L’albero della vita – Gustav Klimt

 
 

 

 File:Gustav Klimt 032.jpg
L’albero della vita, ideato da Gustav Klimt per il Fregio Stoclet tra il 1905 e il 1909, rappresenta l’albero della conoscenza citato nell’Apocalisse, simbolo dell’età dell’oro, minacciato dall’uccello nero, la morte. Cosa ne pensate? Aspetto le vostre riflessioni.
Gabriele.
 
 
 

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10 Risposte

  1. “Ogni cosa è legata all’altra – mi ripeteva Thrand. – Pensa alle radici e ai rami intrecciati di Yggdrasil, l’albero del mondo. Sostengono Yggdrasil e sono Yggdrasil. Così funzionano le antiche tradizioni. Se tu possiedi la conoscenza di base, puoi seguire il cammino di una singola radice di un singolo filo. Oppure puoi tenerti in disparte e vedere lo schema per intero”.
    (Il vichingo, Tim Severin)

  2. “Ogni cosa è legata all’altra – mi ripeteva Thrand. – Pensa alle radici e ai rami intrecciati di Yggdrasil, l’albero del mondo. Sostengono Yggdrasil e sono Yggdrasil. Così funzionano le antiche tradizioni. Se tu possiedi la conoscenza di base, puoi seguire il cammino di una singola radice di un singolo filo. Oppure puoi tenerti in disparte e vedere lo schema per intero”.

    (Il vichingo, Tim Severin)

    “Colui che si adegua al fato, il fato lo conduce;
    Colui che si oppone al fato, il fato lo respinge”
    (Seneca)

  3. Cielo e terra racchiusi nell’albero della vita , ma i rami con i frutti spandono la vita intorno a partire dal simbolo della figura femminile.La fanciulla attende l’amato e in quel bacio c’è inconscio, spirito e materia, mentre l’abbraccio dell’albero simboleggia il vero amore, il Bene che non ha confini di spazio e di tempo, il Bene oltre tutti gli egoismi…….grazie … Baci anche a te, cara Beatrice

    Solo chi ama gli altri
    impara qualcosa
    a proposito di se stesso.
    Kahlil Gibran

  4. C’è solo un particolare assai importante da considerare, rispetto a quello che giustamente tanti grandiosi esseri di ogni tempo, ci riportano con parole, immagini e simbolismi… quell’albero della vita come anche della conoscenza del bene e del male, E’ ROVESCIATO, le sue infinite sagge radici affondano nell’infinito etere cosmico, mentre i sui raggi, i suoi innumerevoli rami sono stati posti, dai grandiosi indefinibili angelici maestri, in questo, come in tanti piani di coscienza.

  5. S-T-R-A-O-R-D-I-N-A-R-I-O. punto e basta .

  6. …Commento alla rosa di post…

    Nel Vangelo di Filippo:
    Quando Abramo si rallegrò di vedere ciò che stava per vedere, circoncise la carne del suo prepuzio, mostrandoci come sia necessario distruggere la carne e il resto di questo mondo. Finché le loro passioni sono nascoste, rimangono e sono vive; se vengono manifestate, muoiono, secondo l’esempio dell’uomo che è manifesto: finché le viscere dell’uomo sono nascoste, l’uomo vive; se le viscere appaiono e vengono fuori di lui, l’uomo morirà. Così pure è l’albero: finché la sua radice è nascosta, esso fiorisce e cresce; se la radice appare, l’albero secca. Così è per ogni prodotto che è nel mondo, non soltanto per quello che è manifesto, ma anche per quello che è nascosto. Infatti, fintanto che la radice dell’errore è nascosta, esso è forte, ma quando è riconosciuta, esso si dissolve. Questo è il motivo per cui il Logos ha detto: “Già la scure è posta alla radice degli alberi”. Essa non sfronderà soltanto “ciò che è sfrondato germoglia di nuovo” ma la scure taglia profondamente finché svelle la radice. E Gesù ha divelto la radice di tutto il luogo; gli altri invece solo in parte. Quanto a noi, ciascuno scavi profondamente fino alla radice dell’errore, che è dentro di lui e lo divelga dal suo cuore fino alla radice. Ed esso invero sarà divelto, quando noi lo riconosceremo. Che se noi siamo ignoranti a suo riguardo, esso affonda in noi le radici e produce i suoi frutti nei nostri cuori. Esso domina su di noi, e noi siamo suoi schiavi. Ci tiene prigionieri, cosicché noi facciamo ciò che non vogliamo, e ciò che vogliamo non lo facciamo. Esso è potente perché noi non lo conosciamo, e finche esiste, esso lavora. L’ignoranza è per noi la madre dell’errore. L’ignoranza è al servizio della morte: ciò che viene dall’ignoranza né è esistito, ne esiste, ne esisterà. Invece coloro che sono nella verità saranno perfetti quando tutta la verità si manifesterà. Perché la verità è come l’ignoranza: quand’è nascosta, riposa in se stessa, ma quando si rivela ed è riconosciuta, viene glorificata, in quanto è più potente dell’ignoranza e dell’errore. Essa dà la libertà. Il Logos ha detto: “Se voi conoscerete la verità, la verità vi farà liberi”. L’ignoranza è uno schiavo, la conoscenza è libertà. Se noi riconosceremo la verità, troveremo i frutti della verità in noi stessi. Se ci uniremo con essa, essa produrrà il nostro perfezionamento” (ver.123).

    La conoscenza gnostica è un albero tagliato alla radice e Gesù ha tagliato le radici dell’albero dandoci la libertà che è nella conoscenza dell’errore.

    (Dal sito: http://itis.volta.alessandria.it/episteme/ep5/ep5-scala.htm )

  7. Un carissimo abbraccio per te, dolcissima Maria!

  8. IMMAGINE CROCE DELLA VITA DETTA ANCHE CROCE ANSATA DI ANKH
    http://www.hwh22.it/fotoimages/26_esoter/MG_simboli/05.jpg

    Mi viene in mente la croce della vita, simbolo egizio.
    Ankh: Termine egiziano antico designante la croce ansata, il simbolo della vita come nodo che scioglie la morte. A. è l’esatto contrario della morte, in quanto rappresenta la vita per l’eternità, una linea verticale che ne incrocia una orizzontale (v. Croce) con, nel punto d’incontro, l’inizio di un nuovo ciclo: una vita riattivata. Identifica quindi il passato, il presente ed il futuro: ieri, oggi e domani. È l’eternità tra le mani dell’uomo davanti alle sue mani ed alle sue narici. Infatti nell’antico Egitto gli Dei venivano rappresentati nell’atto di porgere la Croce alle narici del Faraone, per conferirgli in questo modo il dono della Vita Eterna. Significa anche aprire la strada al soffio, e lasciar scorrere l’acqua liberamente, nutrendo il grande corpo della Terra. Al centro un chicco di grano: dopo la sua putrefazione esso sta finalmente per germogliare, è vivo.

  9. io klimt lo adoro… e questa è un’opera davvero emblematica… l’albero della vita… minacciato dall’uccello della morte… poche sintetiche linee per raffigurare il mistero dell’esistenza… ma per fortuna i rami sono tanti e rigogliosi… e l’uccello è solo un fastidio… l’albero è forte e ha una corteccia d’oro… potrà essere inciso… ma non abbattuto!!!

    Buon fine settimana a tutti!!!

    Guendalina

  10. Grazie mille del tuo contributo, cara Guendalina!

    Baci baci

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