Disquisizioni sulla Bimbola (e Bimbolo) 2

Quando vi leggo sul forum, bevo.

Come un viandante l’acqua.

Come un ristoro nei sogni veridici.

ComeAnnachiara quando guardano la loro mamma.

Quando vi leggo fluisco.

(E’ il regno di Bimbolanda)

25 Risposte

  1. “Credi nella magia?”
    “Credi che i sogni possano diventare realtà?”
    “Credi che quando la gioia è nel cuor tu ti senti sollevar ed il mondo con i suoi guai alle spalle lascerai e le nubi puoi guardar e…puoi volar, puoi volar, puoi volar?”

    Noi ci crediamo! Perché, nonostante il mondo ci remi contro, andiamo avanti, pieni di speranza perché ci sentiamo un po’, come dire: BIMBOLE!
    E le BIMBOLE dove vanno?
    Vanno a BIMBOLANDIA! Martedì, mercoledì, giovedì: Disneyland! Non fermate la magia!
    Credo che di tanto in tanto bisogna concedersi di tornare a giocare: è un po’ come aprire le finestre al mattino e fare entrare l’aria fresca: Arieggiare!
    Arieggiare, volare, sognare… o no?

    Vi lascio questa poesia che ho scritto ieri con i più sentiti auguri di Pasqua: RINASCITA…

    SE AVESSI ALI
    Se avessi ali di gabbiano
    giocherei con la spuma del mare
    e il mio lido sarebbe
    dove il vento mi possa cullare.

    Se avessi ali di farfalla
    cercherei un giardino incantato,
    il mio letto sarebbe un fiore
    e il mio riparo un petalo vellutato.

    Se avessi ali di aquila
    allora, sorvolerei la grande acqua
    e costruirei il mio nido là dove
    i miei sogni si lascino svelare.

    E se avessi ali di nuvola
    ebbene, io sarei ovunque
    e tornerei a dimorare là dove
    la mia anima possa rimetter le sue piume…
    …per ricominciare a sognare
    e, con nuove ali,
    ritornare a volare.
    (Marina, 3 aprile 2009)

    BIMBOLE (3 in una)

  2. ERRATA CORRIGE
    …e ti pareva che non sbagliavo. Ho trascritto la bozza, questa è quella definitiva. Auguroni di nuovo e scusatemi ma sono fatta così: faccio sempre un errore!

    SE AVESSI ALI
    Se avessi ali di gabbiano
    giocherei con la spuma del mare
    e il mio lido sarebbe là dove
    il vento in volo mi possa cullare.

    Se avessi ali di farfalla
    cercherei un giardino segreto,
    il mio letto sarebbe un fiore
    e il mio riparo un petalo vellutato.

    Se avessi ali di aquila
    allora, sorvolerei la grande acqua
    e costruirei il mio nido là dove
    i sogni si lasciano svelare.

    Ma se avessi ali di nuvola
    allora, io sarei ovunque
    e tornerei a dimorare là dove
    il mio spirito possa rimetter piume…
    …per ricominciare a volare
    e, con nuove ali, ancora una volta,
    tornare a sognare.
    (Marina, 3 aprile 2009)

  3. Vivere e fluire nel regno di Bimbolanda…troveremo il bimbolo ch è in noi.
    Grazie Marina
    Grazie Prof
    rendete tutto più semplice…
    Baci Inteagiranimosamente di anima

  4. Bimbole (£ in una) è un capolavoro di Tenerezza.

  5. Calliope, Aribaciatarantella

  6. sulla BIMBOLANDIA ha ragione,
    Enantiodromia,la legge più meravigliosa di tutte le leggi psicologiche, scoperta da Eraclito, ha se lo avessi conosciuto!
    la funzione regolatrice dei contrari.
    DIASTOLE E SISTOLE DEFINITI DA GOETHE IL RITMO ARMONIOSAMENTE DELL ‘ ESISTENZA
    BIMBOLO E BAMBOLA IL NOSTRO ANIMUS E ANIMA INFANTILE CHE FANNO SEMPRE TENEREZZA
    che quando li pratichiamo cancellano le nostre crudeltà!
    percepisco cosi la bimbolandia
    ..io intitoleri una trasmissione condotta da lei,sulle nostre virtù infantile
    ….il viandante che beve acqua bimbolata

