Sottovoce

Questa lirica di struggimenti e nostalgie di Alfonso Gatto, scritta nel 1949, la presenterò nella mia trasmissione “Inconscio e Magia – Psiche”, in onda questa notte intorno alle 2:15 circa su Rai 2. Sarei felice di condividere insieme a tutti voi le nostre/vostre emozioni perché sono convinto che la Poesia ci permetta di penetrare spazi interiori comuni in uno scambio continuo che rappresenta ilFare Anima”.

Una sera di nuvole, di freddo
e di luce che spiega ad altro il senso
della mia vita, questo vago accordo
di memorie in sordina, sottovoce
di me, di te, poveramente assorti.

Si resta a volte soli nella veglia
di un racconto sospeso, allora soli,
ignoti l’uno all’altro, ed ora uniti
dal ricordo che un nulla ci divise.

Il rammarico punge, se mi dici:
«bastava che quel giorno…», ti sorrido
con la mesta sfiducia di sapere
che mai giunsi per tempo, che geloso
di te, del tuo passato, almeno vedo
il tuo sguardo d’amore al primo incontro.

Ma forse è giusto credere che allora
tu m’avresti perduto:
come un ragazzo che si lascia indietro
nella paura d’essere felice.

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36 Risposte

  1. Questa lirica è una perla rara!
    La trovo stupenda.
    Credo che l’autore incentri tutto su un sentimento specifico: il rimpianto, il rimpianto per un amore perduto e soprattutto mai vissuto.
    Il rimpianto è ancora più forte perché il poeta ha la triste e amara consapevolezza che l’amore sfuggito e volutamente evitato era l’Amore quello unico, quello sapientemente descritto da Aristofane nel Simposio. Struggente è la consapevolezza che per vivere appieno quell’amore non vi erano ostacoli, non vi erano impedimenti “nulla ci divise”.
    Il rammarico maggiore con il tempo è divenuto per il poeta quasi un’ossessione: l’amore era di quelli corrisposti, ma egli ha avuto paura di viverlo, di esprimere all’amata il proprio sentimento perché aveva paura di tutti i variegati e contradditori sentimenti che ciò avrebbe portato.
    Probabilmente a frenarlo dal vivere quell’amore è stata la paura di soffrire, perché se l’amore è gioia, felicità, allegria è anche sofferenza, tormento e soprattutto l’imprevedibilità della sua eternità.
    Il poeta aveva per l’appunto “paura di essere felice” e di rischiare il suo presente ed il suo futuro in nome di un sentimento sublime come poteva essere l’Amore!
    Spesso mi è capitato di farmi questa domanda, e penso anche voi carissimi amici, ma come è possibile che tutti cerchiamo l’amore, quello vero, e alcune volte quando lo troviamo, quando abbiamo anche la fortuna che sia anche corrisposto, spesso la paura di soffrire e di rischiare ci fa scappare?
    Così facendo non vivremo mai una vita da protagonisti, ma solo un vita da comparse!!
    Inoltre penso che sfuggire ad un amore corrisposto lasci inevitabilmente dentro di noi un senso di inadeguatezza, di imperfezione e di inutilità, non facendoci colgliere appieno le gioie, le bellezze e le magie della nostra vita perchè sentiremo sempre di essere incompleti!
    Un grande grande bacio a tutti Bea!

  2. Inutile soffermarsi sulla bellezza di questi versi. La semplice lettura mi ha investito di malinconia. Non di tristezza, sia inteso. Di quella malinconia che porta (e proviene) ad altre vite, ad altre emozioni. Una moltitudine di passati, di amori antichi, film in bianco e nero. E poi, “una sera di nuvole, di freddo e di luce” non può che adombrarci di silenzio e dolcezza. Sembra quasi che il Poeta sia pallido ed intimidito di fronte al ricordo, all’accordo che si poteva suonare, ma troppo inespresso, sospeso, per essere reso in melodia.
    E poi si resta ignoti l’uno all’altro, per un amore negato (e non importa il motivo), ma uniti allo stesso tempo nel rimpianto che qualcosa di meraviglioso potesse nascere…Ma come abbiamo più volte letto e detto nel temenos, se ogni Amore vale la pena di essere vissuto, allora questo vale anche per un non-amore, un amore non corrisposto, od uno quasi rivelato in tutta la sua megica passione.
    E se poi ci si può consolare, non arrendevolmente consolare, che tanto ci si sarebbe persi di cuore (o di vista, ma di cuore è più bello) per la paura di essere troppo felici, allora vuol dire che si è ancora innamorati. E non importa di chi o del momento.
    Ciò che importa è che lo si riconosca sempre, almeno a se stessi.

