Ancora sull’IMMAGINAZIONE I

Dilette e diletti, leggete cosa scrive Paolo e poi la mia risposta. Quindi riflessioni.

Immaginazione un succedaneo transitorio della Vita, perchè spesso siamo meno di quello che sogniamo ad occhi aperti, la sua funzione è placare l’insodisfazione umana, ma al tempo stesso la stimola spronando i desideri e l’azione.
Per dirla meglio secondo Mario Vargas Llosa:
“Vivere le vite che non si vive è fonte di ansia, può diventare rivolta, ci rende meno schiavi”.

Caro Paolo, tu parli di immaginazione, fantasticheria. Invece Marsilio ci indica la via dell’IMMAGINAZIONE profonda che permette di “entrare” nel Mondo, in tutte le sue parti e vivere tutto questo con il pensiero radioso del Cuore.

21 Risposte

  1. L’immaginazione una sorta di facoltà magica: potenziale ancora irrealizzato?
    L’immaginazione risiede nel regno “virtuale” del tutto è possibile senza ancora una propria forma, (regno quantico) che i kabbalisti chiamano anche del 99%… Noi ora qui (regno dell’1%) se ci troviamo la facoltà di immaginare, mi domando: si può immaginare qualcosa che non esiste o non si conosce?
    Se l’immaginazione ci consente di attingere potenzialmente ad ogni possibilità, la fantasia/creatività potrebbe essere un canale per concretizzarlo? Il ranocchio che diventa principe è solo fantasia?..metaforicamente no

  2. ciao Gabriele, anch’io in qualche mio intervento del blog, scrissi dell’immaginazione e che tu spiegasti un pò come con Paolo.
    Dopo che ho letto “Pianeti interiori” su Ficino e la sua immaginazione, l’ho trovata un pò diversa da quella che ogni persona può considerare la propria immaginazione o quella in generale.
    Il fatto è che Ficino visse nel medioevo, quando gli uomini vivevano in un altro stato sia esteriore che esteriore. E che certe persone come Ficino, avevano la predisposizione ad aveva e vivere questa “Immaginazione”.

    Quando leggevo “Pianeti interiori”, scoprivo che tutto quel procedimento evolutivo dell’immaginazione di Ficino, anche io l’avevo vissuto (nel mio piccolo) durante la mia evoluzione, mi sono interessata a quasi tutte le cose che amava Ficino, escludendo la questione del vino.
    Mi sembrava di aver capito cos’era l’immaginazione secondo Ficino, ma credo che per ogni persona sia diverso, sia nel percepirla,nel sentirla, nel viverla e di esteriorizzarla.

    Ma l’immaginazione la vedo diversamente, credo che la senti e vivo diversamente da gli altri e gli altri da me.

    Anch’io penso che l’immaginazione esista apposta per compensare ciò che non si può vivere nella propria vita, quelle vita che si desidera ma che non si possono vivere, ma molto spesso la gente che la vita che si vorrebbe vivere è più che altro quella materialistica e del benessere razionale.

    Tu citi “dell’IMMAGINAZIONE profonda che permette di “entrare” nel Mondo, in tutte le sue parti e vivere tutto questo con il pensiero radioso del Cuore”.

    questo è quando accade con la consapevolezza interiore e naturalistica, ma al giorno di oggi è un pò difficile che chi vive nelle città e nella società moderna in cui viviamo, si possa vivere appieno e non si può comunicare con gli altri.

  3. Gent.mo Gabriele,
    cosa ne pensi tu o cosa mi puoi dire su una questione che credo abbia a che fare con l’immaginazione e sugli spunti che ha scritto Paolo.

    Quando lessi “Pianeti interiori” mi venne in mente una sorta di nostalgia mista a tristezza su ciò che avevo vissuto e amato in passato, quelle cose che si desideano, si immaginano, si vorrebebro vivere, altre vite, ecc.

