“Caput Lucis”: la prima serata

Carissimi amici, ieri grande successo e partecipazione del pubblico alla prima delle sei serate del Talk Show in diretta che conduco all’interno di “Caput Lucis”, il Campionato Mondiale d’Arte Piromusicale che si svolge a Valmontone.

Insieme ai miei ospiti, tra i quali, oltre ai miei assistenti Simona Condorelli ed Egidio Senatore, il principe, architetto ed impresario teatrale Carlo Prinzhofer, lo scrittore Paolo Andreocci, il professore Andrea Damiani, il noto illusionista Tony Binarelli, il cabarettista Enzo Garramone, e soprattutto la partecipazione attiva, sentita ed emozionata del pubblico convenuto, sono state affrontate le notizie del giorno attraverso gli articoli delle maggiori testate nazionali, cercando di restituire uno spaccato dell’attualità muovendoci da temi come la discussa pillola abortiva, il rapporto tra TV e bambini, la sanità pubblica, la crisi economica e il disagio delle famiglie, la non nocività nell’utilizzo dello zucchero, e molte altre. Nella piazza raccolta tra le architetture fantasiose dell’Outlet e la valle che fa da cornice all’incanto dello spettacolo piromusicale, con gli intervalli musicali del bravo Francesco Scarcelli, e momenti ludici grazie all’intervento del Mago Heldin, insieme alle famiglie, a persone di tutte le età, ci siamo tutti ritrovati in un’atmosfera di grande cordialità, di riflessione sincera ed emozionati di riscoprire la gioia dello stare insieme dialogando, avvolti dalla sera estiva mentre ci si avvicinava al momento dell’alchimia di fuochi, colori e suoni.

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CAPUT LUCIS: dal 30 luglio al 4 agosto torna il grande spettacolo

Cari amici, a partire da questa sera, 30 luglio 2009, inizia la settima edizione di “Caput Lucis”, il Campionato Mondiale d’Arte Piromusicale: una grandiosa e consolidata manifestazione che mette in scena avvincenti coreografie di fuochi, progettate ed eseguite dai migliori maestri del mondo, la cui principale caratteristica è la perfetta sincronia tra l’esibizione pirotecnica e musica di accompagnamento. Quest’anno l’evento vedrà protagoniste cinque nazioni: l’Italia, vincitrice della scorsa edizione e campione in carica, la Croazia, l’Ucraina, la Spagna e l’Inghilterra. La manifestazione, organizzata dalla società Adverta, è ospitata negli spazi del Fashion District Outlet di Valmontone. Nel corso delle 6 giornate è previsto un nutrito programma: concerti, cabaret, intrattenimento culturale e ludico. All’interno di questo contesto curerò e condurrò, per il secondo anno consecutivo, un talk show in diretta, con la partecipazione di numerosi ospiti. Un dibattito che coinvolgerà attivamente tutti gli spettatori parlando di temi di attualità e cultura con un linguaggio accessibile a tutti, alternando gli scambi di idee a momenti d’intrattenimento, con l’accompagnamento musicale, gli interventi di comici e prestigiatori ospiti delle serate. Un’occasione per fermarsi a riflettere prima di lasciarsi incantare dalla notte di luce, suoni e colori di “Caput Lucis”.

Gli occhi dell’innamorato

Anche oggi, come post, dono a me e a voi un’altra riflessione di Valeria D.A.

Attraverso gli occhi dell’innamorato, colui che ha denudato la propria Anima per accogliere Amore in sè, anche un blocco di marmo vibra ed è capace di vita. Quelle mani soltanto – e non altre – sapranno plasmare quel blocco informe e ad esso “conferire” la giusta vibrazione: forma e proporzione che mettano in risalto le qualità del marmo, la sua Bellezza.
Credo che il David, ancor prima che dalle mani di Michelangelo, sia nato “nella” sua Anima. Che lo stupore del Mago sia stato prendere atto dell’unica verità percettibile attraverso l’Amore per l’Arte: Che quel blocco di marmo “aspettava” proprio lui!

Considerazioni…

L’articolo che oggi vi propongo è questa “considerazione” di Valeria D.A. (è fresca come una rugiada autunnale sul margine del bosco).

Considerazioni di una madre.

