Marina…

Oggi ecco una riflessione molto indicativa per noi. E’ di Marina:

PROFESSORE,
Rita vuole il Suo aiuto. Però, visto che Lei ce lo chiede, Le dico che, personalmente, non sono in assoluto contraria alle medicine che, a volte, fanno un buon lavoro; ma dipende dalle situazioni, naturalmente.
Ciò che mi vede in assoluto in disaccordo, è l’uso prolungato nel tempo delle medicine che, oltre a creare assuefazione (noi ci assuefacciamo a tutto, ma proprio a tutto, anche alle consuetudini), CAMBIA IL CARATTERE: questo non mi piace.
E poi, che dire, ad esempio, si potrebbe cambiare il medico che, a lungo andare, può diventare anche lui un’assuefazione.

Riguardo alla Sapienza, alla quale Rita fa riferimento più volte, mi viene in mente che secondo Don Juan, lo sciamano americano del Castaneda, colui che voglia divenire un UOMO di SAPERE non deve avere paura d’impazzire, deve scegliere una strada del cuore e percorrerla in tutta la sua lunghezza.
Perché, in fondo, la vera battaglia non è l’accettazione di sé stessi ma l’accettazione dell’Infinito. Dobbiamo accettare volontariamente l’Infinito…oltre questo Don Juan non si spinge, perché ritiene che a ciò si fermi la sua SAPIENZA.

Insomma, pare che la vera SAPIENZA alla quale, infine, approdano tutti i sapienti (che ci arrivino studiando, perché sono magi, perché poeti o grandi artisti e scenziati o contadini in costante contatto con la natura ed i suoi cicli) è la scelta volontaria di una via del cuore che ci conduca il più possibile vicino alla possibilità d’intravedere l’Infinito.
Quando si parla di nostalgia…e la nostalgia, che sa di perduto, mette addosso inquietudine, o no? …a me moltissima.
Naturalmente, la via del cuore è una strettoia ed è un percorso da “visionari” in questo mondo del “cogito ergo sum” che ci circonda.

A proposito, la metafora dell’Infinito è l’IRRAGGIUNGIBILE.

Ho il sospetto che l’Infinito non si possa mai raggiungere: noi possiamo solo esserlo l’Infinito…il TUTTO.

