L’immaginazione ermetica I

Carissimi amici, affronteremo in una serie di articoli successivi il tema dell’immaginario, così come fu inteso durante l’Umanesimo e il Rinascimento, e in particolar modo da quel vulcano di idee, di iniziative, di colpi di scena quasi teatrali, che fu Giordano Bruno.

 

Il lettore dovrà però compiere uno sforzo di fantasia, almeno inizialmente, per immedesimarsi nel panorama italiano ed europeo della prima metà del secolo quindicesimo. Questa fatica è indispensabile per meglio comprendere quanto accadde quasi improvvisamente in Occidente: una frattura con i secoli precedenti netta e decisa, non tanto da un punto di vista culturale, quanto psicologico, sia a livello individuale sia collettivo.

Con gli occhi dell’immaginazione osserviamo una città dell’epoca, già ricca e fiorente, come era Lucca, per esempio. Diamo anche una precisa collocazione temporale: l’anno 1396. Malgrado le lotte tra il popolo e i nobili siano terminate, troviamo ancora nelle strade lunghe catene, che servono di sbarramento tra quartiere e quartiere, per impedire l’accesso di uomini a cavallo (Lauro Martines, Potere e fantasia: le città stato nel Rinascimento, Laterza, 1981, pag. 89 e segg.); agli angoli delle case esistono torrette con feritoie, mentre ogni centoventi passi ci sono piccoli anfratti per i “penitenti”, ovvero per coloro che, colti da improvvisi sensi di colpa, volessero gettarsi in ginocchio e chiedere perdono a Dio dei propri misfatti. Le corporazioni delle arti e dei mestieri sono chiuse in se stesse, tese a non ingrandirsi troppo, a non concedere privilegi a estranei, a erodere il potere alle congreghe rivali. Vi sono fiammate di fanatismo religioso; proprio in questo anno una donna è accusata di stregoneria perché allevava sette gatti neri (Mauro Donnabella, “Fobia felina e potere negromantico nel XIV sec.”, Rivista di studi filosofici, pag. 45 e segg.).

Quando si discute di filosofia, tra gli intellettuali, i docenti, i clericali, si sta bene attenti ad affermare contenuti sempre approvabili dagli studiosi di san Tommaso, punto di riferimento finale per qualsiasi argomento. L’odio per le città vicine, poi, è all’ordine del giorno, e si preferirebbe mille volte agevolare una provincia lontana anziché una prossima. Ovviamente non tutti gli uomini si assoggettano a un clima simile, perché molti intellettuali sono più aperti, lungimiranti, indulgenti, liberali, tesi alla conoscenza e alla ricerca. Ma sono pochi, una élite di persone colte e disposte al dialogo. Poi ecco che in pochi anni il panorama muta completamente, si abbattono le divisioni, le barriere, le intolleranze. È come se un vento diverso spirasse ovunque, cambiando le menti e gli atteggiamenti. Certamente gli economisti rigorosi, i filologi, gli accademici puri ci potrebbero insegnare come questa trasformazione sia stata graduale, conquistata anno dopo anno, grazie soprattutto alle mutate condizioni economiche, ai commerci sempre più estesi, che mettevano le genti a contatto l’una con l’altra, facendo cadere prevenzioni e fobie. Hanno ragione, ma quando si paragonano gli scritti, gli studi, le leggi, gli insegnamenti della fine del 1300 con quelli del 1450, si trova una così radicale differenza, le cui ragioni non sembrano esaurirsi nella spiegazione economica, sociale, ambientale, politica.

Vogliamo dire che è successo qualcosa “in più” rispetto alle giustificazioni portate dai docenti universitari.

Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscere e di essere amico, come discepolo e ammiratore, del filosofo Giorgio Colli.

