Nell’Interiorità di Anima — “Sogno”

Il sogno è una piccola porta nascosta negli angoli più profondi e più segreti della psiche. Essa si apre su quella notte cosmica che era già psiche molto prima che apparisse la benché minima coscienza di sé e che resterà psiche qualunque sia l’estensione che prenderà la coscienza… Ogni coscienza è separazione; ma nei sogni ritroviamo l’uomo più universale, più vero, più eterno, l’uomo che abita le tenebre della notte primitiva.
Là, l’uomo è ancora totale, e tutto è in lui, inseparabile dalla natura e spoglio da qualsiasi individualità. Anche quando è infantile, grottesco o immorale, il sogno sale da queste profondità.

Carl Gustav Jung, Ricordi Sogni Riflessioni, citato in Gabriele La Porta, Dizionario dell’Inconscio e della Magia, Sperling & Kupfer, 2008.

18 Risposte

  1. …ma come è bello è buono Lei, Professor Gabriele La Porta… quanto mi piace quando “la gente chiacchiera e maligna”: sono invidiosi, anche dei sogni sa?… Ah, se solo sapessero che “il mio vuoto è colmabile con l’unica sostanza possibile per me…”, non ci sarebbe motivo d’esser invidiosi.
    E Lei, così intelligente, ha capito quale sia la Sua sostanza riempitiva, la sua linfa vitale?
    Più ci penso e più mi persuado del fatto che bisognerebbe guardare i propri desideri da una profondità diversa… magari da quella dei propri sogni, per comprendere la nostra natura, i nostri bisogni… ma ahimé continuiamo a ignorare noi stessi e a tradurre i desideri nel desiderare quel che è altrui… e questo ci rende brutti e cattivi.
    Sa cosa devo alle mie figlie? L’aver compreso che i rapporti veri sono, come dire, ESSENZIALI, e questo termine mi fa pensare all’ESSENZA. E che cosa è l’Essenza Prof se non il succo, il nettare, la linfa vitale… Io, ad esempio, la mia essenza, la sen-to ineffabile, tanto che, a volte, la confondo con lo spirito che mi anima: la mia ESSENZA la sen-to impenetrabile…e fuori, fuori…
    Allora mi dico: “Ma come, Marina! Tutto questo sforzo di penetrazione, di comprensione, di immaginazione, immaginazione, ribadisco, che infine mi porta ad avvertire che una parte di me è fuori?
    E sì, Prof, glielo confido, ho proprio la sen-sazione che una parte di me dimori in un luogo altro, come i miei as-trusi sogni… che mica sempre corrispondono a miei de-sideri sa?
    E poi, questa vita e un’altra vita e mnemosyne ed eredità e necessità… per quanto possiamo viaggiare all’inverso, che per me poi fondamentalmente sta a significare CONTROCORRENTE, non possiamo coprire le altezze né le profondità della nostra anima. Ce lo dimostra la nostra psiche che, forse, imprevedibile come è, come dice Lei, neanche ci appartiene.
    Quando cominciai a scrivere LA PENISOLA INCANTATA, comprendendo che una strana forza guidava la mia penna scrissi (come si dice: senza saper né leggere e né scrivere):

    Storie che prendono vita nelle mie mani e che mi prendono la mano.
    Storie che per non sfuggirmi di mano devo seguire oltre i miei limiti in luoghi imprevisti e sconosciuti.
    Storie che credevo mie ma che in realtà non mi appartengono.
    Storie ormai vive, con una loro anima ed un loro messaggio, che attinge da me e che mi prescinde.
    Storie che narro e che scopro essere fuori dal tempo, come il mio spirito.

    E dei libri, meravigliosi libri che mi sorteggiavano:

    Libri che prendono vita nelle mie mani e che mi prendono per mano.
    Libri a me sconosciuti, che sembrano invece conoscere i miei pensieri ed essere giunti da chissà dove per darmene conferma e per donar loro maggior respiro.
    Libri che m’inducono a pensare che forse neanche le nostre idee ci appartengono veramente, ma che l’ispirazione dalla quale scaturiscono ed il modo in cui le facciamo nostre le rendono uniche ed importantissime.
    Misteriosi libri che mi fanno sentire parte dell’Eternità.

    Se non le dico a Lei, queste mie As-trusità a chi le racconto?

    Ciao ciao.

  2. Caro dott. La Porta,

    mi piacerebbe sapere se presenterà il suo ultimo libro anche dalle parti di Macerata, Civitanova Marche o Fermo, sarei felice di conoscerLa, magari di avere un suo autografo sul libro.

    A presto
    Rossano

  3. Cogliere la rosa che è custodita nella stanza più remota del dedalo…L’Archetipo del labirinto, la strada preferenziale per raggiungere il Dio-in-Noi.
    Accogliere quell’Ombra al nostro fianco: “lasciarsi andare” in un ultimo atto di Fede. Cura e guarigione: Gioia!