    La questione è che per molti anni dall’adolescenza in poi per più di vent’anni, avevo letto molti libri, avevo studiato e mi ero interessata e praticato moltissime materie di carattere scientifico, artistico, letterario, natura e altre tematiche, di cui i libri furono quasi l’unica cosa che mi permettevano di conoscere, fantasticare e sopportare una vita da giovane, fatta di povertà e mancanza di quasi tutto, sia materiale che morale. Di cui desideravo che una di queste cose fosse la mia professione. Non avevo quasi mai viaggiato e fatto niente perché mi era stato impedito, per cui mi consideravano un impedita perché non conoscendo il mondo, non ero abituata alla società fuori del mio territorio!!!
    Dopo più di vent’anni ho fatto un dei viaggi più lunghi in una città estera, e in 5 giorni ho visitato 5 musei, per me quell’esperienza è stata tante cose fatte e viste la prima volta, 50 mila anni e più di storia, cultura, arte,scienze, ecc. Tutto in un unica città, mentre dove vivo io non c’è niente. Per la prima volta avevo visto cose che amavo profondamente e che le avevo letto nei libri in quasi 20 anni e alcune cose le avevo sperimentate e vissute nel mio piccolo. é come se tutto quello che avevo letto e immaginato attraverso i libri, le avevo viste in 5 giorni.
    Il fatto è che le persone (famigliari)cui ero andata a trovare che vivevano lì da 10 anni ma non conoscevano niente di quello che avevamo visto, con sforzo li ho convinti ad accompagnarmi, perché non gli interessato quelle cose, invece io conoscevo tutto di quelle cose viste e della cultura di quella nazione e di tutte le civiltà presenti nei musei, ritornando a casa e dove vivo solitamente tra tutte le persone che conosco a nessuno interessano quelle cose, di conseguenza non potevo neanche parlarne.
    Era come se tutto ciò che avevo visto dovevano rimanere chiusi come nei libri. Come tutto racchiuso in un mondo segreto. Appunto tutto per me allora era segreto, dovevo tenere segreto, anche se le cose le dovevo farle in pratica.
    Da questa esperienza mi è nata una nostalgia e un’amarezza per non aver vissuto e visto cose che amavo, per tutti quegli anni li avevo letti, immaginati e sognati la notte. Per cui l’immaginazione serve per compensare la vita.
    Perché solo dopo 20 anni dovevo vederli?
    Se per molta altra gente è una cosa normale, fare viaggi, visitare musei e tante altre cose!
    ————————————————————————
    Secondo te questa mia esperienza ed evoluzione non è “Immaginazione”?

  4. Carissimo Gabriele
    sono con lei!
    Solo parlando con il nostro Cuore e seguendo le strade che esso ci indica possiamo, a mio giudizio, vivere una vita ricca di emozioni e sensazioni strabilianti…ovunque esse ci conducano, anche se delle volte per queste scelte fatte col cuore magari ci scappa qualche lacrima!
    Parlare e agire seguendo il “pensiero del cuore” significa anche offrire quell’amore che in esso è rinchiuso e che spesso per paura di soffrire non tutti esternano.
    Credo esista un binomio indissolubile mettendo in pratica il quale l’essere umano in qualche modo si eleva al Divina ed entra in contatto con l’Universo: Pensiero del Cuore ed Amore – amore per se stessi, per il prossimo e per la vita.
    Con affetto, Bea

  5. Niente di piu’ vero, cara Bea!

  6. Ciao Gabriele,grazie per questo splendido blog e per la tua trasmissione…una goccia di luce in un mare di oscurità.Ti seguo da anni.Da adolescente mi affascinava la passione con cui trattavi temi complessi ed al tempo stesso lo facevi in modo semplice e fruibile per tutti.Pensa le coincidenze della vita,un pomeriggio di qualche anno fa ero con un amico nei pressi di viale mazzini e riconobbi il viale dove alcune volte registravi la tua trasmissione.Dissi al mio amico:Thò qui passeggia sempre il Signor La Porta.Poi uscendo dalla sede di un’agenzia ti incontrai che camminavi per strada e ti strinsi la mano.Sei una persona che ammiro veramente.Anche io sono in accordo con quanto hai detto in risposta a Paolo.L’immaginazione profonda è strettamente legata al cuore e non ha niente a che vedere con l’immaginazione distratta o fantasticheria.Vivere secondo il pensiero profondo del cuore vuol dire essere liberi da confini predeterminati,in luoghi dove la vita assume il suo significato più profondo e misterioso.Il pensiero del cuore è l’unica via che l’uomo può percorrere verso una piena coscienza di se e di ciò che lo circonda.Grazie Gabriele