  7. Mi è venuto in mente un’aforisma che ha a che fare con l’essere bimbolo…come ci piace a noi “Eretic_ame/oni/ucci”:

    “NON SONO ABBASTANZA GIOVANE DA SAPERE TUTTO.” (OSCAR WILDE)

  8. (Caro Rosario, nota bene come tu e tutti “autonomamente” costruiate poiesis)

  9. caro direttore
    per fortuna che esiste LEI se no il nostro fondo poetico della mente sarebbe cancellato dalla razionalità
    ECHEGGIAMO
    BIMBOLAMENTE..AMORE

    IL VIANDANTE SERVITORE D’ANIMA

  10. Marina, forse Wilde era uno dei nostri.

  11. A proposito di Wilde,
    come Lei sa, sono stata a Parigi e ad accompagnarci è stato il mio primo marito (alla Liz Taylor, adoro le Dive che collezionano matrimoni!) che per me è come un fratello, anzi, una tipa particolare come noi, la mia amica xy, quella che Lei dovrebbe conoscere, mi ha detto:
    “A me mi sa tanto che questo era tuo figlio in un’altra vita!”
    Ed io ho avuto una reazione assolutamente scomposta:
    “E che cavolo…co’ ‘sti figli La prossima vita non voglio figli!”
    La mia amica ancora ride.

    Comunque, torniamo a Wilde, come accadde ventiquattro anni fa, Giuseppe ha voluto indossare i panni del turista cimiteriale, così siamo andati di nuovo al Pere Lachase, dove fra l’altro c’è la nuova tomba di Wilde, tutta sbaciucchiata da bocche di donne. L’altra tomba l’hanno tolta perché l’avevano sfreggiata e la nuova, post moderna, con ali di angelo stilizzate, cosi la volgarità umana non può alludere a nulla con i suoi vandalismi grassamente igmoranti, è dono di una ricca ammiratrice.
    Ho trovato il cimitero in condizione pietose, soprattutto, le tombe dei Grandi. Per citarne qualcuno: Rossini, Modigliani, Proust, Balzac. Ebbene, i loro sepolcri sono di uno squallore senza fine, all’abbandono… Mentre le tombe belle, che sembrano gigli fra la gramigna, sono quelle delle richissime famiglie ebree e cinesi…forse quelle di qulche artista dello spettacolo morto di recente.
    Mi è venuta una malinconia terribile a pensare a questi grandi artisti che si sono macerati nel dolore e nelle privazioni per lasciarci in eredità opere meravigliose, piene di grazia e bellezza: senza rispetto. Una vergogna. Una pena. Un’amarezza.

    Invece quello che avevo visto un quarto di secolo fa era questo era diverso e mi aveva ispirato questo:

