Pensieri di luce I

Il pensiero di oggi, ancora di Ostad Elahi, filosofo, teologo e musicista, ci offre un altro spunto per arrivare alla conoscenza di noi stessi:

Che nobiltà d’animo perdonare colui a cui si è
fatto del bene e che ci ha ricambiato col male!

Ostad Elahi, Pensieri di luce, trad. di Mario Luzi, Mondadori, 2000.

Attendo con ansia le vostre riflessioni…

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33 Risposte

  1. E’ così…tuttavia, perdonare non deve essere confuso col buonismo che è cosa diversa. A me perdonare viene naturale, ma oggi so che, comunque, dobbiamo allontanarci senza alcuna esitazione dai luoghi della deprivazione… Fortunatamente, visto che vecchia significa “completa!”, non invecchiamo solo per morire.
    Con amore.
    Marinariannachiara

  2. Esatto prof ma la cosa più importante è sapere il Perchè si perdona chi ci ha fatto del male…
    è lì secondo me da ricercare il Bene del perdono…
    e non credo che chiedendolo la risposta sarebbe la stessa…per tutti.

    Sto imparando a conoscere me stessa, piano pano…che se lo faccio troppo in fretta non riesco ad ammortizzare i colpi del passato, su ciò che credevo Bene ed invece non lo era.

    Quando si fa una buona azione, del bene…bisogna stare zitti e non parlarne….e sa perchè caro prof??
    Parlandone ho capito che si vanifica l’azione in se stessa…dando risalto ad altro..conscio o inconscio.

    Un bacio….
    a questi pensieri di luce ed a lei prof…

    vado a commentare l’altro pensiero di luce…

  3. Ciao gabriele,

    “chi troppo vuole nulla stringe”….sopratutto poi se il volere è basato su una presunzione di sapere fondata su un’interpretazione affrettata di parole e labili sensazioni (a prescindere se siano giuste o sbagliate) . La paura e l’insicurezza del troppo inconscio e la contemporanea debolezza della parte conscia, portano a immagini inconscie di male inesistente proiettate sull’altro e da qui la pretesa di una risposta anch’essa proiettata…

    Non sono abituato a questo tipo di comunicazione, sono per natura insicuro ed il periodo duro del momento mi ha “offuscato”, quindi mi avrebbe fatto piacere ricevere conferme più dirette (per mail intendo) dei sogni e di quello che sento in questo periodo…

    A parte tutto ciò Gabriele, sapendo che ho detto un mucchio di sciocchezze, per me già è un grande dono essere qui in questo luogo, come dicevi te di magia naturale…ti confesso che è già un grande miracolo aver ricominciato a sognare (di notte)…mi mancava da un po’ di tempo…e poi aver intuito fra noi una comune preghiera…(almeno così penso…??).

    Tutto ciò mi rende felice e allo stesso tempo molto confuso…, ma devo imparare (come saggiamente sempre dici) ad accontentarmi di ciò che ho, a fare un passo alla volta e sopratutto a riannodare i fili di anima con l’io razionale (è questo che intendi con coagula?), …soprattutto poi, attualmente, in ottica lavoro…che è indispensabile…

    ti chiedo scusa se ho insinuato in te il dubbio e l’ansia.
    Ho esagerato come sempre…dovrei fare il regista…
    Mille Baci

    Marco

  4. Infatti il perdono è la qualità dei forti e dei coraggiosi, solo i deboli e i vigliacchi non perdonano mai.

  5. Fa soffrire…

    Ci è dato da credere che di questo Amore Paterno/Materno sia capace l’Essere dotato di con-passione, generosità e benevolenza; Colui che con tutto se stesso partecipa delle gioie e dei dolori del Prossimo e di questi conosce il cuore poichè per primo, del proprio cuore, ha dovuto sfidare il mare in burrasca dei sentimenti.
    “A colui che ha molto amato, molto viene perdonato”: Il dono è l’Amore dal quale il nuovo Essere rinasce e che, a sua volta, non può che donare per tornare a riempirsi di Amore. Un dono deve rimanere un dono di Amore, affinchè si conservi e si rinnovi.
    Purtroppo è difficile oggi capire il significato di un dono senza-interessi come il perdono, perchè tutto ha un prezzo. Anche l’Amore è ridotto e comparato al valore di una “cosa”. E quando quella “cosa” non ha un prezzo che possa stabilirne il valore, allora “non è di valore”.
    Molte persone, poi, guardano con sospetto verso certi gesti di generosità. Soprattutto se provengono da qualcuno che non si conosce. Ne sono quasi spaventate, quelle persone, perchè si chiudono in gruppo…in difesa!!!
    Ricordo il detto: “Fai del Bene e dimentica!”
    (Mia figlia mi dice che dimentico molte cose…!!!)

