Amore e debolezza

Valeria D.A. mi pone un interrogativo e una conclusione contemporaneamente. Leggete lei e poi la mia nota.

Come potrei essere stata fedele a chi non è mai stato in realtà quello che diceva di essere? Ho “semplicemente” proiettato sull’Altro i miei bisogni, i miei desideri e i miei sogni, me stessa! Un grosso errore!

Cara Valeria, è un errore e insieme una grande debolezza. Ma… ma… la debolezza porta ad Amare. Le persone forti sono potenti (KRATOS, il figlio di ODIO). Tutto ha più aspetti…

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30 Risposte

  1. Cara Valeria, per quanto ci faccia soffrire, per quanto dolore possa arrecare al nostro cuore o dilaniare la nostra parte Anima, amare NON è mai un errore!
    Conosco certe ferite che Eros può lasciare, conosco le illusioni di cui a volte può essere foriero e conosco bene anche la sofferenza che segue alla presa di coscienza, alla disillusione di aver creduto in qualcuno, qual qualcuno che per noi era il centro dell’universo. Tuttavia credo che, per persone sensibili come noi, non si possa fare a meno di fare, offrire amore…siamo fatte così, siamo nate per amare (e magari prendere anche qualche batosta!!).
    Io credo sempre che il nostro Giorodano Bruno ha ragione quando dice:ì
    “Unica forza, l’amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi”.
    Con tanto tanto affetto cara e tulipani colorati per tutti, Bea!

  2. Brava Valeria,brava! Io ho vissuto la brutta storia di genitori che si rinfacciavano delusioni,ed in realtà avevano semplicemente proiettato sull’altro dei propri bisogni.E non c’è uomo o donna mortale con spalle abbastanza forti da reggere una simile proiezione.Proiettare è umano,ma capire il proprio errore è qualcosa di veramente grande ed importante,si interrompe una catena di odio e di rancore che a volte coinvolge anche i figli.

  3. Quindi uno forte non ama? o ama con più difficoltà, o ama in maniera diversa?
    Che ne pensa? 🙂

  4. [Capisco che di là… questo intervento aveva pochi legami con “i segreti e i misteri” di cui si stava discutendo. Accennavo al “mistero dell’unione sponsale” tra il Dio e la coppia]
    Di là dicevo che…
    ” Tutto ha più aspetti… Penso alla “fame” d’Amore e alla “rinuncia” per Amore… Ero già madre quando ho capito che è l’Amore che guida… Gli ho detto: – SI, eccomi! – cosciente che il tempo dei giochi doveva finire, che dovevo dare “il via” a quell’Uomo. Non so amare diversamente, per quanto ambiguo possa sembrare questo tipo di amore che è un moto di mare…”

    E come dice Don Abbondio: “Il coraggio uno non se lo può dare!”…
    Insegnare alle mie figlie a scegliere e ad assumersi il coraggio, oltre che la responsabilità, delle proprie scelte, è il mio obiettivo: non so amare diversamente…
    Tutto il resto è il NULLA!

  5. Cara Valeria, ahimé, sfondi una porta aperta…

  6. Cara Valeria …. è questo il genere di ” errore ” che prima o poi ci porta a trovare la persona ” giusta ”

    ( anche, e soprattutto, per la consapevolezza e l’esperienza che nel frattempo avremo maturato al riguardo )

    Un abbraccio !

  7. Caro Stefano, correggimi se sbaglio a credere che dovresti impegnare le tue energie ad “entrare”, ad “attraversare”, più che a “sfondare”…
    E’ facile “sfondare” una porta, mentre “attraversarla” – credimi! – lo è molto meno; come lasciare chiuse le altre porte, a causa di una sfondata, significa non voler compiere fino in fondo un percorso, darsi degli alibi per non crescere (dentro!).
    Questo è il mio Koan e ora puoi chiudere tu quella porta!
    Con stima, ricordalo!

  8. Cara Beatrice e caro Emanuele, GRAZIE!
    Un abbraccio!

  9. Cara Valeria permettimi di dissentire totalmente dalla tua domanda …. dimmi una cosa ma quando ami ti chiedi per caso se chi ami lo merita? Pensi al dopo? Non c’è certezza di nulla nella vita.
    Quando si ama è tutto un donare e se hai proiettato… ahimè..
    permettimi di esternare … tu forse non amavi veramente.

    Prof la sua risposta è difficile da capire per me, io penso tutto l’opposto e cioè che le persone forti sono i figli di Amore,
    forse sbaglio ma distinguo la Forza dalla Fortezza.

    Un bacione a Lei Prof ed un caro saluto all’Interagiranime.

  10. Ah dimenticavo…
    la mia fortezza e la mia forza è Essere debole.
    Per carità, ho preso tante cantonate negli affetti ma che importa, ho amato, voluto bene, ho dato, ricevuto e se non è proseguito (un qualsiasi percorso affettivo) non mi sono mai pentita di avere amato.