Un giorno, mentre passeggiavo con lui davanti alla sua casa vicino a Firenze, il discorso verteva sull’esplosione dell’Umanesimo in Italia e sulle conseguenze di questa “deflagrazione”, così come la chiamava lo stesso Colli. Ebbene il filosofo, con quella capacità che gli era propria di sintetizzare grandi temi, mi disse testualmente: «Il ritrovamento e la traduzione dei filosofi greci e soprattutto di Platone operarono un miracolo intellettuale, modificando le anime di tutti» (conversazione registrata e trasmessa dal DSE della RAI, sul secondo programma radiofonico, nell’ottobre 1978).

In effetti è tutto qui, la spiegazione “in più” è solo questa: si diffonde un pensiero greco civilissimo, portato alla ragione, alla comprensione dell’anima umana con tutti i suoi problemi, capace di investigare ogni cosa senza preclusioni, universale. Certamente altre epoche storiche hanno visto la diffusione di testi rivoluzionari, in senso culturale, rispetto al momento, senza che questi però incidessero radicalmente sulle menti e sui costumi. Perché dunque il pensiero ritrovato di Platone crea i presupposti dell’Umanesimo e del Rinascimento? Forse una spiegazione esclusivamente razionale non è possibile, anche perché nel quadro che abbiamo sommariamente tratteggiato occorre inserire un altro elemento, dai contorni sfumati, impalpabili, ambigui, imponderabili.

Ecco, occorre un altro sforzo di fantasia. Immaginarsi studiosi e filosofi eccezionali, come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Nicola Cusano, Poliziano, e statisti illuminati come Lorenzo il Magnifico, architetti sublimi come Leon Battista Alberti, scienziati come Galileo Galilei, meditare sulla portata storica dei loro scritti, delle loro ricerche e delle loro opere e poi riflettere su un dato incontestabile: tutti costoro credevano nella magia. Non che fossero superstiziosi, anzi. Ma la consideravano una scienza, una disciplina, una forma di conoscenza. A noi uomini contemporanei la parola “magia” fa sorridere, anche perché ci evoca le facce comprese, seriose, risibili dei vari taumaturghi nostrani, così come ci appaiono dagli spazi pubblicitari che costoro comprano su riviste, quotidiani e organi di stampa vari. E una galleria sconcertante di superstizione e imbecillità prezzolata. Il mago di Pozzuoli, di Napoli, di Roma, di Vercelli, e così via, promettono guarigioni miracolose, filtri d’amore, amuleti provvidenziali, cure anti malocchio, armi contro le fatture, la iella, le malattie in genere, dalla scarlattina al giradito. Mentre si apprendono le loro “specialità” si rimane soprattutto colpiti dai volti di questi “maghi” contemporanei, serissimi e compresi nella propria buffonesca parte, peraltro molto redditizia.

Possibile dunque che i filosofi, gli artisti, che tante volte abbiamo studiato e apprezzato, credessero a simili fandonie?

Per cogliere questo apparente paradosso, che poi serve anche per illuminare il quadro complessivo dell’epoca in tutto il suo splendore, occorre fare un’opera di pulizia mentale. Ovvero cancellare tutto quello che sappiamo oggi della magia e dei suoi odierni rappresentanti. Insomma la magia è tutt’altra cosa rispetto a quella che comunemente si crede essere: è una forma di filosofia e di conoscenza, collegata alla diffusione del platonismo a Firenze e in Italia durante il quindicesimo secolo.

«Ogni uomo tende, che lo sappia o meno, a diventare uno sciamano o a venerare chi lo sia diventato» (Elémire Zolla, I letterati e lo sciamano, Bompiani, 1978, pag. X). Così Zolla ha sintetizzato un sentimento primitivo, che accomuna l’umanità in una sorta di fascinazione nei confronti del misterico. Nel nostro paese tale emozione è stata espressa soprattutto durante I’Umanesimo e, come abbiamo già affermato, è impossibile capirne le cause se non si collega il “fenomeno magia” al pensiero di Platone e alla diffusione straordinaria di uno dei suoi dialoghi, il celebre Simposio.

