“Aprile”

Cari amici, oggi vi lascio alle parole in fiore di Maria Allo. Buon lunedì dell’Angelo!

Caro Gabriele, ti auguro una autentica e INFINITA RINASCITA!

Ancora COSE SPARSE….di me……chissà anche di voi!

APRILE

Scandaglio a nudo
paure
riflessi d’ un vissuto
inesplorato
iconografia sequenziale
d’istanti
segmenti di ricordi
cristallizzati
ma le tempie del mare
balenano
mia madre
in dissolvenza
i tratti del suo viso
l’ancora
della sua fermezza

Nel margine in frantumi
d’un silenzio
assaporo
il pane caldo
delle mie mestizie

Intanto mi fiorisce dentro
Aprile

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16 Risposte

  1. Dolcissima Mraia,

    le tue parole mi toccano smepre il cuore, questi versi hanno proprio aperto le porte della mia anima…Mi hai davvero letto dentro. Soprattutto con quel
    “riflessi d’ un vissuto
    inesplorato
    iconografia sequenziale
    d’istanti
    segmenti di ricordi
    cristallizzati”…
    Quello che più colpisce è la speranza che traspare dai versi finali: la speranza in una stagione della vita, del cuore, migliore!
    Grazie per quello che ci regali!
    Con tanto affetto, Bea

  2. A Maria (Allo)

    Se soltanto sapessi
    la formula segreta
    di quel magico filo di saliva
    che leniva la bua
    su un ginocchio sbucciato…
    Mi immergo in fretta
    in quel mare
    che custodisce
    quell’incanto
    che io non so riprodurre per te…
    Non l’ho trovato, non c’è…
    Non lo so, non lo so fare!
    Bastava quel filo di saliva
    per poter acquietare il dolore
    che… balenava… le sue tempie.
    Sospiri: che il vento d’Aprile sibili
    attraversando le persiane.
    Che scompigli i pezzi del tuo puzzle,
    che ti ritornino gocce
    di gioia sul tuo viso:
    piova con il sole!

  3. Valeria sei molto cara , c’è una lirica di Antonia Pozzi che mi rimugina dentro e vuole esplodere ……..baci
    Grazie Gabriele !

    POESIE DI ANTONIA POZZI

    Certezza

    Tu sei l’erba e la terra, il senso
    quando uno cammina a piedi scalzi
    per un campo arato.
    Per te annodavo il mio grembiule rosso
    e ora piego a questa fontana
    muta immersa in un grembo di monti:
    so che a un tratto
    – il mezzogiorno sciamerà coi gridi
    dei suoi fringuelli –
    sgorgherà il tuo volto
    nello specchio sereno, accanto al mio.

    9 gennaio 1938

  4. Grazie infinite , dolce Bea !
    V i lascio , come sempre , qualcosa di me e forse anche di voi .. baci

    STORIA DI UNA FOGLIA

    Non sono foglia
    variegata
    incurante del vento
    ma foglia ingiallita
    dall’autunno
    sospesa nel volo
    dai rami alla terra

    Sono prigioniera
    tra il passato di asfalti ciechi
    e il presente imbrunito
    da un futuro
    che non m’ appartiene
    ancora

    M’incammino in un viale
    silenzioso e deserto
    vista di spalle
    un’ esile ombra
    divisa dalla luce
    Foglia
    errante alla deriva
    nel crogiuolo di spazio
    senza fine

    Vorrei lasciarmi trasportare
    dalla vita che soffia
    nell’istante presente
    dalla cenere
    che nutre l’albero
    alla foglia
    che torna alla terra

    I grappoli penduli
    del glicine
    nemici delle foglie
    non svelano
    il mistero
    attendono
    che mi lasci soggiogare
    dai campi acquitrinosi

    Ma il coro muto
    delle Driadi
    nel mio girotondo
    forse di riflessi verdi
    ne lambirà
    I lembi

    Infinitamente caro Gabriele,
    L’anima di Whitman è qualcosa cui ci si può rivolgere perchè acquieta , un luogo invisibile ,parole dentro .Mi seducono questi versi….baci,Maria.

    CONTINUITA’ di Walt Whitman

    “Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
    Nessuna nascita, forma , identità-nessun oggetto del mondo.
    Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
    L’apparenza non deve ostacolare, nè l’ambito mutato
    conforderti il cervello.
    Vasto è il tempo e lo Spazio, vasti i campi della Natura.
    Il corpo ,lento,freddo,vecchio-cenere e brace dei
    fuochi d’un tempo,
    La luce velata degli occhi tornerà a splendere al
    momento giusto;
    Il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e
    meriggi;
    Alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della
    primavera,
    Con l’erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.
    20 Marzo1888

  5. gabriele grazie per la grande ,immensa informazione che dai e date tutti voi …se puoi riparlare delle maledizioni di afrodite ed iside appena accennate ,,poi una serie sul mito ,come per la reincarnazione …poi cominciare a parlare insieme a filosofia ,di luoghi sacri …la natura e’ pure quella e ci deve essere un collegamento col mito …..la terra e’ vibrazione e i luoghi erano calcolati e misurati —ratio ,ma anche anima ..
    grazie
    antonio

  6. …L’erba e la terra, il solco che da il verso alla strada da percorrere (da casa alla fontana e ritorno!Ricordi di bimba), un senso a quella percorsa… fin lì. A breve si udiranno i rintocchi del “mezzogiorno”, l’età matura: il volto della madre che “sgorga” sereno, riflesso accanto all’immagine della bambina… (Mi piace l’immagine della madre che pettina i capelli alla figlia, è dietro di lei, sono davanti allo specchio! ) Sono la stessa donna! Intuizione: è la bambina che si immedesima nella madre, che la personifica.

