“12 settembre 1966”

Giuseppe Ungaretti (1888-1970) ci offre un racconto nel quale ricordo, nostalgia e sensualità sottile si dispiegano e si ri-accendono, improvvisamente, dei cromatismi e degli empiti d’amore…
Presenterò questa lirica nella mia trasmissione “Inconscio e Magia – Psiche”  in onda questa notte su Rai 2 verso le 2:20 circa. Come sempre vi chiedo di condividere le nostre-vostre emozioni. Buona giornata. A presto!

12 settembre 1966

Sei comparsa al portone
in un vestito rosso
per dirmi che sei fuoco
che consuma e riaccende.

Una spina mi ha punto
delle tue rose rosse
perché succhiasse al dito,
come già tuo, il mio sangue.

Percorremmo la strada
che lacera il rigoglio
della selvaggia altura,
ma già da molto tempo
sapevo che soffrendo con temeraria fede,
l’età per vincere non conta.

Era di lunedì,
per stringerci le mani
e parlare felici
non si trovò rifugio
che in un giardino triste
della città convulsa.

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19 Risposte

  1. Fuoco e Donna.
    E il turbine d’emozioni che l’accostamento mi suscita.

    Questa è la seconda volta che mi trovo a scrivere su questo blog. Il primo, timido intervento è fin troppo lontano nel tempo.
    La lettura passiva dei vari post non placa affatto la sete di vita che ho. Questo racconto dà una bella svegliata al torpore che le scorse settimane ha vinto le mie dita, mai desiderose di “star dietro” agli avidi occhi.

    Uso ancora chiamare la mia prima ragazza “fuoco”, tanto è il solco che ha tracciato dentro di me; lei, di rimando, mi chiama “acqua”. Penso che la bellezza dell’identificazione della donna col fuoco che arde, consuma, rigenera, illumina, guida, risieda nella sua semplicità (quasi ovvia in realtà).
    Trovo incredibile il modo in cui l’amore possa rimanere dolce, buono, giusto anche quando i termini usati per dipingerlo suonano amari. Per quanto triste possa essere il giardino e convulsa la città, l’incontro delle mani ha il potere di ammantare di bello ogni cosa.
    O forse isola dal resto del mondo?
    O ancora: ci permettere di vivere più intensamente quel mondo, visto per quell’attimo sotto un’altra luce?
    Tanto devo ancora scoprire sul mondo e sull’amore Professore, ma conservo la forse ingenua convinzione che entrambi mi porteranno solo bene.

    Un abbraccio a tutte le anime errabonde che qui trovano ristoro!

  2. Sei salito sul punto più alto del monte che tu vedi bianco.
    Il rosso di sera ti si addice come il bianco al rosa.
    La tua persona sale fiera, sale sgomenta e tutta si incolora.
    Il Sole un faro, la Luna una luce.
    Sazio te ne vai ramengo .

    R.B 2009

  3. Salve,

    ho avuto modo di ascoltare molto brevemente la presentazione degli ebook saltando peraltro tutto ciò che era stato detto prima.

    Ciò che mi ha particolarmente colpito sono comunque i numerosi riferimenti alle rose rosse tra l’altro anche sovraimpresse nei monitor alle spalle del pubblico in sala.

    Pura casualità, o c’è dell’altro ?

    Saluti

  4. Se vedrai una persona che è in grado di discernere ogni cosa secondo la retta ragione dei filosofi, onorala, poiché è una creatura celesta, non terrena. Se vedrai uno spirito contemplativo, chiuso nei penetrali del pensiero, come assente dal corpo, egli non è una creatura terrena, non è una creatura celeste, ma è un essere superiore: è Dio vestito di umana carne.

    Pico della Mirandola, Orazione sulla dignità dell’uomo

  5. Egregio prof. La Porta,
    è possibile contattarla in privato tramite mail?

    La ringrazio.

    Tony

  6. Gentile Marco,
    le rose rosse si riferivano alla poesia di Ungaretti presentata in trasmissione:

    12 settembre 1966

    Sei comparsa al portone
    in un vestito rosso
    per dirmi che sei fuoco
    che consuma e riaccende.

    Una spina mi ha punto
    delle tue rose rosse
    perché succhiasse al dito,
    come già tuo, il mio sangue.

    Percorremmo la strada
    che lacera il rigoglio
    della selvaggia altura,
    ma già da molto tempo
    sapevo che soffrendo con temeraria fede,
    l’età per vincere non conta.

    Era di lunedì,
    per stringerci le mani
    e parlare felici
    non si trovò rifugio
    che in un giardino triste
    della città convulsa.

    Per quanto riguarda gli e.books di Angelo Conforti visita il sito: http://www.angeloconforti.it/

    A presto!