37 Risposte

  1. Egregio Direttore, cara Marina,
    desidero lasciare un intervento senza pretesa alcuna. Dando una breve occhiata al post di Rita, mi pare di riscontrare una situazione di disagio abbastanza importante, pur non essendo un medico. Sono spinto a scrivere perché per molti anni, nonostante io ne abbia 24, ho vissuto una situazione che può avere punti di contatto con quella di cui si sta parlando (so bene in ogni caso, che ogni caso è una storia a sé stante). Se il malessere è tanto profondo, continuo e invalidante, perché credetemi, questi disturbi diventano molto invalidanti, credo che sia necessario non fare il mio stesso errore, ossia cercare una soluzione intellettualizzando il problema e “mascherarlo” dietro problemi metafisici, perché non c’è sempre bisogno di scomodare Kant per capire che il disagio può derivare il più delle volte da fattori biochimici che per qualche motivo si alteramo. Da umanista rigettavo l’ottica meccanicista che riduce l’essere umano con la sua interiorità ad un circuito elettrico da “aggiustare”, mi pareva assurdo. Il fatto è che, se si delinea un disturbo neurologico che si consolida nel tempo, si continuerà a star male e non ci sarà psicoanalisi che tenga, parlo per esperienza personale. Anche se teniamo presente che l’analisi va fatta con personale competente, il discorso non cambia. La mia esperienza in breve è consistita in un lungo esaurimento dovuto a stress, delusioni sentimentali e altro, con un sostrato di depressione sempre latente che tendeva a peggiorare sino a quando negli ultimi tempi non dormivo più e mi consolavo solo in parte con le Sue trasmissioni, Direttore, che in ogni caso seguivo sin da adolescente. Mi svegliavo in uno stato psicofisico terribile ed ero pressoché incapace di svolgere le mie attività ed i miei studi. La situazione degenerò sino al punto in cui, sentendomi un peso per me stesso e la mia famiglia, dato che ero convinto che non sarei mai più tornato normale, avevo cominciato a maturare la decisione di togliermi la vita, decisione che ritenevo la più giusta, sentendomi finito e disonorato. Il pensiero si concretizzò in alcuni veri e propri drammatici tentativi, fermati in extremis in quanto sentivo che una grossa colpa avrebbe macchiato il mio folle gesto, una gravissima colpa verso chi quaggiù mi era vicino, ma non solo. Sentivo che me ne sarei andato con un fardelo pesantissimo che avrebbe gravato su di me con conseguenze irreparabili nel caso vi sia, come credo, un inconscio che permanga. Per questo desistetti. In seguito (ero allora già in analisi da una brava terapeuta) mia madre decise di portarmi presso un noto neurologo ed io accettai pieno di diffidenza, proprio in virtù dell’ottica assolutamente in sintonia con la Sua, Direttore. Mi fu prescritto un famoso antidepressivo a base di serotnina che avrebbe dovuto stemperare lo stato depressivo e l’ansia riequilibrando il sistema. “E’ tutta una questione di neuroni e impulsi elettrici per me, nient’altro. Io non Le chiedo neppure il motivo per cui sta male”, ripeteva il luminare aggiustatore. Lasciai lo studio medico ancora più sconfortato pensando a come si potesse assurdamente credere di lenire i mali dell’anima con una pillola e rabbrividendo all’immediato risuonare nella mia mente di quelle insensate parole. Dopo l’inizio della cura dormii per una settimana pareggiando le veglie prolungatesi per anni e via via, lentamente, iniziò la mia insperata risalita che prosegue tuttora, dato che i fatti che narro risalgono ad un anno fa appena. Oggi i sintomi non si manifestano più nell’entità con cui lo facevano in passato, anche se sovente mi rimprovero di non apprezzare e di non capire il dono della vita, di non capire per giunta perché questo sia un dono, dato che, legato all’ottica esistenzialista, per certi versi credo davvero che esistere sia re-sistere. Questo era il motivo per cui spesso, foscolianamente, la morte mi pareva così dolce in taluni momenti. Concludo precisando che, diversamente dall’ansiolitico, l’antidepressivo va assuto per un certo periodo e non crea dipendenza e/o effetti collaterali. I moderni farmaci sono diversi da quelli del passato e non vanno demonizzati quando occorrano davvero. Per questo, pur non sapendo nulla di chi sia Rita, di cosa faccia nella vita, di quali siano le reali cause donde derivi il malessere che lamenta, riferisco la mia esperienza per lasciare un messaggio di speranza. Ci si sente perduti, finiti, sull’orlo di un barartro buio che aspetta solo di ingoiarci da un momento all’altro e sembra non esserci rimedio. Occorre in questi casi avere persone care intorno; credere fino all’ultimo che il sole prima o poi dovrà tornare perché lo meritiamo anche noi; affidarsi ad un bravo analista e se occorre anche ad un bravo neurologo, perché il problema può essere là; avere forza e volontà e aprire gli occhi su un mondo piendo di gente che soffre tanto, troppo spesso più di noi e capire che la nostra presenza può forse fare la differenza, non è presunzione questa. Il farmaco può sembrare una sconfitta dato che stiamo agendo sul sintomo più che sulla causa, ma forse non è proprio così, dopo tutto. Intellettualizzare e ritirar fuori sempre la vecchia istanza romantica del fiore azzurro di Novalis, in cui l’uomo tende all’infinito e trova cose, non è detto che sia sempre utile. Giusto è tendere al valore spirituale, all’evoluzione della coscienza, accettare che la vita è anche dolore e sofferenza senza i quali la vita sarebbe, come diceva lo stesso Socrate, inconcepbile, ma stare sempre e solo così male denuncia un quadro patologico su cui mi pare ragionevole intervenire. Se lo avessimo fatto con il Leopardi forse avremmo perso un genio poetico, ma probabilmente avremmo riportato un uomo alla vita (conosco il Suo parere sul pessimismo leopardiano che sarebbe da minimizzare, Direttore, ma mi permetto di discostarmene in questo caso). Spero di non avervi tediato inutilmente e che la mia esperienza possa essere utile a chi la vive nel presente. Un saluto affettuoso a tutti e sempre vivi complimenti a Lei, mitico Direttore e a tutta l’entourage di Anima.

