Lirica per i primaverili eterni…

Ecco Godiva e il suo “castello incantato”…

Il mio amore per Neruda non avrà mai fine.
Lui sferza l’anima, il cuore tutto, sconquassa, travolge, inebria.
Magnifico.
Un bacio alla gardenia, Dottor La Porta.
Godiva.

“Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell’universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.”

Pablo Neruda

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18 Risposte

  1. Carissimo Gabriele e carissimi voi tutti,

    eccomi tornato in questo giardino di primizie e delicatezze…
    Sono stato via per un po’, diciamo in vacanza, ma poi vi spiegherò meglio..
    Ora prometto che non mi allontanerò più…
    Mamma mia quanti post e commenti mi sono perso! Devo recuperare, ci vorrà un po’ di tempo ma riuscirò a farlo! Inizio subito a leggere..
    Mi siete mancati.

    A Gabriele e a voi tutti una pioggia gentile di acquerelli e miele di castagno

    Moreno

  2. Cara Godiva e carissimi amici
    anche io amo moltissimo Neruda e ora mi è venuta in mente una poesia che a me piace molto:

    “Se ogni giorno…

    Se saprai starmi vicino,
    e potremo essere diversi,
    se il sole illuminerà entrambi
    senza che le nostre ombre si sovrappongano,
    se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
    e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
    Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
    e non il ricordo di come eravamo,
    se sapremo darci l’un l’altro
    senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
    se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…
    Allora sarà amore
    e non sarà stato vano aspettarsi tanto”.
    Pablo Neruda

    Con affetto Bacini per tutti Bea

  3. …voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi…

    Ho scoperto di essere una vera passionale!

  4. Quest’uomo invece dice:

    “La mia è una donna favolosa” -( Salvatore Toma – da “Canzoniere della morte”, Einaudi, Torino, 1999)

    Vorrei ficcarmi le dita / allo stomaco /
    spaccarmi le costole / spezzarle con grandissimo dolore / aprirle
    so che non verrebbero fuori / visceri fegato cuore
    verrebbero fuori / neve alberi fuoco
    vento pioggia / perchè io sono fatto così
    vegetale e libero.
    Io non sono cervello / ossessioni inibizioni
    società paure
    Io sono vita / vita libera
    libertà foreste / gioia di esistere.

    La mia / è una donna favolosa.
    In nessuna parte / del mondo avrei potuto
    trovare un simile mostro / di pazienza e di amore.
    La mia / è una donna favolosa.
    Pur di non perderla / rinuncerei ai miei versi.

    Lo sbagliato sono io / non c’è che dire
    non occorre perciò illudersi / tacitarsi con metodi
    d’appendice usuali / il caso le fantasie le occasioni…
    o ridursi a un sono fatto così / ma è successo
    che un angelo sbandato / e io non so farlo felice.

    E’ disperata / per questo mio modo
    naturale / (ma sarà poi vero?)
    di vivere la vita / (ma sarà poi vera?)
    mi tenta l’idea / di spingere il tormento
    di sfiorare la pazzia / gonfiando l’assurdo /
    a dismisura.
    E’ una gara irresistibile / e tremenda
    dove il perdente / è evidente.

    Ricordo la sua dolcezza / i primi tempi
    faceva vergognare il paradiso /
    le sue dita sul mio corpo / erano lentissimi ragni
    non c’era parte che lei / non avesse esplorato
    baciato / stretto a sé.
    Darei tutto / perchè oggi si ripetesse
    quel tessersi dolcissimo / di carezze di sguardi
    di tremiti / oggi ridotti a un tollerarsi /
    con violenza con rabbia con ingiurie.

    Che cosa si può fare / per tornare indietro?
    ringiovanire dimenticare / invecchiare illusi alla rovescia / riproporsi…
    Non che io voglia ringiovanire / per rivedermi di nuovo ragazzo / magro e forte
    Vorrei ringiovanire / per quelle mani / per quel suo frusciare in un corpo / come un rinascere.
    Aveva gli occhi / marrò dolcissimi stremati
    una volta lucenti come acqua / io avevo altri amori.

