Slegami

Slegami
districa i nodi della mia solitudine
Meravigliami
nella inconsistenza
di un corteggiamento
che lascia cadere veli
Lascia scivolare le tue dita
Lasciami il segno
non parlare
perchè la lingua
supplisce il bacio
ed il bacio il cuore
Restami dentro
E muori

Miranda Galati

La dignità

“La dignità è l’unico vestito che può e deve essere indossato ad ogni occasione.
Chi se ne priva, non solo non si ama, ma rinuncia a se stesso”

Paola Melone

Per una notte… per una volta

Per una notte… per una volta

Per una notte vorrei essere
pausa fra i pensieri.
virgola fra parole,
perduto sogno fra le stelle.
Per una notte vorrei dormire
come ignoto fiore di prato.
Per una volta…
Maria Savasta

L’acrobata

Come un funambolo ho camminato sul filo teso dei tuoi pensieri
come un acrobata ho fatto capriole tra i tuoi desideri più intimi
come un giocoliere ho lanciato in aria parole
luminose e colorate per creare l’incanto
che catturasse il tuo sguardo e gli desse vita
trapezista in volo tra le tue assenze
ho nuotato nel vuoto senza paura
ho piegato il mio corpo sollevandolo con le mani
sull’unico lembo di pelle che mi concedevi;
tutto questo per darti un bacio?
no, perché tu fossi capace di darne.

Mario Tommaso Carnevale Di Mugno

Il terzo nome

 

T’immagino, mentre ci sei
lenisci le fratture
di ossa corticali
scolpite di solchi
e senza sognarti
mi massaggi col tuo balsamo
le contusioni contorte.

Bianco

Bianco,
è questo il colore che scorre nel mio cuore
nel pensiero e nelle vene.
E’ il bene che intravedo.
Bianco,
è lo spazio liberato dalle parole inutili.
Bianche,
le voci dei bambini nell’ora della ricreazione.
Bianca,
è la calma della barca che si lascia cullare dalle onde.
Bianco,
è il colore della musica che ascolto
che mi consente di raggiungerti,
ovunque tu sia.
Bianco,
è passeggiare tenendoti per mano,
e il semplice pasto consumato insieme a te.
Bianca,
è ogni carezza con la quale delicatamente sfioro il tuo volto.
Bianco,
è il candore della fiducia che ripongo in te
e il pudore che protegge, il mio amore per te.
Bianco – è questo il colore che mi è caro,
che guida i miei pensieri,
che mi avvolge di questa pace,
e che riempie il cuore – di profonda armonia.

Denise Alesi

Da leggere…

Carrismi, giorni fa vi ho parlato del musicista, autore e ricercatore, Alberto Tebaldi. Oggi è uscita una interessante intervista su Il Velino.
Ve la consiglio

Buona lettura
Gabriele

http://www.ilvelino.it/it/article/alberto-tebaldi-mostro-una-strada-alternativa-agli-operatori-musicali/54255fb5-01b9-4f63-a678-c42307f7a0c1/

Alberto Tebaldi: Mostro una strada alternativa agli ‘operatori musicali’
Con “Trattato di Armonia Jazz Alchemica” il musicista è al suo terzo libro

