A proposito d’Amore…

Leggo da molte parti che l’Amore è tale solo se è libero e indipendente.

L’Amore, invece, è soltanto dipendenza.

Lo scrive Platone nel Simposio (trad. Giorgio Colli) quando fa dire ad Aristofane che prima gli esseri umani  erano una Unità; Dei invidiosi li divisero e da allora una parte cerca l’altra, necessariamente, attraverso tutti gli spazi e i tempi.

E’ evidente che una metà dipende dall’altra e viceversa.

E poi su questa scena d’amore arriva Shakespeare che afferma che è molto meglio avere le pene d’amore che rinnegarle.  Chi le rifiuta diventa dedito al Potere.

E ricordiamoci che i Poeti intingono la loro penna nelle lacrime degli occhi delle donne (sempre il Bardo in Pene d’Amore…)

32 Risposte

  1. Caro Gabriele, ho 53 anni sono in un periodo difficile di sofferenza. Al mattino presto mi sveglio e spesso piango, ma sentire le poesie che leggi al mattino mi aiuta e la casa vuota mi angoscia di meno. Grazie. Ho iniziato a scrivere piccole “poesie” per scrivere ciò che dice le mia anima, sento che la sintesi è efficace per esprimere in poche parole grandi emozioni. Mi fa piacere dartene un esempio.

    Grande apertura sul mondo.
    Vedo una luce
    mentre parlo con l’immenso silenzio
    che avvolge ogni cosa
    ed il leggero soffio della sera
    arriva a sfiorarmi la mente
    con una vertigine di rimpianto.
    Lo sguardo si perde oltre il giardino
    mentre una speranza mi riscalda
    guardando il profilo dell’orizzonte.
    Ancora quella luce
    un lampo di sogno e di illusione
    ma posso crederci se è l’ultima
    strada del ritorno.
    Ancora grazie per la poesia che mi riscalda il risveglio.
    Graziella

  2. Sono d’accordo, Professore,
    l’amore è dipendere dall’altro ed io non ho paura di dipendere dall’altro che amo perché sono pronta a farmi totalmente carico del “preziosissimo altro” che mi ama…eppure, non riesco a concepire nessun rapporto affettivo che sia fuori dalla totale libertà di movimento e di scelta dell’altro…così, come non posso passare sopra l’infedeltà: ne andrebbe del mio amor proprio.
    Insomma, AMORE e FIDUCIA e RESPONSABILITA’ AFFETTIVA nei CONFRONTI di CHI CI AMA hanno un prezzo da pagare e per me si chiama LEALTA’.
    Quindi, bisogna vedere cosa s’intenda per totale dipendenza, perché credo che dipendendo troppo dall’altro si finisca per divenire una zavorra, mentre credo che ognuno di noi deve infilarsi nella testa che tutto quel che possiamo fare è darci la mano e fare il percorso insieme, finché c’è concesso, stimando, condividendo e rispettando.
    A meno che non si parli di fuochi di paglia!
    …non lo so, quindi, se posso rispecchiarmi completamente in questa visione togli fiato di Platone & Co. che mi sa un po’ di POSSESSIVO MALEDETTO: SONO GELOSO, scusi.

    Sa una cosa Gabriele, se non avessi avuto il mio benedetto umorismo e la mia individualità, passionale e aperta e coraggiosa e sconsiderata come sono, l’amore platonico m’avrebbe già fatto fare una fine tragica…alla Shakespeare…ed io proprio non posso e non solo per le ragazze, per me stessa, innanzi tutto.
    E poi, devo confessarLe un fatto: proprio perché non concepisco alcun rapporto al di fuori della totale libertà, io mi fido a priori, sono benpensante e pretendo la fiducia…ma se l’altro pensa male di me m’insoppettisco, perché so che l’immaginazione viaggia perlopiù sul piano del conosciuto (non per i maghi dell’incoscio, naturalmente), ovvero, chi male fa male pensa. E poi, se mi accorgo che uno mi ha tradito nell’ombra, ripetutamente, io non ci passo sopra e che non mi vengano a fare i discorsi delle colpe a metà, perché, colpe o non colpe, non me ne importa niente. Se ho delle colpe ti prendi la responsabilità e me ne parli, non che poi le usi come alibi per colpevolizzarmi del tradimento…che se uno scoperchia il fatal Vaso, poi, veramente, la speranza sta nel fondo.
    Non sopporto la gelosia invadente, non mi piace. La dipendenza affettiva, quella, ci mancherebbe altro, si può trovare il modo di far sì che non diventi una galera…
    Baci.
    Marina… Vado a telefonare ad un’amica che mi aspetta. Giustappunto, è sull’orlo d’un collasso per dipendenza d’amore. Povera. Niente fa soffrire più di una separazione per amore,

