Lupi e cani randagi.

Abbiamo cacciato e sterminato i lupi convinti di aver eliminato il selvaggio. Adesso abbiamo 1.200.00 cani randagi a fronte di 50.000 lupi.

I randagi sono animali abbandonati. E non hanno nemmeno i “freni inibitori” del Lupus-lupus.

Abbiamo cercato di soffocare la selvaggeria in noi e abbiamo fatto crescere la crudeltà della RATIO.

Chi ha davvero sbranato il piccolo in bicicletta? (che ha detto, prima di morire “voglio mamma”)

State certi. ISIDE-MARIA era ed è con lui.

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12 Risposte

  1. Mi piace molto questa Sua devozione alle Madre Celeste che mi ricorda tanto Papa Wojtyla. Anche lui era del segno del Toro sa?
    Io non credo d’essere più Cattolica Prof. Qualcosa è cambiato. Chiara direbbe: “Perché, purtroppo, le cose cambiano.”
    Ma Maria Madre, Gesù Figlio e Dio Padre sono sempre dentro di me…fanno parte di me, della mia memoria.
    Un caldo, affettuoso, amorevolissimo abbraccio da Marina.

  2. Dimenticavo, adoro la Sua sensibilità e non riesco ad accettare questo mondo disamorevole dove accadono cose orrende come questa. Povera creaturina nostra. Credo che come madre, con questo caratteraccio che mi ritrovo, solo sbranare i responsabili potrebbe placare la mia ira funesta: non toccatemi i figli.

  3. si sentono spesso queste notizie e di certo ci dispiace per i bambini e persone che muoiono.
    Ma la colpa in certi casi,anzi molto spesso è colpa dei padroni. Proprio oggi parlavo com mia sorella da Londra, in cui dice che lì le leggi e le cose le fanno subito o che già esistono da molto.
    Il fatto è che gli uomini considerano gli animali come oggetti e non come esseri viventi che hanno istinti, emozioni e paure. Io ho un cane che per come l’ho educato, direi che è troppo sensibile e socievole, ama in modo speciale gli esseri umani, ho preferito fargli vivere le sue emozioni per fargli vivere appieno la sua vita facendolo essere animale, e soprattutto non ha mai dato segno di aggressività. Bisognerebbe che le persone dovrebbero anche imparare ad avere interazioni interpersonali con gli animali così imparerebbero molte cose.

  4. Siamo noi i colpevoli, una umanità che non ama ed abbandona gli animali non può essere definita tale.
    Abbiamo cercato di soffocare gli istinti ma ciò che è rimosso ritorna prima o poi.
    Questi fatti strazianti di cronaca ci fanno da specchio riflettendo un’immagine che ci appartiene.
    Sì Gabriele, senza alcun dubbio ISIDE-MARIA era ed è con lui.

    Il Grande Leonardo da Vinci ha scritto:
    “Verrà un giorno nel quale gli uomini giudicheranno dell’uccisione di un animale nello stesso modo che essi giudicano oggi quella di un uomo”.

  5. una storia bella e triste, contro il razionalismo degli esperti, accaduta sabato. dal giornale locale: ” Sabato mattina lo hanno trovato davanti alla porta, ormai allo stremo delle forze. Impaurito, ha tentato ancora di spiccare un balzo, poi è crollato a terra per non rialzarsi più. E’ morto così, sotto gli occhi dei gestori dell’Osteria delle Alpi e di alcuni abitanti della frazione Molino di Forzo, un camoscio che probabilmente già da alcuni giorni si era avvicinato al paese. Vecchio, indebolito per la mancanza di cibo, che non riusciva a trovare sotto la spessa coltre di neve, era stato aggredito da un predatore che, forse, lo aveva inseguito spingendolo a rifugiarsi vicino agli umani. Abbandonate cime e dirupi, era sceso a valle avventurandosi fin nella piazza di Molino ed aveva trovato riparo davanti all’alloggio attiguo all’Osteria delle Alpi, dove è stato trovato sabato mattina. Le sue peripezie sono state dedotte dalle impronte lasciate sulla neve, dalle ferite e dai segni dei morsi che aveva su collo e ventre, mentre la sua età (circa 13 anni) è stata stabilita esaminando le corna. «Avevamo notato le tracce di un ungulato sulla neve, vicino al bar, ma non pensavamo che si fosse fermato proprio qui – dicono Barbara Recrosio e Claudio Martinelli, i titolari del bar ristorante Osteria delle Alpi, che hanno ripreso la consueta attività a Natale, dopo esser stati sfollati per una settimana a causa del pericolo valanghe, come tutti gli altri abitanti di Molino – . E’ un fatto che ha sorpreso tutti, anche se negli scorsi inverni avevamo già visto dei camosci attraversare la piazza e normalmente ne vengono avvistati molti nei pressi dell’abitato di Forzo». Ai valligiani il fatto pare eccezionale perché il comportamento dell’animale, che si è fermato dove c’è più gente, ossia davanti all’unico bar della Valle di Forzo, fa pensare che vi sia andato espressamente per chiedere aiuto agli uomini. «Non abbiamo potuto fare niente per questo povero animale – affermano – , se non assistere alla sua morte straziante ed avvisare i guardaparco, i quali sono subito venuti a prelevarlo». Se non fosse stato in fin di vita, sicuramente la tentazione di non dare ascolto agli esperti del Parco Nazionale Gran Paradiso, e invece sfamare e curare il camoscio, sarebbe stata forte.”

