Nell’Interiorità di Anima — “Anime umide”…

Un passo ancora verso Anima… Porfirio è uno dei più illustri rappresentanti della scuola neoplatonica. Nella sua opera confluiscono i grandi temi della filosofia magico-occultistica di derivazione orientale. Esploriamone insieme alcune folgori da quel compendio di saggezza interiore che è “L’antro delle Ninfe”.

 

Anime umide

Con Ninfe Naiadi indichiamo in senso specifico le potenze che presiedono alle acque, ma i teologi designavano tutte le anime in generale che discendono nella generazione. Essi, infatti, ritenevano che tutte le anime si posassero sull’acqua che, come dice Numenio, è divinamente ispirata; egli afferma che proprio per questo motivo anche il profeta disse: «il soffio divino si muoveva nell’acqua». Per questo – dice – gli Egiziani collocano gli esseri divini non sulla terraferma, ma tutti su una barca, sia il Sole sia, in generale, tutti: bisogna sapere che questi sono le anime che, planando sull’acqua, discendono nella generazione. Di qui il detto di Eraclito:  «per le anime è piacere, non morte, divenire umide», cioè è un piacere cadere nella generazione, e altrove egli dice: «noi viviamo la morte di quelle, e quelle vivono la nostra morte». Perciò, per Numenio, il poeta chiama «umidi» coloro che sono nella generazione, avendo anime umide. Esse, infatti, amano il sangue e il seme umido, e le anime delle piante si nutrono di acqua.

(Porfirio, L’antro delle Ninfe, Gli Adelphi, 2006, pag. 51)

 

 Armonia e tensione di contrari

Poiché la natura ha origine dalla diversità, ovunque l’entrata a due porte ne è simbolo. Il cammino, infatti, può avvenire o attraverso l’intellegibile o attraverso il sensibile, e quello attraverso il sensibile o attraverso la sfera delle stelle fisse o attraverso i pianeti, e ancora, o attraverso un cammino immortale o mortale. C’è un centro sopra la terra e uno sotto terra, uno a oriente e uno a occidente, la sinistra e la destra, la notte e il giorno; e per questo è «armonia e tensione dei contrari» e scocca dardi dal suo arco per l’esistenza dei contrari. Platone parla di due imboccature: attraverso una si risale al cielo, dall’altra si scende sulla terra, e i teologi fecero del sole e della Luna le porte delle anime che risalgono per la porta del Sole e discendono per quella della Luna; e in Omero ci sono due orci:

dei doni che concede, l’uno dei cattivi, dei buoni l’altro.

(Porfirio, L’antro delle Ninfe, Gli Adelphi, 2006, pag. 77)

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20 Risposte

  1. La lettura di questi testi mi fa pensare al concetto di dualità o dualismo, ma in senso più ampio.
    Ogni cosa ha il suo contrario: ogni sentimento, ogni forma mentis, ogni parola, ogni singolo aggettivo e la lista, come sappiamo, è infinita, ma quello che mi prova più stupore è il dualismo della natura umana, della nostra psiche.
    Stevenson, in un’affermazione che quando la lessi mi colpì molto, asserì:

    “Ho chiamato una prima identità il me stesso e una seconda l’altro tizio. Era il me stesso che parlava e agiva; l’altro tizio pareva non avesse controllo sul corpo o sulla lingua; egli poteva agire solo attraverso il me stesso…incontrando resistenza in un caso e trionfando nell’altro”.

    Ad esempio ora mi viene in mente Pessoa che scriveva i suoi capolavori con svariati eteronimi.
    E quindi possibile che anche nel nostro Io, nella nostra anima, sia sempre presente tutto e il contrario di tutto e che noi stessi, in alcuni momenti, potremmo essere il contrario di quello che solitamente e abitualmente siamo? il contrario di quell’identità ben definita e delineata in cui ci riconosciamo ed in cui gli altri ci riconoscono?
    Un gelato fresco ai frutti per tutti, con affetto Bea!