    Non dobbiamo mai aver paura di gridare il nostro Amore, in attesa che si “annulli” il Nulla che ci divide, lasciandoci un sospirato bisogno di pioggia..

    Buona giornata a tutti
    Moreno

  3. Ah, scusate, dimenticavo.
    Mi viene in mente , e cito Fabrizio De André, “è stato meglio lasciarsi, che non esserci mai incontrati”…

    Moreno

  4. Struggente, malinconica, nostalgica ma tanto tanto musicale nell’anima. Nuvole freddo e luce, sembrerebbero in antitesi ma è tutto il senso della memoria della vita dei due amanti. Quanto rammarico c’è,,per quel ricordo vivo e per quel nulla che li divise.
    Nella veglia è come se lui ripercorresse un viaggio all’inverso tra notte e giorno tra passato e presente, come nell’attesa di una risposta..
    Vedo un senso di colpa prof..camuffato da un volersi redimere..pauroso di essere felice..o forse pentito di non esserlo stato…a causa sua ed è per questo che la vede con sguardo d’amore al primo incontro.
    Mesta sfiducia di non essere giunto in tempo, geloso..
    L’amore, quello vero, fa paura prof..
    baci

  5. Vado a puntare la sveglia per stanotte anche se so che non dormirò visto che mio figlio domani avrà la terza prova scritta della maturità..ho bisogno di rilassarmi l’anima..ho un’ansia indescrivibile.
    A stanotte prof..e sottovoce parleremo..faremo anima…

  6. Prof ..la sto guardando in TV e nel momento in cui mi domandavo del suo fazzoletto verde avvolto alla mano, lei ha risposto. Non è la prima sincronia che mi capita anche con lei..ora torno alla Tv a godermi le meravigliose liriche che ci offre…lieta notte

  7. non conoscevo questa poesia, veramente nostalgica e bella. complimenti per la scelta.
    http://riflessioniquotidiane.wordpress.com

  8. …Una sera di nuvole di freddo e di luce…
    Che avvolge tutti e per tutti è una sera di nuvole e di freddo, ma che per uno di loro significa “altro”. E’ “un nodo” insoluto che la memoria di…Unodiloro rievoca improvvisamente sottovoce-sottopelle-sottomentitespoglie e lo dirotta altrove, ripiegato su se stesso.
    In mezzo alla gente è solo con quel ricordo che lo divide da Lei e come un filo a Lei lo conduce e lo lascia indietro, mentre tutto scorre intorno: parole non dette…
    … Paura di essere felice? Parole non dette…
    Unodiloro è geloso del proprio passato, non del passato di lei!
    Sarebbe bastato che lui con Lei lo condividesse; che guardasse avanti! …
    Incapacità di “Fare Anima”? Lei guarda sempre “avanti”!

    Ci sono porte che rimangono socchiuse e che ci invitano ad entrare prima che si chiudano per sempre. Uno sguardo d’amore dovrebbe bastare, è un invito ad entrare…
    Accamparci dietro quella porta chiusa, o tentare a scardinarla con il “senno del poi”, con un atto di furbizia, è violenza inutile… Sarà impossibile recuperare, salvare quell’amore.
    Un invito a cercare altre “strade” sulle quali camminare insieme: è il “recupero” di quella memoria!
    E’ andare avanti: una vaga speranza, professore!

  9. …io mi sono svegliata alle 2,15…ma c’era “una” tutta scosciata che ballava fra tanti boys…e il televideo non diceva nulla di Anima e Psiche… Sigh. Snif.
    Pazienza.

  10. A volte si ha talmente paura dell’amore che si rinuncia anche ad essere felici perchè l’amore porta con sè il tormento ma, senza amore, non è vita, non è luce, non è sole.

  11. Carissimo Dott.La Porta,purtroppo ho perso la trasmissione,cosa della quale mi dolgo,ma almeno riesco a leggere il suo blog.
    Questa lirica è struggente e stupenda,Gatto è sicuramente uno dei poeti italiani che apprezzo.
    La poesia per me è un emanazione stessa dell’anima,è il suo galoppare a briglia sciolta lungo i percorsi della vita.E molto,molto altro ancora.
    La chiusa quì è meravigliosa,colpisce dritto al cuore.
    Un abbraccio,Godiva.

  12. Cara Bea,
    non corrispondere ad Amore e’ un’Abiura. (Una sorta di maledizione perenne)

  13. Caro Moreno,
    dai! Grida (e piangi).

  14. Caro Moreno,
    e’ davvero una Bella considerazione. Corrisponde a Pene d’Amor perdute… meglio soffrire che non aver mai amato.

  15. Cara Calliope,
    fa paura. Perche’ e’ come non creare temendo che la creatura creata possa toglierci qualcosa rispetto a quello che avevamo prima.

