Noi e la terra

L’emozione di oggi è suscitata dalle parole vivide e penetranti di Rainer Maria Rilke:

…il nostro compito è quello di compenetrarci,
così profondamente,
dolorosamente e appassionatamente
con questa terra provvisoria e precaria,
che la sua essenza rinasca invisibilmente in noi.

15 Risposte

  1. Professore,
    è il mistero della Croce di Cristo, per esempio.
    E’ il mistero del sacrificio del fanciullo…, in cui il Dio si manifesta, affinchè il suo sangue purifichi la terra e permetta che in essa si riveli la divinità e si rinnovi la vita. Il seme che deve morire per dare frutto.
    Bacco, Mitra e… non ricordo altri nomi!

  2. …parole che suonano, meravigliosamente, di vero…
    Sbaciuck!

  3. Gabriele, grazie per l’ennesima perla…mi fai ripensare in particolare a quel sogno che ti ho raccontato tempo fa’ .

    La sensazione è che si parli della nostra materialità, che necessariamente deve essere vissuta (ciclicamente) come in un viaggio all’inverso, cioè guidata dall’inconscio (il passato, la terra morta o dei morti) verso il futuro (lo spirito), passando per il presente del corpo (materia, anima e spirito).

    Non so sei d’accordo, ma trovo alcune corrispondenze con una riflessione di S.Agostino (sempre lui), non la scrivo tutta perchè è troppo lunga:

    “….Giunti a un prima conclusione che qualsiasi piacere dei sensi del corpo, anche nel maggior splendore fisico, non solo non deve essere paragonato alla felicità di quella vita, ma nemmeno nominato, ci rivolgemmo con maggior intensità d’affetto verso l’Ente in sé , ripercorrendo a poco a poco tutte le creature materiali, fin su al cielo da cui il sole, la luna e le stelle piovono la loro luce sulla terra. E la nostra vista interiore si spinse più in alto, nella contemplazione, nella enumerazione, nell’ammirazione delle tue opere; e giungemmo al pensiero umano, e passammo oltre, per raggiungere gli spazi della inesauribile ubertà ove Tu pasci eternamente Israele con il cibo della verità, dove vita è la sapienza che dà l’essere a tutte le cose, alle passate e alle future: ed essa non ha successione, ma è come fu, come sarà, sempre. Anzi, meglio, non esiste in lei un “fu”, un “sarà”, ma solo l’”è”, perché è eterna: il fu e il sarà non appartengono all’eternità….”

    Ciao, un abbraccio

  4. Mi ricorda queste parole di Rumi:

    Partì la goccia dalla sua patria, trovò una conchiglia, vi entrò e divenne una perla. O uomo, viaggia da te stesso in te stesso, perché da un simile viaggio la terra diventa oro purissimo.

    Rossano

  5. mi scopro

    mangiatore di acqua e di fuoco

    apro la materia della terra per respirare il mondo

  6. Salve! sono stata una spettatricre della puntata di inconscio magia e psiche del 12 luglio 2009 in cui si faceva riferimento ad un libro a cui sono molto interessata ma purtroppo non ricordo il titolo e per questo la contatto. Il libro tratta della conoscenza di se stessi o meglio, di un “viaggio” dentro se stessi per conoscersi meglio. La ringrazio anticipatamente e le faccio tanti complimenti per la bella e interessante trasmissione che vorrei andasse in onda prima per poterla seguire più spesso.

  7. Cara Valeria,
    Bacco e’ Dioniso (non e’ soltanto la trasposizione in greco. Perche’ Dioniso e’ molto piu’ complesso del “sempliciotto Bacco romano”).
    Il punto e’ il sacrificio in Amore. (Senza Amore non c’e’ Vita).

  8. Cara Marina,
    ah si’?
    Sbaciuk!
    Ebbene ultramegaempirescoinfinitostrasbaciuk!

  9. Caro Marco,
    qui Agostino e’ cosi’ chiaro che non bisogna “commentarlo”… Pero’… Pero’… La contemplazione merita una SIZIGIA. Un opposto. Quale? E perche’ necesse est?

  10. Perfetto, caro Rossano!

  11. Caro Massimiliano, bene, continua a scoprire…

  12. Cara Maria,
    il testo a cui ti riferisci e’ di T. Moore, Pianeti interiori, Moretti & Vitali.
    (A te un Roseto Ardente)

  13. Insomma,
    non che io sia a corto di estro nello scrivere ma come posso competere con uno che ad uno sbaciucK ti risponde ultramegaempirescoinfinitostrasbaciuk!
    Baci baci…………………………………………………………………..

  14. “Per Bacco!”…o…”Per Dioniso!!!” Le due esclamazioni non rendono lo stesso significato, in effetti. E altrove viene usato Bacco o Dioniso nello stesso testo e contesto. Anche Afrodite “perde” in complessità nella trasposizione in Venere o Astarte o Fria o…? Rimane uguale l’essenza dell’Archetipo nelle differenti culture? Spero che la domanda sia appropriata e mi sia concessa l’espressione “essenza di un Archetipo”, sapendo che la forma in cui viene espresso nell’Arte, per esempio, cambia.

    Il sacrificio per Amore…Se non c’è Perdono non c’è Amore, e se non c’è Amore non c’è Vita.
    C’è chi considera inutile il sacrificio per Amore…

  15. Cara Valeria,
    il passaggio dell’Archetipo tra il mondo greco e romano, a mio modo di vedere, non e’ senza conseguenza. Gli Archetipi in Roma perdono vigore. Si trasformano. Si tramutano in Simboli, i cui Archetipi sono ancora quelli greci.
    Baci

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