  2. Professore mio,
    sto cominciando ad immaginarmi in una esistenza diversa… così, c’è qualcosa che non funziona. Devo prendere delle decisioni, operare dei cambiamenti, per forza. Anche se tutti questi studi ed approfondimenti ammoniscono su un destino, credo che il mio destino non possa compiersi accollandomi sulle spalle il Karma di atri… c’è qualcosa che non mi convince: insomma, amare non può in alcun modo essere abnegazione. Amare veramente è cosa ardua ma non può essere “annullarsi”… Questa educazione cattolica che ci hanno dato ha qualcosa di sinistro che non mi piace, colpevolizza! E quando noi ci sentiamo in colpa diventiamo cattivi, mentre il senso di responsabilità nobilita…ma la responsabilità noi l’abbiamo, innanzitutto, verso noi stessi.
    Devo prendere delle decisioni dolorose ma importanti.
    razie di essere qui ad ascoltarmi. Di più, qui, non posso dire, come può immaginare. Grazie delle cose bellissime che c’insegna.

  3. Dimenticavo,
    quello che vedo io tutti i giorni è troppo anche per me…e non è solo ad Arianna e Chiara che mi riferisco.

  4. Buon Giorno Carissimo Prof. Gabriele,
    una mia piccola spontanea personale interpretazione. Sia la discesa che l’ascesa rappresentano quell’armonico ciclico sentiero evolutivo degli dei che ridiscendono nella materia (fatta di 75% d’acqua Anime Umide) scordano quasi tutto e ricordando con l’arte del SENTIRE e del CAPIERE che passa per la MEMORIA COSMICA (coscienza collettiva) per innalzare quel pensiero indagatore che conduce a contemplare la propria divina celestiale origine che è discesa in manifestazione nell’aspetto DUALE di una realtà VIRTUALE dove tutto si muove fra necessari poli opposti, l’eterno maschile e l’eterno femminile il più ed il meno di quella naturale trainante necessaria BATTERIA universale. Dove se consapevoli come disse il grandioso G.Bruno cho io ho adattato al mio assai infranto cuore “ IN VIVA MORTE MORTA VITA VIVO”

    Mi scuso per questo pensiero assai spontaneo, inarticolato e se mi permetto di porle una solo domanda al suo prezioso illuminato cuore;.
    Prof. Gabriele lei crede nella REINGARNAZIONE? e nel caso ha RICORDI del suo passato?

    Grazie per la Sua Sempre Gentile Attenzione.
    Affettuosamente
    Raffaele

  5. “Strappo a morsi; con morsi nutro la mia Anima e placo la fame di Lei che condiziona nel Bene e nel Male la mia vita. Pace”. (Valeria D.A., da sempre)

    Anime Umide…

    “Celebro me stesso
    e ciò che vi dico vale per voi
    perchè ogni atomo mio è anche vostro”
    (Walt Whitman, in Pianeta, 1964)

    Armonia e Tensione dei contrari…

    “L’Amore è nello stesso tempo quanto vi è di più grande e di più piccolo, di più lontano e di più vicino, di più alto e di più basso; e non possiamo discutere di un suo aspetto senza parlare anche dell’altro.
    (Carl Gustav Jung, in Pianeta, 1964)

    “L’Amore porta ogni cosa.”
    (1 Cor. 13, 7)

    “L’Anima sta sempre sul confine tra il mondo ordinato in modo razionale e causale e l’altro mondo, quello trascendente, ultraterreno.”
    (Adolf Guggenbuhl-Craig, Il Bene del Male)

  6. Cara Bea,
    siamo vari. Ma non Tutto e l’opposto suo. Un IO e molte “entita’” interiori.

    Baci baci

  7. Cara Marina,
    annullarsi non e’ mai un annullarsi Totale. Tranne quando avremo la grazia di farlo nel Divino. Ma sai quanto “Sole” dovremmo rapprendere e sedimentare in noi?

  8. Cara Marina,
    quello che vedi tu, vedo anch’io. Per questo i Bimboli si cercano.
    Baci baci

  9. Caro Raffarle,
    ne’ l’uno ne’ l’altro. (Almeno nel senso corrente)… Ma… Ma… Ma………..

  10. Carissimo Prof. Gabriele
    Quel suo MA genera tanti dubbi al suo stesso prezioso illuminato cuore. Dubbi che per una legge d’attrazione, per loro natura creano tanti perché che a loro volta generano quella spontanea innata voglia di superarle, quella innata curiosità che conduce l’essere alla ricerca di tutte quelle risposte che le soddisfano.