  4. Cogliere la rosa che è custodita nella stanza più remota del dedalo…L’Archetipo del labirinto, la strada preferenziale per raggiungere il Dio-in-Noi.
    Accogliere quell’Ombra al nostro fianco: “lasciarsi andare” in un ultimo atto di Fede. Cura e guarigione: Gioia!

    (I labirinti meta-fisici di Escher! La sua percezione del “sotto-sopra”!)

  5. Il sogno mi ha sempre affascinato, spesso mi ha sedotto, ma mai mi ha abbandonato. Nel sogno siamo pura energia, siamo noi stessi eppure non lo siamo. Il sogno è magia, il sogno è mistero, il sogno è quell’attimo in cui tutto può essere stravolto o ricostruito in un battito d’ali. Il sogno è impalpabile come l’amore eppure ci guida, può essere fonte di riflessione, può nascondere o manifestare le nostre paure. Io personalmente reputo il sogno come il mio grande maestro, perchè mi aiuta a capire la me stessa interiore, mi guida nelle mie scelte portandomi a profonde riflessioni. Che mondo sarebbe senza la bellezza sfrenata del sogno, dove le nostre più intime perversioni prendono vita? Dove giudice e condannato si fondono assieme? Dove possiamo sfogare rabbia, rancore e, dove, possiamo vivere l’amore immaginato come fosse reale? Basta!!!!
    “Mercuzio parli di sogni….parli di niente!”
    …….eppure, in alcuni momenti, quel niente ci sembra tutto.
    Un saluto
    Jennifer

  6. Grazie, caro Gabriele, per averci offerta questa stupenda perla!
    Amo la psicologia e adoro Jung, e proprio in questi giorni sto terminando il saggio della Jacobi sulla psicologia junghiana. Per quanto io ami questa materia e per quanto la mia passione per ciò indirizzi molto spesso le mie letture su testi di psicologia, i miei studi mi hanno portato in altra direzione, per cui volendo accostarmi ad una grande personalità come Jung mi rimane difficile individuare i testi base, o in altre parole un punto di partenza, per cominciare ad addentrarmi nei suoi scritti.
    Prof., scusi la richiesta, gentilmente potrebbe consigliarmi lei dei testi da cui cominciare!
    Un grande grande abbraccio Bea!

  7. Da quella porta ,seduto pazientemente, aspetto me stesso,
    sapendo che non c’e’ ricchezza maggiore d’incontrarsi, e non
    c’e’ tempo , perche’ una vita potrebbe non bastare ma vi e’ solo un luogo d’eterno incontro e la’ aspetto.

    Vincenzo

  8. Cara Marinariannachiara,
    non sono astrusita’. Percepisci, in veglia, contenuti psichici che appartengono ad “altri” fuori di te, ma che entrano in te.
    Succede alle persone “aperte”. Coniunctio Animae.

  9. Caro Rossano,
    vado a San Benedetto del Tronto domani (24/07). Parlero’ alle 21:30 circa.

    Un abbraccio!

  10. Cara Valeria,
    il tuo commento e’ Bello e Buono!

  11. Cara Jennifer,
    infatti lo Shakespeare di Mercuzio, non e’ lo Shakespeare di La Tempesta.

  12. Cara Beatrice,
    parti da Ricordi, sogni, riflessioni, edito dalla BUR.

    Baci baci

  13. Caro Vincenzo,
    ma aspetti sorridendo?

  14. No, penso che piangero’ , chissa’ se dopo ci sara’ anche il tempo di sorridere, ma non importa ,ogni cosa a suo tempo,
    ogni cosa ha il suo valore, io pero’ aspetto lo stesso e spero,
    sono testardo, qualcuno o qualcosa verra’ ad aiutarmi,prima o dopo verra’ ne sono certo, forse mi sta gia’ aspettando come fosse uno specchio….sembra avere il mio stesso volto..

  15. Caro prof. grazie di cuore per il suo suggerimento!
    Le auguro una buona gironata…soprattutto fresca visto che qui a Roma sembra è talmente caldo che sembra di stare in mezzo al deserto!!!!!
    Tanti baci, con affetto Bea

  16. Carissimo prof.
    Volevo chiederle se, tra le tappe per la presentazione del suo libro, ci sono Milano e Vicenza.
    Anch’io sono tra i suoi veneratori e vorrei, oltre all’autografo sul libro, avere l’onore di stringerle la mano.
    Buonanotte a tutti
    Jennifer

  17. Cara Beatrice,
    ricambio con tutta l’emozione.

  18. Cara Jennifer,
    no, non ci vado per ora. Ma ti faro’ sapere. Sara’ per me un grande piacere incontrarti.

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