Nell’Interiorità di Anima — “Estetica”

Estetica (1)

Il “mito” riporta la percezione al suo fondamento nell’aisthesis, una parola greca che evoca una rappresentazione greca del mondo, in cui la sensazione delle cose e l’intuizione dell’immagine sono un unico atto di apprendimento. Le cose si concedono con generosità all’apprendimento estetico perché il mondo è pieno di anima grazie alla presenza di Afrodite, la Dea della fantasia sensuale. “L’anima è sempre Afrodite”, dice Plotino nella sesta enneade. La certezza mitica è un’affermazione del mondo: dice sì ai sensi, e in questo modo coglie il senso del mondo.

James Hillman, Oltre l’umanesimo, Moretti e Vitali, pag. 59

  

Estetica (2)

La percezione estetica è accompagnata da piacere. Questo piacere proviene dalla percezione della pura forma di un oggetto […]. Un oggetto rappresentato nella sua pura forma è “bello”. Questa rappresentazione è opera (o piuttosto gioco) dell’immaginazione.

Herbert Marcuse, Eros e civiltà, Einaudi, 1968, pagg. 197-198

19 Risposte

  1. Scusi professore ma i due concetti di estetica postati, sbaglio o son in netta antitesi??
    Nel primo ci vedo più la sensuale estetica della percezione sensoriale di una bellezza interiore e non apparente agli occhi ma a sensi ben più alti e nel secondo solo un piacere del senso del vedere, vero e proprio..magari col concetto di bello personale per ognuno ma è molto più standard del primo.
    Mi perdoni Gabriele..è che la filosofia mi affascina ma non conoscendo gli autori nn posso capire ciò che vogliono dire 😦 e quindi ci vedo..a modo mio :((( col rischio di stravolgerne il “senso vero”.
    Buona domenica al profumo di carciofi, melenzane ed arrosto aromatizzato….ah ecco ora che ci penso…esteticamente mi son venuti bene ma la “bellezza” del profumo che emanano è superiore, vista, odorato, gusto…ma c’è qualcosa in più che non so spiegarle…come quando incontro una persona nuova, che non conosco ma che da subito..colpisce.
    (Certo che io per andare fuori post..merito l’oscar..)
    Baci

  2. Calliope, non vedo contraddizione, ma gradualità. si compendiano. baci

  3. “la sensazione delle cose e l’intuizione dell’immagine sono un unico atto di apprendimento”

    dunque sono essi stessi kairos?

  4. Buongiorno. Che bello il lunedì, tutta una settimana davanti! E speriamo nella generosità del Divino.

    Afrodite galeotta, dunque, ma secondo Lei, Professore, quanto gioca il fascino nella vita? …e non parlo del fascino usato come mascherata…già, perché non c’è niente di meglio di chi si presenta per quel che è, in modo autentico, nel bene e nel male… Ed esiste qualcosa di più affascinante della percezione dell’autenticità nell’anima delle cose/persone?

    Certo non siamo tutti uguali, questo è evidente: mi perdoni, ma non posso proprio ammettere d’avere qualcosa in comune con chi dichiara di aver bisogno di dar fuoco ad un altro essere umano per provare sensazioni forti; così, come mi rifiuto di credere che sia Afrodite a mediare, in tali individui, la percezione/interiorizzazione del mondo, quindi la loro visione del mondo ed il senso dell’anima dell’altro/cose che ne deriva. Giudicare, poi, non mi è concesso.
    Tuttavia, parlando di Persone, le quali vivono cercando di rendere alla propria anima la dignità che merita, ci accomuna che ridiamo, piangiamo, ci impauriamo, proviamo attrazione solo per ciò che è autentico, tutto il resto, esaurita la farsa, ci annoia e la noia crea l’inquietudine e l’inquietudine, quando non è il preludio di un Annuncio…è il rovescio della medaglia della paura…ho paura di ciò che non riesco a capire, di ciò che è nascosto…non mi piace la paura, disturba.

