Anima è una nozione puramente empirica, il cui unico scopo è di dare un nome a un gruppo di fenomeni analoghi o correlati.
…chi non conosce la diffusione e il significato universali del “motivo della sizigia” (motivo dell’accoppiamento) nella psicologia dei primitivi, nella mitologia, nella scienza comparata delle religioni, nella storia della letteratura, difficilmente può partecipare a una disamina del concetto di Anima.
C. G. Jung, “SULL’ARCHETIPO, CON RIGUARDO AL CONCETTO DI ANIMA”
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Clara Martinelli
Egidio Senatore
…Io desidererei che anche a te si offra di separare nel pensiero l’ombra dalle tenebre.
L’ombra non è tenebre, ma immagini di tenebre nella luce, o partecipe di luce e di tenebre, o composto di luce e di tenebre, o misto di luce e tenebre, o nè l’uno nè l’altro di luce e tenebre, o da entrambe distinto.
E questo non perchè la verità non sia piena di luce, o perchè sia falsa luce, o perchè nè vera né falsa, ma Immagine di ciò che è vero o falso.
Si creda quindi che è Immagine di luce, luce non piena.
… L’ombra ha qualcosa di luce e qualcosa di tenebra.
Accade di essere sotto l’ombra in due modi: sotto l’ombra delle tenebre e, come dicono, della morte (…) e sotto l’ombra della luce (o della vita)… (da Giordano Bruno)
Questa poesia l’ho dedicata alla mia cara amica Catrina Trombetti, allieva ed assistente del compianto Mario Luzi, che ha fatto parte per 4 anni della Giuria del mio Bando Letterario Città di Montieri. La sottopongo agli amici del portalie perchè continene alcuni passaggi sull’anima, vista forse in chiave esistenziale e poetica e non filosofica.
La poesia è nata proprio nell’ambulatorio ASL di Scandicci mentre si aspettava che Caterina venisse sottoposta ad una visita specialistica.
SALA D’ATTESA D’UN AMBULATORIO
Ti guardo,
nella noiosa attesa d’un turno
che t’aspetta.
Tu stanca musa,
profondamente umana
e al naturale
sei una donna qualunque
e nessuno conosce
il bello che dal tuo cuore sale.
L’occhio giro e punto
una donna in attesa,
dagli attributi forti
e ben portati.
T’accorgi del mio sguardo
che si posa sui punti giusti
e li soppesa.
E m’annoti poi una frase,
sfuggita dal tuo cuor
senza pensare
che m’empie il cuor di gioia
e di passione.
Io poeta confuso,
con le mie contraddizioni
malcelate,
con le indecisioni d’una mente stanca
combattuto tra una passione antica
che a morire tarda
e il fuoco nuovo che nel cuore avvampa.
O piccolo mortal,
a cui la morte delizie donerebbe
se il corpo stanco accarezzasse,
goffa composizione di carne
sparsa in forme sgraziate,
quale fulgore celi
nell’involucro che l’anima t’avvolge?
L’anima, quell’invisibile orma
che saetta nel ciel
quando la carne frolla e poi si squaglia,
l’anima che vince la morte
e lascia tracce,
non nei tabernacoli dorati
o nei sepolcri consacrati da Dio,
ma nelle menti umane
e al tempo sopravvive
e lascia emozioni
ed indelebili impronte
del suo passaggio mortal
con versi e azioni
che il metro della storia
pesa e soppesa
col soffocante criterio del conformismo
che la gente opprime.
L’anima, questa vaga immagine
che traccia scie fumose nel cielo
e disegna i contorni delle sensazioni provate
e trasmesse nei versi,
quest’anima mi sfugge e mi tormenta
perché l’inseguo ancor da vivo
e la cerco dentro di me,
la sento che s’agita nella prigione buia del cuore,
nella scatola forte d’un petto ansante,
d’uno stomaco che brontola e che esplode.
La cerco e non la trovo,
ma vedo i suoi contorni,
quasi osservatore indifferente
che guida i miei pensieri,
e mi scuote abbracciando il magma
che sale e sotto forme di versi
vomita emozioni e sentimenti
che mi spingono a vivere.
Santoro Salvatore Armando
(Boccheggiano 14/09/2006 23.56)
“La poesia ha dunque molto da dirci ,se si sa intendere nelle sue parole l’afflato dell’anima, soprattutto laddove il dolore e la gioia abbiano inciso il loro mistico marchio visionario…..”C.Stroppa
Grande Gabriele , grazie di esistere .Baci baci baci ,dolce anche a te, dolce Valeria.
L’alba mi è nemica
l’alba mi è nemica
stilla fiele
di enigmi a tradimento
brandisce asce
con fragore di neve…
al limite dell’ancestrale
l’alba mi è nemica
sventra crepe
di dirupi su confini
di perdizioni
ma l’etna
mi desta un sogno
incandescente di lava
in rivolta perenne
l’etna mi forgia crepe
su bianco candido di neve
o forse urla le sue
sconvenienti verità…
l’alba mi è nemica
lacera silenzi
in questo duro inverno
e strappa a morsi
la radice nodosa
degli ulivi
in un tutto indistinto
scorda la sua voce
m.a
Nugae11 è Maria Allo
Grazie a te, CARISSIMA….
Cara Maria, sei sempre presente nei miei “voli”! Un abbraccio e un bacio. A presto.
Grazie Valeria ,sei generosa ! Un bacio