Immagini dal Romanticismo

(Caspar David Friedrich, Il viandante sul mare di nebbia, 1818)

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30 Risposte

  1. SONO ROMANTICO, Poiché straniero a ogni Attimo…! Un Saluto a tutti… :D

  2. Una canzone che accompagna
    Leggera come la danza andalusa, come
    la malinconia dolce.
    di quel pianto che non tutto è gioia né tristezza,
    Ridi camminando, con lacrime sul viso al sole,
    Gioisci per quel che senti…
    liberato, liberato!

  3. Ricordo una cosa che il professore disse riguardo alla bellezza alla sensazione magica, che si prova quando si è in una terra, paese, di cui non si conosce la lingua, stare in mezzo a quella gente sentire il suono della loro lingua,… è Una magia fantastica! Ricordo che quando glielo senti dire, Sorrisi, essendo una cosa che amo…! Un Saluto Professore, non lo so se ricorda :D!!!

  4. quando mi sorridi così
    il mare si trasforma in una goccia
    l’ universo in un atomo
    e il nostro amore diviene così grande
    che io mi sento
    INFINITA

    insieme cavalchiamo le onde del tempo
    e al nostro passaggio
    le ore si inchinano

    Il tuo sorriso
    è un fremito
    nella mia anima

    il nostro amore
    diviene corona
    dei mondi
    eterni!!!!

    By Mel

    per il mio amore

    titolo:
    quando mi sorridi così
    (detta papale, papale, io mi sciolgo!!! :D )
    :oops:

  5. Caro Giuseppe, purtroppo negli ultimi tempi ho qualche problema con la memoria. Ma ricordo di aver detto qualcosa in proposito e sono felice di averti comunicato delle emozioni, di essere entrato in “sintonia” con me. Un abbraccio

  6. Un saluto a Gabriele e buone feste!!! :D

  7. Grazie, Mel. Baci e buone feste anche a te!

  8. Allora una sbadante le serve sul serio vediamo vediamo mancherebbe all’apello INGRID ULRIKA INGVARSSON da Ingostad in groppa a una renna finlandese (Made in china) Eccola alla Porta dei La Porta con la sua scorta di maaaalliiiincoooonoiiiaaaaah e la Sporta dell’IKEA coi regalucci pedagogici di legno tristi e intelligenti per la piccola Porta (Porticina?) che la guarda veramente come si guardano i compiti dati per le vacanze…yak…poi Ingrid Ulrika che ha studiato a Uppsala pedagogia psicologia porno psicosi del psicotropo esordisce chiedendo quanto ha in banca il proffi e se la casa è di proprietà poi chiede di togliersi le scarpe al chè tutti i componenti della famiglia La Porta si vedono costretti a togliersele. Quando finalmente la badante si è sistemata in stanza tirano un sospiro di sollievo. Fino al mattino dopo quando Ingrid Ulrika Figlia di Ingvar si presenta in kimono di seta color sabbia con roselline sciapite fucsia regalo di un’amante cinese cieco e i bigodini con i suoi capelli beige arrotolati sopra e il famosissimo Gröt cioè la zuppa grigia e molle di avena che fà tanto bene alla salute …Il prof. Avendo immediatamente recuperato la memoria di un precedente invito parte per i Carpazi e lascia tutti nei guai a sorbirsi la storia dei Jul Tomtar esseri simili agli gnomi che se non gli lasci la zuppa di riso (risgrinsgröt) fuori la porta condita con le mandorle e un bicchiere di latte si iincazzano di brutto e stanno a bestemmiare (mer sprit mer sprit – più alcool più alcool) dietro la porta tutta la notte. Mai fare arrabbiare gli Jul Tomtar a Natale…non è tradizione caso mai potete dare in affido Ingrid Ulrika all’Ambasciata Svedese di Roma lì non vedono proprio l’ora di ospitare una fiammiferaia svedese piromane pedagogista di Uppsala il povero console inconsolabilmente costretto a tenere a bada nella sua stanza la sbadante in kimono ne uscirà traviato per sempre nel suo sistema limbico e lubrico al punto di convertirsi al paganesimo sciamaniaco dei lapponi penosi poltergeist ove avrà modo dopo una fumata di licheni di ricordare le sue vite passate sopratutto a quella di protozoo …poi passato l’effetto scriverà un trattato sulla difficile vita di chi si muove sulle ciglia ….

  9. x Map

    ciao patrizia.

  10. Cara, carissima Map, sei troppo divertente! Baci baci baci baci

  11. Immagino che il viandante stia recitando un Salmo (di Wislava Szymborska) sul mare di nebbia…

    “Oh, come sono permeabili le frontiere umane!
    Quante nuvole vi scorrono sopra impunemente,
    quanta sabbia del deserto passa da un paese all’altro,
    quanti ciottoli di montagna rotolano su terre altrui
    con provocanti saltelli!