    Senza nessuna imposizione, se possibile per una sua gentile concessione, sapere cosa ne pensa dal punto di vista tangibile (scientifico) sia sui casi validati attraverso l’NDE (esperienze di PREMORTE attraverso il coma indotto farmacologicamente) , sia sui casi validati attraverso l’IPNOSI REGRESSIVA, sia anche sugli esperimenti di SDOPPIAMENTO o di OBE .

    Con tanta stima e Ammirazione
    Affettuosamente
    Raffaele

  11. Animula vagula blandula
    Hospes comesque corporis
    Quae nunc abibis in loca
    Pallidula rigida nudula
    Nec ut soles dabis iocos

  12. Grazie Valeria di questi contributi!
    Baci baci

  13. Professore, sono le perle che lei semina in questo blog! Le ultime mi hanno fatto ricordare le altre. Sapevo, poi, dove trovarle. Grazie a lei!

  14. Caro Raffarle,
    entrare in Anima con testi scientifici mi sembra quantomeno riduttivo.
    A presto!

  15. Caro Rossano,
    a proposito della tua citazione leggi Susanna Mati, Ninfa in labirinto, ed. Moretti & Vitali.
    Baci

  16. Cara Valeria,
    ti mando mille baci!

  17. Assai Carissimo prof. Gabriele,
    la mia affermazione nata da tantissima ignoranza, ma anche da tantissima sete interiore si basa anche sul dire di tanti maestri. Nel mio piccolo capire penso che non è la scienza ad essere malvagia ma o riduttiva nell’indagine del mondo dell’anima anche se spesso viene manifestata in modo errato e deleterio con cui essa viene applicata. D’altronde in tanti hanno già parlato DEL MONDO DELL’ANIMA per es.la SCIENZA DELLO SPIRITO di Rudolf Steiner che era stato anche il Nolano . Questo significa che solo se in unità con la spiritualità, con il pensiero e con la mente indagatrice si può offrire alla scienza la giusta completezza. Unificazione che ci riporta anche al dire del grande Aristotele che affermava che la Scienza deve essere Teoretica: Metafisica, Matematica e Fisica. La prima tratta delle CAUSE PRIME che le altre rendono intelligibili (Matematica) e concrete e tangibili (Fisica)

    Penso che quando nel proprio cuore, nella propria mente si unificano religione pensiero filosofico, scienza classica e nuova scienza che si basa sulle teorie insiemistiche, sulle teorie olografiche delle Apparenze, sulle teorie della Psicobiofisica e della nuova Quantistica; si aprono nuovi portali che ci fanno capire anche se frammentariamente la Metafisica delle “Cause Prime.”

    Quelle verità che sono state espresse in forma simbolica, in forma esoterica ed exoterica in tanti testi antichi, in tante sacre scritture, sia occidentali che orientali che ci rapportano a quella analogia, a quella corrispondenza, a quella distanza dall’uomo a DIO che in verità è la stessa di quello che rapporta con il nostro Sé interiore. Sembrerà strano ma di sicuro, oggi la scienza e l’analisi comparata ci avvicina molto per comprendere la legge che regola e lega la legge di separazione / congiunzione (solve et coagula).

    Con tanta stima e ammirazione.
    Affettuosamente
    Raffaele

  18. Caro Raffaele,
    non discuto la giustezza del tuo contributo. Eppure sono troppo sospettoso nei confronti degli scientisti, a volte ottusamente brutali nel negare ogni possibilita’ di ricerca che non sia la loro. Il loro linguaggio e’ FUORVIANTE e freddo. Io pero’ sono troppo vecchio per non desiderare il calore radiante.

    Con affetto. A presto!

  19. Assai Carissimo Prof. Gabriele,
    capisco perfettamente il suo giusto pensiero, e solo chi nei perché della vita ha adagiato il proprio discriminante cuore e la propria silente mente con tanta scevra impersonale analisi interiore può capire certe cose della vita e del creato.

    Senza nessuna egoistica intenzione vorrei anche parlare al suo prezioso illuminato cuore anche della mia persona.

