Il Nostro Manifesto.

Invito caramente tutti i Viaggiatori a leggere e meditare questo scritto di Marina.

E’ un Manifesto.

E’ il nostro MANIFESTO.

“Vorrei aggiungere, rivolgendomi a tutti coloro che hanno risposto al post, che questo è evidentemente un luogo speciale e che spero che lo sia realmente.
Il mondo che conosco io e con il quale ho a che fare tutti i giorni è molto diverso da tutti voi: è un mondo inconsapevole, che frigna e che ha paura.
La “diversità mentale” e in particolare i ragazzi border line, credetemi, mettono a dura prova coloro che vengono a contatto con loro…e le miserie e le fragilità escono drammaticamente allo scoperto e a farne le spese sono le famiglie che invece di essere supportate finiscono, se non sanno difendersi, per essere appesantite ulteriormente.

PERCHE’ CHI HA I FIGLI COSIDDETTI NORMALI, DEVE METTERSI IN TESTA CHE NOI AMIAMO I NOSTRI FIGLI COME SE FOSSERO NORMALI, SOLO CHE PER NOI E’ TUTTO PIù DIFFICILE: ANDARE A LAVORARE E’ DIFFICILE AD ESEMPIO, ANCHE ANDARE A SPASSO PUO’ ESSERE DIFFICILE, SPECIALMENTE SE VOI NORMODOTATI PARCHEGGIATE DAVANTI AGLI SCIVOLI O NEI PARCHEGGI PER GLI INVALIDI. MA PER CAPIRE LE COSE BISOGNA VIVERLE GIUSTO?

Prendi la Scuola: Io, sono diventata una iena con la scuola, anzi, parlo poco con i professori, altrimenti, ogni momento mi stressano ed invece di parlare dei problemi con il loro Capo d’Istituto e prendersi le proprie responsabilità, cercano di scaricarmi addosso la loro mancanza di preparazione di professionalità di preparazione umana…come se ci facessero un favore, come se fossimo noi a voler mandare per forza a scuola i nostri ragazzi.

GUARDATE CHE IN ITALIA E’ OBBLIGATORIO MANDARE I DISABILI A SCUOLA E NOI STIAMO FACENDO LE CAVIE PER SODDISFARE UN IDEALE DI UN GRUPPO DI IDEALISTI RIGUARDO L’NTEGRAZIONE: IN REALTA’, NON NE POSSIAMO PIU’ DI SENTIRCI DIRE OGNI ANNO CHE LE FINANZIARIE TAGLIANO SUGLI INSEGANTI DI SOSTEGNO. SCUOLA TUTTA, VI RICORDO CHE I NOSTRI FIGLI SONO AFFIDATI AD UN CONSIGLIO DI CLASSE E NON AD UN INSEGNATE DI SOSTEGNO…MA VOI INSEGANTI DOVETE FARE LA VOSTRA LEZIONCINA E I NOSTRI FIGLI DISTURBANO, ROMPONO. LE LEGGI SONO CAMBIATE NEGLI ANNI OTTANTA, FATEVENE UNA RAGIONE!

E’ naturale che sono responsabile per le mie figlie ma nell’ambito delle mie responsabilità come genitore! E’ triste dover continuamente far notare che io le mie responsabilità me le sono prese tutte nella vita e che voglio essere interpellata solo in merito a quelli che sono i miei doveri e non per tutte le intemperanze delle mie figlie le quali, fra l’altro, se fossero “normali” non avrebbero insegnanti di sostegno e assistenti e pensioni varie e chi più ne ha più ne metta. Io faccio la madre, non posso lavorare perché non trovo un lavoro che mi consenta di tenere unita la mia familgia e sto lottando per non andare a rotoli, io non prendo lo stipendio di chi ha scelto di fare questo mestiere.

