Porto II

Soltanto nelle biblioteche pubbliche di Roma esistono oltre cinquemila testi di alchimia o saggi sull’argomento. Tranne che in pochissimi casi, nessuno li consulta. È stato più volte dimostrato che in tutta Europa i libri o i manoscritti alchemici sono oltre centomila. Sì, proprio centomila.

Si investiga in ogni campo, si finanziano le «imprese» più incredibili e non esiste fondazione che finora abbia stanziato del denaro per permettere a una commissione di crittografi, biologi, storici, di studiare in senso interdisciplinare queste pagine che riportano tutte le intestazioni: scienza pratica e sperimentale.

Malgrado le premesse, sono considerati volumi di scienza arcaica, di spe­rimentalismo primitivo dei primordi dell’investigazione. Eppure nessuno ha mai calcolato che tutti i grandi esperti di esoterismo, da Campanella in poi, hanno sempre parlato della «scienza» come magia secondaria inferiore. La conoscevano, ma attribuivano più importanza alle discipline dell’introspezione. Comunque sapevano come ricercare le leggi della natura. Basta rileggere la Nova Atlantide di Francesco Bacone, il fondatore della prima Accademia delle Scienze al mondo, per capire come questo sia vero. Ma nulla. Il silenzio imposto dall’arroganza del secolo tecnologico, dai razionalisti, dai positivisti, ha vinto e ha ricoperto quelle migliaia e migliaia di pagine.

E anche quando uno studioso accademico si avvicina a quelle fonti di sapere, lo fa in modo prevenuto. Crede che siano testi mistici, intrisi di sentimentalismo. Se non addirittura delle fantasie prive di contenuto.

Non si è tenuto conto del celebre saggio di Elémire Zolla sulla Storia del fantasticare e sulla differenza fondamentale tra fantasia e vagheggiamento.

Recentemente, un noto docente di Storia delle religioni, durante una riunione di lavoro per una trasmissione del DSE-RAI sulla Storia della magia, ha affermato che Eliphas Levi è un millantatore, appunto un mistico. Come se i due attributi fossero analoghi.

Levi è uno dei massimi studiosi di tutte le religioni e filosofie del secolo scorso. Ma si dichiara ermetista sperimentale e afferma che l’alchimia è una «scienza esatta e pratica».

Così è. Per questo i centomila testi sono relegati nella soffitta della memoria di noi occidentali. Convinti che sperimentalismo sia soltanto un campo della robotica o dell’ingegneria genetica. Non ne abbiamo abbastanza di catastrofi, forse c’è un desiderio autodistruttivo di chiudere gli occhi verso conoscenze che potrebbero finalmente coniugare tecnologia e coscienza. E pensare che Giordano Bruno, non ci si stanca mai di raccontarlo, aveva avvertito Copernico: «Sto dalla tua parte,» affermava. «Ma ogni scoperta sarà inutile se gli uomini non faranno altrettanti passi in avanti nella loro interiorità».

Non c’è verso. Il pensiero dominante, oggi razionalista, ieri religioso, ha imposto la sua legge. Tutto tace. Ma orecchie attente sanno udire una voce significativa oltre il clamore dei motori, dei radiatori, dei razzi, delle centrali nucleari, delle foreste avvampanti.

I centomila libri attendono. Occorrono però occhi nuovi per leggerli e cre­dere, non per fede, ma per aver sperimentato che in essi si cela veramente un «tesoro» da ritrovare. Basta volerlo.

Questo viaggio è un tentativo di recuperare un’emozione che spinga alla curiosità e alla ricerca persone che desiderino davvero possedere pupille opache.

