Far bene

Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio.

Alessandro Manzoni

L’attentato di Clara Martinelli

556759_545250772191425_1139790180_nE’ con timidezza e con orgoglio che vi suggerisco il libro d’esordio di Clara Martinelli. Con timidezza e orgoglio perché è la moglie di mio figlio e la madre di mia nipote. E’ una persona di famiglia, non per “acquisizione” ma per l’amore che ci lega e “muove”, insieme. Il libro, soprattutto, l’ho trovato un lavoro molto interessante e mi auguro che sia solamente il primo di tanti altri…
Gabriele

L’ATTENTATO
E’ una mattina di luglio. In una metropoli, dieci persone si preparano per andare a lavorare o per iniziare una nuova giornata. Nove di loro abitano nello stesso palazzo: Ester, Roger e Paul al terzo piano; Hugh, Rose e Jack al secondo; Robert, Scarlett e Jesse al primo. In uno stabile di fronte vive Kate, che ha la mania di osservare le vite degli altri. Ognuno custodisce dentro di sé un segreto o una questione lasciata in sospeso. Tutti saranno coinvolti in un attentato sotto la metropolitana

QUESTO IL LINK…

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1017723

 

E…STATE CON L’ARTE

Carissimi, per gli amanti dell’arte, voglio parlarvi una iniziativa realizzata da una mia amica.

Un evento di sei settimane che si svolgerà dal 3 agosto al 15 settembre ad Anquillara, Via Trevignanese km 1 (alle porte di Roma).
Un’estate con i pennelli d’oro dell’arte contemporanea Italiana…con l’esposizione di 35 opere di otto artisti fra professionisti ed emergenti

VERNISSAGE SABATO 3 AGOSTO ORE 19:00 CON APERITIVO OFFERTO DAL RISTORANTE “AL TIGLIO” ..
A SEGUIRE CENA DI PESCE A MENU’ FISSO
€ 25 BEVANDE INCLUSE O DI PIZZA € 15 BEVANDE INCLUSE
ALLE 22.30 CONCERTO DAL VIVO DEL BAND ART ROCK: “THE MOTHER” ….

Sento il dovere, anche questa volta, di sponsorizzare chi cerca, con talento, di emergere in questa società così poco attenta ai giovani e tristemente clientelare….

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Elezioni Roma. Gabriele La Porta: datemi fiducia

“L’immenso patrimonio storico e culturale della nostra città dovrà diventare fonte di ricchezza per i nostri cittadini”, è questo il principale obiettivo del giornalista Rai, Gabriele La Porta che, abbandonate le vesti del conduttore televisivo, si candida alla prossima tornata elettorale romana in veste di politico, al fianco del MUI, il Movimento Unione Italiano. “Penso che il bacino culturale presente nella città di Roma sia così straordinario che possa consentire ai cittadini di vivere di rendita. Mi spiego meglio: sembra che non ci sia mai stata nella Capitale, al di là delle dichiarazioni, una vera volontà di impresa. A Roma ci sono tutti gli stili architettonici e tutti gli stili pittorici che messi insieme sono più o meno pari alle vestigia di tutta la Francia e di tutta l’Inghilterra. E come è possibile, avendo tutto questo, che il Museo del Louvre a Parigi incassi più di tutti i musei italiani messi insieme? Evidentemente non sappiamo ‘vendere’ le nostre bellezze cultari. Non sappiamo trasformare, attraverso il turismo, queste potenzialità architettoniche e museali in posti di lavoro. Il turismo culturale dovrà portare ricchezza ai nostri concittadini. Roma dovrà tornare Caput Mundi.
Ma non solo. Umanamente sono profondamente indignato per uno Stato che non garantisca, attraverso il lavoro, un futuro ai nostri giovani. Non posso tollerare che milioni di nostri concittadini abbiano problemi economici. Ed è per questo che ho deciso di scendere in campo. Con la veemenza, la passionalità e l’onestà che mi ha sempre contraddistinto, mi batterò affinché la dignità di ognuno, diventi un cardine imprenscindibile da perseguire ad ogni costo.
Ho scelto il MUI perché abbiamo tutti questo spirito di giustizia ed etica civile.
Dateci fiducia”.

