Immaginazione e non solo…

Ecco ancora Marina. Merita una lettura attenta.

Premesso che anche io di tanto intento assesterei pugni e calci, vorrei aggiungere che un malcelato eccessivo bisogno di vicinanza è diretta conseguenza della paura che, a mio avviso, attinge da quella parte di noi che risponde al richiamo (interiore e fortissimo) della natura creatrice, dura e terribile, della quale si può vedere ad occhio nudo la manifestazione nella tendenza a difendersi e a rispettare coloro che si comprende si sanno difendere: la ben nota lotta alla sopravvivenza nella quale vince il più forte. (La maggior parte delle paure sono endogene.)
La stessa fonte che ci fa indignare e venire la voglia di dare un pugno in faccia…ecco, in questo senso, una natura poetica, pur essendone terrorizzata (gli artisti sono esseri fragilissimi), riesce a “cantare pietosamente” piuttosto che dare un pugno in faccia.
L’immaginazione…..!
Potere del pensiero creativo ispirato, dunque, come resistenza all’aspetto buio della Volontà Creatrice.
Baci baci.

Cara Marina, il tuo sguardo è profondo e intenso. Sull’IMMAGINAZIONE la tua riflessione è mirabile.

4 Risposte

  1. Buon Giorno Carissimo Prof. Gabriele,

    attratto dal quel familiare suono di “menar pugni” ho subito destato il mio saracino cuore.

    Carissima Marina non ti preoccupare più di tanto, non ti fare tentare di dare qualche GIUSTO PUGNO IN FACCIA A QUALCUNO riserva quella tua illuminata bellissima energia interiore per costruire e manifestare quel prezioso illuminante fiore che assai caro sarà a tanti e lascia che qualche (stupido) GUERRIERO DI LUCE faccia quello che deve essere fatto per quell’amore più grande

    Anche Krishna e Arjuna e tantissimi guerrieri sono ritornati in questo tempo e di sicuro non per distribuire fiori, ma mazzate in testa a tanti esseri corrotti che stanno distruggendo questo nostro prezioso mondo e la vita stessa.

    Con tanta sincera superficiale inconsapevole veloce esposizione, la mente mi riporta alla mia passata giovinezza, ai miei giovani furori, ai mestieri che ho fatto. Oltre a studiare Musica , sono stato anche un MACELLAIO e non vi nascondo quanto CORAGGIO ci vuole per un innato amorevole cuore nell’ammazzare con le propri forti mani tanti cari fratelli minori, ma anche questa esperienza era necessaria al mio essere interiore perché oltre a fortificare il mio amorevole cuore era anche necessaria a risvegliare il mio atavico immortale guerriero. Ogni tanto su questi strani pensieri, mi adagio come un Don Chisciotte della mancia che nell’alto della sua montagna in un esalto di genio/pazzia si batte anche per un umile fiore che tanti vogliono calpestare o non far più nascere. Immaginate per una DOLCE VENERE cosa farebbe un essere di questo genere.

    (spero tanto che questa almeno vi faccia ridere)

  2. Carissimo Raffaele, non mi sorprende affatto che tu avessi pronta per noi un’ottima riserva di atavico umorismo!
    Con affetto!

  3. Marina, vorrei che mi spiegassi meglio quel “… malcelato eccessivo bisogno di vicinanza (che) è diretta conseguenza della paura che, a mio avviso, attinge da quella parte di noi che risponde al richiamo (interiore e fortissimo) della natura creatrice…”
    Ho bisogno che tu mi spieghi cosa intendi nel “passo” sopra “virgolettato”…, prima di darti la mia interpretazione del numero 163, del 63, del Lete, dei due corvi (Pensiero e Memoria -secondo te-).

    P.S. Qualunque sia la mia risposta, ricordati che ti voglio nel Bene! Lamentati soltanto se ti voglio nel “mio” Bene, che forse non è il tuo!

  4. Raf,
    mi fai “morire”, sei ferrato su tutto!

    Valeria,
    se non sbaglio (non riesco a trovare il post), prima di questo commento, avevo scritto che il bullismo nasconde un bisogno di vicinanza molto forte…MALCELATO, beh, ovviamente, ai miei occhi e a quelli di coloro che abbiano avuto in sorte di confrontarsi con il mondo infero dell’inconscio, sopportandone l’impatto…ma io, Valeria, vivo in una bolla d’inconscio da circa 24 anni e non vi è nulla di poetico in quel che vivo sai? Io detesto perdutamente la mia vita…e solo se riesco a guardare oltre, a pensare che questo mio destino dimori altrove per una Inconscia Necessità e Giustizia, allora e solo allora, io posso cantare pietosamente i miei sogni, dando una forma al mio pauroso vuoto interiore ed un senso al mio conseguente disorientamento…e Pensiero e Memoria, Valeria sono veramente i corvi di Wotan. Sono lì, l’uno a destra l’altro a sinistra, appollaiati sulle sue spalle. Li vedi? E Odino che per 9 (63) notti resta appeso all’albero, lui stesso contro sé stesso…Word by word gave me word…lo vedi?
    La paura? Anche quella dell’adolescenza, per me è’ un inganno del buio, ossia della vita stessa, quella legata alla Volontà Creatrice, spietata, quella che non ama ma si difende…ma il buio si costella di luci riflesse nel cammino che conduce alla radiosità di tutte le cose. Tuttavia, non credo che la paura possa essere bandita completamente, né il dolore, d’altronde. L’amore palpita qui perbacco! Anche se può anche accadere, anzi è già accaduto, che in un incontro inaspettato un’emozione ci colga recando con sé l’intensità di sentimenti mai vissuti che tuttavia ci vivono da dentro come una Eredità…la Nostalgia.
    Comunque, alla fine, qualunque sia l’Ordine della Necessità e della Giustizia, per me è l’Interpretazione di una vita intera che conta! E, considero Necessità (Ananke) un vero mistero e l’Amor Fati, nel mio caso, una cosa atroce…….

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