13 Risposte

  1. Io credo ci sia stata una fase in cui era forte e sensata la necessità di separazione delle varie dottrine e scienze, per consentire un approfondimento mirato dei rispettivi linguaggi e strumenti.
    Adesso credo che questa palestra di illuminismo abbia esaurito la sua missione, rafforzando certe capacità, e che proprio la scienza e il mondo della tecnica paradossalmente pongano le basi per un recupero armonico delle “altre scienze”, con la loro storia e sapienza, riviste in una prospettiva di sempre maggiore consapevolezza.
    Un esempio che forse le sembrerà lontano da quanto diceva sopra e che mi viene spesso in mente è proprio nel campo della robotica: diverse persone da anni sostengono la tesi che non sia così casuale la capacità giapponese (e non europea o americana) di costruire robot dotati di movimenti così “armoniosi e fluidi”: il trucco già di lì risiede nell’adottare logiche sfumate, molto più vicine al mondo orientale che al nostro così “aristotelico”. Quindi la tecnologia a mio avviso rsente fortemente della filosofia, tanto per cominciare… se poi pensiamo al fatto che sempre più l’uomo tecnolgico è una specie di cyborg, di uomo con percezioni aumentate -per dirla fantascientificamente alal gibson- io credo non sia affatto sbagliato riconsiderare la possibilità di un riappropriarsi delle scienze dell’uomo non in contrapposizione alla crescita tecnologica ma anzi proprio come -a mio avviso- risposta e naturale conseguenza del mondo in cui ci ritroviamo, per grazia o per colpa della ricerca scientifica e tecnologica.

  2. Il vento sta invertendo la rotta!
    Non riesco ad immaginare in termini di tempo quanto dovranno ancora aspettare i centomila libri ma la loro attesa non sarà vana e questo grazie anche a te Gabriele per essere un’artefice del cambiamento
    Ti voglio bene
    Antonietta

  3. Ciao Gabriele.
    Un pò di anni quando mi interessavo a tante materie, alla fine di queste ho voluto interessarmi dell’alchimia e delle cosiddette materie occulte.
    Ma è stato difficile trovare libri.
    Io credo che l’alchimia la consideravano e la considerano ancora come una scienza occulta non ancora con fondamenti certi. Sapevo in passato che le persone comuni che si interessavano a questi temi ci metteva in mezzo la valenza satanica e usavano certi libri per motivi satanici, e questo lo fanno ancora oggi. Anch’io avevo un pò di riluttanza a leggere questi libri, per motivi sopra descritti.
    Invece poi avevo sperimentato che nei sogni avvengono dei messaggi in cui appaiono libri con significati arcaici e inconsci, da questo avevo incominciato a ricercare libri attinenti a quello che indicavano i sogni, ma con rarissime eccezioni o trovato libri adatti.

    Sul fatto che in passato non si interessavano a libri alchemi, io invece avevo constatato che molti filosofi, studiosi e anche artisti, si erano interessati all’alchimia e alle pseudo scienze occulte. Secondo me era un percorso quasi necessario se si voleva
    avere una conoscenza più profonda delle cose.

    Ancora oggi l’alchimia la conosco poco.

    Nel leggere il tuo post sono andata a cercare tra i miei libri, uno dal Titolo “Il libro dello splendore” non ricordo più il contenuto, ma ricordo che lo avevo comprato attraverso dei messaggi che mi avevano dato qualche mio sogno. Ma ricordo che mi rimase impresso nella mente, anche se adesso non ricordo niente.

  4. Se fosse per me io sarei una di quelle persone che strarebbe in biblioteche del genere a decifrare manoscritti.
    E’ uno dei miei sogni visitare una biblioteca con testi antichi.

  5. caro gabriele
    uno delle mie intenzioni è proprio trovare o costriure un centro dove si può affrontare il viaggio verso una sofia senza limiti e senza confini,io sto dalla tua parte..anzi fino all’ultimo respiro ogni azione deve ed è finalizzata alla ricerca dei testi che parlano del profondo,
    Anima seza fili ,del 2000, rivista della moretti e vitali, dove LOPEZ P. scriveva il suo elogio per il fallimento,da cui si può ripartire verso mete e visioni della vita diverse da quelle imposte da un modo materiale ,io a quei tempi grazie a te e a carla ho iniziato a salire la scala della sapienza , e pretendo quelli che mi seguono di raggiungere piani più alti rispetto a quello dove sono arrivato io.Questa è la via,questa è la speranza..
    Pensi io abito a Bergamo dove c’è la luce di quella speranza,e la stragrande maggioranza non sà e non conosce la GLORIOSA casa editrice Moretti e vitali,persone che hanno una notevole cultura….
    perciò ti aspetto ..qui non per me ,non interesso a nessuno,ma a nome di tutti rendere omaggio a Carla è un atto dovuto per quello che ha fatto e per il futuro
    un universo di sofia
    rosario naddeo

  6. Caro Rosario, penso che questa “SCHOLA” vada aperta. Però servono finanziamenti. vedremo se le Entità crederanno in noi.