    Kiss

  11. Cara Valeria,
    sai cosa pensavo l’altro giorno? Che, in fondo, le correnti di pensiero che attraversano le epoche ci influenzano terribilmente…e la psiche, come al solito, reagisce in modo autonomo…
    Quello che esprimi è tipico della psicologia anni 90… la stessa che ha messo il muro dello stramaledetto “rispetto dei propri spazi” e del Complesso di Edipo tout court.
    Ma mi dici perché uno che ama e che vede finire il proprio amore sarebbe uno che ha proiettato sull’altro i propri bisogni? E se anche fosse? Cioè, voglio dire, io sarei contenta di essere la realizzazione di un sogno! Il fatto è che, a volte, l’amore finisce…e non è mai una colpa, semmai, una necessità. Ma l’amore è un incontro prima che un bisogno, perdindirindina! Poi, se mi dici che uno si dovrebbe elevare sino alla dignità dell’Essenza ove l’amore senza aspettative dimora nell’attimo eterno, anche se il cuore palpita qui pur rispondendo all’energia psichica che tutto accomuna, attraversando le nostre vite alla velocità che non c’è perché è per sempre, beh, su questo puoi trovarmi d’accordo, anche se non te lo auguro tale cammino eroico. L’amore senza aspettative è una roba da ultima incarnazione! (Questa mia ultima affermazione mi sembra il titolo di uno di quei film di Hollywood di ultima generazione!)

    STOP ai SENSI di COLPA…la vita e il cuore che ci mettiamo per viverla sono molto di più dei nostri desideri/bisogni…

    Affacciati alla finestra amore mio! Amore mio che ti voglio tutto mio e come dico io, ossia, esattamente come sei che altrimenti non ti vorrei e se cambi cadendo nella trappola del come ti vorrei è sicuro che poi non ti voglio più!

    BISOGNA ESSERE Sé STESSI: nature! Vale a dire: I love you nature.

  12. Valeria,
    ancora qui per te, o meglio, stamattina ho letto giustappunto questo brano e mi è sembrato per te, quindi per noi:
    “Occorre sviluppare uno spirito vigile ai bisogni e alle speranze del cuore.” (J. Campbell)

  13. Ben detto, veramente, cara Calliope!

  14. Cara Calliope e cara Marina, se la Ratio non mi oscurasse capireste che la penso esattamente come voi! Avevo già risposto.

    Un abbraccio

  15. Cara Marina,non credo che si tratti di essere o meno l’incarnazione del sogno dell’altro,Al di là dei termini della psicologia,la domanda è siamo in grado di vedere la persona che amiamo per ciò che è,pregi e limiti ?L’amore senza aspettative è una roba da ultima incarnazione,dici? Ok,ma se ci sono aspettative ci sono delusioni.No,io credo che ci si possa innamorare dell’amore,consapevolmente,senza aspettarsi altro che amore,e non è poco!

  16. Cara Amalia, rispondo quì al post che hai lasciato in “Segreti e Misteri”. Soltanto “nella” maternità sono riuscita ad arginare la mia proverbiale “fame/rinuncia” d’Amore e paradossalmente a trovare una mia dimensione: ho ritrovato il senso di me quando mi sono identificata con quel “moto di mare” che scorre tra le rive… , finalmente accettando quella parte di me con la quale non andavo d’accordo. Quello è stato anche il momento in cui “è nato” il padre delle mie figlie: un nuovo uomo… (E’ stato difficile per lui conciliare il marito con il padre!)
    Amalia, mi sono confrontata ancora con Khalil Gibran che a proposito del matrimonio dice:
    “… voi siete nati insieme e insieme starete per sempre. Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. E insieme nella silenziosa memoria di Dio. Ma vi sia spazio nella vostra unione, e tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e siate allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini: le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”

    E’ vero, Amalia: amo l’Amore e per molti questo significa non avere un’autonomia emotiva dall’amato/a.
    E’ vero, Amalia: amare l’Amore significa non aspettarsi dall’altro niente… altro che amore.
    Un abbraccio

  17. Ciao AMALIA!
    Intendevo dire che non mi preoccupo delle proiezioni dell’altro pù di tanto, almeno finché queste non sono patologiche: l’inconsapevolezza è un po’ di tutti.
    Sì, credo che amare senza aspettative sia veramente difficoltoso, incluso i figli. Insomma, ci aspettiamo sempre qualcosa di ritorno dall’altro, altrimenti restiamo delusi e…Sì, penso che nell’incarnazione ci sia molta ignoranza ma senza l’esperienza nel lurido mondo l’inconscio non può essere istruito, non può accrescersi…
    Credo che l’esperienza terrena fatta di limiti (da superare piano piano) istruisce la nostra interiorità che fa capo all’Eternità, abbondantissima e curiosissim.
    Credo d’esser quì per imparare e ricordare, l’integrazione è continua…ma è un lavoro estenuante e doloroso e sento di avere bisogno di una mediazione tra i due mondi che fanno con me il tiro alla fune, quello cosciente e quello di cui so così poco…forse il livello intermedio è l’immaginazione, il pensiero creativo?
    Amalia, non fai in tempo a sognare che già inventi un mito! Tempo ed Eternità hanno bisogno del Mito per dialogare tra loro e consentire la coincidenza degli opposti, senza quella come potresti amare senza aspettative?
    Marina

