Attesa

Carissimi amici, oggi vi propongo una lirica che considero straordinaria, un’Attesa contenente una verità d’amore, un dissidio a noi tutti appartenente che si dispiega attraverso le parole e le immagini del grande poeta Vincenzo Cardarelli.
Sarà questa lirica ad aprire la mia trasmissione “Inconscio e Magia – Psiche” di domenica 26 luglio, in onda su Rai 2 intorno alle 6:15.
Auguro a tutti una felice giornata. Un abbraccio!

Attesa

Oggi che t’aspettavo
non sei venuta
E la tua assenza so quel che mi dice
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di quest’improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

Vincenzo Cardarelli (1887-1959)

11 Risposte

  1. Sa che ho iniziato ad apprezzare il suo lavoro proprio di notte ? qualche anno fa, quando tornavo esausto dai turni di lavoro come cameriere in un moderno tempio del divertimento e cercavo di riassettare il cervello e l’anima di fronte alle sue trasmissioni, prima del riposo. Non l’ho trovata per poco sulla costa marchigiana, altrimenti sarei passato a salutarla.
    Bella questa poesia di Cardarelli sulle incertezze i dubbi, le delusioni di un amore che vuole (o non vuole) esplodere. Il tema della fine (in questo caso del non inizio) dell’amore mi coinvolge molto ultimamente.

  2. Certo, che in effetti, quando uno è innamorato è un disastro interiore… Io soffro come un cane… ma perché?

  3. Considerazioni di una madre.

    Si può amare l’attesa? Si impara ad attendere che un gioco diventi Amore. Ma se è Amore non ama attendere oltre. Spezza le catene invisibili e si libera…
    “L’amore, sul nascere…”
    “Amore, come sempre…” che ha bisogno di certezze e di fiducia per poter volare. Amore che non è amore se non vola e se non brilla è sasso da lanciare nel mare, dove si confonde in mezzo a tanti altri, lì, sul fondo… In attesa!
    Amore che è o non è: testa o croce! Guerra o pace!
    Amore che si innamora di sè e continua a credere che oltre la collina la guerra si stia ancora combattendo: Amore che non si da pace!
    Amore che non sa di essere atteso e continua a parlare con i fantasmi e a pregare che il suo amore vada a prenderlo; Amore che spera che il gioco finisca per uscire allo scoperto e brillare.
    Amore che non si arrende e vive del presente, ma che non sa più sperare che si possa ancora vivere in pace e crescere.
    Amore, che bisognerebbe inventarlo se non ci fosse già, e Amore che quando c’è si è incapaci di toccarlo. Amore che potrebbe essere dipendenza e allora si sta a guardare da lontano. Amore che non sapeva di essere atteso e come una stella naturalmente ad un certo punto esplode. Oppure si fa brillare… come una bomba pericolosa. In fondo al mare…

  4. Passavo di qua e riflettevo. Ancora. “Sotto” il punto di vista della madre, c’era dell’altro che è venuto fuori in questo modo, confrontandomi ancora una volta con questa lirica. Del tempo ce lo hai dato, professore, e allora…

    Pensavo all’eterno conflitto tra Eros e Thanatos.
    In braccio alla Madre; seduti sui suoi fianchi, ondeggiano, come su un’altalena, sui punti estremi dell’asse; oscillano, la madre al centro dà loro equilibrio e si equilibra; sono ancorati e sostenuti dalle sue braccia. Giocano, si fanno dispetti…
    Ma si tengono per le braccia e serrano i suoi fianchi, le danno equilibrio, se la madre malauguratamente inciampa!

  5. Caro Sullerive,
    credimi, io lavoro e scrivo (ormai pochissimo) pensando proprio a pensare come te. E credo tu abbia capito cosa intendo con le mie parole, oltre l’apparenza.

  6. Cara Marina,
    perche’ e’ una Passione e il suo “lavoro” e’ far patire. Non c’e’ perche’. E’. E basta.
    (E, ancora una volta, cito Shakespeare, meglio avere Pene d’Amore che essere persone di potere.)

  7. Cara Valeria,
    suggestivo questo quadro. Anche possibile.

  8. Ma che meraviglia: è una Passione ed il suo lavoro è far patire…. Ma che bello!
    Professore, sa una cosa? Mi sono ri-scoperta un’entusiasta! Abbandonando i luoghi della deprivazione affettiva, quindi dei sen-si di colpa, quindi della rabbia, mi ritrovo BIMBOLA!

  9. Gentile Gabriele, questa poesia di Cardarelli mi piace moltissimo, soprattutto la parte conclusiva, gli ultimi due versi che tanto ricordano l’odi et amo catulliano, non può che essere così… quando soffriamo per amore ci sentiamo così arrabbiati anche con la persona ma non per questo cessiamo di amarla e desiderarla, nemmeno per un istante, nonostante tutto il dolore e la delusione per non essere ricambiati…
    la poesia, che lei mi ha rinfrescato citandola qui nel suo blog, la conoscevo già, ma averla vista in questi giorni mi ha dato l’idea per una foto in cui esprimere tutta l’attesa in cui mi trovo immersa in questi mesi…..

    le metto il link se vuole guardarla.

    Chissà...

    Le mando un sorriso.

  10. Cara Marina,
    non avevo dubbi.
    Dentro di te c’è una Bimbola
    estatica
    (e gioiosissima).

  11. Cara Lilith Ecate,
    preso, il sorriso.
    Presa anche la “mancanza fondatrice” (Luisa Colli). La esprimi gentilmente. Consolazione.

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