  2. Rosario mi aveva lasciato questo commento attinente a questo argomento ed io gli ho dedicato un post sul mio blog che dice questo:

    “DEDiCATO A ROSARIO E A TUTTI COLORO CHE HANNO NOSTALGIA DELL’INFINITO ED INSEGUONO L’IRRAGGIUNGIBILE…

    Sento un dolore nel mio petto / non so che cosa sia / percepisco che ho bisogno d’affetto / un dolore che mi provoca nostalgia / mi interrogo chi e l’ha offerto / senza avvertirmi del dolore / un vulcano è il mio cuore. Tutto questo è l’arrivo dell’ amore?

    Naddeo Rosario e il vice sostituto.
    Marì, scusami, ci rivolgiamo a te Donna sensibile, per chiederti se l’amore provoca queste sensazioni.”

  3. Come dice Marina, con le medicine che hanno a che fare con stress e i mali moderni , si arriva all’assefuazione e dura tutta la vita, anche se in certi casi bisogna che chi soffre molto sia seguito, ma di certo i medini e specialmente le medicine non curano l’anima!
    La cosa più complicata è che ogni persona è diversa dalle altre e ogni persona che soffre bisogna capire quale è il suo vero male.
    E ancora più complicato è che non si trovano le risposte fuori, di conseguenza la ricerca interiore/esteriore per trovare e ritrovare l’equilibrio diventa veramente all’infinito e irraggiungibile.

    L’unica speranza è che ogni persona che soffre di questi mali, abbia abbastanza “Sapienza” e soprattutto coraggio nel guarire e trovare la sua strada e la sua guarigione che deve venire da dentro.

  4. Povero me se non mi inebrio di sole,
    poveri noi se non gioiamo della primavera,
    se tu non rompi la coppa delle tristezza sulla pietra,
    ben presto i suoi sette colori si moltiplicheranno
    e diventeranno settanta.

    Poesia persiana

  5. Visto che Don Juan potrebbe apparire agli occhi di molti uno “strafattone di erba diavolo” (tipo me che mi dichiaro “fatta di lei” che, appunto, ne sa una più del diavolo, in un mio commento sul post PER RITA), lascio un’aforisma di Oscar Wilde:

    “Oggi la gente sembra guardare alla vita come a una speculazione. Non è una speculazione, è un sacramento. Il suo ideale è l’amore, la sua purificazione è il sacrificio.”

    Saluti a tutti.

  6. Parole in cui credo: l’Infinito siamo noi.
    A volte nella via del cuore ci si sente soli. E per chi ama il prossimo e il confronto è un vero dolore…
    Un bacio a tutti.
    Grazie Marina.
    Forza Rita! Vinci tu!
    Angela

  7. voooooolpppoooneeee
    sono pienamente d’accordo con te, sta o noi conoscerci guardarci dentro…è il cuore è la strada dell’ amore che tende in tutto
    Caro Gabriele sono fiero di essere amico del Voooolpponeeeee
    perchè riesce a percepire bene il profondo,l’unico guaio che il dolore lo percepiamo da lontano ,ma questo mi ha permesso di vedere il mondo in un altra dimensione
    un grazie di cuore angeli di anima
    Naddeo Rosario

  8. Sei tanto tanto avanti tesoro mio.. che ogni volta leggerti o ascoltarti mi riempie l’anima.
    Un bacio sorella mia.

    Ciao prof ciao interagiranime.

