Porto XII

Il mito di Dioniso e il suo culto è uno dei più profondi e in assoluto insondabili che l’uomo abbia mai creato. Il dio, originario della Tracia e poi portato in Grecia, è contemporaneamente un giovane bellissimo, un fanciullo radioso e il Minotauro che tutti sbrana.

Un misto, dunque, di assoluto bene e assoluto male. Il «più» e il «meno» coesistono. Quando Jung parla di «ombra» che ogni uomo deve riconoscere in sé, non fa altro che riproporre a livello umano quanto era stato affermato a livello divino nel culto di Dioniso.

II significato è comunque lo stesso: il dio è Luce e Tenebra e cosi anche, su scala minore, l’uomo che è il suo derivato. Noi siamo, insomma, anche la nostra ombra. Non riconoscerlo, significa castrare una parte di noi stessi ed essere per sempre uomini a metà. Ne consegue che bisogna diffidare di tutti coloro i quali pretendono di portare esclusivamente alla luce assoluta o alle tenebre totali. Vogliono condurre al dimezzato, alla disarmonia, all”incompiutezza, cioè alla metà della forza, perché è molto più facile dominare persone realizzate a metà.

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29 Risposte

  1. condivido in pieno con lei Prof, su Dioniso conoscendo l’ombra di noi impariamo ad amrci e sviluppare empatia al prossimo
    ..e quello che è successo a me in dieci anni
    ..e se tutti pratichiamo il mito di DIONISO..io sono convinto che è il mito che può condurci verso l’amore superiore quello DIVINO…non so se ho interpretrato bene il mito…. quello di lievitare verso il sublime…

    il povero viandante

  2. Eccomi, sono tornata a casa…ho le chiavi, si ricorda?

    Gabriele, che nome!, non ricordo se Le ho già mandato questo mio verso disperato dedicato a tutti coloro che “stanno mettendo le penne dell’anima” e “sentono tutti i brividi del mondo”. Eccolo:

    LUCE NELLA TENEBRA
    Invito dell’anima a sondare il buio è
    il desiderio di ascendere verso la Luce.
    Attratti in un impervio cunicolo cosmico,
    senza direzione certa né limiti di tempo,
    incarniamo un divenire dal quale non c’è più ritorno.
    E di cenere è cosparso il nostro capo, mentre
    lacrime di sofferenza e di fatica purificano la vista.
    E le tenebre, lentamente, si diradano
    liberando i pensieri, mentre le idee fluttuano
    e, involati in noi stessi, di luci riflesse
    s’illumina il camino verso la Radiosità.

    Non trovo le parole per ringraziarLa di avermi consigliato Kreinheder, IL CORPO E L’ANIMA.

    SUA KORE, in questo caso è proprio il caso di dire.

  3. Il significato da lei espresso e’ molto bello e molto vero, ed
    e’ per questo motivo che non riesco piu’ ad essere un cattolico.
    Non riesco piu’ a sopportare l’ipocrisia di una religione che
    ha rimosso l’ombra ,l’ha chiamata diavolo, e l’ha esclusa
    dall’umana dimensione.
    Paradossalmente ha concesso all’ombra piu’ possibilita d’azione,
    quante volte di fronte ai crimini piu’ efferati ,sentiamo sentire
    dai vicini di casa dell’assassino ” eppure era una persona
    normale,sempre gentile”.
    Lei ha ragione professore, bisogna diffidare da chi ci vuole
    uomini a meta’,bisogna confrontarsi con i propri limiti, difetti e nefandezze ,la strada per essere uomini maturi passa proprio dal confronto con l’ombra.