Chi è Alberto Tebaldi? Più uno studioso, più un musicista o più una persona in cerca di sé? “Un noto pianista del panorama Jazz italiano, con il quale ho avuto la fortuna di collaborare nel mio ultimo disco, mi ha definito un ‘Ricercatore’. Probabilmente è la parola che racchiude in sé i tre aspetti messi insieme. Sicuramente sono una persona in cerca di sé; grazie alla stesura del ‘Trattato di Armonia Jazz Alchemica’ posso dire, oggi, di conoscere quella persona un po’ di più”. Così il musicista romano classe 1972 che ha da poco pubblicato il suo terzo libro (Narcissus Self Publishing). L’artista si descrive “lunatico, esigente, autocritico” e mastica le note sin da quando era piccolo, amando suonare ed insegnare a farlo. “Mi sono avvicinato alla musica per caso, grazie a mio padre, artigiano del legno, il quale un giorno restaurò una vecchia chitarra gettata via da chissà chi e me la regalò. Da quel momento non ho mai più abbandonato lo studio di questo strumento – racconta Alberto Tebaldi al Velino -. L’interesse per la didattica è nato parallelamente ai primi approcci alle sei corde. Ho iniziato sin da subito ad ‘auto-insegnarmi’ e ad insegnare cercando di comprendere le potenzialità dello strumento, compilando decine e poi centinaia di fogli che ancora oggi conservo, pieni di speculazioni e teorie, spesso strampalate, qualche volta azzeccate, a volte illuminanti, che sarebbero poi state alla base del materiale delle mie pubblicazioni”. Se gli si chiede cos’è per lui la musica, Alberto risponde: “Uno dei più noti studiosi di esoterismo del 1800, Eliphas Levi, sosteneva che… ‘La Magia è la scienza tradizionale dei segreti della Natura…’. Io penso che la Musica, intesa come ‘vibrazione’, sia tra i principali elementi di cui la Magia dispone per esplorare i segreti della Natura”. “Trattato Di Armonia Jazz Alchemica” è il suo terzo libro. “Il mio primo libro ‘Metodologie di linguaggio musicale p.1’, edito da Sinfonica Jazz, venne pubblicato nel 2001; nel 2007 Nuova Argos pubblicò il mio secondo libro dal titolo ‘Manuale creativo di Chitarra jazz’, dedicato alla figura di John Coltrane e alla visione simbolica dell’armonia jazzistica comparata alla teoria del colore. Il ‘Trattato di Armonia Jazz Alchemica’ è il terzo scritto – spiega -, al momento solo in versione eBook, e rappresenta un ampio approfondimento dei concetti esposti nei primi due”. DA DOVE NASCE L’IDEA DI QUESTO NUOVO LAVORO? “Iniziai a realizzare nuove tavole didattiche già nel 2009 in occasione di un Seminario tenuto, in qualità di docente, presso l’Istituto d’Arte Osvaldo Licini di Ascoli Piceno. L’intento per questo nuovo libro non era rivolto unicamente all’analisi degli equilibri interni che regolano alcune cadenze armoniche; volevo, infatti, capire se e cosa potesse esserci dietro questi equilibri. La lettura di testi di natura alchemica e di Magia, in associazione alla sperimentazione onirica spontanea e indotta, mi ha permesso di poter formulare l’esistenza di una tonalità occulta che condiziona la composizione del musicista suggerendogli linee melodiche e accordali, senza che possa rendersene conto. Al momento – sottolinea Alberto Tebaldi – la ricerca mi ha portato a determinare l’aspetto cromatico di questi suoni occulti, nonché la disposizione degli stessi all’interno della tonalità d’appartenenza. Per quanto riguarda invece la parte tecnica, il ‘Trattato di Armonia Jazz Alchemica’ offre un gran numero di soluzioni armonico-improvvisative, che prendono spunto dalla suddivisione in parti uguali dell’ottava musicale illustrando sovrapposizioni e veri e propri sistemi, certamente già utilizzati in passato da John Coltrane, ma che ancora oggi vengono studiati e rielaborati dai più grandi musicisti di Jazz contemporaneo”. QUALI I PASSAGGI FONDAMENTALI DELLA TEORIA CHE ILLUSTRA? “Non credo d’essere in grado di fornire una ‘teoria’ nei miei libri, piuttosto il mio è l’intento di mostrare una strada alternativa a coloro che io chiamo ‘operatori musicali’; quella strada che io stesso ho intrapreso grazie ad alcuni ‘suggerimenti’ ricevuti sin dagli inizi del mio cammino artistico”. A CHI CONSIGLIA QUESTO LIBRO? SOLO AGLI ADDETTI AI LAVORI? “Lo consiglierei a chi non si è ancora reso conto che dietro alla Realtà conosciuta si nasconde un ‘sopra’ e un ‘sotto’ fatto di numerosi ‘luoghi dimensionali’ il cui accesso è indissolubilmente legato alla sensibilità soggettiva dell’individuo e alla propria ‘capacità onirica’ e percettiva della forma, del suono e del colore, nonché del simbolismo che i tre elementi portano con sé. Questo libro può essere utile a tutti i musicisti e, almeno per ciò che riguarda l’intera prima parte, anche a chi con la musica non ha nulla a che fare, ma che è dedito ad una personale e profonda ricerca interiore”. USA SPESSO PARLARE IN PRIMA PERSONA: LO FA PERCHÉ SI PROPONE AD ESEMPIO PER GLI ALTRI MUSICISTI O PER SOTTOLINEARE IL FATTO CHE QUESTA RICERCA È UN VIAGGIO INTERIORE? “Rispetto ai miei primi due libri ho voluto espormi ancor di più – dice Alberto -, anche a rischio di incorrere in critiche feroci, poiché ho ritenuto molto più importante affrontare aspetti da cui la didattica musicale