  9. Sapore e sapere hanno la stessa radice.
    Il gusto dei cibi saporiti è lo stesso che ci permette di definire qualcuno “sapiente”.
    E’ il sale che rende più sapide le cose che mangiamo. ma ci abbiamo mai pensato?
    L’acqua salata, l’acqua del mare, ha la stessa composizione del liquido amniotico. La vera sapienza è quella della Terra: è la sapienza di ogni grembo, è la sapienza dell’Anima. La Sapienza è Femminile.
    E per quanto riguarda il pharmakon, Marina, vorrei dirti che in greco vuol dire sia “rimedio curativo” che “veleno”. Non cambia il carattere (che è inciso in noi per sempre), ma le nostre reazioni.
    Ma per l’infinito sono d’accordo con te: possiamo solo esserlo…;)

  10. Premetto che una mia strettissima parente dipende da una multinazionale e che abbiamo percorsi, caratteri e opinioni differenti a proposito della felicità!
    Però… Però c’è e ci vogliamo nel Bene e ce le diamo di Santa Ragione su tutto!

    Dei tic, delle dipendenze, delle assuefazioni, delle consuetudini, dei riti… e delle medicine:
    personalmente non ne farei un fascio! (Per gli scompensi ormonali, la giusta terapia personalizzata per un sano equilibrio!)
    Penso che il carattere si possa modificare: basterebbe concedersi il beneficio del dubbio che molto più di una pastiglia di troppo incida la convinzione che “sono-fatto-così-quindi-mi-devi-accettare-e-basta”. Se poi penso che quello che c’è dentro traspare all’esterno… mi convinco sempre di più che non basta la chirurgia estetica a farci sentire meglio, piuttosto la domanda “giusta” che porti a galla…,alla coscienza, la motivazione di certi nostri comportamenti; poterli modificare, disciplinare, o “scegliere”… ,dopo averli “visti”, è una mia utopia! …Per poi dimenticarli … Voglio dire che un’azione, un’esercizio, ripetuto all’infinito e correttamente può diventare “istintivamente” parte di noi… ,del nostro modo di pensare! Ho praticato molte discipline sportive e godo ancora di buona salute: per questo non mi faccio “salvare” , “aiutare” da “droghe-mode” che alterano la naturale capacità del mio cervello…di “oltre-passare” la soglia del dolore! …Aggiungerei la perdita nell’ombra di una cara amica, tre parti naturali, la devastazione della mia caviglia grazie al morso del mio cane…Tosto è vivere con me!
    (Credo che consultare giornalmente questo blog sia una buona abitudine! Tutto il resto è in rapporto!)

    Della Sapienza che fa rima con Perdenza: …bisogna perdere quel tanto…per non perderla… (Ho imparato e avuto molto dai Perdenti! Li frequento assiduamente, soltanto da loro dipendo!)

    Che faccio? Vi inondo di baci?