    L’autenticità, quella, invece arriva dritta e senza bisogno di una mediazione. L’autenticità ha una sua estetica irripetibile: ciò che è autentico è unico.
    Quindi, tolti coloro che vivono nel buio della loro zona d’ombra, credo che l’unicità dia realmente sollievo e piacere all’animo, mettendoci in contatto con la divinità (Afrodite): e quando il Cielo e la Terra trovano un punto d’incontro, l’esperienza esteriore, visibile, sconfina nell’invisibile, portandoci a contemplare le nostre immagini interiori.

    Professore, ma chi sono queste “anime” talmente speciali da suscitare in noi “certe” sensazioni e darci nuovi sensi per recepire il mondo? Ed il nostro mondo cognitivo s’allarga sempre di più, sempre di più…proprio come l’Universo…
    Certo, questo discorso, per me, sconfinerebbe facilmente nella questione della proiezione e delle aspettative…
    …e il sole su Roma non c’è più…ma a me il tempo uggioso non mi disturba comunque, fra i tanti difetti non sono meteoropatica. Digiuno…e acqua a volontà!

    Marina

  5. Cara MArina, le persone “diverse” in brillantanza hanno, credo, un’ANIMA più antica. secondo Platone sono passate in diverse esistenze. Il filosofo parla – però – simbolicamente. Quindi, allacciando anche Jung alla nostra canzone dei Tempi e dell’Amore, sono Anime che hanno portato un chicco di grano della coscienza al GRANAIO della coscienza collettiva. Menta e cioccolata fondente (poca). baci

  6. Cristina cara, in senso “molto” allargato si. ma tra la sensazione el’intuizione passa “tempo” anche se brevissimo.

  7. Caro Gabriele, sull’estetica e sulla bellezza fino a pochi anni fa ne avevo una visione, poi per alcuni anni ho letto libri su oggettivismo-soggettivismo. L’anno scorso avevo letto qualche libro sull’estetica di Sciller, cui compresi che era tutto ben diverso.
    Quello che mi ha sempre interessato e trovato difficile da capire è il processo della percezione/senzazione/visione, tra la parte interiore/esteriore, tra soggetto/oggetto, in rapporto alla bellezza, ecc.
    Tempo fa mi piaceva afrodite che però io la chiamavo Venere abbinata al pianeta venere, io ero nata di venerdì (giorno di venere) e nel mio segno zodiacale c’è venere, poiché allora credevo o volevo credere a questa “entità” benefica in questi simbolismi anche se superficiali, per contrapporlo forse quell’idealismo superficiale della bellezza esteriore e materiale che vigeva quando ero più giovane.
    Invece in questi anni della mia evoluzione la questione sulla bellezza (pura), afrodite o altri simbolismi simili, l’estetica, l’arte, ecc. arriva prepotentemente nella mia vita o mi influenza molto interiormente lasciando un abisso tra queste cose e il razionalismo esteriore, all’inizio pensavo fosse a causa dell’età matura che forse cerca altre motivazioni, ma non ero io ma l’anima che percepiva queste cose . Con le mie esperienze esteriori e conoscenze attraverso anche le letture fatte finora, mi facevo delle domande .
    Perché a quasi quarant’anni ho visto e fatto cose in così breve tempo, su questi temi che potevo viverle e fare in tutti questi anni, che normalmente gli altri le fanno quando vogliono.
    Perché gli altri (quelli che vedo o conosco io), vivono queste determinate cose con una noncuranza e inpercertibile percezione delle cose belle, mentre le loro cose belle per me sono quasi squallide.
    Un piccolissimo esempio: la prima volta che ho visto una statua di afrodite è stato l’anno scorso, ma c’erano tante, i miei accompagnatori non volevano vedere le statue specialmente quelle senza testa, invece io mi immaginavo come una bambina davanti allo zucchero filato al lunapark.