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40 Risposte

  1. Sono contenta prof…il simposio lo conosco!!
    Comunque..vado a ritroso che qui come ha detto ei ci vuole parecchia fantasia ed immaginazione.
    Se Simposio vuol dire “bere insieme” caro prof..quello che la mia anima immagina e spera è che da questo dialogo tra bevitori, ci siano dei messaggi che vanno al di là del semplice “parlare edialogare”
    E’ un pò come succede qui da lei..simposiamo alla grande, ci ubriachiamo e ci inebriamo al gusto del nettare degli dei..l’anima che interagisce.
    Cercare la nostra metà, ma in un’ottica ancor più di amore, quello universale, che possa completarci.
    E che cos’è questo se non magia?
    Simboli, immagini, numeri ..è tutta magica filosofia che ci arricchisce dentro.,,ma solo se si hanno “occhi” per “vedere” ed “orecchie” per “sentire”.

    E la mente va..e l’anima galoppa..mi trovo su Pegaso..prof
    chissà se mai incontrerò Ficino o Platone DAL VIVO.
    Bacio

  2. A proposito di magia prof..
    stamani al telefono ho dialogato magicamente con un’Anima Bella…che spiegarglielo è cosa difficile.
    Un vero simposio tra anime.
    Sincronicità, simboli, sogni, risate, materializzarsi di idee, espansione dell’universo, severità, religione, magia, Ficino, Jung, visioni,amore platonico, passioni, parenti, quadri astrali…sono solo alcuni degli argomenti toccati caro prof..
    ho avuto la sensazione di trovarmi in alto mare e di navigare nell’immenso., dove l’ascoltare ed il parlare erano in perfetta simbiosi..e gli argomenti si susseguivano in perfetta delizia.
    Bellissimo..prof, una sferzata di energia cosmica!

    Indovini un pò con chi ho dialogato?

  3. Caro Gabriele, è più di un decennio che assisto ,e subisco , dalla maggioranza delle persone che mi relaziono quotidianamente,sia nel mondo del lavoro che nella vita sociale,L’arroganza del potere ,del sapere che tante volte assumo anch’io gli stessi attegiamenti.
    Mi è capitato di recente,prendermi del folle da un teologo ,quando stavo consigliando ad una ragazza che studia psicologia,il testo di M. S. Dante e i Catari, sono stato accusato di professare l’amore folle,quando facevo notare che il mondo è cosi strano,mentre Dante scriveva la divina COMMEDIA, IN UN ALTRA PARTE DEL MONDO ,C’ ERA UNA RELEGIONE INDU’, CHE DIMOSTRAVA I TRE LIVELLI
    TAMAS ,RAYS E SAVATTA IL PERCORSO VERSO L’AMORE DI VENERE, DOVE CI SI SPOGLA DI TUTTI I PECCATI PERMEZZO DEL PERDONO,NON QUELLO CHE PER PRATICITA’ APPLICHIAMO PER CONVENIEZA,MA PERDONARSI A SE STESSI DI TUTTI I PECCATI
    INSOMMA ,GABRIELE, DA QUANDO L’UOMO HA MESSO STI PIEDI SULLA TERRA HA SEMPRE CERCATO DI OPPRIMERE IL PROSSIMO, AMMAZANDO ANCHE GLI UCCELLINI CHE CI REGALANO,LA VOCE DEGLI DEII, E CI FANNO SENTIRE LA NATURA.
    NON C’E’ BASTATO L’INSEGNAMENTO,DI GESU CRISTO, CHE PER ME RIMANE IL PIU’ GRANDE RIVLOUZIONARIO E L’UNICO. CHE HA PREDICATO AMORE E CI HA RICORDATO I NOSTRI LIMITI E DIFETTI,
    COSA CI HANNO INSEGNATO? AD ESSERE I PRIMI,IL POTERE E ESSERE CECHI AI DISASTRI CHE COMPIAMO
    TUTTI I GIORNI,CARO GABRIELE, PER MOTIVI DI SOPPRAVIVENZA,DEVO ASSISTERE E SUBBIRE I GUAI CHE LA RAZIONALITA’ COMPIE, DOVE SI TENDE ALL’EGOISMO ATROCE
    NELLA CITTA’ IN CUI VIVO MOLTI PERSONAGGI DI CULTURA,TRA CUI VIVE UN NOTO DIRETTORE DI GIORNALE NAZIONALE, TENDONO AD OFFENDERE CHI NON HA CONOSCENZA A FARE DELLA LORO SOFIA UN POTERE ,USO ED ABUSO
    MI CREDA CHE E’ DA PARECCHI GIORNI CHE MI SENTO AVVILITO, COSA E QUALE MESSAGGIO NOI DI ANIMA POSSIAMO “DONARE” A QUESTA SOCIETA’ CECA?
    GRAZIE DELLO SFOGO