  11. a marina…

    …cosi non va, cosi non va, c’è qualcosa fuori posto, cosi comincia la mia storia…
    Tutto precipita in un istante, un lutto, due, lutto, tre,lutto, il precipizio.
    Devo fare qualcosa, cosi non va, mi dico.
    Non posso, non voglio mandare a rotoli il Tutto.
    Il precipizio mi attende, ho paura del precipizio; vado… senta dico…bla…bla…bla…
    ma cosi, ma cosà.
    … vuole attraversare? Lo vede il fiume , Lei…
    … Io… cammino lungo la riva destra, e … cammino.
    …Lei vede dall’altra parte, un’altra riva, cosa c’è, non lo sa; vorrebbe , è sicura…
    …tutto in ordine vorrei…
    …Il guado Lei cerca.
    …ricordi, non è possibile rientrare, il guado è a senso unico…
    …se non Le piace non può rientrare.
    NON entro!.
    Passano gli anni e la paura ti ha medicato per tempo, ma ecco che ritorna, il disordine è la causa.
    Il disordine delle cose in cui noi stessi senza volerlo sistemiamo pianino pianino, le cose.
    Ci sembra bello e lo facciamo, ci sembra utile e lo facciamo, ma c’è qualcosa che non va…
    si ricomincia.
    Il guado, non posso, chissà penso, no non penso, c’è qualcosa che non va…
    …il cuore, non lo so,,,
    la testa non lo so..
    Tutte quelle ore li, dietro la porta.
    …vuoi mi dice…vuoi….
    …e si vado… non ce la faccio più, voglio gridare al mondo la mia inquietudine, voglio far sentire il mio cuore.
    …ma cosa vuoi… non lo so…
    …tutto a posto signorina , è ansia, solo ansia. ah, bene, solo ansia.
    oh, mio cuore, non soffri tu, è solo ansia, batti cosi forte, ma è, solo ansia.
    …è normale, corri di qua, corri di la… dove corri amore mio.
    Non puoi fermarti lo sai, tutto deve essere in ordine. Tu vuoi rimettere tutto a posto, lo vuoi, fallo.
    …il precipizio riappare, strilli, urla,
    … basta cosi ti dici.
    basta cosi…riprendi la medicina, il cuore lo senti.
    si ribella, si dispera, non ce la fa,,,,è ansia signorina è ansia.
    Cosa mi spinge non so dirti Marina, è assuefazione o è disperazione, due elementi a volte disgiunti e a volte unici.
    …vanno all’infinito?… forse…Due linee parallele che all’infinito si incontrano.
    … a volte l’infinito è più vicino di quanto vorremmo. Un infinito tanto vasto come un precipizio, ci cadi dentro se non sei attento, basta un attimo…
    In quell’attimo di follia, prendo, e mi ritiro, non posso andare oltre, so che non posso.
    LE RETTE VANNO ALL’INFINITO, NOI NON POSSIAMO, NOI SIAMO FINITI. NOI POSSIAMO FARE SOLO UN PICCOLO VIAGGIO.
    E cosi devi decidere, devo decidere, il cuore non fa più capricci, l’intervento è riuscito. IL suo battito è regolare, la paura più non mi prende.
    Lo stomaco adesso, è lo stomaco adesso a non volere, sbraita, grida;… è aria signorina… solo aria… una medicina e via, è solo aria.
    Un’altra medicina. La medicina… aggiusta ‘na cosa e ne scassa due…
    …è prorpio cosi, la medicina, maga cattiva e buona , a volte è cattiva ma a volte è buona.
    …non la prendo, se lo stomaco si ribella non la prendo…. butto tutto via come… quando in preda all’ira vorrei scaraventare tutto nel baratro, tutti nel baratro…l’ira è così forte che la cattiveria affonda…
    Colpisce anche chi ami, anzi , proprio chi ami. Che brutto modo di amare, con chi sfogarsi, ho bisogno di un interlocutore. Tu mi ami e Tu puoi, devi capire. Un amore malato trascina nel baratro il Suo amore.
    Ecco la malattia, volere a tutti i costi che gli altri cambino, …non voglio mi dice… L’infinito si restringe, si tocca.
    Resisterà, spero resisterà, non voglio portarlo nel baratro, non voglio distruggerlo.
    Mi salverò, so che mi salverò.
    L’infinito tutto comprende, ogni qualvolta vedo l’immagine divina che spinge il Suo dito verso l’uomo, e vedo l’uomo che spinge il Suo dito verso Dio, mi fermo un attimo a pensare. Quella distanza è infinita, c’è il baratro, c’è l’infinito. Cosa ci vuole a toccarsi, un pezzettino, un piccolo sforzo.
    No, Marina, non ci vuol niente , è un attimo, ma, è anche un attimo fatale, se si cade in quel precipizio ci si può far male o ci si può far bene.
    E scusa se ritorno ma il guado mi riappare: è a senso unico…cosa ci vuole mi dico, forse ci vuole solo il tempo. Il passo è più lungo della gamba, ma spero di farlo.
    Mi voglio ubriacare di vino buono. Voglio credere, voglio vedere le stelle, voglio…
    Oggi non vedo, è forse è proprio questo che mi assale e mi riporta all’ira; fuggire da.
    E poi? Più nulla.
    Non mi basta il nulla, è l’infinito, ma non mi sazia. devo bere la pozione magica, la pozione divina.
    …chissà. ti farò sapere