    Facciamo ancora l’amore / una cosa ormai meccanica / dopo ci si lava (per la verità si lava lei)
    ma i baci / i baci sono rapidi / serrati come un morso.
    Un tempo erano piume / sofferti come vento estivo.
    Eppure qualcosa / ci deve essere / che si può fare
    qualcosa di mai tentato.
    Si ritrovano civiltà perdute / statue sui fondali / brocche monili / come posso ritrovare / il mio passato se non è sottoterra / e non è sepolto in mare?
    Il guaio è che è dentro di me / dove non mi posso tuffare.
    E’ il passato / non è la morte / che mi fa paura
    è il passato / che è più funebre e più funesto
    del buio in una bara / è il passato che mi dilania
    questo essere stati senza possibilità di ripetersi / di dirle una parola…

    (Non finisce quì ma a questo punto, ogni volta che rileggo la lirica, mi domando cosa dice l’angelo per far tacere il vecchio burbero e sedicente esistenzialista. Forse gli da un bacio sulla fronte e gli sussurra in un orecchio: – Vado a prenderti la pastiglia. Calmati, sono quì! –
    Cosa aspetta a volare via?… Non ho risposte! Sta lì perchè tanto ormai è tardi e avrà tempo per volare? L’ho sempre visto lì, quell’angelo, ad aspettare che il suo uomo trovi una risposta alle sue domande. Paziente, incurante del tempo che è passato e che è rimasto. Senza tempo! Proprio bello e umano l’angelo che traspare tra le righe!)

  5. Correggo un errore di battitura:

    …ma i baci, i baci sono RABIDI ( e non RAPIDI!)…

    Caro Professore,
    non mi racconto più storie di “santi”, prima di addormentarmi. Riposo meglio e non mi sveglio di soprassalto. In compenso ho qualche chiave di lettura in più, che mi permette di dare nuovi sviluppi alla solita storia! Mi corregga quando sbaglio! Confido e mi fido!
    Baci!

  6. Caro Moreno,
    se non ci fossi, bisognerebbe crearti!

  7. Cara Marina,
    adesso? L’hai scoperto ora? Ma dove guardavi, fiore di giuggiolo?

  8. Bea. Grazie. Bea. Grazie.

  9. Cara Valeria,
    non sono capace di correggere. Sono esperto nel viziare.

    Baci baci

  10. Moreno carissimo

    bentornato tra noi, ci sei mancato moltissimo anche tu e la tua poesia!
    Ora aggiornati…scherzo!!!
    Un grande abbraccio Bea!

  11. Addirittura, caro Gabriele? Addirittura? Ma così mi sento viziato d’affetto…

    Come siamo, luci,
    nel tremore della sera.
    Come siamo, immobili,
    volanti, eterni,
    nudi, tremanti,
    nei sentieri di luna.
    Ma ancora siamo,
    piangenti per buona sorte,
    e ci guardiamo camminare.

    Per voi tutti,
    Moreno

  12. Sì,
    l’ho riscoperto da poco, perché c’era una parte di me che aveva congelato sotto la neve invernale… ma mia nonna, che è toscana, dice che sotto la neve c’è la vita ( il pane)…

  13. Caro Moreno,
    sempre bei – buoni versi!

  14. Cara Bimbola,
    essendo stato un padre – bambino mi sono accorto che è soltanto il cuore a dettare la “vera” età biologica.

    Baci baci

  15. Ma possibile che Lei riesca a capire tutto di me… ma come è ‘sto fatto?

  16. Carissima Bea

    agli ordini…!!!

    Grazie libellula di fonte,
    e grazie a voi tutti…

    In questo giardino cogliamo fiori che non conosciamo

  17. ti sento, bimbola…

  18. Moreno, Bea, Angela, MArina, e tutti gli altri…libellule di fonte per tutti…

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