    IL VIANDANTE

  4. E’ bella l’immagine che viene data dal suo scritto.
    Qual’e’ il legame tra Platone e la magia ? quello tra Kabbalah
    e magia mi sembra piu’ diretto (almeno a me nella mia ignoranza).
    Pico era un esperto di Kabbalah.
    A proposito mi sembra di ricordare una frase letta da qualche parte che : I latini bevevano alla foce dei fiumi, i greci alla fonte
    e gli ebrei nei pozzi (riferito alla sapienza).
    Cosa ne pensa ?

    Saluti
    Vincenzo

  5. Professore,
    volevo chiederLe una cosa:
    E’ possibile, secondo Lei, che una persona semplice, la quale sia nata con un’idea di Dio in sé; una persona che sia stata sempre affascinata dalla magia; una persona che, pur non avendo avuto la possibilità di studiare, abbia sempre amato i libri al punto che questi si siano infine rivelati le risposte o le conferme ai suoi pensieri; una persona la quale abbia sempre avuto un’apertura verso il prossimo e la vita in genere: una persona la quale provi improvvisamente una passione che le faccia venire il desiderio irrefrenabile di scrivere … ebbene, è possibile che questa persona, ad un certo punto, si ritrovi mentre scrive, cercando di esprimere in modo il più autentico possibile ciò che sente e riesce a “vedere” dentro di sé, non a formulare un pensiero bensì ad avere la sensazione netta di avere afferrato un’idea, un’idea sfuggente, che proprio per questo deve scrivere immediatamente, che altrimenti scappa via e non torna più, scopra, poi, per caso che quella folle idea altro non è che un concetto cardine espresso nella Repubblica di Platone, un concetto che è l’Inizio della Filosofia che cambierà poi, come insegna Colli, le anime del mondo…?
    E possibile?
    Forse una di quelle anime è contenuta in questa persona di cui parliamo che niente poco di meno si ritrova come maestro Platone, in barba a sua madre che, ab illo tempore, le aveva detto:
    “Guarda che io l’Università non te la pago: se vuoi andare all’Università devi andare a lavorare per pagartela…” …e quella persona ci ha provato ma era troppo fragile…così ha dovuto scegliere tra la morte e la vita ed avendo scelto la vita ha dovuto fare un lavoro su sé stessa…
    … la stessa madre che per il figlio maschio, mangerà pasta e uova pranzo e cena fino a farsi venire un’epatopatia cronica, pur di mandarlo alla facoltà di Filosofia?
    Ma questo “figlio unico privileggiato” lo avrà mai avuto un professore del genere?
    E no, perché sarà un caso, o una giustizia divina ma a questa persona, tutti i Filosofi e i professori finiscono per istruirla comunque!
    Chi fermerà il demone che ci siamo scelti?

    Sono triste: oggi mi è accaduta una cosa che spero sia l’apice del mio dolore di madre…che, altrimenti, di più non so ce la faccio a sopportare il dolore vivendo nella goia. Spero d’imparare presto la lezione, così qualcuno lassù o laggiù o qua dentro forse sarà clemente con noi.
    Buonanotte.