    “Una pace. Statue di Angeli. Il fruscio delle foglie sugli alberi. Si dice che gli Angeli amino il silenzio…e nel silenzio è più facile avvertire i moti dell’anima. Così, mi sembrò che a rendere la morte insopportabile sia il fatto che essa ci venga imposta e spesso con dolore, fisico oltre che morale ed affettivo, come a volte imposto è l’arrivo di una nuova vita…tanto è vero, che ho veduto gente reagire con la stessa tragicità e con lo stesso disorientamento sia alla notizia di una morte che all’annuncio di una nascita. Nasciamo da una separazione. La vita e la morte sono i veri misteri con i quali ci troviamo a fare i conti. La vita e la morte, insieme agli incontri importanti e alle separazioni, sono gli eventi che cambiano, volente o nolente, le nostre vite e ricordo bene che, in quel momento, quel luogo con i suoi importanti estinti mi sembrò paurosamente fuori dal tempo e dallo spazio…come l’Eternità.
    La morte deve essere fuori dal tempo e dallo spazio. Pensai.
    Nonostante fossi veramente giovane, ventuno anni sono molto pochi, non era la prima volta che avevo la sensazione di muovermi in una sorta di realtà parallela: sono nata a Roma, la città eterna, qui siamo abituati, in molti, ad esperienze psichiche, razionalmente inspiegabili, legate a luoghi così intrisi da millenni di vita vissuta…ogni angolo a Roma pare parlare di sé e non sempre le sensazioni che ne derivano sono piacevoli. IInoltre, la mia natura sensibile e ribelle faceva di me un essere spirituale; sebbene io fossi ancora imbrigliata dalla religiosità, io lo annusavo il divino. Divino con la d minuscola, perché narro di percezioni che allora non potevo comprendere né in alcun modo condividere e non si possiede alcuna verità se questa non è in qualche modo condivisibile. Tuttavia, la mia immediatezza nel rapportarmi allo spirito dei luoghi derivava da una mia particolare inclinazione alla vita contemplativa e alla ricerca della bellezza. Come un cavallo selvaggio, il mio spirito libero rifuggiva le verità assolute della dottrina cattolica per la quale, razionalmente, allora avrei dato la vita…come un vero crociato. D’altronde io sono il cavaliere di spade. Invece, come un carbonaro, avevo preso ad incontrarmi segretamente con me stessa in una sorta di spazio fra la riflessione e la fantasia dove finivo per misurarmi con il divino: l’anticamera della follia…per molti ma non per me, che in circostanze del genere mi sentivo risucchiata e fluttuante in una dimensione sconosciuta, sulla quale poter riporre grandi speranze…se poi quello era il segno, non manifesto al mondo esterno, del germe della mia follia, chissà in quale geniale gene la tenevo ben riposta e pronta all’uso la mia folle genialità…ma non dobbiamo aver paura d’impazzire…purché questo non si trasformi in malattia. Particolare, in verità, lo ero sempre stata e ricordo che, sin da piccolissima, ancor prima che qualcuno avesse provato ad indottrinarmi, io avevo in me l’idea di Dio… Insomma, quando tutto questo è iniziato per me Dio c’era; non so darne una spiegazione logica, perché come tutti non ricordo il mio principio, ma credo che la mia spiritualità sia una realtà interiore, una dote innata. D’altronde, nessuno di noi ricorda con chiarezza quando ha cominciato ad essere. Siamo impossibilitati a ricordare il debutto della nostra esistenza terrena, se non dalla memoria altrui, e non abbiamo alcuna certezza sulla percezione che avremo della morte che ci attende; nessuno è mai tornato per raccontare se nel momento del trapasso il distacco dalla vita sia stato così netto. I concetti d’inizio e di fine risultano inadeguati se messi a confronto con la percezione che abbiamo dell’esser vivi. La nostra essenza è impenetrabile. Ciò induce a figurarci che una parte di noi, quella occulta, sia immortale e da ciò deriva l’idea dell’appartenenza del nostro spirito all’Eternità.
    L’Eternità è fuori dal tempo, il nostro spirito è fuori dal tempo. Pensai.
    Ma l’unico fatto osservabile è che, a questo mondo, siamo fatti di carne…ma questo non ci basta, perché sentiamo di avere un essenza, un’anima, uno spirito, un sé, superiore, che spesso sfugge al nostro controllo: la contraddizione dell’esistenza terrena è sottintesa nella nostra stessa natura, nella percezione che abbiamo di noi stessi.
    Mi chiesi: Ma quando è iniziato tutto questo che mi circonda?
    Ogni volta che ci viene svelato cosa c’è dietro una porta chiusa, ecco che ne troviamo un’altra della quale cercare la chiave di comprensione.
    L’inizio, la fine, l’Universo…l’Eternità, io, la mia anima…
    Mi piace pensare all’Eternità come allo spirito dell’Universo: una mia bizzarria….”

    Marinariannachiara…peppe (‘sti figli!)