Gabriele La Porta

GRAZIE

E’ una delle parole che “amo” maggiormente. Indica rispetto, educazione, cività, gentilezza.
Eppure, nel vivere comune, mi rendo conto di come sia totalmente dimenticata da noi italiani

L’intelligenza emotiva

La società contemporanea considera la vecchiaia come una fase della vita in perdita, per questo, in un modo o nell’altro ci viene trasmesso inconsciamente la paura di invecchiare. Esistono una miriade di creme anti età e una infinità di persone ogni giorno si sottopone a trattamenti estetici per togliersi di dosso qualche anno.

Tuttavia, secoli fa la vecchiaia non aveva questa impronta negativa ma piuttosto era considerata come l’età della saggezza. Infatti, tuttora oggi, in alcune tribù aborigene gli anziani sono molto rispettati dato che sono i custodi della tradizione e hanno la funzione di guidare i giovani lungo il cammino che hanno appena iniziato.

Un recente studio ci dimostra che anche se con l’avanzare dell’età si verifica un determinato declino fisico, non avviene lo stesso per le capacità mentali. Tanto che ora si afferma che gli anziani posseggono una maggiore intelligenza emotiva.

Per chi non sappia cosa si intende per intelligenza emotiva, riassumiamo che la stessa si considera come l’abilità di riconoscere e gestire al meglio le emozioni personali e altrui in modo assertivo.

Lo studio in questione è stato realizzato dall’Università di Berkeley ed ha coinvolto un totale di 144 adulti (appartenenti a tre grandi fasce d’età: 20, 40 e 60 anni). Ai partecipanti sono state mostrate alcune sequenze di immagini e si è registrato la loro reazione fisiologica di fronte alle stesse.

Questo ha permesso ai ricercatori di apprezzare che le persone di 60 anni avevano una reazione molto più equilibrata e inoltre, realizzavano un’analisi molto più obiettiva delle situazioni quando si trattava di valutare alcune scene ad impatto emotivo. E se questo non fosse sufficiente, mostravano anche la tendenza a valutare le situazioni in una prospettiva molto più positiva.

Così, si è concluso che le persone in terza età sono molto più adatte nell’offrire appoggio emotivo, dato che analizzano meglio le emozioni e controllano i propri sentimenti. Perché?

I ricercatori ipotizzano che si tratti di un processo che non è solo relazionato con lo stile di vita condotto in passato ma anche relativo al normale processo di invecchiamento. In questo modo, con il passare del tempo tutte le persone svilupperebbero una maggiore intelligenza emotiva. Va sottolineato che si è giunti a questa conclusione analizzando persone provenienti da diverse culture e con diverse abitudini, e in tutti i casi, coloro che avevano 60 anni mostravano sempre una maggiore intelligenza emotiva.

Fonte:
Tsai, J. L.; Levenson, R. W. & Carstensen, L. (2000) Autonomic, subjective, and expressive responses to emotional films in older and younger Chinese Americans and European Americans. Psychology and Aging; 15(4): 684-693.

Il bene

Dare produce più felicità che ricevere, non perché rappresenti una privazione, piuttosto perchè nell’atto di dare sta l’espressione della mia vitalità.

E. Fromm

Abbracci

Forse la scienza non è ancora in grado di provarlo, ma gli abbracci allungano la vita. Ne sono certo.

Alessandro D’Avenia

Libri

Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità,
però in segreto
ti rinviano a te stesso.
Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno,
sole stelle luna.
Perché la luce che cercavi
vive dentro di te.
La saggezza che hai cercato
a lungo in biblioteca
ora brilla in ogni foglio,
perché adesso è tua.

Hermann Hesse

Orme

Una notte un uomo fece un sogno.
Sognò di passeggiare lungo la spiaggia con il Signore.
In cielo balenavano scene della sua vita.
Per ciascuna scena notò due serie di orme sulla sabbia:
una apparteneva a lui e l’altra al Signore.
Quando gli fu balenata davanti agli occhi l’ultima scena,
si voltò a guardare le orme
e notò che molte volte lungo il cammino vi era una sola serie di impronte.
Notò anche che questo avveniva durante i periodi più sfavorevoli
e più tristi della sua vita.
Ne rimase disorientato e interrogò il Signore.
“Signore, tu hai detto che se io avessi deciso di seguirti,
tu avresti camminato tutta la strada accanto a me,
ma io ho notato che durante i periodi più difficili della mia vita
vi era una sola serie di orme.
Non capisco perché,
quando avevo più bisogno di te,
mi hai abbandonato.”
Il Signore rispose:
“Mio amato figlio, io ti voglio bene e non ti abbandonerei mai.
Durante i tuoi periodi di dolore e sofferenza,
quando vedi solo una serie di orme,
quelli sono i periodi in cui io ti ho portato in braccio.”