  3. Sì, per forza l’amore è dipendenza dall’altro. Anche in senso più generale, esso è sempre conseguenza dell’esistenza di un “altro”, che è il soggetto a cui l’amore si rivolge; amore che può essere di diversi tipi e non solo amore-eros.
    Dipendere in fondo significa “essere appeso, attaccato, pendere da”; se venisse a mancare questo, non si parlerebbe di amore. L’amore vive, esiste e respira per volere il bene dell’altro, oltre sè stessi, ma sempre e comunque in relazione all’altra metà a cui è rivolto.

    Un saluto e buon inizio settimana.

  4. “Amor che move il sole e l’altre stelle”…
    Mi chiedo quale altra forza ci sia, o ci sia stato, di più forte al mondo? In tutte le sue espressioni e manifestazioni è un dono divino.
    A volte mi sono sentita dire che sono “inflazionata” dal quel demone di Eros, ma come non esserlo ascoltando le grida festose dei bambini che giocano e ridono oppure davanti ad un tramonto sul mare o, ancora, perdendosi e ritrovandosi negli occhi della persona che si ama….? E’ lì che, secondo me, l’Universo si ferma e si perpetua quel miracolo che, fin dalla notte dei tempi, ci fa vivere il mistero più grande. E, Gabriele, ti chiedo “cosa c’è di più simile all’amore se non la follia?”

    Un’altra piccola riflessione, che vorrei porre alla tua attenzione, è quella del rapporto tra Eros e Phobos, la paura. “Chi ama, teme”, soprattutto quando ci si è ustionati con l’esperienza… Probabilmente è più la mia parte razionale ad esprimersi, perchè già la mia anima è ripartita…ama e sogna ancora… come quelle figure di Chagall che volano (scusami se penso per immagini, ma sono abituata così, spero solo di non eccedere in voli pindarici!).

    Un grazie anticipato e buona giornata a tutti!

  5. cara Manuela, nella filosofia ermetica l’Amore viene considerato inarrestabile, ed è spesso suscitatore di follia. In questa caso veniva considerata pazzia sacra. Capisco anche che si possa avere paura nel farsi trascinare. Però io sono convinto che mediante l’amore per il partener si possa raggiungere ad alcune mnifestazioni dle divino quindi quel timore è lo spavento della creatura “finita” nei confronti dell’Infinito. baci

  6. Pendere, ovvero l’appeso, cara Elisa, una delle carte più importante dei Tarocchi. E’ la persona che vede le cose capovolte. e quindi scorge il “senso segreto”. baci

  7. Prof, però devo dirle che l’Appeso, ha anche una visione a spicchio…ci rifletta.
    Baci
    Marina

  8. Come sempre Maya vela e disvela, e anche il senso del “simbolo-parola” Amore può essere dipendenza, follia, timore, ma anche libero dono indipendente e consapevole. Io direi che chi ama NON teme l’oggetto del proprio Amore, in quanto desidera darsi senza riserve, così come l’Amor Divino non si risparmia nel consentire di “mover il sole e l’altre stelle”.
    E invece ci ostiniamo a chiamare amore la paura della solitudine, il bisogno di conferme, la ricerca di compensazione dei piccoli bisogni dell’ego.
    Credo che Platone, riferendosi alla traenza dell’essere umano verso l’Unità originaria, alla risoluzione della condizione di separazione, si riferisse a qualcosa che, certo, ha a che fare con l’amore, ma non è amore.
    Se guardiamo la Vita e l’Amore da una prospettiva meno antropocentrica e più distaccata dai risultati (cosa che, questa sì, procura dipendenza e timore), vediamo che Eros è una forza potente, trascinante e che potrebbe offrire all’essere umano, se compreso e realizzato, l’opportunità di trascendere, anche poco, e divenire un poco più Umano.