Per quanto riguarda il COLLETTIVO, pretendere il dialogo sarebbe allo stato attuale delle cose utopico, ma gli sguardi! Certo, ci sono anche persone carine che ti sorridono quasi affettuosamente per rassicurarti sulla natura del loro sguardo, ma, porco mondo!, non ci fissate con quella curiosità morbosa, con stupore o paura: non siamo bestie rare!
PER FAVORE SMETTETE DI FISSARCI A QUEL MODO: NON NE POSSIAMO PIU’! ANCHE PERCHE’ QUANDO MI ACCORGO CHE STANNO FISSANDO LE RAGAZZE LE PERSONE SI GIRANO E FANNO FINTA DI NIENTE! MA ANDIAMO! BASTA CON QUESTA IGNORANZA DELLA SENSIBILITA’!

E VOI DELLA SCUOLA, SMETTETE DI CHIAMARCI A CASA PER DIRCI CHE I NOSTRI FIGLI HANNO URLATO IN CLASSE O CHE SI SONO MESSI A CORRERE, PERCHE’ NOI LO SAPPIAMO CHE SE SI SONO COMPORTATI COSI’ E’ PERCHE’ VOI NON AVETE TROVATO IL MODO GIUSTO DI COMUNICARE CON LORO: LO SAPPIAMO PERCHE’ CONOSCIAMO NOI STESSI E I NOSTRI FIGLI, LO SAPPIAMO PERCHE’ CI SIAMO PASSATI PRIMA DI VOI A RINCORRERLI E A RESTARE INEBBETITI DALLE LORO REAZIONI, APPARENTEMENTE SENZA RAGIONE! MENTRE NOI LI ARRONZIAMO OGNI MOMENTO PERCHE’ NON ABBIAO PAZIENZA! RISPETTO! SIAMO ANIME! TUTTI! ANCHE I DIVERSI.

NEANCHE IO ERO PREPARATA AD AVERE DUE FIGLIE “DIVERSE”.
PROPRIO PER QUESTO SO CHE E’ DIFFICILE CONFRONTARSI CON QUESTO TIPO DI PROBLEMI E SONO SEMPRE DISPONIBILE AD AIUTARE MA NON A FARMI SCARICARE ADDOSSO RESPONSABILITA’ CHE NON SONO MIE, RIBADISCO.

Ora, se io rubo o uccido mi mettono in galera, giusto?
Perché mi mettono in galera?
Perché sono un membro della collettività, giusto?
Ecco, se, nel male, la collettività si deve far carico della riabilitazione di un soggetto “asociale pericoloso” al fine di reintegrarlo un giorno all’interno di essa, così, nel bene, la collettività si deve far carico della riabilitazione di un soggetto “con difficoltà varie” per consentirne l’integrazione all’interno di essa.

VI DOVETE METTERE IN TESTA CHE LA DISABILITA’ NON E’ UN PROBLEMA DEI FAMILIARI DEL DISABILE…E POI LA DISABILITA’ E’ DIETRO L’ANGOLO PER TUTTI (e non è un anatema, è una raltà sotto gli occhi di tutti)

Sono molto severa con gli addetti ai lavori, pretendo, altrimenti, qua non si cresce. La vita è stata severa con me…e la mia anima ne ha giovato. PRETENDETE DI PIU’ DA VOI STESSI: LAVORATE CON AMORE, COMPORTATEVI CON AMORE, COME COLLETTIVITA’. DOBBIAMO SVILUPPARE UNA COSCIENZA COLLETTIVA.

Marina”

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19 Risposte

  1. Io capisco bene Marina. Nella mia famiglia ci sono due componenti con handicap mentale “leggero”.
    E poi ho avuto esperienze lavorative in asili con bambini con handicap, e avevo constatato che né le maestre ne quelle di sostegno non si sanno occupare di questi tipi di bambini, lo fanno solo a livello didattico. In quelle occasioni ero contenta di non avere figli anche se normali da mandare in quello asilo che era più un luogo di nazisti.E quella era stata la più brutta esperienza lavorativa che mi provocò anche un trauma psicologico.
    Per non parlare della società che considerano le persone con handicap come persone non vive e le fissano e fissano sempre. O di quelle persone che con il volontariato se ne vogliono occupare invece li fanno regredire ancora di più.