  6. E dimenticando il male, dimentico anche il bene…
    Credo che valga la pena di mantenere vivi i ricordi; quelli belli e quelli brutti vivono vicini e se dimentico gli uni dimentico anche gli altri e le persone alle quali sono legati. Come al solito l’Armonia dei Due, il perdono, mi ritorna come vento che prendo dal profondo del mio cuore…. Respiro e vado!

  7. Anche questa volta Ostad Elahi mi ha toccato nel profondo!
    Credo che la capacità di perdonare non appartenga all’intero genere umano purtroppo. Conosco genitori che deteriorano fino ad annullare un rapporto con i loro fogli per delle vere assurdità, i quali soltanto che per non cedere al loro orgoglio preferiscono mantenere la maschere di persone dure e impeccabili anzichè accordare quel perdono che invece avrebbe ridato vita e vitalità ad un rapporto tanto stretto ed unico. Conosco viceversa anche persone che invece, annientando l’orgoglio la superbia e l’alterigia, riescono a perdonare chi li ha feriti o li ha fatti soffrire. Credo che costoro, oltre a dimostrare una grande nobiltà d’animo ed uno straordinario altruismo, soccorrano nell’anima colui che in questo caso ha “peccato”, ha sbagliato. Offrendo il loro perdono essi offrono a colui che ha sbagliato anche una possibilità di riscatto, che altrimenti lascerebbe il peccatore in un senso di colpa che potrebbe anche lacerarlo per il resto dei suoi giorni; inoltre con il perdono dimostrano anche la profondità del loro affetto e dell’importanza di far perdurare all’infinto quel loro specifico rapporto umano. Se Gesù ha perdonato i suoi delatori, come possiamo noi esseri finiti e limitati arrogarci il diritto di poter giudicare gli errori altrui anche se delle volte questi ci fanno soffrire e lasciano delle cicatrici indelebili nel nostro cuore?
    A me, come a tutti penso, è capitato di interpretare entrambe le parti in questa commedia della vita e si provano due sensazioni completamente diverse. Recentemente ho ricevuto il perdono di un carissimo amico da cui, come dice il nostro scrittore (infatti non appena ho letto la frase, il mio pensiero mi ha riportato a tanti avvenimenti recenti ed a lui), ho sempre ricevuto affetto e sostegno.
    Devo confessare che l’aver ricevuto il suo perdono mi ha come fatto sentire una sensazione di rinascita.
    Ancora a distanza di giorni mi chiedo come posso essere stata tanto stolta fa ferire proprio una persona così buona, generosa e sensibile che ha saputo ricambiare la delusione che gli ho dato con tanto affetto e comprensione!
    Un grande abbraccio Bea.

  8. Affemo che sarebbe più esatto dire ” che grande furbata perdonare colui …..” chi perdona infatti scarica la zavorra della propria memoria, per me è la memoria con le sue esperienze sottolineate dalle reazioni emotive che focalizza la nostra attenzione sul mondo. Se tutta la realtà è pensiero e i pensieri sono figli dell’attenzione e il corpo va dove la mente pensa allora è una gran furbata perdonare

  9. Cara Marina,
    il buonismo mi suscita sospetto e doppiezza della ratio. Tornaconto mascherato. Raggiro da scaltrezza travestita. Malamente.

  10. Cara Calliope,
    si amplia l’EGO della ragione, che invece va assaporato con vino e aroma del vino (Marsilio).

    Baci

  11. Caro Marco,
    nessuna ansia. Tranquillo e sereno. Ma coagula e’ riconnettere e ricostruire la parte interiore dopo averla dissolta.

    A presto!

  12. …non me ne parli. Non se ne può più di questa ipocrisia travestita da “buono”, mi sembra la storia di Bruttezza travestita da Bellezza di Gibran. Puah!