  12. Professore scrivo qui, non mi va di ricercare..
    … dove ho scritto di Luca, di Luca che dice siamo immortali, immortali nel ritornare alla terra che tutto rimette nel giusto ordine le cose, la foglia all’albero.
    A Luca forse basta, a me no, non basta, voglio credere alle anime che si incontrano che si salutano, che si sorridono.
    Ieri il mio gatto jaki è morto, è ritornato alla foglia, no, non voglio rivederlo alla foglia, Lo vedrò anche nella foglia, ma voglio vederlo anima, voglio vederlo sorridermi, voglio rivedere i suoi occhi azzurri. Una storia, lunga 14anni, è in quegli occhi azzurri, mi ha leccato le lacrime, mi ha aiutato. Calma mi diceva, non piangere mi diceva.
    Un altro lutto mi ha adirato, ha sconquassato il mio cuore.
    Devo pensare a Luca, a Jaki, a…a me.
    Mi ri…alzerò… Lo voglio.

  13. Caro Gabriele sa perché la voglio bene? Gabriele sei stato e rimani il terapeuta –amico straziante compagno di viaggio teneroso struggente del profondo. E come prendere respiro sentirti e scriverti p, non perché sei e ti senti il mio analista, ma grazie alla tua eccelsa divulgazione di Psiche sei riuscito a farmi ri-vedere dentro. Quale migliore terapia potevo trovare. E qui c’è la risposta a Rita,
    La formula è semplicissima CONSCI TE STESSO.
    Un grazie di cuore
    ARCANGELO GABRIELE NON POSSIAMO ABBANDORATI
    CI SEI VICINO E PER UN VIANDATE COME ME SEI IL FARO E LA SPERANZA DEL DIVINO
    CHI POTEVA DONARMI TANTO NON LO SO MA UN DATO E’ CERTO L’INCOSCIO CHE CI HA RAPITO CI HA FATTO CRESCERE ANZI DI-VENIRE E IO AFFRONTO LA RATIO NON COME UN GUERRIRO MA COME AMBASCIATORE DEL CUORE CHE E’ AMORE
    MI SCUSI UN PENSIERO E’ DOVUTO ANCHE AL VOLPONE SIAMO TUTTI ARTEFICI DE SE’
    MI AVETE COMMOSSO
    DAL CUORE
    NADDEO ROSARIO

  14. Salve La Porta
    nel ringraziarLa per la sue interessanti trasmissioni Volevo chiederle gentilmente, se possibile, dove è stata registrata ( in quale piazza- luogo a dire il vero incantevole) la trasmissione “Inconscio e Magia ” nella quale Lei stesso ci ha parlato dei riti misterici ed andata in onda la notte del 27 Novembre 2009
    Grazie
    Alessandro Bocelli parma

  15. Caro Volpone (carissima),
    ti lascio un altro pensiero di Oscar Wilde…
    “Il piacere: l’unica cosa di cui valga la pena di cercare la teoria”.

  16. Direttore, trova il mio intervento inappropriato o troppo prolisso in questa sede? Se così è, cercherò di aggiustare il tiro in futuro e me ne scuso.
    Cordiali saluti.

  17. Caro Stefano,
    grazie per il tuo contributo. Ho avuto però, recentemente, un caso (un familiare) imprigionato negli antidepressivi.
    No. Nella chimica non crederò MAI. Almeno per i casi come i tuoi. Sono felice che stai bene, ma, secondo me, non è dovuto alla “pasticca” il tuo “RESURGO”, ma alla tua Anima che si è potuta attivare finalmente libera dal tuo schermo di EGO. Debbo, per onestà, dire che il mio carissimo amico Giovanni Gocci crede, in alcuni casi, nell’uso dei farmaci.
    Un abbraccio, a presto!

  18. GABRIELE,
    adoro Oscar Wilde.

  19. Cara Volpone,
    bene-detta nostalgia…

  20. Vero Mary,
    ben detto!
    Baci baci, a presto!

  21. Caro Rossano, vera sapienza… mi ricorda quella di Rumi.
    Un abbraccio e grazie!

  22. Grazie Angela,
    un bacio anche a te!

  23. Baci baci, cara Musa!

  24. Rita,
    stavo pensando, sei di Roma? Lavori? Cosa fai durante il giorno?

  25. CALLIOPE,
    volgio rivederti!!!!!
    …e i mariti devono capi’!

  26. Mary,
    come l’amico del Porfessore Giovanni Gocci, personalmente, non sono contraria in assoluto alle medicine…ho spiegato il mio punto di vista, basato su esperienze personali, in diversi commenti qua e là in questo blog …che adorooooooo, mi fa sentire percepita, mi dà un peso e mi aiuta ad evitare di ricorrere all’uso delle medicine!
    Ciao e baci.