  2. …se avessi immaginato, avrei scritto meglio. Insomma, io a queste cose ci ho sempre tenuto.

    Grazie a nome delle mie figlie e grazie anche per me stessa…non lo so se sono arrabbiata, forse no, ma senz’altro sono stanca e, a volte, preoccupata. Devo molto alle mie figlie, è grazie a loro se, senza leggere Plotino, MI SONO GUARDATA DENTRO, HO CERCATO DENTRO DI ME, MI SONO FATTA DOMANDE… Dopo, i libri e Lei siete venuti a darmi conferme…che TUTTO SI SA, ANCHE SE NON LO SI SA!
    Con Anima.
    Marina

  3. Cara Marina,
    rispondo al tuo MANIFESTO. Posso solo immaginare cosa significhi avere due figlie “non normali” – tra virgolette, perché chi decide la Norma? I Potenti che abitano lontano dal territorio di Anima. Capisco, e sento, lo stupore, la rabbia, l’indignazione di fronte ai sorrisi pietosi degli ipocriti che non vedono l’ora – presto presto – di volgere lo sguardo altrove. Perché? Perché il dolore, la morte, la diversità ci trascinano al cospetto del Diverso che è in noi. E’ difficile guardarlo. Necessita di una fermezza amorosa che significa rimanere saldi senza fossilizzarsi, amare senza compiangere, gioire senza compiacere. Marinaannachiara, loro non possono. In altro tempo, i belli&intelligenti capaci solo di applaudire alle serate di beneficenza avranno altre prove. Sant’Agostino scriveva: “Amor meus, Pondus meum”: nella mia capacità di amare è tutto il mio valore. Ciò che voi tre, tu e tue figlie, state vivendo non si estinguerà mai e vi avvicina all’Essenza. A che prezzo? Con dolore. E, cavolo, ti ammiro. Vivere in profondità richiede coraggio, e resistenza. Per non essere tra coloro che trascorrono l’esistenza spettatori della vita altrui. Tu sei Protagonista della Tua Storia.
    Un abbraccio a Marinaannachiara
    …e a Gabriele, naturalmente.
    Con affetto, Sarah

  4. Se solo tutti capissimo che essere severi sulla via del Bene collettivo e non tornacontistico e personale..il mondo sarebbe diverso..avrebbe un’aria simile a quella che respiriamo dentro di noi quando incontriamo persone come Marina.
    La disabilità è di Tutti, non bisognerebbe evitarla o far finta che non esiste perchè non ne siamo colpiti direttamente…è come un terremoto che irrompe improvviso, difficile da prevedere ma non impossibile da prevenire..basta solo conoscere come affrontarlo, senza paura ma con partecipazione attiva, con quegli accorgimenti necessari per non morire.
    E tutte quelle persone indegne con cui Marina viene a contatto..nell’animo son già dei distrutti e non lo sanno.
    Cara Marina, posso solo percepire ciò che dici con immedesimazione e dirti che sei GrandeRoccia.
    Che ognuno si assuma le proprie responsabilità nella collettività CON COSCIENZA.
    Baci