  6. cara Marina, alcuni fatti , quando assumono i connotati della tragedia, superano di gran lunga la nostra possibilità di accettazione. anche se occorre tentare degli approcci conoscitivi, per rendere la piaga meno doloraosa possibile. baci

  7. Cara MAria, sono convinto della necessità di apprendere dal mondo animale, la cui radice è anima.

  8. caro Domenico, la verità è che vivere costa fatica. Ma amore è in sè un valore così alto che giustifica tutto.

  9. Infatti, è così Anima-le, ma non tutti lo comprendono, ahimè, anch’io posseggo un cane da quasi quattro anni e devo dire che mi si è aperto un mondo nuovo, sono sempre stata sensibile a queste tematiche ma oggi ancor di più, infatti ho firmato petizioni per non ammazzare quei randagi, lotto con i politici locali per fare applicare le leggi sul randagismo, sulla vivisezione, sulle sanzioni pecuniarie per chi maltratta e abbandona gli animali, su facebook raccolgo adesioni per questi nostri silenziosi amici ma, non è mai abbastanza. Io dico sempre che un animale uccide e caccia per fame, un uomo uccide per il gusto di uccidere.

  10. Antonella, hai ragione. non sono gli animali i colpevoli. Infatti quelli che assalgono gli uomini sono randagi, creature abbandonate dalla e alla crudeltà degli esseri umani. Cresciuti senza amore riversano la loro disperazione sugli uomini. Siamo noi e la nostra incuranza, la nostra indifferenza a creare quei mostri.

  11. Cani abbandonati
    Una vergognosa abitudine estiva
    La dimostrazione più lampante della cattiveria degli uomini riceve una conferma annuale quando, all’approssimarsi dell’estate, decine di migliaia di mascalzoni decidono di abbandonare il compagno fedele di tante giornate passate allegramente assieme sul bordo di una strada o in un triste canile, squallido ed affollato.
    In un pomeriggio di giugno o luglio, prima di partire per le vacanze, lo spietato padrone fa salire in macchina il cane e parte senza indugi. Fido, possiamo chiamarlo così, perché tutti i quattro zampe abbaianti sono fedeli ed affezionati, scodinzola felice ed è certo che vuoi ricambiare le tante attenzioni dimostrate, dal proteggere il tuo incerto territorio alle tante manifestazioni di amicizia, affetto e lealtà, portandolo al parco a giocare, a tirargli lontano una palla che lui ti porta premuroso indietro o a farlo correre contento tra piante e fiori. Invece tu lo stai conducendo in aperta campagna dove conti di abbandonarlo: fermi la macchina, ti accosti un attimo, lo fai scendere e poi sgommi via. Come il peggiore degli uomini, ma possiamo chiamarti così, certo non sei una bestia come il tuo cane sei molto peggio.
    Ci sono poi dei figuri dalla faccia tosta più della pietra, che si presentano ingenuamente ai canili e raccontano le bugie più strampalate:”Il medico ha detto che il bambino è allergico al pelo”,”Ci stiamo trasferendo in una casa più piccola e non c’è più posto per lui”,”Ha morso un estraneo ed abbiamo paura”, “Ho trovato questo cane per strada, è molto bello vorrei tenerlo, ma non posso, per cui ho pensato di portarlo da voi, invece di lasciarlo al suo destino” e si allontanano fischiettando, ma il cane impaurito comincia ad abbaiare disperato”; molti allungano il passo, altri sfrontati replicano.” In un attimo si stava già affezionando”.
    E tornando a casa pensano di aver risolto alla grande il problema, rammaricati solo di non poter sistemare così facilmente il nonno o la suocera prima di partire: l’ospizio non li ha voluti e ad abbandonarli per strada non se la sentono proprio.
    Achille della Ragione

  12. Caro Achille,
    ti ringrazio a nome di tutti!

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