  6. Ciao Gabriele, io in passato ho notato che varie case editrici quando pubblicavano libri sulle opere di autori del rinascimento, tagliano molti pezzi, che da parte loro e per dare modo ai lettori di leggere in modo più semplice. Poiché gli autori del rinascimento avendo un intelligenza non comune, conoscevano molti settori e i loro studi e opere comportavano varie tematiche e approfondimenti. in questo modo non si crea più difficoltà al lettore di far conoscere il pensiero profondo dell’autore?

  7. Rosario, quello che tu chiami “SFOGO” è una vista attenta su di noi. Coacervo di egoismi multipli. Ma…poi, come vedi, nasce un luogo come questo. Dove si può fare “resistenza”. A noi stessi. Poi chissà? Anche verso altri tracotanti.

  8. Caro Vincenzo, tra Platone e la magia non sembra esseerci “MAGIA”. Ma poi il Fedone ecco che apre uno spiraglio. Quindi Socrate che dichiara di essere NINFOLEPTOS, rapito dalle Ninfe, non è un incantamento? Ma è vero, la Magia è soprattutto in Porfirio (l’antro delle Ninfe). Per la Sapienza credo sia meglio bere nei pozzi di se stessi. Nel buio, per capire il Buio. Ma anche dissetarsi alla fonte…(i Romani per me erano troppo pragmatici).

  9. Cara Bambina, ti rispondo come al solito tardi, ma spero di arrivarti comunque. per te vorrei una notte piena di affetto. una notte colma di luna. una notte leggiadra solo perchè ci sei tu a sognare (Mi addolora il tuo dolore. Ma so che cosa sia soffrire. Credimi)

  10. Assolutamente sì, MAry. Soprattutto troppo spesso si esclude – dai Rinascimentali – quello che non coincide con il razionalismo.

  11. …sì, lo so che Lei lo sa cosa voglia dire soffrire…me ne sono accorta sabato mattina guardandoLa in televisione: il Suo sguardo…Lei ha fissato la telecamera e per un attimo non ho visto i suoi occhi: c’era “qualcuno che mi guardava da dentro! da dietro quegli occhi…ed io l’ho visto…e quel che ho visto non era l’Eden.
    Marina

  12. Cara calliope, quando li studi è già un incontro “vivo”. Bere ritualmente, Bere gioiosamente è cpstruire ERos (infatti fa l’amore da ebbro nel giardino di AFRODITE)

  13. Rammenta Calliope, che MAGIA e SCIENTIA Scientorum. La scienza delle scienze. Il resto è tecnologia. (ti deluderò, ma non lo so. A meno che non sia una tra Antonietta, Marina, Angela, oppure Moreno, ROsario, Massi…)

  14. caro direttore
    ho appena finito di ri-leggere “Pianeti ” ,F

  15. mI SCUSI HO FATTO UN ERRORE INFORMATICO , VOLEVOP DIRE CHE fICINO è STATO UN GRANDE E HA PREVISTO,ANZI AVEVA CAPITO BENISSIMO ,LE MALATTIE DEL NOSTRO CORPO ,COME LA COLITE CHE L’HA DESCRITTA BENISSIMO E IO SOFFRO DI QUESTO DA ANNI.
    PER NON PARLARE DELL’ AROMA DEL VINO,NON SOPRRIDA,MA FUNZIONA, NEI GIORNI DI RIPOSO HO BEVUTO UN MEZZO BICCHIERE DI “MODESCUDARO” ,e il mio abbinamento a questo testo ,che è favoloso, nei momenti di pausa tra una lettura e un’altra , due volte al giorno sorseggiavo un pò e stavo all’aria aperta ,ripredevo la lettura con tanta energia.
    ELOGIO A FICINO
    ..è IMPERATIVO NEL FAGOTTELLO .”PIANETI INTERIORI” ..”PLOTINIO” “LA LUCE OLTRE LA PORTA” “HILLMANN”
    …..E DUE BOTTIGLIE DI “MONTESCUDARO”
    IL VIANDANTE

  16. Ho dialogato con Marina caro Gabriele.

  17. ROSARIO: l’intestino è il secondo cervello!
    (senti che discorsi…)
    Poi volevo dirti che mi sa che la tua parte dionisiaca va tenuta a freno più che incoraggiata: DUE BOTTIGLIE!
    Spero che almeno UNA sia per il Prof!
    Ciao
    LUGANO D.O.C…..

