“12 settembre 1966”

Giuseppe Ungaretti (1888-1970) ci offre un racconto nel quale ricordo, nostalgia e sensualità sottile si dispiegano e si ri-accendono, improvvisamente, dei cromatismi e degli empiti d’amore…
Presenterò questa lirica nella mia trasmissione “Inconscio e Magia – Psiche”  in onda questa notte su Rai 2 verso le 2:20 circa. Come sempre vi chiedo di condividere le nostre-vostre emozioni. Buona giornata. A presto!

12 settembre 1966

Sei comparsa al portone
in un vestito rosso
per dirmi che sei fuoco
che consuma e riaccende.

Una spina mi ha punto
delle tue rose rosse
perché succhiasse al dito,
come già tuo, il mio sangue.

Percorremmo la strada
che lacera il rigoglio
della selvaggia altura,
ma già da molto tempo
sapevo che soffrendo con temeraria fede,
l’età per vincere non conta.

Era di lunedì,
per stringerci le mani
e parlare felici
non si trovò rifugio
che in un giardino triste
della città convulsa.

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