Intervista a Gabriele La Porta – Inconscio e Magia

Il mio ultimo testo si intitola “Dizionario dell’Inconscio e della Magia“. Entrambi, l’Inconscio e la Magia, hanno lo stesso serbatoio, ed è la profondità di Anima. Inconscio è uno dei modi in cui si chiama Anima. La Magia, che sarebbe la filosofia ermetica, e l’Inconscio condividono come un lago oscuro che è dentro ciascuno di noi. Quel lago oscuro è la nostra parte inconsapevole. L’Inconscio custodisce questo lago.

L’Inconscio e la Magia hanno in comune, inoltre, l’interiorità dell’uomo e della Donna. L’Inconscio è il contenitore, la Magia è lo strumento che studia il contenitore. L’Inconscio contiene tutti i nostri complessi, tutti i motivi irrisolti, ma anche tutta una simbologia profonda che dall’Inconscio affiora verso la parte cosciente, il Conscio. La Magia è la filosofia ermetica: decodifica i simboli. Ovverosia è lo strumento con il quale noi riusciamo a guardare i simboli che dalla nostra parte non cosciente, non consapevole entrano nella nostra sfera consapevole, mediante i sogni. Perché i sogni sono il veicolo. La filosofia ermetica vede quei simboli, li studia e dà loro significato. La filosofia junghiana, da qui l’incrocio, ha fatto di se stessa la disciplina che studia e approfondisce simboli e archetipi. Gli archetipi sono simboli ancora più potenti: prima c’è lo sfondo dell’archetipo e dagli archetipi poi nascono come figli i simboli. La Magia è lo strumento che guardando affiorare nei sogni di tutto questo riesce a dare un significato razionale e una logica che noi possiamo comprendere. L’uno non può fare a meno dell’altro. L’Inconscio è indispensabile alla Magia e viceversa. Questo dizionario vuole essere uno strumento utile per chi voglia approfondire la propria parte nascosta.

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Nell’Interiorità di Anima – “Amore”

Amore (9)

E dunque da tempo così remoto è innato negli esseri umani l’amore degli uni per gli altri, anzi esso è restauratore dell’antica natura in quanto cerca di curare e restituire all’unità, di doppia che è divenuta, l’umana natura.

Platone, Simposio, Rizzoli, 2001, pag. 145

Amore (10)

… per la maggior parte dei sistemi mitologici ed esoterici (Kabbalah, Tantrismo ed Alchimia in particolare) all’inizio era la donna, l’armonia fattasi visibile, colei che dona la vita, l’estasi e la saggezza. In altre parole, all’inizio, era l’amore e il desiderio che, come ricorda Spinoza, è “l’essenza stessa dell’individuo” (Etica III, De affectionibus, par. 3 e par. 9)… Leone Ebreo specificava che lo scopo dell’amore non è il possesso ma “la dilettatione de l’amante nell’acquistata bellezza de l’amato” (Abravanel 1535, Dialogo 3, ed. 1919, pag. 3)

Arturo Schwarz, L’immaginazione alchemica, ancora, Moretti e Vitali, 2000, pag. 11

Amore (11)

Così non è casuale che sapienza sia un termine femminile sia in italiano che in greco, sia in ebraico – e che amore e sapienza siano indissolubilmente legati è un mitologema altrettanto frequentemente diffuso. Yehudà Abravanel, riprendendo un’idea kabbalisticamente e ampiamente generalizzata, sosteneva che l’amore si celava all’apice della sapienza e che è l’amore a sostenere tutte le parti del cosmo, dalla sfera più esterna fino alla roccia che è dentro la terra: “E siccome niuna cosa non fa unire l’universo con tutte le sue diverse cose se non l’amore, seguita che esso amore è la causa de l’essere del mondo e di tutte le sue cose. (Abravanel 1535, Dialogo 2, ed. 1919, pag. 165)

Arturo Schwarz, L’immaginazione alchemica, ancora, Moretti e Vitali, 2000, pag. 12

Amore (12)

L’amore dipende dal consenso che l’anima superiore dà alla passione dell’anima inferiore… Quaggiù l’amore non conosce limiti, né li conosce l’oggetto amato, ma infinito è l’amore del Bene, poiché la sua bellezza è di un’altra specie ed è bellezza superiore a qualsiasi altra bellezza.

Plotino, Breviario di Plotino, Rusconi, 1997, pagg. 73-74

Amore (13)

Il trasformatore di ogni essere è l’amore per il proprio simile… strumento di civiltà è l’amore… la “gentilezza” del cor, intesa nel valore anagogico occulto, bisogna intenderla alla latina, gentile per tendente verso le genti, altruista… non c’è altruismo che non significhi il sacrificio di parte del nostro io, se non tutto, alla felicità altrui.

Giuliano Kremmerz, Angeli e Demoni dell’Amore, Rebis-Viareggio, 2000, pagg. 4-9

Amore (14)

Quello che deve guidare gli uomini per tutta la vita, affinché possano vivere nel senso della Bellezza, non deve essere né la parentela, né gli onori, né le ricchezze, né nessuna altra cosa se non l’Amore.

Platone, Simposio, 178 c-d a, in Breviario di Platone, Rusconi, 1995

Amore (15)

Quando amiamo, facciamo l’esperienza di un decentramento: veniamo sradicati dal nostro modo di essere precedente e catapultati nel vuoto, e sebbene si speri di approdare a un nuovo mondo, a una nuova forma di esistenza, non vi è mai certezza di arrivarvi. Tutto ci appare diverso e può accadere che niente torni più ad apparirci come prima. Il mondo viene annichilito e nessuno ci garantisce che in seguito esso verrà ricostruito. Noi perdiamo il nostro centro, ma senza la certezza di ritrovarlo.

Rollo May, L’amore e la volontà, Astrolabio, 1971, pag. 100

Amore (16)

L’amore pone ogni volta una sfida all’umano nella sua globalità ed esige un atteggiamento incondizionato chiedendo completa dedizione.

Giovanni Gocci, Conferenza sulla psicologia dell’amore, Verona, novembre 2004

Amore (17)

Attraverso il potere trasfigurante dell’amore, l’oggetto si svela e rivela la sua trascendenza simbolica (la sua anima): l’oggetto diviene trasparente, sicché gli occhi dell’amato trasfigurano in stelle lucenti o in profondità del mare. Ogni cosa si anima, e nel bene e nel male diviene simbolo vivente. È questo il salto, il passaggio acrobatico dall’altra parte, che consente al cuore di approdare alla sua meta: la visione interiore, l’amore, l’umana pietà, la condivisione del pathos di vivere.

Carla Stroppa, L’acrobata nel vuoto, XII seminario di Anima, Sant’Andrea in Percussiva, 21 aprile 2002, pag. 13