    Chiarisco che non sono un letterato, uno scrittore o un erudito intellettuale e senza nessuna pretesa di affermare che questo mio dire, queste mie inarticolate parole sono dette in una forma discorsiva, corretta e armonizzata del linguaggio.

    Nella mia natura, sono una persona assai semplice, di media cultura con umili ma dignitose ed orgogliose origini contadine. In questa mia vita sono essenzialmente un tecnico, un analista informatico, una persona normale come tanti, che ama la famiglia, i valori, la morale, che vive anche nel sociale, che ama la buona tavola, il buon vino, la musica, la danza e soprattutto che ama tanti assai cari amici e tutto ciò che si può definire il PROSSIMO.

    Una persona che anche se assai ignorante in molte cose, assai felice viveva nello specchio della mente e della cieca fede, finché un giorno, il destino, il fato mi ha trascinato in un vortice senza fine, senza tempo e senza scampo che mi ha condotto in quel sentiero oscuro e tortuoso della continua circolare e radiale ricerca dei perché senza fine. Sentiero che come per mano mi ha dispiegato, mi ha mostrato, mi ha portato, mi ha fatto capire, mi ha fatto intuire nel chiedermi tante domande per contemplare tanti quesiti, tanti perché che erano celati nel mio cuore e proprio nel mio stesso cuore hanno trovato risposta. In quel cuore che distrutto dal grande dolore voleva quasi spegnersi.

    Ma era scritto nel mio destino che un meraviglioso indefinibile angelo divino, un maestro di luce, colui che ci ha pregiato fino ai suoi fantastici gloriosi 20 anni, colui è stato in questa vita mio figlio ORAZIO con un semplice, spontaneo ma profondo sorriso, avrebbe riacceso quella fiammella, quel lume interiore, quel fuoco nell’anima e nel cuore.

    Quel cuore che a volte sa intuire e ogni tanto frammenti d’atavica memoria passata arrivano alla mente risvegliando la coscienza e in questa percezione interiore molte cose diventano più chiare, più intuibili, più percettibili, meno soprasensibili e quasi visibili; come confortanti e appaganti risposte che illuminano quel sentiero oscuro e meraviglioso che è la vita.

    Carissimo prof. Gabriele Le lascio solo immaginare quali e quanti ostacoli il mio assai infranto ignorante cuore abbia patito nell’affrontare tematiche di ben altra natura (religione/filosofia/arte e scienza superiore) da quelle che la mia vita da tecnico informatico, mi ha imposto per vivere e muovermi nel sociale, in un mondo fatto di soli numeri, di logica e di giuste regole comportamentali o per tradurre conoscenze e flussi procedurali in regole informatiche. Ma, di sicuro anche questo mi ha aiutato perché mi ha posto in un atteggiamento dell’osservare, della raccolta delle informazioni per poi analizzarli con molta logica riflessiva, intuitiva con quella giusta autoanalisi comparativa e soprattutto con una visione scevra e assai impersonale e assai introspettiva focalizzandola dentro il cuore per capirla con la vibrazione del cuore. (ogni sensazione è traccia di memoria)

    Solo il grande dolore poteva aprire certi portali spazio/temporali della memoria, e anche se in un frammento, è bastato a capire il mio passato, il mio presente e il mio destino. Quando la ricerca ti conduce come per mano (colui che è stato mio figlio ORAZIO spesso guida i mie passi verso certi livelli di comprensioni maggiori) a quella visione del tutto allora tutto ti è più chiaro in questo quadro esistenziale che da qui chiamiamo vita.

    Spesso nell’esteriore è facile parlare con giuste moralistiche parole di sentimenti, di amore e di tutto quello che benevolmente ci viene insegnato, difficile è esternare tutto quello che ci viene predicato, come difficile è anche entrare nell’intimo vero cuore dell’anima e capire la vera divina natura dell’essere che spesso per un compensevole divino volere ci rivela la sua vera essenza spirituale.

    Con Tanta Stima e Ammirazione
    Affettuosamente
    Raffaele

  20. Caro, caro, caro Raffaele
    ti ringrazio immensamente di questo scritto. E anche, soprattutto, per quello che fai intuire.
    A presto!

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