  9. caro Luca, reputo Eros un “coibente”; permette alle pesone di stare insieme. Ma è UNA valenza. Molte altre sono presenti. continuo a credere che Amore sia dipendenza, al di là del “ragionevole”. baci

  10. Lo farò. Accetto suggerimenti. Sherazade a colazione. (Raccontami, raccontami…)

  11. con un po’ di ritardo, ma eccomi, Marina. cara, in Amore sono contraddittorio. E penso che debba essere così, Eros ha troppe valenze. Mi piace il cardine che hai messo come base: stima, condivisione e fiducia. Sul “pretendere” la Verità sono in sospetto. perchè ALETAIA va rivelata. Ovvero ri-velata. Velata due volte..E se la soluzione fosse nel lasciarsi scorrere? Certo si possono subire colpi al cuore. Ma poi, al fine, è possibile incontrare il propiro doppio incantato. Spero. Marmellata di castagne e tè del deserto. (dolcissimo e nero).

  12. Gentilissima Graziella, mandami pure altri versi. Li leggerò, li leggeremo, volentieri. Tutti i passaggi hanno un ciotolato lacrimoso.

  13. Sono distrutta dalla vita.
    Ho amato troppo nella vita, troppo.
    La gente come me non è fatta per questo mondo.
    Soffro. Sono arrabbiata, con me stessa, soprattutto. Devo ancora conoscere la persona capace di comprendere e dare una mano senza che prima non abbia pensato a sé stessa. Madre Teresa? Gandhi? Perché, a volte, da soli non possiamo proprio farcela, sa?
    Tutta questa lealtà, rispetto dell’altro, amore, scelte scevre di egoismo….sono una suicida, nessuno si comporta così, nessuno…finirò come Alessandro, impazzirò dal dolore per il tradimento e per la perdita di coloro che amo smisuratamente e morirò lasciandomi andare, non prendedomi più cura di me…
    Forse in questo sono simile a le mie figlie? Aristocrazia dei sentimenti e ricerca di un rapporto oggettuale? In parte, perchè oltre all’amore universale, io sono capace di amore passioniale…lo so.
    Come faccio…Gabriele, ho buttato la mia vita nel ces..tino per amore. Non riesco a non avere un senso dell’altro e questo mi porta ad avere un’etica/spiritualità forte che mi travalica…ma mi guardi, cosa ne è di me. Sono imprigionata dall’amore, da quel che è Giusto…
    Mi ammazzano tutti, ogni santo giorno, per le mie scelte d’amore, oltretutto, non è possibile fare qualcosa d’inequivobabile: non ne posso più.
    Tutti si difendono, pensano a sé stessi e tradiscono. M’è rimasto solo Dio, almeno credo. Che senso dare a me stessa? Ho sbagliato tutto, ho fatto e scelte d”amore…penso sempre al bene di tutti…ma mi convinco che l’essere umano, Gabriele, non possa trovare il suo riscatto nella bontà, a questo mondo, ci si riscatta col “delitto”: bisogna far morire impietosamente (simbolicamente) chi ci fa del male, bisogna scappare senza voltarsi indietro dai luoghi della deprivazione. Altrimenti, non si finisce mai di pagare…mai.
    Sto male.
    Fiele del mondo.

  14. Se l’amore è il timore della creatura finita che guarda all’Infinito allora è sub-lime e, come tutte le cose sub-limi è quasi follia, è di una bellezza spaventosa, è fatto di altezze vertiginose ma attraenti.
    L’amore è senza dubbio dipendenza.
    Mi piace la tua definizione dell’arcano L’APPESO. Ci rifletterò…

  15. Solo vorrei che mi strappassi il cuore
    da questa cassa inutile,marcita,
    che non ce la fa piu’di una vita
    sprecata nell’attesa dell’amore.