    A proposito, di bruttezze, sono stata al Nord: non credevo alle mie orecchie, ancora vanno in giro con questa storia dei terroni! Io pensavo che fosse una storiella metropolitana, tipo barzelletta di “Pierino”…ed invece quelli fanno davvero… Poi, il massimo a cui ho dovuto assistere è stato una sera, ad una cena tra amici. Un tipo che prima di mangiare si è preso 6 pasticche (una per la pressione, una per il diabete, una per digerire, una per l’acidità, una per la depressione ed una per i l’accumulo dei grassi/ uno già morto in pratica, la cui anima grida vendetta!), parlando di extracomunitari ha detto:
    “Beh, naturalmente, sono persone anche loro…”
    Io ero basita, i miei amici comaschi dei quali ero ospite imbarazzatissimi. Mi sembrava di assistere ad uno di quei film grotteschi con Bondi e Maurizio Mattioli… Bah!
    Siamo proprio un’umanità primitiva… Ha veramente ragione Prof, quando dice che bisogna dare battaglia psichica…altrimenti non ci si evolve.
    Che malinconia!
    Baci baci.

  13. Caro Rossano,
    i prepotenti sono privi di perdono. Come gli arroganti. Tutti colmi di Ybris!

  14. Cara Valeria,
    non credo possibile, lo ribadisco, la possibilita’ di Amare senza perdonare!

    Baci baci

  15. Cara Valeria,
    respiralo, quel vento!

  16. Bea,
    ti prego, non soffermarti piu’ sul tuo presunto cuore. Basta. Esci. E quindi Entra.

  17. Per BEA,
    confermo, la parola chiave è ENTRA.
    Ciao Ciao.

  18. Caro Colaianni,
    peccato.

  19. Cara Marina,
    e’ vero. Infatti qui stiamo costruendo la nostra Resistenza. (Ti piace la zucca? Non so perche’ ma ti vedo mentre ne porti a tavola una gigantesca con il riso all’interno e dici: “E’ pronto per tutti!”).

  20. Sì mi piace la zucca…ma non ci avevo pensato di mettefci il mio risotto dentro: grazie!
    In realtà, domani preparerò i pomodori col riso e le zucchine ripiene e gamberoni… Sono fatta così, proprio stamane pensavo quanto mi piaccia “nutrire”.
    Baci baci

  21. A volte apro “a caso” uno dei tuoi libri e trovo proprio questa citazione.

  22. ……caro Gabri, prima ho aperto va caso……ed è uscito:
    “Vie Del male o della vita reale”
    Vivere o amare solo quando ci si può fidare, quando si è sicuri e accolti, quando non si può essere abbandonati o feriti,quando ciò che è stato promesso a parole è impegnativo in eterno, significa essere fuori dalle vie del male, e quindi fuori dalla vita reale.(James Hillman, Fuochi blu, Adelphi)

    si riesce a perdonare davvero, non quando lo si desidera..
    è qualcosa che avviene a prescindere dalla nostra volontà, e di cui ci accorgiamo perchè ci sentiamo bene.
    e secondo me la citazione qui sopra aiuta moltissimo a com-patire il prossimo per riuscirlo a capire ed avvicinarsi al perdono

  23. Cara Marina,
    lo “sentivo” che nel fuoco porti Gioia. Quando ti “IMMAGINO”, mi ricordo di un passato senza figure. Tu sei li’…

  24. …del passato non so, ma del presente sì: “Sei qui per darmi conforto…”

  25. Sicuramente quando uno ha la fortuna di essere illuminato e quindi di capire, non può fare altrimenti;
    dopotutto il cuore delle legge recita: ama il prossimo tuo come te stesso. Dobbiamo pensare se, quando ancora non sapevamo, fosse capitato a noi di fare del male, come avremo desiderato che gli altri si fossero comportati con noi.:-)

  26. Bene, caro In incognito!

  27. Giusto, In incognito! Ma senza Tensione al Perdono, non accade nulla. (Almeno, cosi’ credo!)

  28. Caro Mr. Loto,
    sono sempre nella medesima riflessione. Il Per-dono e’ la chiave di volte del Vero Amore.
    A presto!

  29. Tensione al Perdono….cos’è?
    Sono una donna eh !!
    Baci

  30. Cara In incognito,
    non posso spiegare cosa sia la “Tensione al Perdono”.
    È impossibile.
    Si sente.

  31. Sì che puoi…..
    dai con parole tue Gabri 😦

    tipo, una spinta motivazionale interiore che ti spinge come il vento….che ti aiuta a compiere il passo del perdono?

  32. Caro Gabriele
    grazie per il suo ammonimento: credo di averne comprenso il senso e mi sto impegnando per seguire il suo dolce e affettuoso consiglio!
    La parola chiave è “Entra”, aveva proprio ragione!

    Cara Marina
    un grazie di cuore anche a te per il tuo sotegno e per il tuo appoggio e scusa se ti rispondo solo ora!
    Con tanto affetto tanti baci Bea

  33. Cara Bea… sembri a volte un arcobaleno.

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