    Complimenti per la riflessione concessaci

    Vincenzo

  4. gentile Gabriele, la mente statica non riesce a scorgere – fissa nella maschera – il movimento delle ombre e le possibilità di luce … ma procede motivata dalla paura nella formulazione di stereotipi, inaridendo lo spirito. saluti

  5. Il Bene e il Male coesistono, se non ci fosse il Bene non esisterebbe il Male, dietro questi luoghi comuni si celano grandi verità… ciò che noi chiamiamo diavolo altri non è che un angelo caduto, l’angelo più bello Lucifero… noi siamo divisi a metà, destra e sinistra, bene e male, un tempo i mancini erano considerati creature malefiche… eppure la nostra parte destra ha bisogno della nostra parte sinistra per formare un tutt’uno, insieme danno l’equilibrio… come cammineremmo con una gamba sola? Luci ed ombre, notte e giorno, è un ciclo continuo, e l’uomo ne fa parte. Ho una foto del M° Kremmerz che mi ha sempre colpito per la sua dualità, coprendo con la mia mano la parte destra del suo volto, vedo un ghigno, un sopracciglio mefistofelico, uno sguardo indagatore, poi copro l’altra parte del suo volto e vedo la sua parte angelica…

  6. Assolutamente d’accordo con Te, Caro Gabriele.

  7. l’amore mi ha rivelato l’arte alchemica: trasformando il mio essere piombo in oro

  8. Il Mistero del Cristo ha in sé la luce e l’ombra. La vita che sconfigge la morte, La vita che rinasce dopo la morte: il seme deve morire per germogliare!
    Testimoni di questa resurrezione sono delle donne che portano lo stigma della pazzia; che Dio pazzo, a rivelersi proprio a loro!
    E quel Paolo che abbandona l’ombra per seguire il richiamo di un Dio che lo folgora, squarcia le sue tenebre? Che pazzo quel Dio e che pazzi i Cristiani a credere che un Dio di luce abbia voluto ingabbiarsi in una prigione oscura di carne ed ossa per dare scandalo!

  9. Rosario, è il Sublime Dio, che “entra”. Entusiasma. EN TEO’S. Il DIo dentro.

  10. Bimbola, all’infinito. Potei dirtelo senza stancarmi mai_ Come ECO_

  11. Dioniso a volontà per tutti..che ne pensa..un pò di allegria ci vuole?

    il viandante per i pianeti interiori

  12. per Marina :
    è un dono prezioso ascoltarti

  13. Un piccolo fuori-argomento:

    prof. La Porta, ieri ho appreso al telegiornale una notizia che mi ha reso particolarmente triste, pur non facendo parte della consueta e macabra razione di morti e tragedie che il telegiornale ci fornisce ogni giorno: il comitato olimpico internazionale ha deciso di eliminare dal cerimoniale olimpico il lungo viaggio della fiaccola olimpica intorno al mondo. Il motivo: troppe proteste, troppe aggressioni al fuoco sacro che in ogni dove veniva assalito da dimostranti di tutti i tipo, a volte alla ricerca di semplice visibilità, a volte per aperta ostilità verso il simbolo dei giochi.

    Faccio presente a chi non lo sapesse che la fiaccola viene ancora oggi accesa ad Olimpia con i raggi del sole in una particolare cerimonia. Il fuoco sacro viene poi portato di fiaccola in fiaccola dai tedofori fino al braciere dello stadio olimpico, dovunque esso sia.
    Le tanto bistrattate Olimpiadi poi sono l’unico evento sportivo globale a non ospitare pubblicità all’interno degli stadi e palazzetti (ma la gente non ci fa nemmeno caso), che sono pieni solo di cartelloni colorati e fiori. Andiamolo a trovare nel mondo di oggi chi sacrifica decine di milioni di dollari per un’ideale etico/estetico.

  14. Junio, bene, bene, bene.

  15. E’ così, Falcoinlibertà, lAmore tra-muta_ tra-s-forma.

  16. Valeria_ Mistero e dolcezza-

  17. MASSIMILIANO,
    grazie.

  18. Gabriele si è dimenticato di me…

  19. In questo momento sono seduto sul relitto di una vecchia barca rovesciata sulla spiaggia.
    Davanti a me c’è un fiorellino rosa che fa capolino, timido, fra i granelli di sabbia.
    Il sole lo illumina.
    Osservo la sua ombra.
    Sarei portato a pensare che l’ombra sia prodotta dalla Luce.
    Se così fosse luce e ombra avrebbero un legame indissolubire.
    Vi sarà ombra fin quando vi sarà luce?
    L’ombra è dunque conseguenza inevitabile della luce?
    No.
    Se osservo meglio mi accorgo che l’ombra non è dovuta alla luce ma alla solidità del fiore che non la lascia passare…
    Quindi l’ombra è in funzione della forma che racchiude la vita.
    La Luce genera vita.
    La Forma racchiude la vita.
    La Luce sulla Forma evidenzia l’Ombra.