    Come ho letto qualche citazione sul blog, credo che sia il destino o qualche volontà o entità che fa accadere le cose o fa in modo che entri in determinate persone per farle evolvere e vivere in un determinato modo o credo quando una persona è predisposta a recepire certe determinate cose, esse ne premdono dimora.

  8. vedi, Maria, Jung ammonisce che il DESTINO ci sovraintende. E’ un tema così difficile che ci metto giorni e giorni a chiarirlo a chi segue le mie lezioni ( e ogni volta lo comprendo meglio anch’io). a proposito di Afrodite, lo sai che ha numerosi nomi? uno è ANASYRMA, “l’arte di sollevare la veste”. in barba ai bacchettoni.

  9. Gabriele, Gabriele, non so più come spiegare tutte queste sincronicità, davvero. Non ci crederai, ma su Afrosite Anasyrma ho messo un segno speciale nel tuo libro e sono stata un bel po’ di tempo a sorridere! Poi sono corsa a raccontare tutti i nomi di Afrodite al mio ragazzo e ne abbiamo intavolato una discussione.
    Arrivo qui e leggo questo.
    Ma mi leggi nel pensiero???

  10. Caro Gabriele, qualche anno fa avevo letto una poesia di Novalis e anche di Sciller, “Adonais” che parla di un giovane che va alla ricerca e di capire se stesso, ecc, e trova Iside in un tempio, gli alza il velo e scopre se stesso, o in altre versioni ciò che trova e il modo di essere negativo o positivo di se stesso, … come se era pericoloso ricercare la verità.

    Questo testo mi ha colpito molto, perché ha mistero e riporta a quella ricerca pressante dell’uomo nel capire la verità.

    Le spiego: sui temi di Iside, gli dei greci e romani, o di altre civiltà, fino a un pò di anni fa non me ne interessavo, anche perché la tradizione popolare anche se ha un contesto culturale religioso cristiano, ha sempre considerato queste entità o simbolismi profani o di scarso valore, per questo non li consideravo.
    Invece una volta un pò di anni fa, feci un sogno particolare e poi altri sogni, in cui non capivo il perchè questi miti e entità apparivano come simboli arcaici o guida nella mia evoluzione, anche se io non li conoscevo attraverso la loro storia e che nella mia cultura dove vivo non esistono. Ma da allora capii che questi miti arcaici “esistono” e possono far da guida agli uomini a chi li percepisce o chi è “predestinato ” a sentire queste cose. Mi hanno dato un effetto benefico. In teoria dopo per caso mi ero interessata di astronomia e astrologia, in cui due settori contrari l’uno dall’altro, ma in entrambi c’erano queste storie e questi miti.
    Però negli ultimi 3/4 anni, le esperienze e le conoscenze diventano esteriori. E questi finora sono stati gli anni più belli della mia vita, che mi hanno reso felice.
    Ma ancora ho dubbi, perché gli altri non vedono o non sentono ciò che sento e come vedo io le cose.
    Perche gli altri vedono le cose solo come un oggetto!

  11. Cristina, chi è che penetra nell’animo dell’altro?

  12. Forse penetriamo entrambi in Anima?

  13. Ne approfitto per chiederti una cosa, a tal proposito: quando due persone fanno lo stesso sogno, identico persino nei dettagli e nella struttura, ciò è indice di condivisione dello stesso piano psichico? Non è necessariamente indice di Amore, vero?
    Circa dieci anni fa stavo insieme ad un ragazzo, ma vivevamo in due diverse città. Una volta facemmo lo stesso sogno (che era anche molto articolato) ricordo che io gli raccontai la prima metà e lui mi raccontò la seconda. Non credo di aver Amato con la “A” maiuscola questa persona, non ci riuscivo perché eravamo troppo simili. è passato tanto tempo da allora. ci sentiamo in media una volta ogni due anni, anche di più, eppure ogni volta che lui mi chiama (sì, mi chiama sempre lui) circa due giorni prima lo sogno. Una volta l’ho chiamato io, ma non ha risposto, aveva dimenticato il telefono a casa e sai dov’era? In biblioteca a cercare un libro che gli avevo consigliato circa sette anni prima. Quest’estate l’ho sognato (solitamente sogno di andare a casa sua, ogni volta diversa, e di pranzare insieme) e per due giorni ho atteso la sua chiamata. Il terzo giorno ho indossato sbadatamente una vecchia maglietta, poi mi sono resa conto che l’avevo il giorno in cui ci siamo conosciuti. Dopo cinque minuti mi ha fatto uno squillo.
    Scusami, so che non c’entra molto con questo post, vorrei solo chiederti cosa significa, secondo de, il sognare le stesse identiche cose.