  7. ricordo, 6marzo 1973, un night “inferno”, hotrovato nell’inferno il mio pardiso, lo amo come prima e + di pima. Le sue spine, le mie spine fanno male in egual misura da quel giorno.
    …é vestito di rosso il suo e il mio amore… è vero amore… compiacimento… compenetrazione… compassione…
    si è vero amore.

    Credo sia ermetico ciò che non si sente.

  8. Il Fuoco Sacro, l’Ispirazione, l’Estasi Amorosa: è il cammino di Fede al passo del montanaro…, è un percorso lungo il quale l’essere umano sente di non essere solo e di dare fiato e sangue ad una forza che lo spinge da dentro. Il percorso, che risale il Monte, attraversa, “lacera”, apre una ferita nell’Anima; quello è il “varco” per cui l’uomo entra nel Se, nel giardino da cui LEI ha raccolto le rose rosse per portargliele in dono. Dal profondo del cuore alla luce della mente…
    (A parte Dante nella sua Divina Commedia, ho immaginato un uomo che si inchina rivolto ad oriente, la sua mano saluta sfiorando il cuore e poi la fronte.)

    Baci a tutti

  9. Gentile Fearomen,
    e’ un Tempio, per me, questo luogo. Un recinto Sacro. E non mi importa se qualcuno mi giudica “enfatico”. No. E’ troppo importante, ora, diffondere una pallida lucina in un mondo di tenebra. Troppo.

    A presto!

  10. Caro Tony,
    puoi contattarmi a anima@rai.it
    A presto!

  11. Caro Rossano,
    grazie di questa splendida citazione!
    A presto!

  12. Baci a te, Valeria e grazie di queste tue emozioni che condividi con noi.

  13. La ringrazio per la risposta, ma mi rimangono ancora domande che spero trovino risposte.

    Mi è facile apprendere che le citazioni sulle “rose rosse” fossero in qualche modo legate alla poesia sopracitata; ciò che non lo è invece è la (possibile ?) ermeticità di tali parole (rose rosse) in un contesto più ampio in cui Ungaretti non è solo un abile poeta ma anche un affermato massone ed esoterista.

    Vorrei a proposito mostrarle se non crea disturbo una poesia (a mio avviso molto ermetica) che ho trovato in un sito che per l’appunto si chiama http://www.rosarossa.it

    Cliccando sulla rosa in home page appunto si può leggere il seguente scritto (che riporto per facilità di lettura dai suoi lettori) :

    “Attenzione, qui si parla di qualcosa che forse non esiste, ma forse sì.
    Questo pur lieve sospetto di esistenza ha garantito al nostro Eroe una vita avventurosa e sempiterna.
    Egli ha indossato panni di Bambino, Dio, Principe, Ladro, Amante, ed è stato adorato, travisato, processato, sublimato, invocato, deriso, analizzato, smontato, e castigato.
    Ecco come sta, ora, in castigo e in esilio dalle città, incapace di parlare di sé con parole che gli assomiglino.
    Vive lunghe ore in solitario abbandono e sporadici istanti di splendido fulgore, nella sala semivuota di un cinema, in qualche lettera mai giunta a destinazione, dentro una stanza che potrebbe, volendo, testimoniare della sua esistenza.
    Noi gli dedichiamo queste pagine, che ospiteranno presto qualche pensiero sincero, qualche scherzo (che sappiamo non dispiacergli) e qualche storia che speriamo lo intrattenga e lo onori.
    E un fiore, simbolo del dono d’Amore. Ad Amore.”

    Cosa ne pensa a proposito ?

    Cordiali saluti e buone festività.

    Marco Marcoaldi

  14. Caro Marco,
    lo Spirito Mercurio non si abbatte. Mai. L’Eroe puo’ essere ucciso. Ma risorge sotto forma di un altro eroe.

  15. Mi compiaccio della vita e dell’amore.
    Tutto deve poter avere un bagliore..solo un bagliore.
    Bagliore che non deve mai e poi mai trasformarsi in luce poiche’ perderebbe d’intensita’.
    Luca

  16. Grande Luca, l’intensità della luce delle lucciole è data dall’ oscurità in cui sono avvolte.

  17. tanto tutti i poeti e scrittori,e tutti coloro che hanno un posto al”sole” sono massoni/luciferini.
    Che dire…dovevo immaginarmelo che anche ungaretti lo era.
    Poi la favola della sua conversione cristiana…..quante balle che ci raccontano….
    I libri di italiano sono pieni di poeti massoni che non sono manco un granche,se devo essere sincera.

  18. Cara Margherita, io non sono mai stato un massone ma credo che questa associazione, nel passato, abbia avuto molti meriti. Ma, ribadisco, nel passato…

  19. Io non credo sia giusto giudicare l’arte in base alla vita degli artisti che la creano.Moltissimi sono i poeti,i musicisti che hanno condotto una vita che nessuno di noi porterebbe come esempio,ma la loro arte è al di sopra di tutto questo.

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