convenzionale si tiene alla larga, un po’ per mancanza di argomenti, un po’ per paura di affrontarne i risvolti. Un capitolo del libro è dedicato al mio pensiero sulla misteriosa quanto nota legge di Adolfo Gustavo Rol e alla spiegazione che i miei studi mi hanno portato a darne. Il tentativo di scandagliare ciò che l’abbinamento percettivo del colore verde e della quinta musicale comporta a livello psichico e di consapevolezza individuale è un chiaro esempio di come questo libro sia in fondo il ‘racconto’ del mio personale viaggio interiore, che non nasconde la ‘presunzione’ di riuscire ad indurre una forte spinta nel viaggio interiore del lettore il quale, lungo il proprio percorso di crescita personale, si trova ad incrociare i miei scritti”. ATTUALMENTE DOVE INSEGNA? “Da tre anni circa ho uno Studio privato nel centro di Roma che ho chiamato ‘Nono livello di percezione’ (’9th Level of Perception’ per gli appassionati anglofili). Il nome prende spunto dal simbolo complesso delle 9 Dimensioni rappresentate dalla Chiave d’accesso all’Armonia universale descritta nel mio secondo libro. Grazie ad internet, ricevo spesso richieste di studenti e musicisti disseminati per l’Italia che mi chiedono aiuto riguardo le problematiche armoniche e improvvisative. Estratti dei miei libri sono stati utilizzati anche in alcune tesi universitarie”. LEI SUONA MUSICA JAZZ. CON QUALE FORMAZIONE I SUOI PROSSIMI LIVE? QUALE IL CONCERTO CHE STA PREPARANDO ATTUALMENTE? “Successivamente alla pubblicazione del Cd album Cyber Alice (2010 – etichetta discografica Zone di Musica) mi sono dedicato alla raccolta e all’ideazione di nuovo materiale utile alla stesura del ‘Trattato di Armonia Jazz Alchemica’. Nei miei progetti musicali di stampo jazzistico ‘Cyber Alice’ e ‘Phalaen (opsis)’ ho sempre presentato composizioni originali, dove l’utilizzo dell’armonia jazz si fondeva alle esperienze giovanili di stampo rock-progressive. Riguardo i miei prossimi live, non ho fretta… reduce dalle fatiche del libro, attualmente sto lavorando alla ricerca di una formazione stabile i cui requisiti fondamentali dovranno essere necessariamente serietà e umiltà. Mi piace selezionare i miei collaboratori principalmente in base alle doti umane prima ancora che musicali (che, naturalmente, non devono mancare) e questo richiede, necessariamente, tempo. Il concerto che sto preparando prevede la presentazione di alcune composizioni inedite, sulle quali sto lavorando già da molti mesi, dalle armonie alquanto complesse che prendono volutamente spunto dagli studi proposti nel ‘Trattato di Armonia Jazz Alchemica”. QUALE IL SUO LIVE INDIMENTICABILE E CHI È IL MUSICISTA CON CUI ASPIRA A SUONARE? “Il mio live indimenticabile è senz’ombra di dubbio il primo in assoluto, all’età di 17 anni credo, fatto di cover rock, d’imbarazzo, di inconsapevolezza armonica, di totale incoscienza musicale, di fraseggi rubati e mal riproposti, di fuori tempo, di scale pentatoniche legnose, di note sbagliate e di una tecnica a dir poco improbabile… ma con la sensazione che da quel giorno avrei intrapreso un percorso importante che mi avrebbe portato a fare un passo fondamentale verso la conoscenza di me stesso e delle ‘forze’ che mi circondano. Più che aspirare a suonare con un musicista in particolare, il mio sogno è quello di poter un giorno ascoltare le mie composizioni suonate dai grandissimi della musica contemporanea, sedermi al tavolo con una buona birra e godermi lo spettacolo”. PER UN MUSICISTA CONTA PIÙ LA DIDATTICA O LA PROPRIA CAPACITÀ DI TRASMETTERE EMOZIONI? “Non mi sono mai posto il problema di dover trasmettere emozioni; se la propria musica nasce da un lavoro serio e costante è inevitabile che ne trasmetta, siano esse positive o negative. La musica non è sempre piacevole, ciò che fa la differenza è l’onestà del musicista e di ciò che propone. Per quanto riguarda la didattica è per me un processo di crescita personale e al contempo di condivisione irrinunciabile. L’attitudine a pubblicare nei miei libri i traguardi raggiunti è l’inevitabile conseguenza della mia avversione nei riguardi di una ‘certa didattica’, italiana in particolare, fatta di pseudo insegnanti terrorizzati all’idea di essere surclassati dagli stessi allievi, e che spesso si nascondono dietro la bravura tecnica, paragonabile a ginnastica per le dita, capace solo di impressionare uno stolto”. ALTRI PROGETTI IN CANTIERE? “Non escludo l’idea di scrivere un libro sulle tecniche empiriche e spontanee da me utilizzate nella sperimentazione onirica. È un argomento che mi sta molto a cuore e che vorrò affrontare con il massimo rispetto, per cui credo passerà molto tempo prima che questo progetto possa vedere la luce. Più a breve termine ho intenzione di realizzare dei video esplicativi sulle armonie che caratterizzano alcune mie composizioni e, parallelamente, vorrei lavorare ad un nuovo disco, dove valorizzare al meglio la consapevolezza musicale fin qui acquisita. Ma, ad essere sincero, il ‘progetto’ che in assoluto ritengo più importante per la mia ricerca artistica è, senza dubbio, quello di avvicinarmi sempre più al ‘Cancello verde’ (…) e tentare di varcarne la soglia!”.