    L’ombra dunque sta alla forma (che racchiude la nostra vita), come l’essenza della vita sta alla luce.

    Applicando lo smeraldino assunto del “Come in Alto così in Basso”, se ne desume che nel mondo fisico, ovvero quello delle forme, più una persona e prossima alla luce interiore, e tanto più nitidamente percepirà lo spessore e i contorni della sua ombra.

    La percezione dell’ombra ci aiuta a comprendere quali sono le nostre limitatezze, i nostri difetti spirituali.

    L’ombra nel mondo fisico non è eliminabile in quanto essenza stessa dell’essere un “essere umano”.

    E’ la bestialità, l’istinto primordiale che spinge gli intelletti meno evoluti a sopraffare il prossimo per conseguire cibo, rifugio, sesso e affetto.

    Questi “signori primitivi” sono la principale causa di sofferenza per il genere umano.

    Ma senza la sofferenza da costoro cagionata non si potrebbe sviluppare empatia per il nostro prossimo.

    L’empatia infatti la si sviluppa comprendendo la sofferenza che ci viene cagionata da terzi o da eventi esterni.

    Ecco pertanto il vero scopo dell’ombra, della sofferenza, del male: è una funzione della Luce per aprire le menti e i cuori degli uomini, e dello spirito le cui anime racchiudono, attraverso la empatia per il prossimo.

    Nel mondo spirituale non esiste alcuna lotta fra Bene e Male.

    Non è mai esistita.

    Le Tenebre sono una funzione della Luce in quella Scuola Spirituale che è la Vita Terrena.

    Qualsiasi religione predichi guerre fra le due polarità, è nel torto.

    Qualsiasi loro rappresentante predichi nel Mondo Terreno la sconfitta definitiva dell’Una o dell’altra Parte, è nel torto.

    Senza ostacoli non ci sarebbero nè progresso nè evoluzione.

    Vi sarebbe un equilibrio statico.

    Non vi sarebbe vita poichè la stasi è Morte.
    La vita nasce dall’equilibrio dinamico.

    Ma perchè vi sia dinamismo necessiteranno sempre forze contrapposte.

    Quindi il dolore, quando arriva, è un amico che ci viene inviato dalla Luce, allo scopo di riflettere su noi stessi, osservare i nostri limiti, i contorni e lo spessore della nostra ombra.

    Solo così si diventa realmente umani nel senso spirituale del termine, sensibili verso le esigenze altrui, in grado di apprezzare il valore della serenità che è il dono più bello che si può conseguire nella vita terrena.

    Quante cose che si imparano da un fiorellino.

  20. Vincenzo, ho soltanto suggerito un approccio.

  21. Massimiliano, la Luce non ha paura dell’Ombra. L’ombra sì. Ma l’una non esiste senza l’altra.

  22. piccola antonella, perchè dovrei dimenticarti? Volgio dirti che quella è una foto terapeutica. Letteralmente e simbolicamente.

  23. Caro Fabio m. i denari straziano. Ci vogliono. Quel tanto che basta. E basta.

  24. Rosario, sempre sia bene-venuto dioniso.

  25. Antonella, ma quando? Forse è solo un po’ di rimbambimbolite senile. Ed il fatto che non riesco a rispondere a tempo…lo so…

  26. (Invito tutti a leggere più volte questa riflessione di Junio)

  27. Grazie Gabriele. Da parte mia e del..fiorellino.

  28. per Junio Massimo e per Gabriele che ci ha invitato a leggere la
    riflessioni di Junio Massimo…

    Davvero profonde e illuminanti !

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