    Rimango invece qui ad aspettare
    uno squillo,una lacrima,un sorriso,
    una mail,una foto del tuo viso
    e le parole che mi fan sognare.

    Grazie,ti dico grazie,Gabriele,
    per la tua leggerezza di parole,
    per la realta’ mischiata con le fole,
    per il gusto del fiele con il miele.

  16. No Follia, No Sophia.

  17. Il tuo Marina, è un sacrificio. Sulla stessa assonanza di Dioniso o del Cristo. L’opposto della paura, ricordi? è l’Amore. INTERAGIRANIME. RAMMENTA CHI SEI.

  18. Io non ho paura.

  19. Rieccomi Marina. Leggo quello che scrivi e le dite corrono sulla tastiera seguendo un istinto….quell’istinto che mi fa sentire molto accomunata a te. Non pentirti dell’Amore, mai! Ama e continua ad amare. Le tue parole mi risuonano come una musica più volte ascoltata anche nella mia vita… Continua e rianasci ogni giorno più splendente e quando, il tuo cielo si scurisce, ricordati che qui, oltre Gabriele, hai delle persone con cui condividere l’Anima e far spuntare il sole; in fondo dietro le nuvole, il sole c’è sempre!
    Tu ti chiedi che senso dare a te stessa? mi permetto, con molta umiltà, di dedicarti quete parole di Clarissa Pinkola Estès, tratte dalla “danza delle grandi madri”:

    “Nonostante i legami in corso,
    le sofferenze, i dolori, i traumi, le inizioni
    di fducia, le perdite, le conquiste, le gioie,
    il luogo in cui siamo diretti è la terra della psiche
    abitata dagli avi,
    il posto dove gli esseri umani rimangono
    pericolosi e divini,
    dove gli animali danzano ancora,
    dove quel che è abbattuto,
    ricresce,
    e dove i rami
    degli alberi più vecchi
    fioriscono più a lungo.
    La donna nascosta
    che custodisce la scintilla d’oro
    conosce quel posto.
    Lei sa.
    E tu anche.”

    Quindi cara Marina, prendimoci per mano e danziamo insieme…..

  20. Salve prof. Gabriele,
    bello l’accostamento con la figura dell’Appeso; il vedere un altro senso delle cose e quindi aprire un “altro occhio” che può cogliere quello che non può trovare spiegazione con la finitezza delle parole, l’Amore appunto.

    L’amore è dipendenza perchè è attaccamento (dipendere, essere attaccati a…), un attaccamento che è naturale conseguenza dell’affetto che si nutre per l’altro.
    L’attaccamento affettivo inteso come bene che non può oltraggiare il rispetto della persona, perchè il bene per qualcuno è stima che deriva dal valore che gli si riconosce.
    Quindi non è gelosia o possessività patologica che finisce per lèdere la persona amata e che sicuramente quando supera certi limiti, mostra la presenza di conflitti che escono dall’ambito dell’amore puro dell’anima.

    Interpretata così la dipendenza è sostanziale all’amore.
    In alcuni versi di una bellissima canzone di Battisti si esprime questo legame-dipendenza con queste immagini che trovo sublimi:

    “Io e te
    vento nel vento
    io e te
    nodo nell’anima
    stesso desiderio di morire e poi rivivere
    io e te.”

    Un saluto pieno di stima.

  21. Trovo questi versi magnifici Manuela. Mi hai toccata, il che mi induce a pensare che io sia ancora sensibile all’affetto e…VIVA.
    Sei cara. Tanto.
    Marina

  22. Scusa Manuela, dimenticavo, visto che sono un dono per me, presumo che tu mi daresti il tuo permesso e, li pubblico sul mio blog.