L’Oltre…

“Dietro al colore e alla forma, elementi fondamentali alla composizione,
si cela spesse volte un significato altamente simbolico; quel significato
profondo che nulla ha a che vedere con la visione puramente estetica
della forma e del colore stessi, giustificato, in prima analisi, semplicemente
con le reazioni associative che il nostro cervello mette in atto al fine
di decodificare e di ‘significare’, collocandolo in un determinato ambito
sensoriale, uno stimolo. Solamente guardando oltre i confini della percezione
si può scorgere ciò che all’Uomo non è dato ‘possedere’
in quanto cadrebbe inesorabilmente il senso della ricerca, quella spinta
al movimento la cui assenza getterebbe l’umanità in uno stato di penosa
solitudine spirituale. Questo trattato proverà, pertanto, ad indagare
‘l’Oltre’, tentando di fornire spunti di riflessione sui meccanismi occulti
che determinano il nostro ‘sentire’ e di cui si è troppo spesso inconsapevoli.
Esiste una Magia dietro ciò che ascoltiamo e la vibrazione
è il mezzo che più in assoluto ‘serve’ al passaggio dimensionale, di conseguenza,
al cammino verso la conoscenza”.

Alberto Tebaldi, Trattato di Armonia Jazz Alchemica

Amnesie creative

“È mia convinzione che sono molti i compositori i quali, al termine dell’atto creativo compositivo, hanno la netta sensazione che la sinfonia o il brano composto in realtà esistesse già da qualche parte e fosse solo in attesa di essere ‘trasferito’. Questa sensazione viene confermata dal fatto che l’artista, il più delle volte, non ha piena coscienza di come e quando la propria creazione sia nata, fino al punto di averne, spesso, una vera e propria amnesia”

Alberto Tebaldi, musicista, autore.

Da Trattato di armonia Armonia Jazz Alchemica

Un libro “magico”, illuminate e che vi consiglio.
Per chi lo volesse, è acquistabile on line

Le mani

Se dai uno schiaffo
ti resta sulle mani la sporcizia della cattiveria;
se fai una carezza ti resta sulle mani
il profumo della dolcezza.

(Alessia S. Lorenzi)

Sta qui la comprensione

IL MIO PERDONO (settembre 2010)

Il sangue sgorgava all’improvviso,
imbrattando il tuo volto,
penetrando denti, unghie, cuori -
ricordandomi spietatamente quanto la tua malattia
- non fosse un’illusione.

Annientando sino l’ultimo residuo di sensibilità,
fuggivo le lacrime e rincorrevo un sorriso
per affrontare occhi che non sapevo sostenere.
Dio quel sangue! Dio quelle lacrime respinte!
E la mia fragilità diventava la forza che avvolgeva la menzogna
ingannando stupide speranze.