  7. Caro Gabriele,
    a me basta chiudere gli occhi e sentire le acque del fiume o del vento così posso contare solo sull’effimero, se vuoi, sollievo della parola.Sai c’è di tutto in quelle acque ..e l’immaginazione spazia nell’autenticità dell’essere.
    con stima
    Maria

    UN VENTO COSI’

    Da qualsiasi parte giunga il vento
    di nube in nube
    assetata di memoria
    io sento
    come echi o riflessi
    d’una voce
    che par lambita
    da spazi sterminati
    quasi ardue correnti
    alle radici.

    Sprofondo in recessi
    d’infinite de-via-zioni
    a ritmo di danza
    ne seguo il flusso,
    lo scorrere del tempo e le stagioni.

    Ma nuda soltanto di parole ,
    vana d’ali e priva d’orizzonti
    non volerò rapida e lontana
    e se è vero
    che le bizze del vento
    hanno giorni di calma
    e tanti di bufera,
    a maggese -giuro-aspetterò
    la palingenesi
    d’una giusta direzione
    o scaverò blasfema
    il suo fermento.

    Ma perchè anche nel silenzio
    torna a inseguirmi questo vento?

  8. Salve prof e a tutte le splendide persone che partecipano a questo blog!
    Un bacio e tanta armonia per questo anno.
    Che cosa sarebbe l’Uomo senza immaginazione? Questo post mi fa venire in mente gli scienziati che inventarono i primi robot: ammisero che avevano una cosa in comune, tutti avevano letto i libri di Asimov e sognarono da quel momento di poter partecipare alla costruzione di un robot.
    C’è un fantastico documentario in cui gli stessi scienziati invitarono Asimov ad osservare in laboratorio i risultati ottenuti ispirati ai suoi libri . Il documentario attesta il momento in cui i ricercatori ringraziano Asimov per aver ispirato le loro fantasie e desideri.
    Un bacio a tutti in particolare a lei prof.
    Angela

  9. Caro Falco,
    l’IMMAGINAZIONE e’ uno dei cardini del pensiero ermetico.

  10. Cara Mary,
    l’IMMAGINAZIONE profonda non conforta.
    Puo’ “anche” confortare. e’ una vista acuta che “entra” nelle cose e nelle persone.

  11. Caro Fabrizio,
    grazie a te e condivido pienamente la certezza che l’unica speranza dell’essere umano è percorrere la via del pensiero del cuore. A presto!

  12. Cara Maria,
    mi piacciono i tuoi versi. A presto!

  13. Grazie Angela. Con affetto. A presto!

  14. Grazie infinite , caro Gabriele!

    Ti auguro una splendida giornata

  15. Caro professore, l’immaginazione profonda è per caso il vedere gli altri ” a modo nostro”? Ovvero dar loro un’immagine, un’impressione che non per forza è vera e che in realtà corrisponde a una parte di noi? In poche parole l’immaginazione profonda è il riconoscere che il modo in cui guardiamo gli altri è “uno specchio di cio’ che siamo e di parti di noi che accettiamo o meno volentieri?

  16. Caro Sognatore,
    l’immaginazione e’ spostare l’Asse. Le immagini non sono al servizio dell’uomo o della donna, ma viceversa bisogna “mettersi al servizio” (Hillman) delle Immagini e “seguirle” senza giudicare e senza pregiudizi.

    A presto!