  23. Eccomi Manuela.
    Guarda che, ci siamo noi due che danziamo nella Terra di Psiche!
    http://lapenisolaincantata.blogspot.com/2009/02/dono-di-interagiranime-manuelache-dice.html

    Sembri tanto felice anche tu…

  24. per Nike. Lusingato. E’ troppo.

  25. Leone Tolstoj in uno dei suoi ultimi romanzi, “Resurrezione”, dice più o meno testualmente:
    “Tra un uomo e una donna, c’è, prima o pi, immancabile, un momento in cui l’amore raggiunge il suo apice, in cui non vi è più nulla di cosciente, di ragionato, né di sensuale.”
    Questo e anche molto altro, ma soprattutto questo, è l’amore, secondo me.

  26. Cara Elisa, le anime tendono a raggrupparsi e a ritrovarsi. Baci.

  27. (Posso arrivare anche io?) Manuela, Pioggia di frutti di bosco)

  28. Grazie Marina, che onore.
    Molto bello il tuo blog: cha Anima che sei! Continiuamo a tenerci per mano…
    Con affetto, ad una persona speciale. A presto
    Certo Gabriele…l’energia si muove…

  29. FUGACITA’

    TUsei il tempo dove
    dimorano le le meraviglie occulte
    dell’amore.
    Sei il colibri’ sospeso sospeso
    nell’aria a bere rugiada…
    Sei un tintinnio di stelle nel loro
    ridere alla luna
    MA,ti accarezzano glisguardi
    attenti del tempo,mentre
    si dirocca a poco a poco quell’illusione
    che,pochi istanti prima,di te,
    ne faceva un tempio dove Amore
    in te dimorava,ed EBE,quale dea
    della giovinezza,non piu’ versera’ il
    suo nettare…
    …Solo agli dei,e’ data l’eternita’,
    a noi mortali il cupo cielo
    della vecchiezza.
    ————GINA TOTA 4 AGOSTO 2010.TITOLO DELLA MIA POESIA, FUGACITA’.AL PROF.GABRIELE LA PORTA.CIAO !! G T.

  30. Tu non capirai mai il senso
    di questo mio sentimento,
    legato come sei dalla logica.
    La logica,che vuole tutti in fila,
    a riptersi all’infinito,fotocopiando
    emozioni, mai sentite ma ereditate
    dagli antenati ,frustrati.
    da scuole,dove l’ipocrisia ha tenuto
    cattedra,oggi l’amore ha perduto l’anima.
    E’ stanco di alcove,di lune puttane,
    e soli appicicaticci,arrapanti sino
    alla nausa!Tu,non capirai mai! Questo
    mio sentimento,tu vivi nel progresso
    malato di preistoria.
    la clava,e’ la tua parola.
    IO,sono il passato,il presente,e tu,un futuro
    senza stelle,chiuso nel tuo passato.
    Non e’ SBATTENDO I FIANCHI CHE SI SUBLIMA
    L’AMORE.
    ———————GINA TOTA 3-AGOSTO,2010

  31. OGNUNO DI NOI E’ IL DESTINO DELL’ALTRO.

    —————————
    OGNUNO E’ RE NELLA SUA CASA,
    ——————————-
    I GIOVANI VOGLIONO CAMBIARE IL MONDO,MI CHIEDO CON QUALE ATTREZZO?
    ———————–
    SONO TALMENTE SOLA,E MOLTO SPESSO MI INCONTRO.
    ——————-
    CIAO PROF.GINA TOTA

  32. Gina, con quale attrezzo dovrò manomettere la serratura della tua esistenza, cosa potrò dirti quando ti incontrerò davanti al tuo frigorifero che puzza di grano e mosto?
    Dimmi tutto quello che vuoi, ma non chiedermi di sparire come le ombre che sei solita sputtanare sull’ara della tua solitudine. Sono stata sorella di una luna che mi ha eclissata credendo che mi fossi dimenticata come si impasta il pane: il mio sangue non è lo stesso di chi si rifugia in chiesa scandalizzata soltanto perchè mi ha vista al mercato che chiedevo ad una ragazza africana come ci si adorna il viso con un velo. Quando ti incontrerai, saprai cosa raccontarti.

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