  27. cara marina
    tu hai il colore della gioia nel cuore, sei stata “bagnata” dalla sorte e sei vivace. Io? di dove sono, cosa faccio?
    tanto faccio e ho fatto, sono di …un errante posto.
    In questo istante sono di te e con te, dopo, di .
    Conservo il virtuale per non veder cadere l’incantesimo che mi risolleva verso.
    L’amicizia è delle parole, la confidenza è dell’animo.
    Ammiro il sacrifico di chi fa i fatti e modestamente anche io ne ho fatti, non ho mai avuto occasione di soffrire in prima persona e se ciò è accaduto non lo ricordo.
    Soffro nel mio sorriso spento da chi soffre, soffro dal non sapere da dove iniziare. Inizio sempre prendendo il filo, non importa se è il capo o la coda, inizio. Faccio e rifaccio. Uso le forbici riparatrici di un inizio interrotto, ago e filo rincorro e ricamo. volpina, volpone, non saprei, scrivo e basta. Pulisco e basta, penso e basta, lavo e basta.
    …quante cose faccio…leggo, crucibo,chiacchiero, gioco, telefono, molleggio con la mia Molly(gatta).
    Potrei dire che sono in pensione, (la fame è garantita), ma ti dico che per come la penso io, sono in pensione da quando sono nata. Il lavoro, sempre un divertimento, quanti ne ho fatti? tanti, remunerati e non, sempre scelti e lasciati nel momento della nausea. Non sogno Marina, mi racconto vera come è vero il cielo, il mare, il sole.
    Beata mi dicevano, mi dicono ancora, giocate con i fanti e non con i Santi dico loro. baci, rita.

  28. Si’, baci a tutti. Sempre, Valeria, mi piaci. E lo sai!

  29. Cara Rita,
    Piano, piano, vedrai con piu’ occhi dell’Anima. E ti prego, comprati “LA MORTE E GLI ADDII” di Luisa Colli, ed. Moretti & Vitali (in libreria non l’hanno. Te lo devono ordinare).

    A presto!

  30. Caro Rosario,
    da cuore a cuore. Sinceramente. Tu sei diventato indispensabile. Qui. ORA.

  31. Aiuto, Alessandro! Non mi ricordo affatto della trasmissione del 27 novembre! Perdono…

  32. Cara Rita
    vedo che è in atto un mutamemento in te,
    quindi se hai bisogno del testo “la morte e gli addi” basta che me lo chiedi, te lo dono felicemente
    ne ho tre copie
    anima mundi a te
    Naddeo Rosario