  17. Grazie mille per la risposta, ma le posso chiedere ulteriori chiarificazioni? In che senso mettersi in servizio? Qual’è la differenza tra l’immaginazione attiva e la libera associazione freudiana? E poi, scusi se la disturbo ancora, c’è qualche relazione tra l’immaginazione attiva e le meditazioni orientali come la vipassana buddhista? Grazie ancora

  18. Pardon!

    Afferma William Blake :”L’immaginazione non è uno stato mentale: è l’esistenza umana stessa.”
    E la spiegazione potrebbe essere questa di Jung:
    “In ogni tempo, in ogni luogo, in ogni cuore, la paura dell’ uomo è sempre la stessa: paura dell’ annientamento, paura della morte. (…) Vincere la paura della morte equivale…a vincere ogni altro terrore: tutti i terrori hanno significato solo in rapporto a questo problema primario”. JUNG
    Caro prof.Gabriele sei d’accordo?grazie e buona VITA!
    Maria Allo

  19. Cara Maria,
    grazie del tuo contributo. A presto!

  20. Gentilissimo Prof. Gabriele,
    confesso che, purtroppo, solamente da poco mi sono accostata a Lei ed è stato grazie a mia mamma, la quale, parlando a proposito di alcune mie convinzioni che sto maturando riguardo ad argomenti quali coincidenze, risvolti metafisici e via dicendo, mi ha parlato di Lei e del suo programma notturno (spesso mia mamma si sveglia di notte e La guarda sempre). Detto ciò, ho cominciato a dare una scorsa al suo blog e mi sono imbattuta in questo argomento che è fra i miei preferiti: l’Immaginazione. Si tratta di un concetto talmente vasto che per un attimo il respiro e le parole si bloccano in attesa dell’incipit appropriato e del proseguimento che poi viene spontaneo. E’ un momento di attesa dell’immagine giusta che sembra ricreare proprio il luogo della “soglia dell’umano”, per riprendere un’espressione cardine di un corso tenuto dal professore Carlo Sini e da me seguito durante il mio corso di laurea triennale in filosofia teoretica. E questo per dire cosa? per dire che l’immaginazione è ciò che rende l’uomo tale, è la facoltà di rappresentare creando una distanza, una distanza dal continuum eterno proprio della vita animale. L’apoteosi di una vita vissuta pienamente, per quanto ciò è possibile all’uomo, è , a mio parere, potenziare al massimo tale facoltà immaginativa e penso al concetto kantiano di immaginazione produttiva che è alla base della produzione delle idee estetiche, intuizioni non riconducibili ad un concetto determinato; strenui tentativi di raggiungere il fondamento, la Verità, tentativi fallimentari, ma strabilianti con questo loro dare molto da pensare (“Au fond de l’Inconnu/pour trouver du Nouveau”). Sono un adorabile supplizio; è così bello essere uomini senza raggiungere Dio solo per godere di tale vertigine ed è questa la grandezza dell’uomo, che ci fa amare la nostra miseria. Come dice Lei professore “l’immaginazione profonda non conforta, può anche confortare, è una vista acuta che “entra” nelle cose e nelle persone”. C’è molto da dire, ma concluderei riprendendo Oscar Wilde, un passaggio che ho letto pochi giorni fa da “La decadenza della menzogna”: “La natura non è una grande madre che ci ha partoriti. E’ la nostra creazione. E’ nel nostro cervello che prende vita. Le cose sono perchè noi le vediamo, e quel che vediamo, e come lo vediamo, dipende dalle arti che ci hanno influenzati, Guardare una cosa è molto diverso dal vederla. Non si vede niente finchè non se ne è vista la bellezza. Allora, e soltanto allora, la cosa comincia ad esistere. (…) La vita imita l’arte assai più di quanto l’arte imiti la vita. (…) lo scopo cosciente della vita è trovare espressione, e l’arte gli offre certe belle forme attraverso le quali esso può realizzare quella energia.(…)”.
    L’immaginazione è tutto e un uso non mediocre di essa è ciò che ci rende degni di essere uomini, non vegetali, non bruti, non angeli, nè Dio, ma questo “mirabile miracolo” del creato come direbbe Pico della Mirandola.
    Con affetto Valentina

  21. Cara Valentina,
    pubblico le tue riflessioni attente ed anche stimolanti. Mi permetto soltanto di suggerirti anche l’ipotesi che la “realtà” esterna a noi esisterebbe anche “senza” di noi. Sarebbe diversa, ma esisterebbe egualmente radiosa. (Ma niente paura, tra breve saremo espulsi)

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