“…segni perduti.”

Cari amici, nell’augurarvi un buon finesettimana, vi propongo questa enigmatica, folgorante e sospesa lirica del poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981). Quale emozione “profonda” vi suscita? Presenterò  questa lirica nella mia trasmissione “Inconscio e Magia – Psiche”  in onda domani mattina su Rai 2 verso le 6:15 circa. Un abbraccio a tutti voi!

Si fatica per anni
a sciogliere i nodi,
a dare un’immagine
favolosa e una ciocca
illeggibile di segni perduti.

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6 Risposte

  1. Come sai,
    io questa poesia l’ho vissuta oniricamente circa due anni fa, senza conoscerla.
    “Vedo una ciocca dei miei capelli a terra ed una voce in sottofondo dice: IL NODO STA PER ESSERE SCIOLTO”.

    E mi viene in mente un brano del Codice dell’Anima di Hillman che io, peraltro, ho trascritto come frase all’inizio del mio libro:

    “Ecco che cosa dice il daimon quando parla:
    Le favole che racconto raccontano in modo autentico chi sono.
    Sto raccontando la storia che avalla ciò che è avvenuto.
    Sto leggendo la vita a ritroso.
    Racconto la storia del genio, non della piccola “Aurora”.
    …Costoro sono figure che sono state spinte avanti dalla propria immagine del cuore e hanno dovuto forzare la propria infanzia in forme insolite.
    Perciò per raccontare la verità io devo deformare la storia.”

    Quando la vita viene letta a ritroso, lealmente, ecco che i nodi si sciolgono e i segreti sono “svelati” alla luce della Ragione della Luce…quindi, quest’ultimi, credo che non siano interpretabili da tutti ma solo da coloro che hanno portato il più possibile in superficie la propria zona d’ombra e la propria innocenza.

    LAuroraLuce

  2. Non è semplice esprime quello che questi versi suscitano nella mia anima, perchè se dovessi provare a descriverli essi sono contraddittori, ma nello stesso tempo mi portano in un’unica direzione: quella del tempo che passa inesorabile!
    Magari ci arrovelliamo per una vita intera alla ricerca di qualcosa, di qualcuno oppure a cercare la risposta a qualche quesito per noi ritenuto, a torto o a ragione, di importanza primaria o ad immaginare l’indomani per quello che di bello ed inaspettato ci riserverà ed invece alla fine non ci accorgiamo di una cosa, una cosa apparentemente banale ma in realtà fondamentale per apprezzare quello che ogni giorno costruiamo e per apprezzare anche tutti quegli eventi, più o meno piacevoli, che possono cadenzare i nostri passi nel quotidiano. Quello che per noi è il presente, cioè tutti quegli attimi che si susseguono veloci, tutti quegli istanti che messi insieme compongono un minuto, un’ora, un giorno o un anno della nostra esistenza terrena rendono il nostro presente già passato: nel momento del loro stesso divenire, cioè nel momento stesso in cui li viviamo e ne assaporiamo la dolcezza o la crudeltà, la sorpresa o lo sbigottimento, insomma ogni singolo attimo nel momento stesso in cui per noi è il vissuto del nostro presente in realtà è già un pezzetto del nostro passato.
    Forse ha ragione uno dei miei cantautori preferiti,
    A. Minghi, quando canta che
    “…non durano che gli attimi…”.
    Tanti bacini per tutti Bea

  3. E’ strano ma vero che dei ricordi della nostra prima infanzia conserviamo un’immagine nitida…in bianco e nero… Gialla, rossa, verde, celeste… Le sfumature di colore, invece, appartengono all’età della Ragione e si perdono nelle tasche del cappotto di Anima, nei cassetti degli archivi della memoria collettiva, nell’ordine maniacale delle pedine sulla scacchiera della vita, tra le monete della nostra collezione, tra i capelli… Si accarezza il dolore, si attorciglia alle dita e carezzandole ri-dona sollievo e a sua volta si “stempera”, trasmutandosi in nostalgia.

    Baci

  4. penso ai nodi e mi viene in mente la cara Penelope…
    …ogni sfilino un bacino d’amor…
    …cucio di giorno e sfilo di notte…
    La tela è sempre la stessa ma i disegni, i ricami cambiano. ok! Penelop!

  5. Cara Rita,
    “cambiano” i segni e di-segni esterni.
    Nella parte “esposta” e visibile della tela. La parte “nascosta” e’ immutabile.

  6. Cara Valeria,
    buon approfondimento. E soprattutto giusto.

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