Curavo le tue piaghe in attesa di consegnarti alla morte.
Padre… tu che sei stato il mio carnefice,
che mi hai defraudata della Vita
che mi hai negato la possibilità di essere…
mi hai offerto infine la tua sofferenza
per apprendere la lezione della pietà e della compassione,
che cancellano colpe e insopportabili dolori.

E’ il mio perdono la chiave che apre queste catene.
Appartiene a me il dolore di oggi,
che più non trascina devoti fantasmi.
Appartiene a me quanto non sono stata,
appartiene a me – quanto sarò.

Denise Alesi

DISTESO SUL GELIDO PAVIMENTO

Disteso.
Sul gelido pavimento
al centro del cammino di coloro
che passano indifferenti,
altri osservano e riflettono.
Nello spazio dell’inospitale giaciglio
è racchiusa la tua Vita.
Lì… dove svendi la tua dignità
per la mercenaria compassione.
Lì… dove la pietà vale alcune monete
e il valore della misericordia fluttua
come la bandiera sul suo stendardo
sospinto dal vento.

Sanguina il mio cuore che rifugge vite di espiazione
e desidero coprirti,
con panni tessuti delle lane più preziose
e vorrei donarti le mie stesse braccia e gambe
per volare e correre lontano
per non giacere più sulla nuda terra,
per non tornare indietro.

Vorrei raccontarti della bellezza racchiusa nel tuo cuore
vorrei raccontarti dell’amore che potresti conoscere,
quando tu desiderassi rinunciare all’altrui pietà
e vorrei sollevarti da quel gelido pavimento,
che non è la tua dimora -che non sei tu.

Ma comprendo il tuo bel viso
e la dolcezza nelle parole di ringraziamento.
E allora ti accolgo! Nel mio Paradiso dolce creatura
e nelle mie preghiere.
Ti porto con me angelo mio
nei luoghi che meriti
dove l’energia divina unisce le anime di coloro
che traggono linfa dal conforto delle anime altrui,
dove gelo e pietà non hanno accesso.

Disteso sul gelido pavimento,
-tu- non sarai più solo.

(Denise Alesi)

Parigi

Lascio questo pianto di gioia,
e la mia libertà.
E’ già ricordo il mio passaggio
in questo luogo.
Sono già frammenti indelebili
che mi elevano e fanno male
e bruciano il mio spirito,
che vorrebbe allontanare
- l’ineluttabile ritorno.

Lascio questo pianto
intriso di paure e sorrisi
e ogni anima che mi ha circondato
che non mi ha conosciuta,
ma che ha condiviso
l’unicità del nostro sfiorarci.

Lascio ciascun sorriso
che non si è accorto delle lacrime,
e dell’armoniosa solitudine.

Lascio il mio cuore nella speranza che non si perda,
nella moltitudine, nell’aria sporca,
nell’affaccendarsi di coloro che sono
- e di quelli che verranno.

Lascio quanto ho scoperto della mia anima,
quanto era sapientemente occultato dall’abitudine
e quanto sarebbe inesorabilmente morto
nelle sabbie mobili dell’infinitamente piccolo.

Lascio il ricordo di me alle imponenti mura
alle chiassose piazze
ai giardini che sanno di fiaba
alle strade secondarie, che mi hanno avvolta
- della bramata quiete.

Lascio al sole, che ha scaldato il mio cammino,
la beatitudine che ha pervaso la mia essenza:
lascio a lui in dono, la custodia delle mie orme
e dei frammenti indelebili che renderanno qui, eterna,
- l’amorevole mia presenza.
(Denise Alesi)

Traffico

TRAFFICO

Indecifrabili strade – e caotiche vie intorno.
Nessuno sa più dove andare
quali stazioni visitare e dove pernottare.
Un viavai di personaggi, un po’ uguali e un po’ no.
Tutti indaffarati nel labirinto, in cerca dell’uscita
e tutti volenterosi, nel malsano desiderio,
di condividere- le reciproche illusioni.
Non ci sono semafori – o almeno tutti li ignorano -
incapaci di attribuire un significato ai colori.
E allora si attraversa con il rosso
si fissa addormentati il giallo
e ci si arresta con il verde,
generando strani incidenti
dove non scorre il sangue
ma l’inesorabile lezione di Vita
o l’inesorabile, perdita di tempo.
Denise Alesi

Non è la forma

NON E’ LA FORMA

Comunque ti amerei.
Perché la forma dell’età, della gradevolezza
del benessere e della malattia,
si trovano alle mie spalle, e non davanti a me
- quand’io ti guardo.