PAUL ELUARD

La vita

La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne una realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è una ricchezza, conservala.

La vita è amore, godine.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La vita è un inno, cantalo.

La vita è una lotta,  accettala.

La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è felicità, meritala.

La vita è la vita, difendila.

Madre Teresa

La meditazione

La nostra paura più profonda

non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,

è di essere potenti oltre ogni limite.

E’ la nostra luce, non la nostra ombra,

a spaventarci di più.

Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? “

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo,

non serve al mondo.

Non c’è nulla di illuminato

nello sminuire se stessi cosicchè gli altri

non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,

come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta

la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi:

è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce

di risplendere, inconsapevolmente diamo

agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

la nostra presenza

automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela

La mamma

La mia sola consolazione, quando salivo per coricarmi, era che la mamma venisse a darmi un bacio
non appena fossi stato a letto”.

Marcel Proust

Felipe, il pastore di nuvole

Portare al pascolo le nuvole non era mai stato un lavoro da poco.
Non tutti possono diventare loro pastori, nè si può riconoscere lì per lì chi è adatto e chi no. Quelli con la testa per aria non è detto che siano i più dotati.
Le nuvole sono per natura riottose, e mutevoli per forma e movimento come il vento che le spinge, ma non sono cattive. Sono selvatiche e non è facile prenderle e condurle là dove si vuole, questo sì.
Il fatto è che bisogna svegliarsi al mattino presto per cercare di imbrigliarle quando sono ancora assonnate. Ma in alto il giorno arriva prima e così di solito sono già sveglie quando in basso si sta al buio con il cappio in mano in attesa di lanciarlo al momento giusto. Se si riesce a prenderne una al volo, va domata con ben dosata fermezza. Poi si devono usare le briglie. Ci vuole un pastore per ogni nuvola e nei giorni di vento forte vanno tenute anche in due o tre per non essere trascinati via non si sa dove, come appesi a palloncini.
Una volta accalappiate però seguono mansuete e si lasciano tirare docilmente verso la prateria. Lì pascolano indisturbate e basta farle andare con delicatezza da una parte all’altra.
Felipe era stato pastore di nuvole fin da bambino come il padre e il nonno.
Suo padre lo portava con sè insegnando l’arte del lavoro e i segreti delle nubi e lui gliene era grato.
Diceva ‘Padre, da dove vengono le nuvole?’
E lui ‘Da laggiù, dietro l’orizzonte’
Oppure ‘Dove vanno dopo?’
‘Cosa vuoi che importi di dopo?’ rispondeva l’altro.
O anche ‘A che servono?’
Il padre scrollava la testa ‘Bada, tira bene le briglie, sennò ti scappa via… e ricorda: l’importante è non farsi mai bagnare dal loro pianto’
‘Perchè?’
‘Perchè è così da sempre’
Stava zitto per un po’, ma non tanto.
‘E che si fa se piange?’
‘Devi lasciarla andare subito via, libera. Però è toccato a pochissimi di noi’.
‘Perchè piangono?’ insisteva il ragazzo. Ma il padre guardava lontano senza dire nulla.
Allora a volte proseguiva ‘E se voglio toccare il loro pianto che succede?’
‘Ma che ti frulla per la testa, quante cose vuoi sapere tu? Sei un pastore e si può fare solo così’
‘Davvero?’ diceva lui fissandolo negli occhi
‘Basta ora’ troncava il padre voltandogli le spalle.
Col tempo l’anziano chiamò a sè il figlio. ‘Questa è la cavezza che ho sempre avuto, Felipe; d’ora in avanti la userai tu per me’.
Poi, come era usanza tra le loro genti, si allontanò in solitudine.
Felipe prese cavezza e briglie e fece il suo dovere a lungo.
Un giorno era seduto su una pietra, con una mano teneva alla briglia una nuvola che pascolava in un angolo remoto di prateria e lui lì a godere il profumo dei fiori selvatici e a ripensare alla sua vita.
Dall’alto la nube vagava con lo sguardo intorno, sazia del mondo già visto, piena di ogni sensazione e senza idea di cosa farne.
Si era fatta domare da un pover’uomo sperso nella grande pianura, indossava pantaloni rattoppati e una giubba scolorita. Lo guardò a lungo, ma infine lo vide; era vestito di quiete, di ricordi e di innocenza tutto, e d’improvviso pianse.
Felipe restò sorpreso perchè non gli era mai capitato. Tenne fede all’insegnamento e subito la liberò, ma la nuvola restò a piangere lì accanto.
Si allontanò e lei lo seguì da presso. Si avvicinò di un passo e lo stesso fece quella dall’alto.
Guardò intorno, non c’era nessuno. Esitò un poco ma allungò una mano nel pianto; la retrasse in fretta per osservarla attentamente. ‘E’ soltanto bagnata’ disse tra sè e la mise di nuovo dentro; quindi infilò il braccio e alla fine entrò con tutto il corpo. Era felice di lasciarsi bagnare dalle lacrime di nuvola, sembravano d’argento.
Accadde allora che lei si abbassò da lui in un abbraccio di nebbia, poi si dissolse lasciandolo zuppo e stralunato; niente però sembrava cambiato.
Tornò come sempre nell’antica casa a riposare e come sempre stava solitario, abituato ai lunghi silenzi. Ma quella sera prese ad avere caldo e freddo insieme, dovette camminare su e giù più volte per le stanze senza motivo, non servì a niente bere una tazza di brodo tiepido e sentì infine un desiderio e la voglia mai provata di dire del suo lavoro, di sè e di altro ancora.
Così fu costretto ad andare in paese per incontrare qualcuno e iniziò a raccontare e raccontare e ogni giorno veniva spinto a farlo dal bisogno e dalla necessità e non guarì mai più.
Passarono molti anni, Felipe il vecchio accudì come prima le nubi; nessuna pianse per lui.
I paesani ormai lo conoscevano e spesso lo accoglievano con un cenno di saluto. Lo lasciavano fare, per tutti era una brava persona.
La sera sedeva all’osteria davanti a un buon bicchiere di vino e si metteva a raccontare storie di nuvole e pascoli, pastori e briglie, venti e lacrime e per questo molti lo chiamavano visionario; solo alcuni, poeta.