Si può amare l’attesa? Si impara ad attendere che un gioco diventi Amore. Ma se è Amore non ama attendere oltre. Spezza le catene invisibili e si libera…
“L’amore, sul nascere…”
“Amore, come sempre…” che ha bisogno di certezze e di fiducia per poter volare. Amore che non è amore se non vola e se non brilla è sasso da lanciare nel mare, dove si confonde in mezzo a tanti altri, lì, sul fondo… In attesa!
Amore che è o non è: testa o croce! Guerra o pace!
Amore che si innamora di sè e continua a credere che oltre la collina la guerra si stia ancora combattendo: Amore che non si da pace!
Amore che non sa di essere atteso e continua a parlare con i fantasmi e a pregare che il suo amore vada a prenderlo; Amore che spera che il gioco finisca per uscire allo scoperto e brillare.
Amore che non si arrende e vive del presente, ma che non sa più sperare che si possa ancora vivere in pace e crescere.
Amore, che bisognerebbe inventarlo se non ci fosse già, e Amore che quando c’è si è incapaci di toccarlo. Amore che potrebbe essere dipendenza e allora si sta a guardare da lontano. Amore che non sapeva di essere atteso e come una stella naturalmente ad un certo punto esplode. Oppure si fa brillare… come una bomba pericolosa. In fondo al mare…

Giovanni Gocci, “Incontro con la fiaba”

Copertina GocciCon questo particolare e significativo testo, il Professor Giovanni Gocci, Psicoterapeuta, Psicologo analitico, Direttore della Scuola di Psicoterapia psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana “H. Bernheim” di San Martino Buon Albergo (Verona), saggista e poeta, trova nella fiaba uno strumento capace di aiutare l’uomo contemporaneo, intriso di materialismo, scientismo, ipertrofia della razionalità, a riappropriarsi della dimensione interiore.
Il volume è un’originale raccolta di fiabe che, invece di essere tratte dal serbatoio della tradizione popolare, sono state immaginate, scritte e drammatizzate direttamente da persone durante le terapie di gruppo; la vera protagonista è, così, quella che Gocci definisce “la fiaba personale”. Raccontandosi e raccontando la fiaba personale si riattiva la capacità creativa dell’inconscio, permettendo l’affioramento di quelle immagini archetipiche, prima oscurate dalla razionalità e dal nostro Ego imperante, che consentono la comprensione della Psiche.
Come infatti sostiene l’autore: «Nella fiaba, come nel sogno, l’anima testimonia se stessa e gli archetipi si rivelano nella loro naturale combinazione, sotto la forma di Re, Regina, Vecchio, Saggio, Strega, Animale etc…». Per Gocci la fiaba “cura”, è uno strumento terapeutico in quanto permette di far ri-emergere le immagini dell’anima perduta. In questo senso, ogni fiaba testimonia una tappa di quello che Jung ha definito processo di individuazione: attraverso i racconti che curano ci si immerge in se stessi, si tende al Sé, alla totalità psichica. Si cura l’anima ed anche il mondo da essa abitato.

Seguendo il percorso tracciato dall’autore, che ha inoltre corredato il testo di schede per l’uso didattico e di un ricco materiale di approfondimento, si impara a interloquire con gli inferiores, i daimones, con la componente umbratile e quella numinosa.
«Raccontarsi la fiaba è fare attività educativa ed i suoi assiomi e risultati hanno importanza proprio per la guarigione dei mali della nostra epoca: si ridà dignità all’anima, si fa catarsi, si incontrano le parti oscure di noi, si costruisce il progetto futuro, si racconta la propria storia infinita.»

Giovanni Gocci, Incontro con la fiaba. Gli insegnamenti dei racconti che curano, Edizioni del Poggio, 2007.

 

Dello stesso autore: Comunicazione e cambiamento

Pensieri di luce II

Cari amici, un altro percorso di luce interiore…

Quando l’uomo riesce a
penetrare in se stesso,
allora tutto
si illumina e si svela.

Ostad Elahi, Pensieri di luce, trad. di Mario Luzi, Mondadori, 2000.

Nell’Interiorità di Anima — “Bellezza”

Queste sono le emozioni che devono sorgere al contatto di ciò che è il bello sensibile: lo stupore, la meraviglia gioiosa, il desiderio, l’amore, e lo spavento accompagnato da piacere. Ma è possibile provare queste emozioni – e l’anima infatti le prova – anche riguardo alle cose invisibili; ogni anima, per così dire, le prova, ma specialmente quella che ne è innamorata.

Plotino, Enneadi, I 6, 4, citato in Gabriele La Porta, Dizionario dell’Inconscio e della Magia, Sperling & Kupfer, 2008.