    Devo menzionare qui uno a uno gli uccelli che trasvolano,
    o che si posano sulla sbarra abbassata?
    Foss’anche un passero – la sua coda è già all’estero,
    benchè il becco sia ancora in patria. E per giunta, quanto si agita!

    Tra gli innumerevoli insetti mi limiterò alla formica,
    che tra la scarpa sinistra e la destra del doganiere
    non si sente tenuta a rispondere alle domande “Da dove?” e “Dove?”

    Oh, afferrare con un solo sguardo tutta questa confusione,
    su tutti i continenti!
    Non è forse il ligustro che dalla sponda opposta
    contrabbanda attraverso il fiume la sua centomillesima foglia?
    E chi se non la piovra, con le lunghe braccia sfrontate,
    viola i sacri limiti delle acque territoriali?

    Come si può parlare d’un qualche ordine,
    se non è nemmeno possibile scostare le stelle
    e sapere per chi brilla ciascuna?

    E poi questo riprovevole diffondersi della nebbia!
    E la polvere che si posa su tutta la steppa,
    come se non fosse affatto divisa a metà!

    E il risuonare delle voci sulle servizievoli onde dell’aria:
    quei pigolii seducenti e gorgoglii allusivi!

    Solo ciò che è umano può essere davvero straniero.
    Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento.”

    (Perchè sto aspettando l’invito esplicito a “salpare”?
    Forse perchè è buona abitudine non lasciare niente
    in sospeso, come la stima dei miei limiti…
    quella che ho nei miei confronti e di chi ho creduto
    fosse mio amico? Ogni tanto si ha bisogno che l’amico
    dica “basta, qui non sei più felice. Vai, mi stai offendendo).

  12. L’uomo davanti all’ignoto, l’Io davanti all’inconscio.
    Avrà mai il coraggio di scendere giu’, di lasciarsi alle spalle le proprie sicurezze ? Oppure rimarrà lì fermo a guardare cullandosi nel tepore di un lieve sentimento di nostalgia. (E’ forse questo il romanticismo?)
    Quel sentimento nostalgico sarà mai la forza che lo spingerà oltre?
    Oppure saranno gli eventi, il destino che lo faranno precipitare, quella voce troppe volte inascoltata? In questo caso la caduta sarà rovinosa.

  13. Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà, per voi, amarlo.
    (Kahlil Gibran)

  14. NEBBIA MATTUTINA

    Le basse nebbie
    offuscano la cima;
    sugli irti poggi
    biancheggia anche la brina,
    densa una lacrima
    gocciola da un pino,
    e il sole un carezza dona
    al cervo che sui grotti
    la scarsa erbetta
    con prudenza bruca.
    Fuma sui prati
    lo sterco accumulato
    e un aspro odore
    inonda la campagna
    mentre lontana
    un lieve suono sparge,
    dalla torre del borgo
    una campana.

    Santoro Salvatore Armando
    (Montemassi 16.2.07 – h. 7,40)

  15. NEBBIA

    Mézze son le persone
    e se ne vanno
    sotto il mantello fitto
    della nebbia
    tra il guazzo dei viali
    opacizzati.
    Ombre vaganti
    e pallidi scenari,
    fugaci fantasmi
    e aloni rosseggianti
    come lune calanti
    che svaniscono
    tra scheletriche opacità
    d’alberi spogli
    del vigor dell’estate.

    Santoro Salvatore Armando
    (Lillianes 22/02/04 13.29)

  16. L’uomo davanti all’ignoto ed all’incertezza, senza sicurezza e senza speranza resta immobile ad aspettare che i tempi cambino.
    Il Romanticismo, invece, segna un’epoca in cui il rischio e l’avventura sono destinati a cambiare il mondo.
    A differenza di Fabio Albano io dico che l’uomo sulla punta della montagna sta decidendo di scendere a valle ed affrontare il viaggio nonostante la nebbia. Questo ci insegna il Romanticismo che basa anche sull’avventura la sua esperienza rivoluzonaria in Italia. Un’Italia che non era rassegnata e sconfitta come quella dei giorni nostri. Amen!

  17. Sorridimi sole
    nel’ abbraccio del mattino
    il mio viso irrora dolce rivoglio.
    Ascolterò la tortora sul ramo
    e aleggeranno pensieri leggeri.

    Strade di luce percorro
    baldanzosa e fiera,
    avverto un languore
    che mi porta a te
    i tuoi occhi e il tuo sorriso
    colmo d’ amore…

    Anonimo

  18. A tutti i “genii ribelli”…

  19. risveglio non rivoglio

  20. Film meraviglioso ed istruttivo con un Robin Williams superbo ed imbattibile solo nel ruolo dell’insegnante nell’altro film ancora più noto dal titolo “L’attimo fuggente”, dove troneggia la famosa esclamazione “Oh, capitano mio capitano”, frase iniziale di un’ode inneggiante a Lincoln (che in fondo era un guerrafondaio come tanti altri presidenti americani) di un tale Walt Whitman, autore di una raccolta di poesie “Foglie d’erba”, sulla cui importanza si divise la critica ed anche l’opinione publica americana e che un critico famoso di nome Emerson recensì positivamente e sulla cui recensione in fondo Whitman visse di rendita per molti anni! Amen!
    E spero di trovare anch’io un Emerson (ma non dopo morto) che alla fine scopra che anche i miei versi valgono anch’essi qualcosa!
    Ma intanto Gabriele dorme e non risponde al mio invito di farmi una recensione per il prossimo volume di poesie (Rime sparse sull’acqua) che dovrò pubblicare prossimamente!