Riccardo Tomassini

Genitori

(…) Il compito dei genitori è essenzialmente il privilegio (ed in verità si dovrebbe considerare un privilegio divino) di permettere ad un’ anima di entrare in contatto col mondo al fine di evolversi. (E. Bach)

Amicizia

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te

Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
Pero’ quando serve staro’ vicino a te

Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano
perche’ ti sostenga e non cadi

La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
Pero’ gioisco sinceramente quando ti vedo felice

Non giudico le decisioni che prendi nella vita
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi

Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Pero’ posso offrirti lo spazio necessario per crescere

Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore
Pero’ posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.

Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
Solamente posso volerti come sei ed essere tuo Amico.

Jorges Luis Borges

Felicità

Essere felici non vuol dire che nella tua vita sia tutto perfetto.
Magari significa vivere di tante piccole cose…
e far sì che siano più importanti delle cose brutte.

Miglioramento

Chiedere scusa e ammettere di aver sbagliato, consente un miglioramento

Il mistero della vita

Il mistero della vita non è un problema da risolvere, ma una realtà da sperimentare
Meister Eckart

Prima muova se stesso

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso
Socrate

Libertà

Gli uomini che aspirano ad essere liberi difficilmente possono pensare di rendere schiavi gli altri.

Mahatma Gandhi

Fin quando

Fino a quando non mostrerà compassione per tutte le creature viventi, l’uomo stesso non troverà pace.