  14. maria, fare sogni a sfondo mitico è di tutti, ma sognarsi gli dei è davvero di pochi. quello che tu hai detto sui tuoi sogni è il paradigma fondamentale di jung (dei-passioni-archetipi). per quanto riguarda i contenuti profondi, alcuni li sentono ed altri no. forse dipende dal fato personale, forse dal daimon. per la filosofia ermetica è l’antico nell’anima personale a fare la differenza.

  15. Proprio ieri leggendo una pagina del blog, vi era scritto il sogno che fece Jung su Verona. qualche settimana fa feci un sogno che raccontai anche nel blog a Marina Morelli, è un simile al sogno di Jung. Ma come descritto nel mio messaggio precedente, attraverso un passaggio di luce trovai un mondo nuovo e bellissimo, con un monte e un sole luminosissimo cui rappresentava un dio, in cui nel sogno non sapevo se era il dio cristiano o un altro dio, non era importante questo.ecc. Erano molti anni che non facevo sogni del genere, ancora mi meraviglio di aver sognato una cosa simile se correlato al significato che ne dava. Perché è difficile che in questa vita moderna certi simbolismi e immagini arcaiche appaiono ancora.

  16. cara Maria, è vero che oggi “certi simbolismi” non ci appaiono di frequente. ma solo a livello razionale. nell’Inconscio continuano a manifestarsi. qualche rara volta giungono, attraverso i sogni, alla luce della coscienza. come è accaduto a te.

  17. cara Cristina, tutte e due. E’ EPISTAMAI (stesso spazio psichico) che può introdurre ad EROS (l’energia che tiene uniti).
    dal punto di vista psichico-analitico è la prova dell’Inconcscio Collettivo. quelo che ti è accaduto è importante davvero.

  18. è proprio vero, chissà perchè non c’ho pensato prima.
    Dunque condivisione dello spazio psichico, che in questo caso avveniva attraverso l’Arte, la Bellezza, perchè, in sintesi, nella prima parte del sogno entravamo in una fotografia di spazi naturali bellissimi, che avevamo ammirato insieme durante la nostra prima passeggiata. Nella seconda parte, invece, c’era il pranzo, il banchetto, in cui lui cucinava e io assaggiavo. E forse anche quest’atto è una forma di “incorporazione” dell’altro, sempre all’interno dell’energia che ci tiene tutti uniti…
    Grazie per aver risposto con tanta precisione (mi emoziono sempre) nonostante la mia domanda un po’ fuori luogo.
    Ma questi messaggi che provengono dall’Inconscio Collettivo sono semplicemente una manifestazione della sua esistenza o affiorano affinché l’Io tenga conto di qualche particolare necessità?
    Un altro fatto assolutamente strano è che per tanti anni nelle mie notti ci sia stato un sogno ricorrente. Dopo averne parlato con madre, mi ha svelato che era anche il suo sogno ricorrente quando aveva la mia età. Ulteriore conferma dell’Inconscio Collettivo…

  19. i messaggi si manifestano per essere incorporati dalla COSCIENZA. ovviamente, quando la coscienza è pronta. i sogni ricorrenti di tua madre che si innestano in te, in effetti, sono una prova lampante. Di più. Sono una prova BELLA.

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