  18. Cara Valeria D.A. ci sto provando a imparare l’autonomia..hai intuito parecchio a proposito di me,e in altro post mi sono stupita,dopo anni ho capito che non posso fare scontare agli altri le mie insicurezze affettive. Appartengono al mio Karma e tocca a me lavorarle.E non sto a ripetere che oggi la sintonia ha del miracoloso..quello che hai scritto di Gibran è molto importante,soprattutto per chi sta imparando a pensarsi autonoma e non automa.Ancora Grazie.Lo ricopio.

  19. Ah,Marina io vivo di Miti,e meno male che ho dei figli ed un marito che mi tengono ancorata alla realtà se non sarei una bollicina d’aria nel mondo della Antica Grecia,e ti risparmio di raccontarti quel che è avvenuto da quando ho scoperto Hillman con i suoi archetipi ,comunque pare che l’immaginazione,essendo una facoltà dell’anima,possa fungere da intermediario per conciliare gli opposti..Lo so che è naturale,e normale crearsi delle aspettative,ma so che non è giusto,immagino che vi sia qualcosa in noi che possa farci superare quello stadio come scrive Valeria D.A.citando le parole di Gibran..se sapessi libererae l’altro dalle aspettative,se riuscissi ad amare l’altro per ciò che sa donarmi,io mi sentirei libera,libera dalle disillusioni..in fondo sarebbe la sublimazione della paura di essere feriti dall’amore( credo)

  20. Amalia,
    quali Miti hai incontrato sul tuo cammino? Insomma, chi ti è venuto in soccorso….

  21. Marina,
    Non è facile risponderti,in maniera sintetica.Il mio percorso non parte dalla fiducia nell’esistenza dell’anima,ma dal suo opposto.Ero convinta che anima fosse una invenzione dei poeti,non una realtà vivente e autonoma.Ascoltavo le trasmissioni di La Porta perchè le trovavo affascinanti,leggevo i libri da lui consigliati,perchè erano come sogni..sogni per anime belle..Studiavo ma non sentivo,se non per la suggestione di qualche momento..E’ solo di recente che ho intuito che c’era ben altro al di sotto di quelle parole,che esisteva qualcosa in me che voleva essere ascoltato,liberato..e sto cercando di capire come..perchè sono circondata da paure..di cambiare come di sbagliare..così se dovessi con tutta sincerità rispondere alla tua domanda:chi mi è venuto in soccorso,dovrei dirti la mia anima,perchè questo ho vissuto concretamente,ma chi o cosa sia non lo so..Spero di avere risposto alla tua difficile domanda.

  22. Amalia,
    sì, mi hai risposto.
    Salutoni.

  23. Salutoni anche a te,
    AniMarina!

  24. Caro Gabriele,
    AniMarina sa di Santissimo Volpone!
    Mi sento meno sola con te e pure con Rosario…oggi viene Gea con Michael (bambinetto), ricordi?
    Baci.

  25. Grazie, cara AniBimbola! Vi sento davvero vicini e vi ringrazio! Certo che li ricordo. Salutali per me. Baci baci baci

  26. Gentile Variabile, le persone “esclusivamente” FORTI non credo possano amare. Perché nel momento stesso in cui lo fanno, diventano vulnerabili e non più forti.

  27. cara Valeria, apprezzo molto ma era un modo di dire. Saluti.

  28. Direttore, ma adesso che mancherà da rainotte quì come si può fare? Non potrebbe lavotrare da altre emittenti ad esempio, anche private? Mi scusi, mi corregga se sbaglio, ma lo stesso Maurizio Costanzo mi pare che abbia ben più di 65 anni e non è il solo? Che si tratti anche di altro, come del fatto che in Italia siamo relegati sulle “isole” quali “grandi fratelli” nell’appiattimento delle coscienze ad opera di pochi che stanno mercificando la televisione rendendola strumento di controllo che annichilisce il pensiero assecondando la tendenza dei più a non riflettere? Chissà, nel frattempo ci medito su con un piglio di amarezza.

  29. Caro Stefano,
    purtroppo (per chi non mi conosce!) i modi di dire non mi predispongono alla gentilezza nei confronti dell’Altro.
    Ho voglia di luce: apro tutte le porte intorno. Permetto alla mia bussola di rimettersi in linea…
    Con stima!

  30. Caro Stefano,
    spero di trovare la possibilità di continuare questo percorso… in qualche modo continueremo, insieme. Grazie del tuo sostegno e affetto!

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