Albert Schweitzer

Cambiamento

Diventa il cambiamento che vuoi vedere.
Mahatma Gandhi

Il paradosso della nostra epoca

Il paradosso della nostra epoca storica è che abbiamo edifici più alti ma temperamenti più corti, strade più larghe ma punti di vista più ristretti. Spendiamo di più, ma abbiamo di meno; compriamo di più, ma gustiamo di meno. Abbiamo case più grandi ma famiglie piccole, più comodità, ma meno tempo; abbiamo più lauree e poco buon senso. Abbiamo più conoscenze, ma meno criterio; più specialisti, ma ancora più problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo troppo incautamente, ridiamo troppo poco, guidiamo in maniera spericolata, ci arrabbiamo troppo, rimaniamo alzati fino a tardi, ci svegliamo troppo stanchi, leggiamo troppo poco, guardiamo troppo la TV e preghiamo raramente.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo troppo poco, e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato a condurre un’esistenza, non una vita, abbiamo aggiunto anni alla vita, non vita agli anni. Abbiamo raggiunto la luna e ne siamo tornati, ma abbiamo problemi ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non quello interiore. Abbiamo fatto cose più eclatanti, ma non cose migliori. Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima. Abbiamo conquistato l’atomo, ma non il nostro pregiudizio. Scriviamo di più, ma impariamo di meno. Progettiamo di più, ma completiamo di meno. Abbiamo imparato ad affrettarci, ma non ad aspettare. Costruiamo più computer per contenere più informazioni e produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i tempi dei fast food e della digestione lenta; grandi uomini con deboli caratteri; profitti esorbitanti e relazioni poco profonde. Questi sono i giorni in cui nelle case entrano due stipendi, ma aumentano i divorzi.

Ricordati di passare un po’ di tempo con i tuoi cari, perché non ci saranno per sempre. Ricordati di dare un caloroso abbraccio a chi ti sta accanto, perché è l’unico tesoro che puoi dare con il tuo cuore e non costa un centesimo. Ricordati di dire “Ti Amo” al tuo partner e ai tuoi cari, ma soprattutto sentilo. Un bacio e un abbraccio sanano una ferita se provengono dal profondo del cuore. Ricordati di stringere le mani e conservare nell’anima ogni istante, perché un giorno quella persona non sarà lì ancora. Dai tempo all’Amore, dai tempo al parlare, dai tempo al condividere i preziosi pensieri che nutri nella tua mente.

(Words Aptly Spoken, Bob Moorehead)

Ognuno può essere grande

Ognuno può essere grande… perché ognuno può servire. Non è necessario avere una laurea per servire. Non è necessario concordare soggetto e verbo per servire. E’ necessario solamente un cuore pieno di grazia. Un’anima generata dall’amore. (M. L. King)

Le persone delicate

Io le chiamo le persone “delicate”.

Sono quelle persone che si avvicinano agli altri senza invadere il loro spazio. Che hanno voglia di ascoltare ma non impongono alcuna domanda. Che non proiettano ogni discorso su se stesse, ma mettono tutte se stesse in ogni discorso.
Le persone delicate chiedono sempre il permesso per entrare, perché prima di spalancare una porta si preoccupano che chi c’è dietro sia al riparo dalla corrente.
Le persone delicate sanno quanto possano ferire le parole, perciò non le utilizzano mai a caso. E non giudicano, perché tengono molto più a comprendere le motivazioni dei gesti altrui, piuttosto che a condannarli.
Ma non è la compassione che le smuove, non la pietà, perché loro non si sentono privilegiate o superiori: si sentono semplicemente ‘simili’.
Le persone delicate sono molto sensibili, e possono apparire fragili. Invece sono fortissime. Perché continuare ad essere delicati in un mondo che aggredisce è una delle scelte più coraggiose che si possano fare.Ma la caratteristica più bella delle persone delicate è che lo sono con tutti, anche con chi non conoscono, anzi soprattutto con chi non conoscono.
Ecco perché le riconosci subito: le persone delicate, lo sono anche con te.
Cerca di fare attenzione quando ne incontri una: perché le persone delicate sono quelle che, più di tutte le altre, meritano di essere trattate con delicatezza.

dal web [Nicole]

Le grandi cose cominciano così

Di solito le grandi cose cominciano così. Non esistono, sono solo una sensazione, un’idea, un sentimento, una promessa latente dentro ognuno di noi e, l’unica cosa che dobbiamo fare, è lasciarle uscire fino a che si convertono in realtà.
Silvia G. Guirado, I colori dimenticati

Gli alibi

La natura umana è così incline a trovarsi delle scuse!”

J. Austin

Eppure, l’autocritica e l’osservare le proprie colpe o responsabilità, indica una crescita. Un miglioramento

Non c’e’ poesia piu’ bella!

Non c’e’ poesia piu’ bella!
Tieni sempre presente
che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
… Pero’ cio’ che e’ importante
non cambia; la tua forza
e la tua convinzione
non hanno eta’.

Il tuo spirito e’ la colla
di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo
c’e’ una linea di partenza.
Dietro ogni successo
c’e’ un’altra delusione.
Fino a quando sei vivo,
sentiti vivo.