  12. …a volte è meglio un bel ricordo…

  13. A proposito di “Echeggiamo”, Rosario ricordiamoci che ECO, nel Mito, si consuma per Amore.

  14. Secondo Marsilio Ficino noi siamo Mente Anima Spirito e Corpo. A sua volta, MArina, Anima possiede un corpo sottile, ovvero Corpo Astrale. E’ ora che tu legga Giuliano Kremmerz (Il Mondo Segreto). Baci

  15. Memoria, Mnemosjne, non dipende soltanto dalla vita vissuta.

  16. D’accordo prof, sarà fatto. Tanto domani vado a ritirare Pianeti Interiori ed ordino IL MONDO SEGRETO. It sounds good!
    Riguardo a Mnemosjne…non ho dubbi…

  17. Allora Professore,
    sono andata di filato in libreria ma mi hanno detto che non esiste un libro di Kremmerz intitolato IL MONDO SEGRETO. Mi hanno dato questi titoli:
    LA PORTA ERMETICA
    INTRODUZIONI ALLA PORTA ERMETICA
    SCIENZA DEI MAGHI.
    Chi è l’editore del libro che mi ha consigliato?
    Oppure, se non è possibile in nessun modo trovarlo lo presta Lei alla Sua apprendista?
    Scherzo! Però me ne potrebbe consigliare uno fra i tre sopracitati.

    …ho gurdato fuori dalla finestra, il cielo si sta aprendo, come avviene dopo i temporali. Le nuvole si diradano, alcune sono plumbee, altre bianche; mi ricordano un dipinto di Magritte che mi fa pensare al cielo e a Lei, mio adorato professore… L’altra mattina l’ho vista in televisione, ha preso un libro ed ha detto:
    “ah, questo me lo compro!”
    Era il Vangelo apocrifo secondo Tommaso. Sa che il giorno prima ero andata in libreria ed avevo detto la stessa cosa?:
    “ah, questo me lo compro!”
    Poi, ho detto:
    “Aspettiamo conferma.”
    Ecco, adesso me lo compro però voglio Kremmerz! Batto i piedi come una bimbola?

    Marina

  18. Bimbola. Perfetta.

  19. Va bene la SCIENZA DEI MAGI. (Maghi è Magi. ti ricordi i tre RE?)
    (il cielo di Magritte è sulla copertina di A come Anima, lo sapevi? o lo hai visto con gli occhi altri?)

  20. Leggedo le Sue risposte mi sono sentita riscaldare dentro e la commozione è salita agli occhi e vorrei piangere dalla gioia.
    Che bello avere un’Anima per Amico!
    Marina bx3

  21. No, Gabriele, non lo sapevo, non sapevo neanche che Lei avesse scritto questo libro…lo sa che io sono un tipo “un po’ così”… sono andata su google ho scritto A di Anima edo ora so che Lei ha scritto questo libro e che c’è la copertina…
    Ho Sentito Hillman spiegare che Plotino dice che la conoscenza è un concetto doppio, in buona sostanza sappiamo senza sapere, solo che l’Anima non si confà al Logos, forse che mnemosjne può parlarci per immagini? Perché io ho guardato il cielo con nuvole di varie colori ho pensato a Magritte ed ho pensato a Lei…
    “Mi sono guardato dentro, ho cercato dentro di me, mi sono posto domande…”

    Parte?
    Un bacio.

    PS: Mi sa proprio che devo comperare il libro di Kremmerz, intanto sto leggendo Pianeti Interiori..

  22. Ovvero, Maiìrina, proietti su di me la tua Anima e la riconosci senza conoscerla.

  23. Mnemosjne ci parla per immagini. Più ci allontaniamo dagli “affanni”, nel senso che impariamo a soffrire di meno, più la Dea ci manda i suoi messaggeri.
    Questa vita , AMrina – credo – non è unica.

  24. …ciò che trovo straordinario dell’affiorare di Anima è la Magia che ne consegue… Insomma, credo che Lei lo sappia, si ha la sensazione di avere imbroccato la strada del destino e che l’immaginazione ci aiuti…ma c’è di più: l’irrazionale puro, l’imponderabile. Capitano cose senza cercarle, nel senso che cerchiamo ma non siamo assolutamente consapevoli di quel che troveremo sul cammino: E’ UNA SORPRESA CONTINUA. E poi quando cominciano i messaggi che sfondano il muro del tempo (avanti e indietro), allora è veramente “merlinesco”… A me i messaggi (insieme alle sincronicità) mi sembrano incoraggiamenti.

  25. Per te, MArina, è così. Entri nella dimensione che più ti appartiene. Sognare, forse…

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