Porto XXIII

Lo hanno definito «mago di Hollywood» e di certo non hanno torto. Ma forse su quel «mago» dovremmo riflettere un po‘, anche se il suo cognome ci ricorda la tragica fortezza in cui scrisse Silvio Pellico.

Nativo di Cincinnati, Ohio, classe 1947, Steven Spielberg è un mago moderno e barbuto che usa l’obiettivo per i suoi incantesimi e, parlando ai più piccoli, svela ai grandi verità altrimenti insopportabili.

Il mito non lo preoccupa, il sogno lo avvince suggerendogli un linguaggio praticabile sullo schermo e la storia che ha scelto di narrare nei suoi film è sempre la stessa: quella di una creatura inseguita in fuga nel tempo. Una creatura che non vuole crescere perché teme di perdere il bambino che ha in sé. Un po’ come Il piccolo principe regalatoci da un altro «mago» di questo secolo, Antoine de Saint-Exupéry.

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Legàmi. (Senza spazio e con molto tempo)

Scrive Beatrice in risposta al post di Massimiliano:

“Ciao Massimiliano,

molto particolare la storia del libro che ha legato inconsapevolmente te e la tua amica. Il destino gioca degli “strani” scherzi. Ancora più affascinante il fatto che, guarda guarda, il libro che vi lega all’incontro abbia in qualche modo a che fare con l’argomento “coincidenze”. Il vostro incontro probabilmente è stato voluto dal “fato”, magari ha voluto farvi ritrovare affinché con il vostro affetto vi poteste reciprocamente sostenere nel superare i momenti critici cui accennavi.
Sei fortunato a avere un’amica che ti comprenda nell’anima e con cui condividere la vita. In questo nostro mondo fatto di tanti singoli atomi in cui ognuno viaggia su un proprio binario pensando solo a se stesso ed alla realizzazione delle proprie egoistiche ambizioni personali e rimane freddamente incurante di quello che accade nella locomotiva che viaggia parallelamente, trovare un vero Amico significa a mio avviso trovare una merce molto molto rara e di impareggiabile valore!
È anche bello sapere che esistono dei legami affettivi così profondi e così veri che non conoscono le barriere temporali: il fatto che tu e la tua amica vi siete ritrovati dopo del tempo e l’affetto era rimasto immutato, è davvero una cosa straordinaria.
Dall’esterno vedo come un segnale, perdona l’azzardo, sembra come se il destino vi abbia offerto una nuova opportunità di riprendere la vostra amicizia dal punto in cui, tempo prima, l’avevate lasciata per viverla pienamente nel presente e nel futuro.
Nella tua storia rivedo alcuni riflessi della mia, quella sopra raccontata. Forse sia io che te avevamo bisogno di ritrovare queste persone per sollevarci dal dolore e nello stesso tempo riportare nel nostro cammino un’amicizia importante, profonda e vera accidentalmente smarrita o dimenticata.
Baci baci”.

Vincenzo, mio amico e mio Maestro, è stata una persona che avevo perso.

Lo giudicavo troppo ossessivo. Poi l’ho incontrato per caso a Villa Borghese, a Roma. Io correvo. Lui mi aveva insegnato a correre. Ci siamo salutati. Lui si è commosso. Non ci eravamo mai allontanati