  5. Cara Marina, le tue parole sono scritte con l’inchistro del cuore. Mi hai fatto venire i brividi e le lacrime, leggendoti. Lavoro nel sociale…e purtroppo hai proprio ragione! L’immagine che viene fuori dalla collettività rispetto all’integrazione è quella da te descritta. Anche il termine integrazione mi sembra riduttivo…tra burocrazia, certificati, rispetto degli obiettivi, tecnicismi, ecc. non c’è più posto per l’Anima. E’ veramente squallido e triste vedere colleghi affaccendati dietro a scrivanie intenti a scrivere relazioni o compilare schede come si compilano le schedine della domenica. Ma dove sono le persone in tutto questo? E non parlo solo di chi si rivolge ad un servizio pubblico o privato ma mi riferisco anche a chi questo servizio lo “eroga”. Da ambo le parti si ha a che fare con persone, con Anime! La gentilezza, la sensibilità, l’empatia, l’onestà intellettuale, l’accoglienza, il rispetto e tutte le caratteristiche dell’Anima sono prerequisiti indispensabili soprattutto per chi lavora con le relazioni, altrimenti è meglio andare a fare altro piuttosto che fare danno a se ed a chi, disgraziatamente, viene a contatto con un “professionista” del settore con tanto sapere ma niente Anima.
    Neanche io “ero preparata” per un lavoro del genere ma la vita, come ha fatto con te, mi ha messo di fronte a realtà che mi hanno fatto “sbracciare le maniche” e cominciare un lavorio interno verso la consapevolezza, fatto di dolore ed anche di gioie, di luce e di ombre. Seguo la mia ghianda, come direbbe Hillman, e nel farlo ti sono vicina con tutto il mio essere. Ti voglio ancora dire che, ogni giorno nel concreto, c’è qualcun’altro che, come te, vuole e si impegna a sviluppare una coscienza collettiva d’Anima…(per fortuna c’è anche qualcuno al posto giusto, pensa al Prof!, e poi tanti altri che, come me e te e gli amici di interagiranima, hanno fatto del linguaggio dell’Anima la voce della loro vita).
    Con affetto, Manuela

  6. caro direttore
    leggendo questo post, mi è venuta in mente la sua figura ,quando passeggiava per Firenze ,e analizzava con la sua collaboratrice,spero che sia cosi,Stefania Quattrone, che per dare una svolta ai nostri guai, partendo dall’educazione fino alla vita professionale, c’era bisogna di un movimento d’opinione.M.U.R.,movimentoumanistico rivoluzionario, di questo ne sono straconvinto.
    Mentre Marina scriveva il suo commento,io mi trovavo in una università del meridione ,dove si parlava di omeopatia, tolte alcune persone che amavano la materia,e qualche viandante curioso.Una stragrande maggioranza di laureati e laureandi ,era alla ricerca della notorietà, non sò seha capito il mio concetto!
    Non c’è più amore per le cose che facciamo,
    ecco che Marina si trova in una realtà dove chi deve svolgere il ruolo con passione e amore fà ricadere le colpe a chi non ne ha, o meglio trovare il capro espiatorio per nascondere le proprie debolezze.
    Credo che forse gli è capitato anche a Lei trovarsi con allievi che volevono emergere a tutti i costi ,non per amore della materia, ma per il tanto decandato protagonismo,
    che questo manifesto sia una bandiera per una idea per l’opione pubblica che possa far prendere coscienza a tante persone
    io l’ho sottoscrivo subito ,e dò la mia massima disponibilità

    il viandante

  7. Marina cara, più che restare inebetita nel leggere il tuo grido di dolore non posso fare, sono sconcertata, perplessa, e mi chiedo: possibile che le istituzioni non intervengano su una tematica sociale di tale importanza? perchè di questo si tratta, sociale, ovvero che dovrebbe coinvolgere la società, noi tutti, non dovrebbe essere un problema solo tuo ma condiviso dalla scuola che, grazie alla gelmini, non ha più le insegnanti di sostegno. parli di coscienza collettiva ma se l’uomo oggi non possiede neanche quella personale, cosa chiedi, cosa chiediamo….eppure non bisogna arrendersi, e tu sei una donna forte, si sente, si avverte, il fatto che gabriele abbia pubblicato il tuo manifesto che è il manifesto di tutti noi perchè ci appartiene in quanto esseri sociali, spero e mi auguro che possa toccare la sensibilità di qualcuno, ai vertici del governo, capace di attivarsi concretamente. ti abbraccio forte forte.