    Grazie, Maria!

  7. mare, amare, annodare, sciogliere, madre cordone ombelicale, onda, separazione, onda….

    nascere e morire nel nascere

    la vita è mortale

    pane di Cerere

    farina del tuo grano, dea madre

    ci hai passato dentro le mani

    come tra capelli di tua figlia

    o tempesta….

    hai minacciato ancora il mondo,

    poi ti sei voltata ed hai riso di fiori bianchi

    e ammaliante con un gesto di nuvola

    ti sei dileguata.

    Madre, culla e Ade

    posso ricordarti e temerti

    tu vivi nei miei pensieri

    mi abbraccerai un giorno

    ora conto le radici

    i sottili capelli dell’aldiquà.

    -Proserpina.

  8. ….sulla scia di Maria ( e delle altre amiche del Temenos dalle parole molto ispirate ) …. piccola canzone poesia di Simon & Garfunkel ……

    Lei…”she”
    arriva
    e se ne va

    ( ma poi ritorna ! )

    …La stagione ….L’amore …..La vita

    Buona Primavera a Tutti ! ! !

  9. ..

    Aprile, lei arriva
    quando i ruscelli sono maturi e gonfi di pioggia

    Maggio, lei rimane
    riposando ancora tra le mie braccia

    Giugno, lei muta la sua musica
    vaga nella notte in camminate senza sosta

    Luglio, lei vola via
    senza nessun avviso della sua partenza

    Agosto, lei muore
    i venti d’Autunno soffiano umidi e freddi

    Settembre, io mi ricorderò
    di un amore un tempo nuovo ….ora appassito

    ..
    . . .

    [testo originale]

    (P. Simon)

    April come she will
    When streams are ripe and swelled with rain;
    May, she will stay
    Resting in my arms again.

    June, she’ll change her tune,
    In restless walks she’ll prowl the night;
    July, she will fly
    And give no warning to her flight.

    August, die she must,
    The autumn winds blow chilly and cold;
    September I’ll remember
    A love once new has now grown old

    . . .

  10. Grazie, Emanuele, per questa musica bella di grazia!

  11. Buona Primavera anche a te, caro Emanuele!

  12. Grazie gentile Map pina, spedisimi questa lirica a anima@rai.it con una liberatoria in cui mi autorizzi a presentarla a titolo gratuito nella mia trasmissione. Grazie!

  13. Grazie a te, caro Antonio!

  14. scusi sa ma non riesco a mandarle alcuna mail, ne ho cambiate già tre versioni diverse.
    Grazie, anzi prego,
    la piccola conchiglia che ha trovato sulla Sua Spiaggia la può usare tranquillamente,
    è un onore per me.
    Non ci incida le carni di Ipazia però…capisce vero?

    Le dedico questo
    che per me è Lei
    tu Gabriele: (no, non si preoccupi eh?).

    difatti con tutto questo matriarchesimo uno un pò pensa che all’eterno mascolino viene dedicato ben poco e assai scioccamente, ma l’uomo può essere anch’egli un mondo? Una amplitudine tersa e felice?.
    —————
    la Sabbia,

    specchio di silice frantumato, ride brillante,

    quando con un gesto rapido
    l’Onda
    magnificava la sua stirpe
    di leviatani
    antichissima e longeva
    con ampio suo braccio
    salace
    accompagnava
    ammanettata
    a quelle sue conoscenze
    pendule

    sgranandole inconsapevole
    nella schiuma soffiata
    a capillari sequenze
    poi perdendole.

    E
    srotolandone
    poi,
    l’Ovvio:

    Nel linguaggio
    suo,
    mormorante
    dei canuti
    storpi,
    la usata sua pergamena
    delle ossa sulla riva
    a sfrantumare.

    Ma acchè fare?

    se poi da quell’iride irresistibile
    di arena calda che si modella
    liscia, tranquilla e placida
    invece d’esserne ghiacciata

    lui

    ricolmo è ora
    nell’ora più alta
    di pagliuzze splendenti.
    —————————————————————-
    Francesca cioè Map pina come mappa interiore e come mappina alla napoletana con tutti questi quadretti accanto ai commenti ci si sente un pò a casetta……ognuno a cucinar qualcosa di buono.Si spera sempre che piaccia.

  15. Me la spedisca a rainotte@rai.it, cara Map pina! A presto

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