Se ti manca cio’ che facevi,
torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti
si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca
il ferro che c’e’ in te.
Fai in modo che invece
di compassione,
ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre,
cammina veloce.
Quando non potrai
camminare veloce, cammina.
Quando non potrai
camminare, usa il bastone.
Pero’ non fermarti mai.

Madre Teresa di Calcutta

L’uomo è una contraddizione vivente

Mai!

Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rimangano in silenzio.
(Edmund Burke)

Osservo attentamente

Non giudico le persone solitamente, ma osservo attentamente come trattano gli animali, poichè cio’ dice molto su come sono.

Stephen Littleword

Se imparassimo

Guardo senza vedere. Aspetto senza un’attesa. Fermo sulla piccola poltroncina rossa, in sala d’attesa del medico, mi sospendo. Prendo tempo. Da me stesso. Dalle mie invisibili malinconie. Davanti a me è seduto un ragazzo.
Silenzioso anche lui. Lo sento addosso che mi guarda.
Mi alzo per il mio turno, il mio nome è stato scandito bene dalla segretaria. Sto per uscire dalla stanza, lui si fa audace e mi augura buona vita. Forse lo dice a chiunque ed è solamente una schiocchezza. Eppure l’ho trovato delicatamente emozionante. Avrà avvertito un mio disagio. L’ho nel volto o semplicemente si è specchiato nel suo. Mi ha teso una mano, abbracciato con le parole.
Se solo imparassimo ad uscire dal nostro misero e solitario individualismo. Se imparassimo a viverci in comunione con il prossimo, senza alcun timore. Uniti e collegati gli uni con gli altri…

MLP

La vera bellezza

La vera bellezza nasce dall’autenticità e non dalla perfezione,
dal nostro patrimonio emotivo, dalla nostra personale collezione di emozioni…
(M.Bisotti)

C’era una volta…

C’era una volta un’isola, dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini: il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere… cosi’ come tutti gli altri, incluso l’Amore.
Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l’isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro navi e partirono, solo l’Amore volle aspettare fino all’ultimo momento.
Quando l’isola fu sul punto di sprofondare, l’Amore decise di chiedere aiuto.

La Ricchezza passo’ vicino all’Amore su una barca lussuosissima e l’Amore le disse: “Ricchezza, mi puoi portare con te?“
“Non posso c’e’ molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te.”

L’Amore allora decise di chiedere all’Orgoglio che stava passando su un magnifico vascello: “Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?”,”Non ti posso aiutare, Amore…” rispose l’Orgoglio, “qui e’ tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca”.

Allora l’Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto
“Tristezza ti prego, lasciami venire con te”,
“Oh Amore” rispose la Tristezza, “sono cosi’ triste che ho bisogno di stare da sola”.

Anche il Buon Umore passo’ di fianco all’Amore, ma era cosi’ contento che non senti’ che lo stava chiamando.

All’improvviso una voce disse:
“Vieni Amore, ti prendo con me“
Era un vecchio che aveva parlato.
L’Amore si senti’ cosi’ riconoscente e pieno di gioia che dimentico’ di chiedere il nome al vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne ando’.

L’Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere:
“Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato?“
“E’ stato il Tempo” rispose il Sapere.
“Il Tempo?” si interrogo’ l’Amore, “Perche’ mai il Tempo mi ha aiutato?”.

Il Sapere pieno di saggezza rispose:
“Perche’ solo il Tempo e’ capace di comprendere quanto l’Amore sia importante nella vita”.

Sii gentile

Sii gentile, perché ogni persona che incontri sta già combattendo una dura battaglia.

 

Innamoratevi

INNAMORATEVI!!! Se non v’innamorate è tutto morto. Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo e si muove.
Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria… Siate tristi e taciturni con esuberanza. Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici… E per trasmettere il dolore bisogna essere… Felici!
Siate felici. Dovete patire, stare male, soffrire. Non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre… E se non avete i mezzi non vi preoccupate tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto.

Roberto Benigni, “La tigre e la neve”

Bellissima

Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto.
(Voltaire)

Felicità

 

Ho una sola passione, quella della luce in nome dell’umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità.

Émile Zola

 

Le persone belle non capitano semplicemente….

Le persone più belle che incontriamo sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita. Hanno trovato la loro via per uscire dal buio.
Queste persone hanno una stima, una sensibilità e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore.
Le persone belle non capitano semplicemente….si sono formate.
[Elisabeth Kubler-Ross]
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