Perché tanto prezioso è il tuo mondo interiore,
che non hai bisogno di mostrare fugace giovinezza.

Perché tanto rasserenante, è la tua bontà
che non hai bisogno di esibire due gambe e due braccia:
la tua generosità ti renderebbe unico
- anche se tu non avessi braccia e gambe.

Perché tanto illuminata, è la tua capacità di penetrare l’apparenza
che non hai bisogno di occhi:
il dono della vista, è dentro di te.

Perché tanto pregiata è la tua sensibilità,
che la forma delle sembianze
non plasma quella dell’illusione;
la perfezione è già in te,
nei tratti che delimitano il tuo corpo
nello spazio racchiuso all’interno del tuo mondo interiore.

Perché il vero mistero dell’attrazione
oltrepassa ogni futile confine, e freme
nutrendosi del cibo ripudiato dalla superficialità.

Non la forma
ma la profondità e il mistero
che riempiono il suo contenuto
mi trascinano ineluttabilmente, verso la conoscenza
- della più intensa e inebriante passione.

Denise Alesi

Stelle

Le stelle sono illuminate purché ognuno possa un giorno trovare la sua.
Antoine de Saint Exupéry

Conoscere

Noi non conosciamo le persone quando vengono da noi;
dobbiamo andare noi da loro per sapere quel che sono.
Johann Wolfgang von Goethe

La noia, la paura e la rabbia

“Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a rendere così breve la vita di un gabbiano”

Il gabbiano Jonathan Livingston”, R.Bach

Tornare a casa

“La filosofia è in fondo nostalgia,è il bisogno di essere a casa,dovunque.
Allora dove stiamo andando? Stiamo sempre tornando a casa.”
Novalis, Frammenti

La perfezione

Amiamo la perfezione, perché non la possiamo avere; la rifiuteremmo, se ce l’avessimo. Il perfetto è il disumano, perché l’umano è imperfetto.
L’odio sordo per il paradiso – il desiderio come quello della povera infelice che ci fosse la campagna in cielo. Sì, non sono le estasi
dell’astratto, né le meraviglie dell’assoluto che possono incantare un’anima che sente: sono il focolare, i pendii dei monti, le isole verdi nei
mari azzurri, i sentieri fra gli alberi e le lunghe ore di riposo nelle ville ancestrali, anche se non le possediamo mai. Se non c’è terra nel cielo, è
meglio che il cielo non ci sia. Allora il nulla sia tutto e finisca il romanzo che non aveva una trama.
Per poter ottenere la perfezione sarebbe necessaria una freddezza esteriore all’uomo e allora non ci sarebbe cuore di uomo capace di
amare la propria perfezione.
Ci stupiamo, amandola, della tensione verso la perfezione dei grandi artisti. Amiamo la loro prossimità al perfetto, però la amiamo perché è
solo prossimità.

FERNANDO PESSOA, IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

Sogni

I sogni sono fatti di tanta fatica.
Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie,
perdiamo di vista la ragione
per cui abbiamo cominciato a sognare
e alla fine scopriamo
che il sogno non ci appartiene più.
Se ascoltiamo la saggezza del cuore
il tempo infallibile ci farà incontrare il
nostro destino.
Ricorda:
“Quando stai per rinunciare,
quando senti che la vita è stata
troppo dura con te,
ricordati chi sei.
Ricorda il tuo sogno”.

Sergio Bambarén, Il delfino

Il dopo

” Le persone si preoccupano sempre di quello che succederà dopo.
E’ raro che se ne stiano tranquille, a occupare il presente senza pensare al futuro.
In genere quello che hanno non le soddisfa e quello che avranno le preoccupa molto. “

L’arte di correre sotto la pioggia, Garth Stein

Molto meno…

Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. sappiamo molto meno di quanto
amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare.
E così siamo molto meno di cio’ che siamo.
Leo Buscaglia Amare, vivere, capirsi

Rischi

E’ necessario correre dei rischi …
riusciamo a comprendere il miracolo della vita solo quando
lasciamo che l’inatteso accada.
Paulo Coelho, Sulla Sponda del Fiume Piedra

Grandezza

 

“N℮ll’℮tà d℮ll℮ commozioni il cuor℮ non basta a r℮gg℮r℮ la spinta d℮l sangu℮. Il mondo intorno è poco risp℮tto alla grand℮zza ch℮ si allarga in p℮tto. “
Erri De Luca

Immagine

La preoccupazione per la propria immagine, è questa la fatale immaturità dell’uomo. E’ così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane.
L’uomo ci arriva solo dopo la morte.”