  18. L’altro giorno ho visto un’ombra. Non era un’illusione. E’ stato un attimo. No. l’Eden non credo esista. Credo dobbiamo andare insieme al confronto. Con la Fronte . E il cuore.

  19. Hai visto, rosario?

  20. Non è una grande cosa, però, io ci sono sempre, mi piace esserci, per Lei in special modo: sono vestita di bianco e quel che vedo davanti a me non è un’ombra…vedo una cosa bellissima: ssshhh! Non diciamolo a nessuno però, che poi le cose belle non si avverano, gli dei sono invidiosi e “Il mondo intero è pieno di dei” …non rompiamo l’incantesimo.
    Quando vuole un’amica della fronte e del cuore:
    marinamorelli@aliceposta.it

  21. Rosario, fai un regalo a tutti noi. Dacci un vino per il pranzo; uno per il pomeriggio; uno per l’aperitivo; uno per la cena. Esoprattutto UNO per studiare e meditare.

  22. Bene per te. bene per lei. Bene per voi. Bene per chi vi vuole Bene.

  23. ovvero la notte esiste quando c’è una persona che sogna. (che sogna da vero)

  24. CAra Marina, lo sai che per molti medici olistici l’intestino è il secondo cervello? Ma, bada bene, intestino e cervello NON SONO ANIMA (PSICHE). sono soltanto dei trasmettitori. AFFETTUOSITA’ ciliegiotta.

  25. caro gabriele
    stamane uscendo di casa ,ho trovavto scritto sulla cassetta della posta
    “VIANDANTE
    …………CHE AMORE DIVINO..”
    Mi sono chiesto ,al quale “DIVINO” si riferisce l’autore.
    Se si riferisce al divino interiore ,sono ultrastrafefelice,ma se si riferisce a quello che penso è una dura sconfitta,,,Direttore, oggi la stragrande maggioranza è prigioniera delle mode ,e questo è molto triste.
    Per i vini le manderò per posta la lista per gli abbinamenti
    il viandante

  26. LA moda in sè non è negativa, Rosrio. Viene da COSMEO, ovvero COSMO. E’ l’usoche,ora, ci lascia annichiliti. Per i vini, mi permetto di suggerirti di donare a tutti la tua sapienza.

  27. caro direttore
    come è bello quando si dona senza conoscersi e senza scopi di lucro è stupendo ,perchè ci si toglie da dosso tutto l’ego che la ratio ci oscura la nostra ANIMA
    SE le mando un menù di vini con dei testi abbinati ,mi dedicherebbe la sua attenzione ,e la sua valutazione,tanto siamo tutti degli apprendisti ,ma la sua giuda è per noi un faro
    .Cosi potremmo brindare con più tranquillità
    e non se si consenta potrei fare degli abbinamenti anche per gli amici del blog?
    MASSI.,MORENO, BEATRICE,ENZA, e la radiosa MARINA MORELLI!!!!!!!!!!!!!
    DONARE E AMARE?
    IL VIANDANTE

  28. Rosario, Donare è Amare. Tutti e due, Dono e Amore, hanno a che vedere con il Vino.

  29. ROSARIO
    è bello conoscerti , brindiamo all’amore !
    un abbraccio a te e a tutti , proprio tutti i girovaghi di anima
    massi

  30. Rosario
    mi associo alla RADIOSA per marina …
    un grande abbraccio circolare per tutti gli amici , fedeli d’amore
    massi

