Microcosmo e Macrocosmo

Sopra: “Santa Ildegarda di Bingen e l’uomo al centro dell’universo”,
miniatura dal “Liber divinorum operum” di Ildegarda di Bingen, 1230, Lucca, Biblioteca Statale

Sappi che sei un altro mondo in miniatura e hai in te Sole e Luna e anche le stelle.

ORIGENE, “Homiliae in Leviticum”, 5,2

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  1. ERMETISMO: MACRO E MICROCOSMO

    Col termine di “Ermetismo” è comunemente definita la dottrina filosofica esoterica dei seguaci di Ermete Trismegisto (il tre volte grandissimo dei greci). Ci troviamo nel regno del reale percepito dove le singole parti (il microcosmo) rimandano ad una realtà che è in rapporto ad un tutto (il macrocosmo).
    Il primo presupposto della “Tabula Smeraldina” – la “Magna Charta” dell’esoterismo – afferma, in latino:

    * “Quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione.”

    che, in italiano, suona:

    * “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto / e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. / E poiché tutte le cose sono e provengono da una, / per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica / mediante adattamento.”

    L’utilizzo dei due concetti comporta che l’esoterista debba necessariamente postulare l’unità sostanziale dell’oggetto di studio sicché il modello di sapere – che parte dalla percezione del sé – deve necessariamente essere unico e non ha bisogno di intermediazioni o di rivelatori: tutta la realtà fa già parte del “sé” in quanto in esso contenuto.
    Quello che serve è l’affinamento del “sé” per ritrovarvi l’impronta del macrocosmo passando dallo stato di “pietra Grezza” a quello di “Pietra levigata”.
    Il ripiegamento sul “sé”, che favoriva l’introspezione (a, alla lunga, la psicanalisi) fece sì che si potesse parlare di “misticismo ermetico”.
    Nel rapporto di analogia che legava il macrocosmo al microcosmo gli esoteristi tentarono di arrivare ad una visione unificata del reale ossia dell’universo intero che comprendesse anche l’essere umano allo scopo di uscire dal caos delle molteplicità non altrimenti riordinabili.
    A tale scopo il leggendario caposcuola dell’ermetismo, Ermete Trismegisto, avrebbe introdotto, proprio con “La tavola di Smeraldo” la prima regola dell’esoterismo, universalmente nota come assioma di analogia o di equivalenza.
    Detto assioma realizzava il miracolo per cui da una cosa sola finivano col derivare tutte le cose attraverso un’operazione sempre uguale a se stessa (19).
    A voler essere a tutti i costi cavillosi, il principio di analogia non è una vera e propria eguaglianza ma si limita ad operare “come se” lo fosse con il vantaggio di fondere insieme la “Trascendenza” (in quanto rimanda ad un quid che è fuori del “sé”) con la “Immanenza” (in quanto ci coinvolge in prima persona perché ciò che è alterità è in stretta analogia con ciò che costituisce il “sé” e viceversa).
    Da un punto di vista storico la quasi totalità della filosofia presocratica è essenzialmente filosofia ermetica che permea di sé anche la lettura Paolina della dottrina del Cristo (20).
    Ebbene il rapporto analogico Macrocosmo-microcosmo appare centrale nella dottrina rosacrociana (perlomeno quella riportata in Max Heindel) come nella filosofia del XVI secolo che considerò alla sua stregua il rapporto tra il mondo (inteso come Macrocosmo) e l’uomo (inteso come microcosmo) di modo che a qualunque modificazione di uno dei due mondi dovessero corrispondere modificazioni nell’altro (21).

    Note:

    19. Perfino i pitagorici avrebbero tentato un’operazione simile, costituendo le scienze dei numeri, la matematica e la geometria, e i numeri stessi come elementi in grado di unificare l’universo, poiché erano proprio i numeri che creavano quelle corrispondenze tra le manifestazioni molteplici dell’essere.
    20. Si pensi a capolavori di esoterismo costituiti dalla Prima Lettera ai Corinzi, dalla Lettera agli Efesini, senza dimenticare certi apocrifi del Vangelo come quello di Tommaso detto Didimo, attribuito ad un esponente della primitiva comunità cristiana di Siria. Non a caso Didimo significa gemello, doppio, e si trova scritto: “Allorché di due farete uno, allorché farete la parte interna come l’esterna, la parte esterna come l’interna e la parte superiore come l’inferiore, allorché del maschio e della femmina farete un unico essere sicché non vi sia più né maschio né femmina [...] allora entrerete nel Regno”. (Pseudo Vangelo di Tomaso, “loghia” di Gesù n° 22).
    21. Il filosofo Leibniz aveva elaborato il concetto di monade. Il movimento, detto romanticismo, media e riprende tramite la monade leibniziana la più antica rappresentazione del principio per cui la stessa complessità che si rinviene nel macrocosmo la si rinviene in ogni sua più piccola parte che lo costituisce e cioè nello stesso microcosmo.

    si ringrazia il sito:edicolaweb.net

  2. “Chè quelli che vi sono vicini, voi dite, vi sono lontani, e ciò mostra che intorno a voi comincia a stendersi lo spazio.E se la vostra
    viicinanaza è lontana, allora la vastità è gia sotto le stelle molto grande; rallegratevi della vostra crescita, in cui non potete menare alcuno, e siate buono verso quelli che rimangono indietro, e sicuro e tranquillo, di fronte a loro, e non li tormentete con la vostra fiducia o allegrezza, che essi non potrebbero comprendere. cercatevi una qualche piana e fida comunione con loro(…) amate in essi la vita in una forma estranea e abbiate indulgenza x gli uominiche vanno invecchiando e temono la solitudine, in cui voi confidate”

    R.M Rilke -Lettere a un giovane poeta-

    saluti basalto patrizia

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