  8. MARY, SARAH, CALLIOPE, MANUELA, ROSARIO, ANTONELLA,
    io sono una privileggiata. devo molto alle mie figlie, perché loro mi hanno obbligato ad amare senza aspettative. Ecco, AMARE SENZA ASPETTATIVE non è nella Natura dell’essere umano. AMARE SENZA ASPETTATIVE fa parte di Anima.
    Non c’è una vera soluzione per noi, credetemi. Non c’è un vero posto per noi a questo mondo: l’unica Speranza che abbiamo è accettare il nostro Destino fino in fondo…fidarci…fare un salto nel buio…e vedere dove questo percorso buio ma costellato di messaggi, sincronicità e coincidenze ci stia portando.
    Noi abbiamo fede in Anima e siamo costrette alla Sua Speranza…per questo siamo privileggiate: siamo di questo mondo ma non lo siamo veramente…e poi, è possibile che una volta appresa la lezione del Karma ci sia la Grazia, ovvero l’intercessione Divina. Perché, amici miei, noi non siamo qui per soffrire ma per imparare!
    AMARE SENZA ASPETTATIVE: la cosa più difficile. Perché noi confondiamo l’amore con la felicità…ma Amore è di più, Amore è una Forza della Natura, Amore è Incontro con l’Assoluto.

  9. Mary, il punto è: perchè deve essere un problema SOLO delle famiglie? Un assurdo egoistico, ben evidenziato da Marina.

  10. E’ così Marina. E perchè si sa anche se non si sa?

  11. Sarah, traduco così: Il mio Amore è quanto valgo. Bella citazione. Complimenti.

  12. Beh, dalla mia esperienza, mi viene di risponderLe:
    perché ognuno di noi è custode della memoria dell’Universo…perché Anima è fuori dal tempo come l’Eternità della quale siamo parte, perché c’è un progetto nella “Mente di Dio Padre”.
    Credo che il tempo e lo spazio possano essere in qualche modo trascesi…
    Poi, per quel che mi riguarda c’è il discorso dell’imaginazione che fino a quando è rimasta ancorata alle apparenze si è mossa nel piano del mio conosciuto, poi, con “le domande all’Infinito” le cose sono cambiate, ma non credo che si possano condividere i particolari fenomenici di Inconscio e Magia con chiunque, senza perdere la propria reputazione…
    Ci vorrebbe un accesso ristretto e autorizzato per queste condivisioni. O no?
    UN BACIO. (1)

  13. Lasciare ed abbondanare sembra, ormia, cara Calliope, uno dei cardini del nostro modo di vivere.

  14. PErfetto, tesoro. Perfetto. Amare senza aspettative.

  15. Eccomi Marina. Debbo dirti: è così. Ma debbo anche dirti che sul piano dell’insegnamento vedo sempre l’opinione dei più. Ma l’insegnamento è “bocca-orecchio”. Qui c’è la scrittura. im questo spazio c’è dolcezza, tenerezza, profondità e gioia. Manca l’umbratilità della parola “palpitante”. Ma è pur sempre un piccolo TEMENOS. Anche se capisco la ritrosia. mia diletta.

  16. Professore,
    non è ritrosia.
    Sa, quando andavo a scuola ero la più brava. Ho detto la più brava, non ho detto la più studiosa. Le dico questo per FarLe avere un’immagine di quanto io possa essere una “spugna”. Inoltre, sono spontanea…perlomeno rispetto alla media… Anche questo per ricordaLe che è stato Lei a farmi notare dolcemente che non si può dire tutto a tutti, neanche qui. Di solito, non mi facccio ripetere la stessa cosa due volte, anche perché sono “orgogliosa”… comunque, non posso scrivere tutto quello che mi accade. Forse, non è nemmeno giusto.

  17. Quello che vuoi, per me è giusto.

  18. Sì, Grazie,
    la mia non è paura di giudizio altrui.
    Sempre la mia psicologa di sostegno oggi mi ha detto che io sono una che non si preoccupa di quello che pensano gli altri. Anche il mio neuropsichiatra di sostegno (beh, neuropsichiatra di sostegno è inquietante lo so…ma non sono ancora una borderline! Almeno credo..), sostiene che io sia la persona più anticonformista che conosce.
    Mi diverte guardarmi con gli occhi degli strizzacervelli!
    Va bene va…vorrà dire che la prossima volta che opero una psicocinesi corro a scriverlo qui! Scherzo.
    Grazie, comunque. E’ bello essere tenuti in considerazione.

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