  21. Se l’uomo avesse sicurezze, non vi fosse ignoto, o inconscio… allora non saremmo qui neanche a discutere! Ecco dove, inizia il cercare, il richiamo di quella voce…. che è l’ignoto, cosi L’inconscio! Se le certezze son veramente tale, mai le si mollerebbe! la ricerca, di dover affrontare questo tempo, nella ricerca della memoria che risuona… da altre dimensioni! cos’è la nostalgia se non una miscela di “sentimenti”… visibili a tratti, avvolte più chiaramente, altre volte come su di uno specchio di Nebbia!? :-)

  22. un quadro che adoro… perfettamente intonabile sulle note altrettanto romantiche dell’infinito leopardiano…

    « Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
    e questa siepe, che da tanta parte
    dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quella, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quïete
    io nel pensier mi fingo, ove per poco
    il cor non si spaura. E come il vento
    odo stormir tra queste piante, io quello
    infinito silenzio a questa voce
    vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
    e le morte stagioni, e la presente
    e viva, e il suon di lei. Così tra questa
    immensità s’annega il pensier mio:
    e il naufragar m’è dolce in questo mare. »
    Leopardi

  23. Caro Salvatore, sono una accanita lettrice di versi… quindi permettimi di consigliarti…
    Per rendere giustizia alla tua Pòesia, bisognerebbe impiantare la recensione su una struttura serrata, che lasci poco spazio ad interpretazioni che non siano la realtà linguistica che ha ispirato i tuoi versi.
    Mi spiego meglio riguardo alla “struttura serrata che non lascia spazio ad interpretazioni guidate dall’onda dell’emozione”: Per esempio il paradigma ” visse come scrisse, scrisse come mangiò e così sarà per sempre. Amen.”
    A prescindere dall’entità della “gittata” del critico letterario, il come vivesti è implicito nel come mangiasti e scrivesti; ragion per cui il lettore avrà notizie vere e simultanee. E poi alla maggior parte dei lettori piace la commistione tra masticazione e allitterazione dei poeti che si sono fatti sul campo! Fa pensare ai gloriosi aedi.
    Salvatore, pensaci anche tu. A me che ti leggo, dai questa piacevole sensazione; non sottovalutarla, anche perchè non sei personaggio da inchino quotidiano, vivadio. Sfrutta in pieno quella tua ruvidezza da lana vergine, la croccantezza da mela appena caduta dal ramo e il senso dell’umorismo di una costa di sedano.
    Non ti spetta un posto all’ombra, perciò cambia titolo: “Colpi di sole: improvvisamente Io”, allusione all’imprevedibilità della tua vita da un certo momento in poi (che mette tanto ottimismo nel lettore) e riferimenti casuali ad una nuance di colore per Hair-stylist per niente facile da ottenere.
    Auguri!

  24. (:::::::::)”Signore mi scusi dove si trova la Montagna dell”Anima?”
    (:::::::::::::::::::)”sull’altra riva del fiume”
    Lui dice che viene proprio da quella parte.Forse ha sbagliato strada.
    (::::::)La strada è giusta, è colui che la percorre a sbagliare
    (::::::::::::::::::::)gli torna in mente un vecchio proverbio millenario:L’essere, come il non essere, va e viene all’nfinito, non rimanere in riva al fiume al soffio gelido del vento”.

    Gao Xingjian-La Monontagna dell’anima-

    A U G U R I , a Lei Prof .e A T U T T I i viaggiatori di questo blog!!!!!!!!!!!!!!!!

    patrizia

  25. Auguri anche a te! Baci baci

  26. Carissimo Mauro,
    il nostro blog è tornato in vita. Purtroppo c’è stato un problema legato al dominio, e dal fraintendimento che ne è sorto attualmente abbiamo rimediato tornando al dominio di wordpress. Quindi, per ora, l’indirizzo da usare è il seguente:

    http://gabrielelaporta.wordpress.com/

    Mi raccomando, diffondete a tutti gli amici la variazione. Grazie e scusa ancora!

  27. Carissimo Ignazio,
    il nostro blog è tornato in vita. Purtroppo c’è stato un problema legato al dominio, e dal fraintendimento che ne è sorto attualmente abbiamo rimediato tornando al dominio di wordpress. Quindi, per ora, l’indirizzo da usare è il seguente:

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