Milan Kundera, L’immortalità

Le cose più importanti

“L℮ cos℮ più importanti sono l℮ più difficili da dir℮. Sono qu℮ll℮ di cui ci si v℮rgogna, poiché l℮ parol℮ l℮ immis℮riscono – l℮ parol℮ rimpiccioliscono cos℮ ch℮ finché ℮rano n℮lla vostra t℮sta s℮mbravano sconfinat℮, ℮ l℮ riducono a non più ch℮ a grand℮zza natural℮ quando v℮ngono portat℮ fuori. Ma è più ch℮ qu℮sto, v℮ro? L℮ cos℮ più importanti giacciono troppo vicin℮ al punto dov’è s℮polto il vostro cuor℮ s℮gr℮to, com℮ s℮gnali lasciati p℮r ritrovar℮ un t℮soro ch℮ i vostri n℮mici sar℮bb℮ro f℮licissimi di portar℮ via. ℮ potr℮st℮ far℮ riv℮lazioni ch℮ vi costano p℮r poi scoprir℮ ch℮ la g℮nt℮ vi guarda strano, s℮nza capir℮ affatto qu℮llo ch℮ av℮t℮ d℮tto, s℮nza capir℮ p℮rché vi s℮mbrava tanto important℮ da piang℮r℮ quasi m℮ntr℮ lo dic℮vat℮. Qu℮sta è la cosa p℮ggior℮, s℮condo m℮. Quando il s℮gr℮to riman℮ chiuso d℮ntro non p℮r mancanza di uno ch℮ lo racconti ma p℮r mancanza di un or℮cchio ch℮ sappia ascoltar℮.”
(L’autunno d℮ll’innoc℮nza, Stephen King)

Il demone dei rimorsi

Le vecchie donne del posto, che spesso facevano i turni per prendersi cura di lui e somministrargli tonici sperando di tenerlo in vita, dicevano che lo sconosciuto aveva un demone dentro, il demone dei rimorsi, e che la sua anima voleva fuggire verso la fine del tunnel e riposare nel vuoto delle tenebre.

(Il prigioniero del cielo – Carlos Ruiz Zafòn)

Vortici

Siamo talmente risucchiati nel vortice di questa società frenetica e isterica che non ci rendiamo conto di quello che siamo o che siamo diventati, e ci dividiamo tra quanti non se ne rendono conto perché non hanno più il tempo di fermarsi un attimo, appunto, a pensare o più semplicemente a godersi il far niente, e quanti, più verosimilmente, non vogliono avere il tempo di fermarsi, per non dover ammettere di essere diventati proprio quello che non volevano!”

Elogio del nullafacente, Luigi Piazza

Cuore di tenebra

- Lo spirito dell’uomo è capace di tutto, perché contiene tutto, tutto il passato e tutto il futuro.

 

- Si vive come si sogna: perfettamente soli.
(Joseph Conrad, Cuore di tenebra)