    Baci

  16. Cara Calliope,
    Anima si fa percependola.
    Esse in Anima
    (e in silenzio)

  17. Caro Falco,
    Notte di Favole sussurrate all’Ombra di Rosoni scardinanti.

    Con affetto. A presto!

  18. Cara/o Riflessioniquotidiane,
    grazie a te che dici grazie per una cosa piccola. Ma Nausica dice “anche una piccola cosa…”

  19. Cara Valeria,
    speranza e’ molto. Moltissimo.

    Baci baci

  20. Cara Marina,
    siamo andati in onda alle 2:55. Non a causa della mia rete. Mi spiace.

    Tenerezze

  21. Cara Antonella,
    esatto, per me.
    Baci baci baci

  22. Cara Godiva,
    quanti Abbracci sei disposta a dare?

  23. Carissimo Dott.La Porta dipende.:D
    Al mio amato infiniti.
    Ai miei amici tanti.
    A chi ha bisogno molti.
    A chi mi vuol bene altrettanto.
    A lei,uno per ogni emozione che mi regala^^
    Un bacio^_^

  24. Caro Gabriele..
    va bene, griderò, e piangerò, e forse griderò piangendo..
    Altrimenti come poter dire il proprio amore, se non con un grido sussurrato?

    p.s. Pene d’Amor perdute… il termine “perdute” indica chiaramente una malinconia, una nostalgia di tali pene..meraviglioso.
    E poi, la frase di De André..mi ha sempre commosso, forse perchè la mia Anima la intuiva prima di me..

    Un abbraccio al frappè d’uva
    Moreno

  25. Moreno carisssimo

    come condivido tutto quello che hai scritto! mi hai letto nell’anima! soprattutto sottoscrivo le tue saggie conclusioni: meglio vivere un amore anzichè negarlo a se stessi, reprimerlo!
    Cosa sarebbe la vita senza le emozioni uniche e sublimi che solo l’amore sa creare nel nostro cuore.
    Azzeccati e stupendi anche i versi di De AndRè!
    Bacietti fragolati Bea

  26. Due settimane fa, sulle sponde d’un lago incantato ho scritto questo, di notte…

    Vieni,
    Entra,
    Solo pochi gradini
    E poi vedrai, finalmente capirai.
    Ti prego, lasciati guidare
    Da quella stessa inquietudine
    Che la notte ti fa girare e rigirare
    Nel tuo letto spinoso;
    Da quell’urgenza indicibile
    Che ti coglie all’improvviso
    Come una fitta di dolore lacerante,
    Come un senso di mancanza che ti soffoca dentro.

    Vieni,
    Entra,
    Il cancello è socchiuso,
    Varca la soglia
    Per guardare al di là, al di quà.
    Ti prego, Lasciati andare
    A quel senso di sapere ciò che non sai di sapere,
    E non temere di disperderti,
    Non aver paura di scoprire,
    Non credere di non potere riconoscere
    Quel che non può cadere nell’oblio.

    Vieni da me,
    Entra nel giardino,
    Dove l’erba è stata cosparsa di petali di rose,
    Per te, per me;
    Dove i raggi del sole sono filtrati dalle fronde degli alberi,
    Solo per noi,
    Dove la luna e le stelle diradano la tenebra.
    Io sono già qui…
    Solo per te…
    consumata da un incontrollabile desiderio.

    (Marina 17 giugno 2009)

    Ciao Ciao…

  27. Cara Godiva,
    perche’ sei Godiva?

  28. Caro Moreno,
    e’ possibile che pre-sentisse.
    Un abbraccio ai gelsi maturi.

  29. Cara Marina,
    bimbolissima, issima, questi tuoi versi li leggerò nella trasmissione che registrerò il 16 luglio. (Ti “sento”)
    Baci baci

  30. Marina,
    Stupenda l’ Afrodite che è in te!

  31. Come ritiene opportuno Gabriele.
    Immagino che la trasmissione andrà in onda la domenica 19 luglio alle 6,15?
    Me lo faccia sapere…che se posso mi alzo.
    Un abbraccio.

  32. Cara Valeria,
    altrimenti non sarebbe Marina.
    Baci

  33. Cara Marina,
    proprio non so la data.
    Baci

  34. VALERA, grazie….

    PROFESSORE,
    non fa niente, mi va bene tutto, mi fido di Lei….ciecamente… l’unico!

  35. Cara Marina,
    non chiedo tanto. Ma vedi, tu hai il potere di farmi vibrare in una risonanza profonda!

  36. …lo sa perché Gabriele? Perché noi, in fondo, lo sappiamo chi ci vuole bene veramente…
    Ciao Ciao

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