  7. Maria, cerca gli scritti di Giuliano Kremmer (ed. Mediterranee oppure REBIS)

  8. Giusto, Seralf. Ma adesso la scienza e la tecnologia debbono fare un passo indietro e permettere il recupero dell’interiorità. Ma non credo che tecnicisti, economisti e scientisti capiscano questa necessità.
    Il veleno si espande. Siamo a Mordor. Dov’è Gandalf?

  9. Mi trova assolutamente d’accordo, proprio perchè nella mia formazione c’è stata per anni anche la tecnica ed ora è parte essenziale del mio lavoro attuale. Eppure le dico che una cosa che non finirà mai di sorprendermi è che i “tecnicisti” (la ringrazio del termine che rende benissimo la prospettiva di lettura) si trovano sempre più e maggiormente tra le fila di coloro i quali non hanno compiuto percorsi completi nella tecnica o nella scienza, mentre posso testimoniarle di moltissimi amici che pur avendo formazioni tecniche o scientifiche hanno a cuore l’idea dell’uomo “al centro”. Come dire: anche qui la superficialità dell’approccio (magari motivata da una sanissima buonafede, beninteso) genera mostri, forse.
    L’esempio tolkeniano rende l’idea e mi diverte assai 🙂
    Gandalf credo che attenda una farfalla ad annunciargli che è ora di svegliarsi da un sonno molto lungo: ora la cosa problematica è capire chi abbia mai di questi tempi la levità di andarlo ad informare…
    Alfredo

  10. Caro Seralf, mi trovo d’accordo, ma se non faremo risorgere l’umanesimo, ho il terrore di quello che potrà accadere. sono felice che una persona con la tua specializzazione sia su questo blog.

  11. sarà che oggi sono un po’ cattivella, non me ne volere Gabriele, ma ho riso un po’ DELLA persona che ha fatto quell’affermazione su Eliphas Levi. Ritengo che una persona con una siffatta cultura sia ammirevole a prescindere dal credo personale di ognuno.
    Forse Eliphas Levi li infastidisce perché è stato capace di rivedere tutto il sistema di valori nel quale era cresciuto, mantenendo una lucidità e un’apertura mentale fuori dal comune.
    Forse chi non è capace di voli pindarci o di sradicarsi dalle proprie posizioni è un po’ invidioso di chi in assoluta serenità lascia la propria mente spaziare. E, se ci facciamo caso, sono sempre i razionalisti ad accanirsi, a deridere, fare la caccia alla strega, ad arrabbiarsi, mai il contrario. La storia, la loro stessa storia, non ha insegnato proprio niente.

    Ieri una mia cara amica (scusa se ti riporto spesso episodi di vita vissuta 🙂 , ma mi fa piacere), una ragazza intelligentissima, che crede nell’amore e nelle cose Belle e Buone della vita, mi ha detto:”Te lo dico, sono una materialista, che ci posso fare? Dio non esiste, non esiste nulla che non sia visibile e tutte le religioni andrebbero debellate, perché sono fonte di guerre”. Ho potuto solo rispondere: “Che brutta cosa”.
    Forse la gente confonde la religione col senso del sacro, l’invisibile con ciò che sovrasta, la fantasia col vagheggiamento, appunto

  12. cara Cristina, ti racconto anch’io una storia: un razionalista molto famoso nel nostro paese, nonchè, un tecnicista e un antiomeopatico, accettò un giorno di fare da testimonial ad un celebre vino italiano. durante la festa, al momento del brindisi, lui se ne uscì con: “Ma io sono astemio”. Il suo razionalismo non gli aveva impedito di rifiutare l’offerta e non l’aveva consigliato di declinare l’invito. Quindi, dietro il razionalismo, spesso c’è una profonda ingordigia egoica. baci

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