La fine di un amore

“… la morte di un amore è come la morte d’una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Perfino se l’hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido. Mutilato. Ti sembra d’essere rimasto con un occhio solo, un orecchio solo, un polmone solo, un braccio solo, una gamba sola, il cervello dimezzato, e non fai che invocare la metà perduta di te stesso: colui o colei con cui ti sentivi intero. Nel farlo non ricordi nemmeno le sue colpe, i tormenti che ti inflisse, le sofferenze che ti impose. Il rimpianto ti consegna la memoria d’una persona pregevole anzi straordinaria, d’un tesoro unico al mondo, nè serve a nulla dirsi che ciò è un’offesa alla logica, un insulto all’intelligenza, un masochismo. (In amore la logica non serve, l’intelligenza non giova e il masochismo raggiunge vette da psichiatria.) Poi, un po’ per volta, ti pass
a. Magari senza che tu sia consapevole lo strazio si smorza, si dissolve, il vuoto diminuisce e il rifiuto di rassegnarti ad esso scompare. Ti rendi finalmente conto che l’oggetto del tuo amore morto non era nè una persona pregevole anzi straordinaria, nè un tesoro unico al mondo, lo sostituisci con un’altra metà o supposta metà di te stesso e per un certo periodo recuperi la tua interezza. Però sull’anima rimane uno sfregio che la imbruttisce, un livido nero che la deturpa e ti accorgi di non essere più quello o quella che eri prima del lutto. La tua energia si è infiacchita, la tua curiosità si è affievolita e la tua fiducia nel futuro s’è spenta perchè hai scoperto d’aver sprecato un pezzo d’esistenza che nessuno ti rimborserà. Ecco perchè, anche se un amore langue senza rimedio, lo curi e ti sforzi di guarirlo. Ecco perchè, anche se in stato di coma boccheggia, cerchi di rinviare l’istante in cui esalerà l’ultimo respiro: lo trattieni e in silenzio lo supplichi di vivere ancora un giorno, un’ora, un minuto. Ecco infine perchè, anche quando smette di respirare, esiti a seppellirlo o addirittura tenti di resuscitarlo. Alzati Lazzaro e cammina.”…

Oriana Fallaci, Inshallah

Incontri

I nostri incontri non sono frutto di una casualità qualunque, nulla accade per caso, ma tutto secondo un ordine inspiegabile, i nostri pensieri in un modo magico, incomprensibile e miracoloso producono delle manifestazioni fisiche e si manifestano proprio come noi li abbiamo desiderati.

Il dono più bello, Ivan Caldarese

Battiti

Sola con i miei pensieri,
al buio delle mie notti insonni
e nelle mie mattine stanche.
Voglio la brace di un’antica sigaretta,
a brillare nell’incolto, sterminato senso di me.

Rossella Pompilio

Dolore

“Ogni atto che mi allontanava di lì era difficile, doloroso, assurdamente contro natura. Il dolore fisico provocato dall’interruzione violenta del desiderio è palpabile, reale, atroce, e si accompagna a una gran sofferenza psichica.”

A.G.Bartlett, Messaggeri dell’oscurità

Mille esseri

Harry non consta di due esseri, ma di cento, di mille. La sua vita (come quella di tutti gli uomini) non oscilla soltanto fra due poli, diciamo quelli dell’istinto e dello spirito, o quelli del santo e del gaudente, ma fra migliaia, fra innumerevoli paia di poli.
Hermann Hesse, Il lupo della steppa

Primo incontro

E’ strano sai Bob, penso a lei e rivedo il primo incontro, il primo sguardo. E come tutto quello che è successo da allora sia in perfetta sintonia con quanto avvertito in quel magico istante. La logica prosecuzione. Come se fosse in qualche…modo già scritto. Come se fosse già lì aspettando solo di esser vissuto. In paziente attesa di quelle due precise persone. Due anime che si riconoscono al volo e si fondono in una.

Bob e Lou, I colori dell’autunno

Aspetto

Se tardi a trovarmi, insisti. Se non ci sono in nessun posto cerca in un altro, perché io sono seduto da una qualche parte, ad aspettare te.

Walt Whitman

Ti temo vicina…

Ti temo vicina, ti amo lontana; la tua fuga mi attira, il tuo cercarmi mi blocca: soffro, ma che cosa non ho sofferto volentieri per te!
La cui freddezza accende, il cui odio seduce, la cui fuga lega, il cui sarcasmo commuove:
chi non ti odierebbe, grande irretitrice, ammaliatrice, tentatrice, cercatrice, scopritrice? Chi non ti amerebbe, peccatrice innocente, impaziente, rapida come il vento, dagli occhi di bimba!
Ove mi attiri ora, mostro e bambina selvaggia? E ora mi fuggi di nuovo, dolce preda ingrata!

Nietzsche, Così parlò Zarathustra

bacio

…al primo suo bacio mi sentii struggere e provai una sofferenza strana. Tutta la mia nostalgia, tutti i miei sogni, ogni mia dolce ansia, ogni segreto in me assopito si destò, e tutto fu trasformato, incantato: tutto aveva acquistato un senso.

Narciso e Boccadoro, Hermann Hesse

Addio

Lo sguardo indifferente è un perpetuo addio.
[ Malcolm de Chazal ]

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