranti stimolanti forze interiori dell’essere.

    Non è cosa da poco. Basti pensare che uno dei principali motivi per i quali Jung prese le distanze da Freud è costituito appunto dal fatto che quest’ultimo confondeva i “segni” (le rappresentazioni morte) con i “simboli” (le immaginazioni vive).

    Ascoltando ciò che dice Jung (alla voce “simbolo”), in questo Dizionario di psicologia analitica: “Quei contenuti coscienti che ci danno degli indizi per accedere al retroterra inconscio sono scorrettamente chiamati simboli da Freud. Non sono tuttavia veri simboli poiché, secondo la sua teoria, hanno semplicemente il ruolo di segni o sintomi dei processi subliminali. Il vero simbolo è qualcosa di sostanzialmente diverso e andrebbe inteso come un’idea intuitiva che non può ancora essere formulata altrimenti o meglio”.

    Grazie al pensiero intuitivo, possiamo essere però più precisi, e dire: “Il “vero simbolo” è un’idea che si manifesta sul piano immaginativo (eterico), ma non ancora sul piano ispirativo (astrale) e su quello intuitivo (dell’Io superiore)” perché quest’ultime presuppongono che prima si siano create quelle condizioni a far sviluppare quelle forze dinamiche al pari passo con la crescita biologica/intellettiva che conduce ogni bimbo alla sua giusta maturità.

    E’ la via del buon SEMINATORE che prima deve arare un campo per poi seminare quei benevoli germi che porteranno ad avvenuta maturazione quei radiosi buoni divini frutti….. E’ lo stesso scopo che le antiche scuole misteriche si proponevano per elevare i giovani discepoli allo stesso raggio del loro sole interiore… conosci te stesso , si te stesso, scopri te stesso e scoprirai l’infinità dei mondi e degli dei….

    Penso che nel trasmettere una storia della filosofia a giovani/immature anime si risicherebbe di non essere una fonte attrattiva e quindi repulsiva, mentre assai più utile sarebbe cercare di trasmettere quello stesso pensiero filosofico attraverso la rappresentazione simbolica/immaginativa e quasi fiabesca che stimoli quell’innato pensiero indagatore passando per le arti, la musica, la poesia per approdare ed indurre a ricercare e ESALTARE IL PENSIERO STESSO FILOSOFICO attraverso appunto una FILOSOFIA PEDAGOGICA PER IMMAGINI che cerca prima di capire per poi estrarre le diversificate celate virtù di ogni giovane anima….

  13. “Sai, mamma, a me piacerebbe ritornare nella tua pancia e ricominciare a crescere poco a poco!” mia figlia di 5 anni.
    Associo questo dolce ricordo a questa proposta che trovo speciale, proprio come lo sono i bambini.

  14. Hai proprio ragione, cara Falco, mi sono sentito in “paradiso”… A presto!

  15. Grazie, caro Raffaele, del tuo sostegno e contributo!

  16. Grazie, cara Mary. Baci baci!

  17. Splendida iniziativa. I racconti, i miti, le favole seminano nel nostro incoscio quella serie di elementi necessari per poter un giorno far sorgere in noi livelli di comprensione più elevati!
    Sono convinto che se da piccolo, mia madre, non mi avesse regalato un libro che narrava i principali miti della Grecia Antica, in me non si sarebbe sviluppato l’interesse per la compresione di Anima!

  18. io ho iniziato tardi …con la filosofia. E devo dire che mi sono sentito come un bambino, alla scoperta entusiastica di un nuovo mondo (che nel frattempo mi insegnava e ri-educava ad una maggiore consapevolezza e interiorità).
    Quindi, Gabriele, tutto il mio apprezzamento per questa iniziativa !!!!

    (sai, per un attimo ho immaginato proprio te …tra quei bambini… a parlare e raccontare loro degli antichi sapienti, di anima, dei miti …E mi sono un po’ emozionato e commosso ! SARESTI E SAREBBE GRANDIOSO …. E RADIOSO )

  19. Carissimo prof,
    Idea fantastica!
    Quello della filosofia insegnata ai bambini delle scuole elementari è un metodo anglosassone e se consideriamo che le domande dei bambini sono dotate di grande forza filosofica senza alcuna sovrastruttura di sorta di fronte alle cose ,non sarà difficile entrare nel loro mondo euristico …un abbraccio

  20. l’anno scorso ho trovato questo video sul simposio, l’amore nella mitologia… poi ho scoperto che questo argomento è stato citato in alcuni film e sotto altre forme di divulgazione. Nel vedere il video è stato come se ritornavo bambina. Fa sognare.

    Ma credo che anche su questo argomento molta gente lo considererebbe non dal punto di vista simbolico o immaginativo o col pensiero filosofico….

  21. Grazie, cara Mary!
    Un abbraccio!

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