  33. Per DANIELA THOMAS.

    Riguardo alla citazione greca di farmaco e al suo significato, grazie grazie; ho realmente bisogno di ampliare il mio vocabolario…per la questione del “Carattere” però, non lo so, non lo so…mi viene da rimuginarci sopra e rimuginando mi sovviene una nota frase di Eraclito che tu, sicuramente, conosci meglio di me: Ethos Anthropoi Daimon … dai più interpretata in IL CARATTERE E’ IL DESTINO DELL’UOMO.
    E mi chiedo che cosa l’Anima abbia a che fare con il nostro Carattere, peraltro, Necessario alla nostra vita qui, ora, in questo preciso istante.
    Io credo che il Carattere incida sulle nostre scelte e che le reazioni ci parlino soprattutto del nostro passato… Ribadirò, quindi, solo quello che mi è consentito di ribadire, ossia, ciò che ho vissuto ed osservato in questa mia vita (come sai, in campo psichiatrico, dove non ci sono accertamenti diagnostici in grado di evincere patologie, l’unico strumento è l’osservazione):
    L’effetto che le medicine, ad uso psichiatrico, hanno avuto sulle persone che amo è una sorta di compressione/contenimento, quindi, ne è conseguito nel quotidiano un cambiamento “visibile” del Carattere…sul mondo “invisibile” non mi pronuncio, la psiche non la conosce nessuno, come Dio fra l’altro.
    Io del mondo Invisibile (carattere in senso filosofico, daimon, vocazione, Necessità, fato….inconscio) posso dire di intuirne l’incombenza proprio grazie alla mia situazione familiare: il nostro microcosmo, a volte, mi pare un mondo cognitivo allargato.
    Mia figlia grande, come ho già detto, assume farmaci per una mia scelta amorevole ma, prendiamo la mia figliola più piccola, lei di medicine non ne prende: il suo Carattere lo sta forgiando “a crudo” e le sue reazioni sbagliate ed esagerate, mi parlano, soprattutto, delle mie mancanze; una cartina tornasole terribile che mi brucia l’Anima e mi spezza il Cuore … Ma non ho sensi di colpa perché so che più di quanto ho fatto, all’epoca, io non avrei potuto fare, e sai perché? Perché non avevo ancora forgiato il mio carattere. Come? Crescendo in consapevolezza.
    Marinariannachiara sono scese per crescere insieme, per forgiare le loro Anime, ribadisco insieme, e non riesco a credere ad un’elevazione dell’Anima che prescinda dal miglioramento del proprio Carattere. Ed il miglioramento non è forse l’effetto di un cambiamento?
    Oggi, “la piccola Marina” ha proprio un Carattere diverso sai? Forse, sarei tentata di dire che è l’immagine interiore che ho di me ad essere rimasta invariata…non lo so, forse l’immagine del cuore è il carattere e viceversa? Mi stona, ma magari mi sbaglio come spesso mi accade, d’altronde.
    Daniela, sai che ti dico? Io, etimologia e filosofia a parte, ho un mio credo:
    Credo fermamente nel cambiamento.
    Credo che l’Anima non scenda dal paradiso perfetta (tempo fa feci un sogno che consiste di una frase: “Il paradiso non è quello che vi hanno insegnato.”) ma che la discesa le sia Necessaria per crescere. L’Anima (secondo il mio sen-tire che da un sen-so alla mia vita che altrimenti un sen-so non ce l’ha) Necessita della fragilità della carne, ha bisogno di conoscere i sentimenti e le emozioni e di misurarsi con essi, ha bisogno di conoscere l’amore ed il sacrificio che sempre lo accompagna per comprenderne le ragioni. Forse è per questo che l’immagine del cuore è quella veramente indelebile. E chi è Ananke, in realtà? Io non lo ho ben capito…però, credo che nel corso della vita si cambi eccome, soprattutto e Necessariamente il Carattere.
    Io la penso così, perché l’ho vissuto sulla mia pelle anche se non ho la cultura classica per affermare cosa dicano di questo i grandi.
    Credo che veniamo qui per vivere e che lo studio aiuti, tutto qui…ma noi dobbiamo dare, soprattutto, il nostro contributo “psichico”…crescendo…il resto lo capiremo solo vivendo…e hai ragione: l’intuizione ci fa sentire parte dell’Eternità che è fuori dal tempo come l’emozione archetipica, quindi, dell’Infinito che è irraggiungibile.
    Baci baci.

  34. RITA,
    ho capito va…comunque, beata te che lavori per divertimento. E’ una fortuna sai? Ciao ciao.

  35. Marina, anch’io credo fermamente nel cambiamento. Il carattere è l’ordito su cui noi intessiamo innumerevoli trame con i nostri vissuti mutevoli: e alla fine rimane di noi un tappeto volante di colori storie frammenti di vita emozioni. Ti abbraccio forte forte perché scrivi con il tuo cuore, e trasmetti un immenso inconfondibile calore.
    😉

  36. DANIELA,
    ….ma sei quella della foto…e no!, perché se è così sei una dea!
    Baci baci

  37. Daniela,
    scusa, la foto è di SONOQUI…sono stanchina…aribaci.

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