La religione dell’amore

Carissimi amici di Notturna, sono veramente felice del percorso delle sei giornate che ho trascorso a Caput Lucis, terminato il 4 agosto, e sono grato a tutti coloro che hanno animato la manifestazione partecipando con le loro emozioni e i loro interventi.
Ciò che più mi riempie di gioia, oltre al grande successo dell’evento e del Talk Show, è la volontà di comunanza, di comunicazione, di adesione che ha unito il pubblico e tutti noi nell’allegria, aspettando l’armonia di musica e colori dei fuochi.
Siamo stati in molti, centinaia di persone, tutte diverse, ognuno portatore dei suoi problemi e delle sue speranze, a discorrere, ad interrogarci per un’ora e mezza tutte le sere su problemi di attualità, di cronaca, di gravi situazioni sociali, a sorridere ed emozionarci grazie all’intervento di comici, cabarettisti e cantanti.
Ringrazio il pubblico per quello che ho imparato e percepito attraverso la loro forza, e ringrazio anche tutti voi per quello che apprendo ogni giorno interagendo insieme: la ricerca del bello e del bene non è così marginale come i mezzi di comunicazione cercano continuamente di farci pensare, ma ha radici forti, profonde e diffuse.  Basta lasciarsi contagiare dal bene e dall’amore che questi emanano e si propagano da ciascuno di noi; ma è necessario testimoniare uniti e coltivare continuamente tutto questo. Solo così, credo, si potrà instaurare la “religione dell’amore”.
Vi auguro un buon fine settimana attraverso questo manifesto di Ibn ‘Arabi   (1165-1240). A presto!

La religione dell’amore

Miracolo della natura! Una gazzella velata indica un giuggiolo
e sbatte le ciglia.

Il suo pascolo giace tra le costole e le interiora, miracolo, un
giardino in mezzo alle fiamme.

Il mio cuore può assumere ogni foggia: pascolo per le gazzelle,
convento per i monaci.

Tempio degli idoli, Caaba dei pellegrini, tavole della Torà,
esemplare del Corano.

Credo nella religione dell’amore ovunque si dirigono i suoi
destrieri, poiché l’amore è la mia religione e la mia fede.