  31. Ciao Rosario

    è bello che tu sia uno di noi! Ho letto alcuni dei tuoi interventi e con me sfondi una porta aperta. Condivido in pieno tutto quello che dici. Condivido in special modo che il donare amore in maniera spontanea, disinteressata e gratuita, senza che di fondo vi siano secondi fini, scopi egoistici ecc. è una vera e propria magia della vita. Questo blog è una MAGIA D’AMORE! Del resto offrire amore dovrebbe essere proprio questo e, non come accade spesso, soltanto il bisogno di colmare vuoti o solitudine.
    L’amore quello sincero, profondo, vero e disinteressato è tutto, è il dono supremo che si possa ricevere e per il quale vale la pena di vivere; l’amore vale più ogni altra ricchezza, onori o gratificazione che l’uomo possa avere in una vita!
    Offriamo Amore a tutti! Mi associo a Massi e dico Brindiamo all’amore, al caro Gabriele e a tutti noi di interagianime!
    Gabriele è la nostra guida, il nostro faro e la nostra ispirazione!
    Tanto amore per te e per tutti Bea

  32. Massimiliano, (girovaghi di anima. Come Odisseo)

  33. BEATRICE
    cara mi associo alle tue parole su Rosario , e su tutto quanto .
    BEA sei contagiosa , come Gabriele tutti voi !
    CONTAGIO DI BENE !

    tanti bacetti

  34. GABRIELE

    odisseo , si grazie !

    con affetto per il seminatore di semi di bene , sulla strada dei girovaghi in cerca di bene

  35. bacetti a tutti, B. V. M. M. M. M. R. C. C. P. ……continua

  36. grazie dei tanti bacetti ….in compagnia di tutti gli amici sono ancora più dolci carissimio Gabriele .
    seminatore di baci e tenerezza !
    massi

  37. Per quanto riguarda il diffondersi della “modalità ermetica” nel momento che segna l’inizio del Rinascimento italiano può essere interessante soffermarsi su una particolare condizione astrale del tempo.

    Congiunzione di Plutone e Nettuno in gemelli, entrambi pianeti di trasformazione, cambiamento, metamorfosi, spirito creativo e forze sotterranee, entrambi presenti in un segno patrocinato da Mercurio. Il misticismo di Nettuno fece sorgere confraternite di tipo gemellare, volte alle circolazione libera delle idee…. in un modo sotterraneo come Plutone richiede.
    e Mercurio-Hermes la fece da padrone come archetipo dominante del periodo.
    Il passaggio dall’ignoranza dei modelli medievali alla raffinata cultura rinascimentale fu probabilmente assai influenzato da questo aspetto astrale che si tradusse nel diffondersi tra alcuni menti illuminate dell’ermetismo neoalessendrino che come sappiamo ebbe ripercussioni su tutto il successivo pensiero occidentale.

    Ed è interessante notare che la volta successiva in cui si è verificato questo aspetto planetario è stato 500 anni dopo. tra la fine dell’800 ed i primi anni del Novecento. ed infatti in quel periodo si è potuto nuovamente assistere ad una rifioritura del pensiero ermetico-magico su diversi livelli (ad un livello più ampio di interesse per il pensiero esoterico in generale, tendenza al sincretismo dentro -con il concetto di Tradizione- e fuori dai canali esoterici, riscoperta della gnosi con fioritura di Chiese gnostiche, alla riscoperta dell’ermetismo in senso lato e in senso stretto, a studi filologici vari sul Corpus Hermeticum, addirittura riemersione dell’alchimia sotto le vesti dell’iperchimica di fine ottocento)

    Nella mia tesi di laurea ho curato una piccola appendice (a costo di apparire matta, ma il mio relatore ha “chiuso un occhio”, anche se tuttora mi sa che mi considera un po’ fuori di testa ^_^) proprio sulle corrispondenze astrologiche dei due periodi.
    ovviamente non può essere casuale.
    il cielo era simile e “come in alto così in basso”.

    che bello tutto questo.

  38. E’ molto affascinante quello che scrivi sui cieli astrali, Sara. ma non direi “ignoranza dei modelli medievali”. E’ nel medio evo che germoglia quella cultura raffinatissima che fiorì con il Rinascimento.

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