“Tra il Cristo e l’Ombra…”

Cari, vi lascio, senza commento, questa riflessione di Valeria D.A. Aspetto i vostri pensieri.

Tra il Cristo e L’Ombra si instaura un legame naturale che non può essere reciso.
Soltanto abbracciando il proprio destino, quell’Ombra “torna sui suoi passi”…, trova il suo scopo: mettere in risalto il “senso” profondo di tutte le cose di questo mondo di sotto.

Quello che sto realizzando, professore, è che più si odia il proprio destino (perchè un martire d’Amore non vuole il Male degli altri e meno che mai il Male delle persone che ama!) e più lui ti insegue; più si rinuncia (a lui) e più (lo) hai.
Meritare il Cristo significa “rinunciare”: la Sapienza è “ricerca della dotta ignoranza” e di “Perdenza” è figlia (rima).

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13 Risposte

  1. Sono perfettamente in sintonia con quanto affermi.
    La rinucia d’amore fatta scientemente per il bene della perona amata, il più delle volte ha come un risvolto inaspettato, quello che io amo definire un “piccolo inspiegabile miracolo”. Capita spessimo infatti che la rinuncia d’amore – quella rinuncia che dilania il cuore e atterra l’anima ma che solo un amore vero e profondo riesce a rendere possibile (perchè per il suo bene si è disposti a rinunciare a tutto e persino a lui stesso) – invece di allontanarci dalla persona amata, in qualche modo la pone ancor di più sui nostri passi.
    Io ho sempre pensato che questa sia una specie di magia, un’inspiegabile ma concreta magia!
    Con affetto, Bea

  2. So di non sapere e di essere lenta a capire: ma se Cristo è accettare la propria Ombra,il proprio destino,a cosa si dovrebbe rinunciare? Ho capito la prima parte e la condivido,e hai più che ragione quando scrivi che più si odia il destino più si insegue ( e non parliamo dell’Ombra che è bravissima negli inseguimenti),ma non riesco a capire la parte sulla rinuncia..se per rinuncia intendi lasciare perdere quel che non rientra nel tuo destino,non è rinuncia ma accettare i limiti,piegarsi alla Necessità

  3. La parola Destino è ambigua. Il destino di chi rinuncia o di chi non rinuncia? E’ lo stesso o è diverso? La rinuncia perché non puoi non è rinuncia. Se non puoi, puoi però rinunciare. Ma in che senso? Nel senso di rinunciare ad intraprendere l’azione che ti porterebbe ad avere l’oggetto del desiderio o di rinunciare al desiderio stesso? E se puoi? Non sempre devi rinunciare. Devi rinunciare quando… Queste sono le premesse secondo me.

  4. Preciso. Il potere inteso come potenza non come licenza, il problema della licenza non si pone che successivamente, quando, agendo, e non rinunciando, dal non potere si passi al potere. Solo allora si pone il problema della licenza. E’ giusto quello che voglio? I due poteri sono intrecciati. Io posso (mi do licenza) di amare quando posso (potenza) non farti male. Ma il passaggio dall’impotenza che non può alla potenza che può non fare male non c’è la rinuncia al desiderio, ma la rinuncia alla soddisfazione immediata e impotente. L’ombra è appunto ciò che al posto della mediazione del potere dell’amore (assolutamente benefico) sovrappone un agire impotente e immediato, che non sa agire nel modo giusto, che non può amare veramente.
    Agire che la pura e semplice negazione dell’ombra relega in una pura e semplice impotenza, fatta di senso di colpa e di quella rincuncia a vivere che è all’origine stessa dell’ombra (e forse della nostra vita mortale) come suo peccato originale.

  5. Buon Giorno Carissima Valeria,
    su questo argomento che implica quell’unione mistica fra Psiche/Eros ed Anima ho già dato una mia personale risposta in un precedente post del Carissimo Prof. Gabriele, sotto il titolo: “il tessuto dei nostri sogni”, dove ho anche evidenziato quella simbologia che si nasconde dietro ogni scritto, compresi i nostri assai alterati/modificati/adattati vangeli.
    Con Tanta Sentita Stima
    Raffaele

  6. Sentirlo come il proprio respiro…
    Sì, Beatrice, se non è Magia…
    Un abbraccio!

  7. Ti leggo sempre con attenzione, Caro Raffaele.
    Con Stima ricambiata

  8. Amalia,
    Alda Merini – a proposito della sensibilità dei Poeti – rispondeva che soffrono con dignità; non si difendono, accettando il male…
    Prerogativa dei Poeti, secondo Alda Merini, è “non discutere mai da che parte venga il male…
    “… Il male l’ho accettato ed è diventato un vestito incandescente, è diventato Poesia. Ecco: il cambiamento della materia che diventa fuoco d’amore per gli altri. Anche per chi ti ha insultato.”

  9. Ancora per Amalia: trascrivo Cosa diceva Kalil Gibran a proposito del Dolore.

    “E una donna disse: Parlaci del Dolore. E lui disse: Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza. Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore. E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia; Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi. E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore. Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi. E’ la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male. Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio. Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell’Invisibile, E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre”.

  10. Cara Valeria D.A. le tue parole mi hanno commossa.Grazie,per avermele donate. Forse mi sono spiegata male,io intendevo dire che in certe persone non la chiamerei rinuncia ma sublimazione.Il passo di Alda Merini da te citata ,lo conferma:il male,il dolore viene trasmutato,quasi si operasse una trasformazione alchemica. Allora è chi non riesce a fare altrettanto che vive la condizione di una rinuncia,la rinuncia ad un sentire superiore.Insomma non rispondere al Male con il Male,non è rinuncia è Saggezza,e non è assolutamente da tutti.Con ammirazione Amalia

  11. …Rinunciare a rispondere al Male con il Male contro se stessi e contro gli altri…
    Aspetta ad ammirarmi, Amelia! Per me resta ancora molto difficile rinunciare al secondo dei due, se vengo aggredita: sto lavorando sul mio “baricentro” per armonizzare in me queste forze che hanno verso opposto. Ma con il dialogo…
    Sono io che ringrazio te, Amalia, perchè in qualche modo hai contribuito ad “aprire” i miei pensieri.
    Un abbraccio (mi piace il contatto visivo!)

  12. Cara Maria,
    nella tua disamina dove sono le emozioni (che appartengono all’Inconscio)?

  13. Cara Maria,
    sul Destino occorre tener conto che esiste e agire come non ci fosse. A presto!

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